Connect with us

In evidenza

Dimagrire e non ingrassare più: 10 consigli

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Centro Psicologia Castelli Romani: i suggerimenti della biologa nutrizionista Elisa De Filippi

Piccoli consigli per dimagrire e non ingrassare più non vuole essere lo slogan di un prodotto miracoloso per dimagrire o di una formula segreta stile “abracadabra” per rimanere magri e snelli per sempre. Assolutamente no!

Facciamo una piccola premessa. Molte persone arrivano nel mio studio dopo essersi sottoposti a innumerevoli diete, rivelatesi fallimentari nel tempo. Qualche mio collega, in modo non proprio carino, li definisce “i turisti delle diete”. Io credo che, semplicemente, queste persone non hanno sviluppato un sano rapporto con il cibo e, prima di consegnare loro una dieta, questo aspetto andrebbe curato e approfondito

Pertanto, qual è la chiave per dimagrire senza ingrassare più? L’ho appena accennato: è sviluppare un sano rapporto con il cibo.

Quindi, qual è l’errore che non si dovrebbe mai commettere, se si decide di dimagrire? Sicuramente è quello di voler dimagrire in fretta e pretendere risultati in breve tempo. Non cercate una scorciatoia facile per tornare in forma in vista della prova costume, o perché volete entrare in un vestito per un matrimonio. Bisognerebbe sempre pensare alle conseguenze sul lungo periodo, o rischierete di innescare un circolo vizioso, il cosiddetto effetto yo-yo, cioè quel continuo ingrassare e dimagrire che alla lunga crea problemi a livello metabolico.

Veniamo ora ai miei consigli. Non sono la chiave magica per ottenere risultati efficaci e duraturi, ma potrebbero aiutarvi a trovare spunti per cambiare il vostro stile alimentare e di vita.

1. Riconosci se la tua è fame emotiva o reale

Uno dei motivi principali per cui molte persone sono in sovrappeso è la cosiddetta fame emotiva o “emotional eating”: riconoscere quindi cosa innesca l’appetito può aiutare a perdere peso trovando le giuste alternative a quei momenti di noia, di ansia o di stanchezza che inducono a mangiare di continuo. Quando siete privi di forze, chiedetevi il perché, non buttatevi immediatamente sul cibo. Ad esempio state lavorando troppo ed è il caso di rallentare? Quando siete nervosi cercate dei rimedi alternativi come la meditazione o l’esercizio fisico, e quando siete annoiati provate a svagarvi con un hobby o uscite a fare una passeggiata.

2. Fai quotidianamente il tuo pieno di fibre?

Mi capita spesso di sentir dire dai pazienti “quando sono a dieta mangio verdura sia a pranzo che a cena, mentre la frutta la inserisco negli spuntini. Quando invece non sono a dieta mangio verdura quando capita di averla nel frigo e la frutta spesso la dimentico”. Primo errore: intendere lo *stare a dieta* come se fosse uno stato da postare sui social, della serie oggi *sono carica*, domani *sono triste*. Mi dispiace dovervi dire che con l’alimentazione non funziona così: se si inizia un percorso di cambiamento delle proprie abitudini alimentari, bisogna portare a termine tale percorso e mantenere tutte le buone abitudini acquisite nel tempo. Ritornando al discorso frutta e verdura, dobbiamo ricordarci che sono alimenti poco calorici ma ricchissimi di nutrienti (minerali, vitamine, antiossidanti) e di fibre. Dovremmo consumarne quotidianamente una porzione che ci soddisfi: non pensate di dover mangiare quantità industriali di insalata nel tentativo di *riempirvi* e non mangiare *nulla* dopo. Sbagliatissimo. Sapete quale sarà l’effetto? Un addome molto gonfio subito dopo aver mangiato e dopo circa un’oretta un buco allo stomaco (ANZI, UNA VORAGINE) che vi porterà a mangiucchiare qualsiasi cosa vi capiterà sotto al naso!

