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EBOLA E IL VIDEO DELLO SCANDALO: COSA NASCONDONO I MASSIMI VERTICI DEL MONDO?

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Interessi economici, strategie geopolitiche e commerciali… lasolita minestra?

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di Cinzia Marchegiani

Dallas – Il video dello scandalo sulle procedure non attuate nei casi di persone infettate dal virus Ebola da personale medico e paramendico ha fatto insospettire gli americani e sta facendo il giro del mondo perché suscita inquietanti interrogativi proprio sul mancato rispetto delle norme di contenimento e prevenzione dettate dai massimi esperti al mondo. Il video mostra la procedura attuata dal preposto personale nel trasferimento di un potenziale infettato da Ebola. La paziente prelevata dall’ospedale Dallas Love Field arriva con l’ambulanza all’aereoporto di Phonix Air. Qui verrà spostata a terra con la barella per farla poi salire sul jet, che con un volo sanitario la porteà al Emory University Hospital di Atlanta. Ma sulla pista dell’aereoporto le telecamere registrano una procedura di spostamento sospetta. Dal filmato, come si evince dalle foto in sequenza, si osserva una persona che segue l’intera operazione di imbarco del paziente, con abiti civili e senza indossare alcuna protezione.
 

IL FATTO
Ambra Vinson è una paziente sospettata di aver contagiato il virus dell’Ebola, le telecamere dell’aereoporto hanno registrato il video del suo trasferimento avvenuta sulla pista del Phonix Air. Come si evince anche dalla sequenza delle foto del filmato, si vede la paziente con la tuta di protezione trasferita dall’ambulanza su una barella e poi avvicinata al jet. Le operazioni sono effettuate da personale che è munito di tuta bio-Hazard, mentre un altro uomo è tranquillamente vicino a loro senza alcun ausilio più elementare di protezione sanitaria per poter partecipare al  trasferimento. L’uomo in questione oltre a monitorare tutta l’operazione, verrà in contatto con gli stessi operatori anche dopo che hanno accompagnato la paziente dentro l’aereo. Infatti, dopo che la paziente è stata fatta salire in modo autonomo sul velivolo dal personale protetto, un preposto all’operazione scenderà dal jet con una busta di plastica rossa e la passerà all’uomo che è senza misure di protezione, lo stesso farà il gesto di prenderlo e aprirlo, poi lo ripasseràaffinché i vestiti della paziente che erano rimasti nell’ambulanza, vengano inseriti dentro. Ad aggravare questa procedura incauta sarà l’entrata nel jet a fine operazione dello stesso uomo sempre senza alcun ausilio, non una semplice mascherina o un paio di guanti di lattice. Salirà sulla scaletta portando dentro un contenitore lasciato sul primo gradino precedentemente toccato dal personale correttamente protetto.

SPIEGAZIONI FORNITE

Le spiegazioni di tale procedura arrivano da Randy Davis, vice presidente di Phonix Air al giornale NCB il quale afferma che le linee guida sono state rispettate: "Il ruolo dell’uomo senza protezione è quello di sorvegliare il processo di trasporto, compresa sull'asfalto. Parte del nostro protocollo è quello di avere una persona non in una tuta bio-Hazard.“ Il vice presidente va nel dettaglio: “quell’uomo è medico coordinatore per la sicurezza della squadra. Il protocollo standard gli permette di indossare abiti civili, perché le protezioni possono bloccare campo della visione e dell'udito. E quel medico (di cui non si conosce il nome) è stato addestrato come mantenere la distanza di sicurezza da pazienti ed è pronto ad adattarsi se necessario. L'uomo è andato al punto di gestire un sacchetto Hazmat rosso, ha preso quello poi lo porse ai lavoratori in quanto hanno insaccato gli oggetti presenti nella corsa in ambulanza."

