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Editoriali

E basta co’ sti scioperi! Il 12 dicembre l’Italia si ferma, ma gli italiani vogliono lavorare

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La Cgil proclama l’ennesima paralisi nazionale, ma Meloni e Salvini mandano un chiaro messaggio: il governo è forte, la sinistra si rassegni. Gli italiani stanchi vogliono tornare a vivere senza cortei e disagi

Ancora un venerdì di passione all’italiana. La Cgil, come da tradizione, annuncia il 12 dicembre il nuovo sciopero generale contro la legge di bilancio. A parlare è sempre lui, Maurizio Landini, tra assemblee, slogan e proclami infuocati: “È una manovra ingiusta! I salari vanno aumentati! La sanità pubblica va rafforzata!”. Peccato che a Milano, Palermo o Latina, chi si alza alle sei del mattino per andare a lavorare non veda benefici concreti, ma solo autobus fermi, treni bloccati e uffici pubblici paralizzati.

La premier Giorgia Meloni ha commentato con sarcasmo: “Nuovo sciopero generale della Cgil? In che giorno cade… di venerdì?”. Una frase che fa sorridere, ma che fotografa perfettamente l’assurdità: scegliere il weekend lungo per paralizzare il Paese è un’autentica beffa per cittadini e lavoratori. Meloni ha aggiunto: “Il governo lavora per famiglie e imprese, mentre qualcuno preferisce bloccare tutto solo per visibilità politica”.

Non meno severo il vicepremier Matteo Salvini: “Landini, rinuncia al weekend lungo e organizza lo sciopero in un altro giorno. Così non danneggi i cittadini!”. Salvini ricorda che il governo ha già messo in campo misure concrete: taglio del cuneo fiscale, bonus famiglia, incentivi alle imprese, assunzioni nella pubblica amministrazione e investimenti in infrastrutture. Misure reali, che parlano più dei cortei.

Durissimo anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Lo sciopero è inutile e controproducente. La manovra è equilibrata e va a sostegno di famiglie e lavoratori”. Il ministro della Salute Orazio Schillaci rincara: “Bloccare bus, metro e uffici non fa crescere la sanità pubblica, semmai crea disagi a chi deve curarsi e agli operatori sanitari già in affanno”.

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Landini, come sempre, non si fa intimidire e ribatte: “Se vogliono cambiare la giornata, cambino loro la manovra!”. Peccato che la manovra serva proprio a sostenere redditi e crescita. Intanto, cittadini e pendolari si preparano a un venerdì di disagi: treni e bus bloccati, uffici pubblici fermi, negozi e servizi rallentati. Il messaggio è chiaro: gli italiani non ce la fanno più con questi scioperi.

Il paradosso è evidente: mentre il governo Meloni lavora per stabilità e crescita, la Cgil sceglie conflitto permanente, come se il Paese fosse ancora fermo agli anni ’70. La sinistra, incapace di costruire proposte credibili, continua a usare lo sciopero come megafono del proprio fallimento politico, senza considerare che chi paga il conto sono sempre i cittadini.

Gli italiani hanno capito da tempo chi difende realmente i loro interessi. La premier Meloni e il governo vanno avanti, con coraggio e concretezza, mentre Landini e la sinistra continuano a proclamare scioperi che, nella pratica, servono solo a bloccare tutto.

E allora sì, lo diciamo chiaro: “E basta co’ sti scioperi!”. Il Paese vuole tornare a vivere, lavorare e crescere. Il governo Meloni è forte, stabile e determinato. La sinistra si rassegni una volta per tutte: gli italiani non vogliono più essere ostaggio dei proclami dei sindacati politicizzati.

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