3. Impara a cucinare con pochi grassi

Sappiamo benissimo che l’olio extravergine d’oliva è ricchissimo di antiossidanti e polifenoli, tuttavia non bisogna abusarne! Dovremmo imparare a cucinare anche con odori e spezie che aiutano ad insaporire i piatti. Inoltre, se cucinate pietanza al forno (come ad esempio il pesce) utilizzate la carta forno ed aggiungete solo un filo d’olio sulla superficie o a fine cottura.

4. Barrette, barrette e ancora barrette! E la frutta fresca?

Capisco perfettamente quanto siano comode e pratiche le *famose * barrette! Vi danno la sensazione di aver fatto il vostro spuntino in modo *sano* (perché sopra c’è scritto “dietetiche”) e in modo leggero (perché sopra c’è scritto “light” o “zero zuccheri”). Come nutrizionista sconsiglio fortemente l’utilizzo di queste barrette: il principale motivo è che non forniscono nutrienti importanti per la nostra salute, solo una manciata di calorie che vi daranno la sensazione di aver messo in bocca qualcosa. Personalmente consiglio sempre lo spuntino a base di frutta fresca e/o frutta secca e/o frutta disidratata! Nella mia borsa ad esempio non manca mai una bustina con dentro un mix di mandorle, uvetta, noci e fichi secchi! A seconda poi delle esigenze personali, ad esempio per una donna in gravidanza o una mamma che allatta e/o corre dietro ai propri cuccioli tutto il giorno, bisognerebbe aggiungere qualcosa in più! Qualche idea? Una fetta di pane a lievitazione naturale o di segale o integrale con un velo di marmellata fatta in casa o della crema di mandorle o nocciole (adoro quest’ultima alternativa). Per chi invece ha l’abitudine di spizzicare mentre si cucina, suggerisco sempre di tenere vicino una ciotola con della verdura fresca: ad esempio carote, sedano, finocchio!

5. Imparate a non usare più lo zucchero

Ogni volta che consumate un caffè o un tè, iniziate a ridurre in modo graduale la quantità di zucchero, fintanto che vi sarete abituati a un sapore sempre meno dolce. Attenzione ai dolci. Ricordate il famoso dolce della domenica della nonna? Bene, è con questa frequenza che dovreste consumare dolci di qualsiasi tipo!

6. Pane o sostituti del pane?

La risposta è ovviamente: PANE! Grissini, crackers, crostini, pan bauletti, fiocchi d’acqua e diavolerie simili non dovrebbero esser presenti sulle nostre tavole! Il motivo è semplice: il prodotto confezionato contiene il doppio (o quasi) della calorie del pane fresco! Se non avete la possibilità di acquistarlo sempre fresco, tagliatelo in fette e poi congelatelo per avere sempre una porzione pronta quando vi serve.

7. Uno strappo alla regola ogni tanto si può fare?

Assolutamente sì! Ogni tanto (ad esempio 1 – massimo 2 – volte a settimana) concedetevi uno sfizio! Una pizza, un aperitivo con le amiche, un dolcetto, una cena al ristorante: sono i piccoli strappi alla regola che ci consentiranno a lungo termine di avere una maggiore compliance nel seguire uno stile di vita più salutare! Piccolo consiglio? Andate alla ricerca di *posticini* particolari, agriturismi biologici, trattorie con cucina realmente casareccia. Per quanto mi riguarda, se il vostro sfizio consiste nell’andare una volta a settimana al fast food, c’è decisamente qualcosa da rivedere….

8. Mangiate più lentamente!

É sufficiente posare la forchetta ogni 2-3 bocconi per rallentare i ritmi. In più, darai modo al tuo stomaco di inviare prima il messaggio di sazietà al tuo cervello, fino a mangiare meno del dovuto. Ascoltate sempre i segnali del vostro corpo, fra tutti il senso di sazietà, che vi ricordo arriva dopo una ventina di minuti dall’inizio del pasto. Se non siete sicuri di essere sazi o ancora affamati, prendetevi del tempo e semmai continuate il pasto dopo un po’.