Risposte molto ambigue e superficili visto che in realtà nel filmato si vede benissimo che il sacchetto rosso è stato portato da un operatore protetto appena uscito dal velivolo dove era entrata la donna. Il coordinatore tra l’altro sta vicinissimo sia alla paziente che agli stessi operatori prima e dopo che hanno aiutato la paziente a salire la scaletta, lo stesso entrerà nel jet a fine operazione senza utilizzare guanti in lattice o una semplice mascherina.
La spiegazione del vice presidente dell’Phonix Air ha lasciato commenti di ilarità e di rabbia poiché le linee guida indicate vengono disattese e anche giustificate legittime, mentre la stessa CDC le consiedra a tutt’oggi come faro per poter contenete ed eliminare il propagarsi della malattia. La stessa CDC dovrà spiegare questo grave episodio che va ad aggiungersi allo scandalo mondiale di qualche mese fa, quando furono trasferite armi letali come l’Antrace e il Virus H5N1 senza le opporture procedure di neutralizzazione, in laboratori con livelli di sicurezza inferiori, che indussero lo stesso direttore Tom Frieden a chiudere con urgenza i laboratori di Atlanta per riformare tutte le procedure, soprattutto quella realtiva alla comunicazioni degli errori interni.

LE EVIDENZE

La “mission” del CDC tra sforzi e obiettivi dedicati non solo in Africa, sembrano disattesi proprio nel territorio americano, protocolli alquanto bizzarri non sembrano avere giustificazioni in merito vista la gravità con cui vengono fatti gli annunci sulla potenzialità della pandemia dovuta ad Ebola, o viene evitato di dire opportunamente la verità? Anche se il primo comunicato del focolaio di Ebola risale allo scorso 23 marzo 2014, le indagini hanno rivelato retroattivamente che l'epidemia è iniziata nel dicembre 2013 e tra il 30 dicembre 2013 e il 14 settembre 2014, ci sono stati 4507 decessi su un totale di 9.914 infettati. E ora gli allarmi e le stime lanciate dall’OMS sembrano disattendere i dati dagli stessi pronosticati. Il 22 settembre 2014 l’OMS allarmava che la stima dei contagi sarebbe salita a 20 mila infettati per i primi di novembre, ora la stima indicata scende improvvisamnete a 10 mila in dicembre. Uno studio da poco pubblicato si fa chiarezza sulla virulenza di Ebola, infatti ha evidenziato che l'epidemia in corso in Africa occidentale anche se è senza precedenti in scala, ha un decorso clinico dell'infezione e la trasmissibilità del virus simili a quelle di precedenti epidemie di Ebola:”Ne deduciamo che l'attuale epidemia è eccezionalmente grande, non principalmente a causa delle caratteristiche biologiche del virus, ma in parte a causa degli attributi delle popolazioni colpite, la condizione dei sistemi sanitari, e perché gli sforzi di controllo sono stati sufficienti a contrastare la diffusione dell'infezione. I sistemi sanitari in tutti e tre i paesi sono andati in frantumi dopo anni di conflitti e c'era una forte penuria di operatori sanitari, lasciando il sistema più debole che in altri paesi con focolai di Ebola. Inoltre, alcune caratteristiche della popolazione possono aver portato alla rapida diffusione della malattia, per esempio, le popolazioni della Guinea, Liberia e Sierra Leone sono altamente interconnessi, con ampie traffico transfrontaliero all'epicentro e collegamenti relativamente facile da strada tra città e villaggi rurali e le città capitali densamente popolate”.

Queste le verità e i motivi per il quale l’epidemia si è trasmessa nelle varie regioni africane e che spesso non vengono spiegate bene, mentre il panico e le paure stanno alimentano falsi allarmismi che forse andrebbero rivalutati. C’è da capire a chi giova questa psicosi da contagio, poiché se fosse reale la gravità della situazione, non è accetabile la spiegazione che giustifica l'azione del personale poter  assistere alle operazioni di trasferimento in semplici vestiti civili.
L’unico deterennte sono le norme igieniche e sanitarie che non sembrano essere attuate proprio in America, ci si chiede come in Africa vengono attuate queste procedure visto che sin dall’nizio, gli infettati sono stati fatti alloggiare in un ospedale dove vi erano pazienti ricoverati per altre patologie..

