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DISCARICHE DEL LAZIO: LA CORTE EUROPEA CONDANNA L'ITALIA

Redazione

Discariche del Lazio – La corte di giustizia Ue ha condannato  l'Italia per il trattamento "inadeguato" dei rifiuti in diverse discariche di Roma e Latina, e in particolare Malagrotta, Colle Fagiolara, Cupinoro, Montecelio-Inviolata, Fosso Crepacuore e le due discariche di Latina nel Borgo Montello.

Facendo seguito ad una condanna della Commissione Ue, i giudici di Lussemburgo stabiliscono oggi che al momento del deferimento dell'Italia alla Corte Ue da parte della Commissione (nell'agosto del 2012) "la situazione nella Regione Lazio non era conforme alle prescrizioni della direttiva 2008/98" che regolamenta l'interramento dei rifiuti. Inoltre l'Italia ha violato anche la direttiva 1999/31, anch'essa relativa al trattamento dei rifiuti. Nelle discariche sotto accusa, i rifiuti urbani non sono sottoposti "ad un trattamento che comprenda una adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e la stabilizzazione della loro frazione organica," precisa la Corte in una notastampa. Inoltre l'Italia e' in violazione delle norme Ue anche per non avere creato nella Regione Lazio "una rete integrata ed adeguata di impianti di gestione dei rifiuti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili," conclude la Corte Ue.

“In merito allo smaltimento dei rifiuti nella provincia di Roma e nel Lazio, – dichiarano attraverso una nota Massimiliano Iervolino, membro Direzione Radicali italiani, e Riccardo Magi, consigliere capitolino Radicale – anche rispetto alla nota del 15 ottobre 2014 dell'ufficio stampa della Regione Lazio, dobbiamo precisare che ancora nell'ottobre 2013 nelle discariche in provincia di Roma – o meglio nella nascente Città metropolitana di Roma Capitale – dell'Inviolata a Guidonia, di Cupinoro-Bracciano, oltre che a Borgo Montello (Lt) venivano sversati rifiuti non trattati o trattati in modo insufficiente, in violazione della normativa europea e nazionale. Esattamente un anno fa, nell'ottobre 2013, come Radicali Roma abbiamo presentato la documentazione fotografica  [Cliccare qui per vedere la video documentazione oppure andare in fondo all'articolo] che lo dimostrava inequivocabilmente e a partire da essa abbiamo inviato la nostra segnalazione alla Commissione europea oltre che alla Procura della Repubblica.

Il 16 dicembre 2013 – prosegue la nota di Iervolino e Magi –  Bruxelles ci ha risposto di aver fatto confluire la nostra denuncia e le prove da noi fornite nella procedura di infrazione già aperta nei confronti dell'Italia proprio per le discariche delle province di Roma e di Latina. Proprio la procedura che ha portato alla condanna odierna da parte della Corte di Giustizia.  Leggendo attentamente le motivazioni della Corte, inoltre, v’è poi da rilevare come l’Italia sia stata condannata anche perché la Regione Lazio non ha creato una rete integrata ed adeguata di impianti di gestione dei rifiuti venendo meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/98. Occorre far notare alla Giunta regionale che, ad oggi, il piano rifiuti vigente è ancora quello della Polverini, inoltre non risultano né aumenti sostanziali di percentuali di raccolta differenziata né tantomeno si sono costruiti nuovi impianti di trattamento meccanico biologico. – La nota conclude – La Regione Lazio, forse, nel dichiarare che dal 2013 tutti i rifiuti smaltiti nelle discariche vengono trattati, fa riferimento a quegli impianti di trito vagliatura che la sentenza di oggi ha definitivamente dichiarato non ottemperanti alla Direttiva 1999/31/CE. Infine, è bene sottolineare che se la Regione Lazio avesse una rete integrata ed adeguata di impianti di gestione dei rifiuti, Roma non invierebbe la maggior parte dei rifiuti fuori regione."