9. Dormite la notte, almeno 7 ore!

Durante il riposo notturno il nostro organismo deve recuperare le giuste energie ed è provato che chi dorme poco ha più difficoltà nel controllo del peso, a causa anche della cascata ormonale che si crea di conseguenza.

10. Fare attività fisica aiuta a perdere peso ed a mantenere i risultati raggiunti: abbandonate la pigrizia!

Un’alimentazione equilibrata è determinante per dimagrire, ma è anche fondamentale inserire l’attività fisica per mantenere uno stile di vita attivo. L’ideale è inserire nelle vostre giornate delle passeggiate quotidiane e quando possibile anche uno sport programmato, che sia una corsa o una lezione in palestra. L’importante è che si abbandoni la pigrizia! Ad esempio evitando l’ascensore e facendo le scale a piedi, o facendo i spostamenti quotidiani camminando, invece che usando i mezzi.

Senza questi accorgimenti, qualsiasi terapia dietetica fallirà nel breve/lungo periodo…

Insomma la dieta che funziona non è mai quella che ti fa perdere 7 kg in 7 giorni. Nemmeno quella dell’ultima ora o la nuova dieta di moda dei Vip e delle star. L’unico modo per dimagrire in maniera duratura e definitiva è cambiare in modo positivo il tuo stile di vita e alimentare, imparando a mangiare “normalmente” con il giusto equilibrio, senza eccessive restrizioni ma senza esagerare.

Dott.ssa Elisa De Filippi Biologa Nutrizionista

Centro Psicologia Castelli Romani, Piazza Pia 21, 00041 Albano Laziale

Tel. 3204604812 – email: defilippielisa@gmail.com

Print Friendly, PDF & Email

Cultura e Spettacoli

Roma, oltre lo spettatore, una mostra nella quale sono protagonisti artista e visitatore

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Se Roma e Lazio tornassero zona gialla nei prossimi giorni potrebbero essere riaperti i musei anche se si tratterebbe a tutti gli effetti di una riapertura per i residenti o con un pubblico locale, dato che secondo le disposizioni non è possibile spostarsi tra regioni diverse se non per motivi di necessità o al limite per raggiungere la propria seconda casa.

Un’occasione per assicurarsi con tutta probabilità una visita in tutta calma e senza il minimo affollamento, a guardare il bicchiere mezzo pieno. Ma chiunque si trovasse a Roma in quel periodo, e fino al 28 febbraio, non dovrebbe perdersi una mostra originale nel suo allestimento, in corso al museo delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini. Denominata “L’ora dello spettatore. Come le immagini ci usano” la mostra è magistralmente curata da Michele Di Monte e in un percorso che si snoda attraverso 25 capolavori, l’esposizione esplora le forme di quel tacito dialogo che si stabilisce sempre tra l’opera d’arte e il suo spettatore, come sono elaborate nella pittura tra Cinquecento e Settecento.

Se l’arte si rivolge sempre a un pubblico, questo appello non si limita mai a un semplice guardare, ma richiede una partecipazione e una collaborazione più attive. Gli artisti, da parte loro, hanno spesso escogitato soluzioni e invenzioni figurative per coinvolgere personalmente lo spettatore nello spazio e nella storia raccontata dalle opere, chiedendogli di essere un complice partecipe, di stare al gioco delle immagini. Che è un gioco di allusioni, provocazioni, seduzioni e ironia, grazie al quale l’osservatore diventa inaspettatamente osservato, entra a far parte dell’opera e collabora alla piena realizzazione dei suoi effetti e della sua riuscita.

Lo scopo della mostra è quello di far sperimentare concretamente agli spettatori reali i modi in cui la pittura non si limita a presentarci qualcosa da vedere, ma ci chiede di riflettere su quel che guardiamo, come e perché.