E l’America come sempre pone e dispone. Con un ordine esecutivo Barack Obama ha appena autorizzato il Pentagono ad inviare i membri dela Guardia Nazionale e altre unità di riserva militare in Africa occidentale. 4.000 truppe per insediarsi e combattere questa epidemia, mentre la Tekmira, l’azienda farmaceurtica che ha ricevuto dalla FDA l’autorizzazione alla sperimentazione sugli umani, ha avuto un guadagno vertigionoso dall’impennata del 200% delle sue azioni in borsa. La stessa Tekmira che era stata finanziata dalla Dipartimento della Difesa Americano per lo studio di questo vaccino con 140 milioni di dollari. Pandemie che nascondono troppi intrecci economici, strategie geopolitiche e militari, possibile che sia la solita minestra? Possibile che sulle paure si faccia non solo cassa ma politica internazionale? L’OMS in modo implicito dimostra di aver sbagliato, e ora ci si chiede come mai l’America punta gli investimenti proprio in Africa, coinvolgendo l’intero pianeta con straordinari piani finanziari contro l’Ebola, quando nella realtà non si attuano le elementari forme di prevenzione…non tutti sono disposti a subire l’ennesima pandemia H1N1. 

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Control Ultimate Edition, il paranormale diventa next-gen

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Control Ultimate edition torna con una veste grafica migliorata per le console di nuova generazione. A diversi mesi dal lancio della versione originale, infatti, l’action shooter di Remedy Entertainment debutta anche su next-gen. Il risultato? Andiamolo a scoprire. Control è un titolo dall’ottimo intreccio narrativo graziato da un gameplay intrigante e da un setting costruito con rara maestria che, però, già nel 2019 quando fu rilasciato in versione “normale”, soffriva a causa delle limitazioni tecniche imposte dalla scarsa potenza delle console di scorsa generazione che comportavano rallentamenti e vistosi cali di frame-rate. Proprio per questo motivo Control: Ultimate Edition è, senza mezzi termini, il miglior modo possibile per godersi l’ultima fatica di Remedy in una versione tecnicamente ineccepibile e comprensiva delle due chiacchieratissime espansioni rilasciate nei mesi successivi al lancio: The Foundation e AWE. La storia ovviamente è rimasta del tutto invariata rispetto a quanto visto nell’edizione base (qui la nostra recensione) narra le vicende di Jesse Faden, una ragazza originaria della fittizia città di Ordinary che, dopo aver assistito ad un cataclisma di notevoli proporzioni durante la sua infanzia, ha dedicato tutta la propria vita alla ricerca di Dylan, un fratello apparentemente disperso da quasi vent’anni. Le sue incessanti indagini la conducono fino alle porte della Oldest House, un edificio situato nel cuore di New York appartenente al Federal Bureau of Control, un organismo occulto del governo statunitense che si occupa di studiare, affrontare e contenere i fenomeni paranormali che continuano a verificarsi in giro per il mondo. La particolarità della struttura è quella di essere invisibile all’occhio umano dall’esterno e stranamente mutevole all’interno con padiglioni che cambiano aspetto e configurazione senza soluzione di continuità. L’Oldest House è indubbiamente il più riuscito tra i setting ideati dai visionari artisti di Remedy fino ad oggi ed è anche un trionfo in termini di level design, al punto da trascendere il ruolo di semplice sfondo delle avventure di Jesse e divenire un vero e proprio coprotagonista delle vicende che vengono raccontate. Una volta entrati nella Oldest House, è facile rendersi conto che qualcosa di oscuro si aggira nei corridoi: un sussurro, un sibilo, una presenza minacciosa e costante che sembra aver assunto il controllo dell’edificio e dei suoi frequentatori. Tocca alla nostra Jesse fare luce sul mistero celato nel cuore della struttura che, in qualche modo, appare collegato a doppio filo a ciò che è successo durante la sua infanzia. Quella di Control è una sceneggiatura a dir poco incredibile che, anche a due anni di distanza dal lancio originale, riesce a catturare il giocatore in una atmosfera unica creata abilmente da un team di scrittori parecchio ispirato che è riuscito a imbastire un universo coeso, credibile e particolareggiato. Il racconto procede sostenuto dal giusto ritmo per tutte le circa 20 ore necessarie a portare a termine la campagna e non si risparmia colpi di scena, risvolti inaspettati e un finale sconvolgente. A questo, ovviamente, vanno aggiunte le svariate ore di gioco extra garantite dai due DLC inclusi nel pacchetto: “The Foundation” che conduce il giocatore fino alle viscere della Oldest House e “AWE”, l’incredibile anello di congiunzione con l’universo di Alan Wake. Insomma, se non avete ancora avuto occasione di sperimentare Control e la sua storia, questo è il momento migliore per farlo. Dal punto di vista del gameplay, come era logico aspettarsi, Control: Ultimate Edition non apporta particolari modifiche alla formula apprezzata nell’edizione standard. L’ultima fatica di Remedy, come dicevamo, è un titolo action in terza persona davvero adrenalinico, profondo, coinvolgente e raffinato che affonda le proprie radici nei canoni tipici del genere metroidvania. La natura cangiante della Casa ha consentito ai talentuosi designer della compagnia di allontanarsi della linearità dei loro prodotti del passato e di giocare molto sui percorsi che l’utente può intraprendere inserendo missioni secondarie, attività segrete e, addirittura, boss opzionali dietro ogni angolo.

Il comparto grafico di questa verione next-gen di Control, ovviamente, è stato l’aspetto che ha ricevuto maggiore attenzione in vista del lancio di questa edizione definitiva per Xbox series X/S e PS5. Control: Ultimate Edition è stato sviluppato sulla base di una versione potenziata e aggiornata di quello stesso Northlight Engine che aveva messo in seria difficoltà i PC e le console passate, con il preciso obiettivo di offrire ai giocatori un’esperienza più stabile e definita di quanto visto in passato. La modalità di visualizzazione “Performance Mode” rimuove gli effetti di Ray Tracing ma guadagna un frame-rate granitico a 60fps in tutte le situazioni. La risoluzione rimane inalterata. Proprio come nel caso di tanti altri titoli cross-gen che hanno raggiunto i lidi di PS5 e Xbox Series X|S in questo primo periodo del loro ciclo vitale, anche Control: Ultimate Edition può vantare due modalità di visualizzazione differenti: la Graphics Mode e la Performance Mode. La prima propone un rendering 1440p upscalato in 4K e mette in campo gli ultimi ritrovati nel campo dell’effettistica per videogiochi come il Ray Tracing applicato alle trasparenze, alle ombre e ai riflessi superficiali. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una presentazione dal notevole impatto visivo che, però, risulta piagata da una forte instabilità del frame-rate che non siamo riusciti a digerire. Quando si passa alla Performance Mode, invece, la situazione cambia radicalmente. Gli effetti di Ray Tracing vengono sacrificati sull’altare della fluidità e Control: Ultimate Edition riesce a mantenersi stabilmente sulla soglia dei 60fps anche nelle situazioni più concitate. Considerando che la risoluzione di rendering è sempre 2560×1440 (upscalato in 4K) e che tutti gli altri effetti visivi rimangono inalterati, ci sentiamo di consigliarvi questa modalità di visualizzazione per godervi l’ultima opera di Remedy al massimo della velocità. Grazie alla potenza offerta dalle nuove ammiraglie di Microsoft e Sony, i numerosi effetti luminosi e particellari prodotti dalle abilità di Jesse non influiscono sul ritmo dell’azione ma aggiungono un importante valore all’estetica generale del prodotto. Dimenticate i problemi prestazionali che avevano flagellato la versione per console old-gen: questa reinterpretazione per le nuove macchine offrono una versione di Control all’apice del suo splendore. Unico neo, riscontrato sulla versione Xbox da noi testata, è la casuale possibilità di essere riportati sulla dashboard quando si preme il tasto (select) dedicato alla visualizzazione del menù missioni/armi/file. Questo fastidioso bug si è presentato abbastanza di frequente, e l’augurio che ci facciamo e che sia risolto al più presto attraverso una patch in quanto risulta essere parecchio fastidioso. Tirando le somme, Control Ultimate edition rappresenta la versione migliore del titolo in quanto, oltre ad offrire una veste grafica davvero ben realizzata e una fluidità assolutamente incredibile, garantisce un’esperienza di gioco senza pari che viene arricchita dai contenuti aggiuntivi presenti nel pacchetto. Nonostante il gioco non si rivelerà una sorpresa per chi ha già avuto modo di terminare l’avventura sulla vecchia generazione di console, tutte le migliorie apportate e la ricchezza dell’edizione sono un motivo assolutamente convincente per rimettere piedi nell’ Oldest House e di rivivere gli incubi paranormali nei panni di Jesse Faden.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 9,5