Oltre ad alcune opere provenienti dalla collezione delle Gallerie Nazionali, la mostra si avvale di prestiti da importanti musei, fra gli altri la National Gallery di Londra, il Museo del Prado di Madrid, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Castello Reale di Varsavia, il Museo di Capodimonte a Napoli, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Galleria Sabauda di Torino e, come dichiara, Flaminia Gennari Santori, direttrice del Museo “approfondisce con un prezioso contributo la conoscenza delle opere della collezione, valorizzando ancora una volta la politica di scambi con altri musei, volta a rafforzare il ruolo chiave svolto delle Gallerie a livello nazionale ed internazionale”.

Dopo un’allusiva introduzione al tema della mostra, con l’esposizione del capolavoro di Giandomenico Tiepolo dal Museo del Prado, Il Mondo Novo, la mostra si articola in cinque sezioni.

Nella prima, “La soglia”, finestre, cornici, tende e sipari ci invitano a varcare il confine che separa il nostro mondo da quello del quadro; come succede nell’affascinante Ragazza in una cornice di Rembrandt, proveniente dal Castello Reale di Varsavia, che sembra attenderci al di là dell’immagine.

Questo tacito invito diventa esplicito nella sezione successiva, “L’appello”, dove opere come il ritratto del poeta Giovan Battista Caselli di Sofonisba Anguissola, Venere, Marte e Amore di Guercino o La Carità di Bartolomeo Schedoni si rivolgono apertamente a chi guarda e pretendono la sua attenzione.

Nelle due sezioni centrali, “L’indiscreto” e “Il complice”, il coinvolgimento dell’osservatore si fa più sottile, allusivo, segreto e persino imbarazzante. Lo spettatore è chiamato a prender posizione su ciò che vede, e che in qualche caso non dovrebbe neppure vedere, come nell’ammiccante La buona fortuna di Simon Vouet, nella seducente Giuditta e Oloferne di Johann Liss, o nell’Ebbrezza di Noè di Andrea Sacchi.

Conclude la mostra la sezione dedicata al “Voyeur”, in cui si svela infine la dimensione erotica e ambigua del rapporto tra immagine e sguardo. Nei dipinti di Lavinia Fontana, di van der Neer o di Subleyras, il voyeur guarda non solo l’oggetto del suo presunto desiderio, ma scopre anche l’atto stesso del suo guardare, il suo essere pienamente spettatore.

In occasione della mostra è prevista la pubblicazione di un catalogo (Campisano Editore) con saggi del curatore e di Giovanni Careri, Claudia Cieri Via, Wolfgang Kemp, Sebastian Schütze.

Come accennato, la mostra rimarrà chiusa al pubblico fino alla riapertura dei musei tuttavia è disponibile sul sito del Museo un dossier della mostra e un video-racconto del curatore. Sui canali social, ogni venerdì, viene raccontata la mostra sia con post di narrazione delle varie sezioni sia di approfondimento sulle singole opere.

Informazioni:

www.barberinicorsini.org

Facebook: @BarberiniCorsini | Twitter: @BarberiniCorsin | Instagram: @BarberiniCorsin 

Sede: Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13

Dossier scaricabile qui:

https://www.barberinicorsini.org/wp-content/uploads/2020/12/Lo-Spettatore-Dossier-1.pdf

Video introduttivo:

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cronaca

Percepisce il reddito di cittadinanza, ma gira col Ferrari

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La Procura di Brescia ha iscritto 23 persone nel registro degli indagati con l’accusa di aver indebitamente ottenuto il Reddito di cittadinanza.

Nell’ambito dell’inchiesta, svolta dalla Guardia di Finanza, è emerso che i 23 coinvolti hanno percepito, senza averne titolo, erogazioni per oltre 180.000 euro.

Un caso emblematico è quello scoperto dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Brescia che, tra i beneficiari della misura di sostegno economico, hanno individuato un consulente fiscale che svolge la propria attività professionale tra la Svizzera e l’Italia. Il professionista, quarantaseienne bresciano, che promuove nei confronti di una clientela abbiente la propria attività professionale sui social network, ha richiesto il reddito di cittadinanza all’Inps, allegando all’istanza una Dichiarazione Sostitutiva Unica incompleta che, di conseguenza, ha prodotto un valore Isee falso. In questo modo il consulente è riuscito a percepire il sussidio mensile da maggio 2019 a novembre 2020, per un totale di oltre 14.000 euro. Dagli approfondimenti il professionista è risultato essere stato fermato alla frontiera con la Svizzera alla guida di una Ferrari 458 cabriolet presa a noleggio.

Inoltre, proprio nel periodo in cui percepiva il reddito di cittadinanza ha conseguito vincite alle scommesse sportive 23mila euro. 

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cronaca

Un concerto online per celebrare il “Giorno della Memoria”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Il 27 gennaio il Parco archeologico del Colosseo e la Comunità Ebraica di Roma celebrano il Giorno della Memoria con un concerto dei Maestri Marco Valabrega (violino) e Nicola Pignatiello (chitarra).

In considerazione della grave situazione sanitaria, il concerto sarà trasmesso dalla Curia Iulia nel Foro Romano attraverso il canale Youtube e sulla Pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo e della Comunità Ebraica di Roma alle ore 12.00.

Il Giorno della Memoria, istituito nel 2000 dalla Repubblica Italiana e, dopo 5 anni, dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, celebra la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz – 27 gennaio 1945 – e commemora la Shoah.

Per seguire il concerto del 27 gennaio, ore 12.00

https://www.facebook.com/parcocolosseo/

https://www.youtube.com/parcocolosseo/

«Abbiamo il dovere di ricordare e riflettere perché, come ha scritto Primo Levi, “ciò che è accaduto può ritornare, pur assurdo e impensabile che appaia”. Purtroppo, ancora oggi assistiamo alla negazione dell’Olocausto e a manifestazioni di intolleranza o violenza contro persone o comunità, sia su base etnica che religiosa», afferma il Direttore del Parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo, «è quindi nostro dovere civico ed etico ribadire a voce alta la condanna di qualsiasi negazione dell’Olocausto come evento storico e di tutte le manifestazioni di settarismo, odio razziale e fanatismo, religioso e politico. Uno degli strumenti della memoria è senz’altro la musica che, dopo essere stata una potente forma di resistenza e di denuncia, oggi è essa stessa veicolo della memoria».

«Per esprimere il dolore che stavano provando le vittime della Shoah, molti fecero ricorso a diverse forme d’arte. I disegni, i diari e le melodie che raccontano quella tragedia arrivano direttamente al nostro cuore e ci permettono di trasmettere la Memoria dando una dimensione personale alla storia. Siamo grati al Parco Archeologico del Colosseo per aver voluto organizzare questo concerto, che proprio attraverso una di queste forme d’arte, la musica, assume il compito di trasferire il testimone della Memoria» ha dichiarato Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma.

In questo viaggio nella memoria il nostro pubblico sarà accompagnato dalle note dei Maestri Marco Valabrega al violino e Nicola Pignatiello alla chitarra, che eseguiranno composizioni che evocano diversi aspetti della cultura ebraica: Nigun (nella liturgia ebraica “preghiera senza parole”) di Ernest Bloch (1888-1959), tre composizioni del Maestro Valabrega – Dreidel (una trottola a quattro facce con lettere), Mazal (in ebraico “Fortuna”) in forma musicale di Hora, una danza ebraica, e Schegge, di sapore sefardita – e in chiusura il leitmotiv del celebre film di Steven Spielberg “Schindler’s List”.

Ricordare è fondamentale e questa musica tiene viva la memoria che, come ha detto Liliana Segre, «è l’unico vaccino contro l’indifferenza».

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

I più letti