Gameplay: 9

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

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Apple, con il nuovo update di iOS arrivano le emoji a tema vaccino

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Apple sta per introdurre 200 nuove emoticon su iPhone e iPad, con particolare attenzione su quelle a tema vaccini. Nel prossimo aggiornamento ad iOS 14.5 e iPadOS 14.5 sarà infatti presente un set di icone dedicate ad un trend che si spera divenga presto condiviso dai più a livello internazionale, quello del vaccino al Covid-19. Per questo motivo, la Mela ha deciso di introdurre nuove icone ma anche di adattare delle esistenti al particolare momento. Ad esempio, l’emoji che rappresenta una siringa, finora visualizzata con delle gocce di sangue che scendono dalla punta, avrà un aspetto meno intimidatorio, riempita con un liquido trasparente e senza goccioline. Le nuove emoji sono state approvate, come sempre, dal Consorzio Unicode lo scorso settembre. Si tratta dell’organizzazione che si occupa di creare il codice per le varie emoticon che poi vengono riprese da ogni azienda che ne fa uso, tra cui anche Facebook e Twitter. Ci si può dunque aspettare introduzioni simili nei prossimi giorni anche per gli altri “grandi” della rete. Emojipedia, un dizionario di emoji online, aveva individuato una tendenza al rialzo nell’uso della emoji a forma di siringa nella sua analisi sui trend di fine 2020, soprattutto su Twitter. Jeremy Burge, chief emoji officer di Emojipedia, ha riferito che eliminare il sangue dalla siringa la rende più appropriata per rappresentare la vaccinazione Covid-19, osservando come la modifica non le impedisca di essere utilizzata anche per altri contesti più classici, come la donazione del sangue. Altre emoji che hanno guadagnato popolarità a seguito della pandemia includono il microbo, l’icona della mascherina e le mani in preghiera. Insomma, Apple resta sempre al passo coi tempi e cerca di affrontare il tema della pandemia di Covid 19 con ironia, ma anche attraverso uno degli strumenti più utilizzati dalle persone.  

F.P.L.

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Romance of the Three Kingdoms XIV Diplomacy and Strategy Expansion Pack

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La serie Romance of The Three Kingdoms è una delle più apprezzate da quella fetta di pubblico appassionato di storia cinese e strategia. Lo scorso anno, con Romance of The Three Kingdoms XIV, Koei Tecmo ha voluto proporla anche console e adesso il titolo si espande con il Diplomacy and Strategy Expansion Pack che introduce quattro nuovi scenari nell’esperienza dei Tre Regni. Inoltre il contenuto permette ai giocatori di giocare nei panni di warlords unici che sono stati attivi durante diverse fasi temporali e, a seconda delle forze scelte, ai giocatori verranno presentati percorsi completamente diversi nei loro tentativi di unificare la Cina. I quattro nuovi scenari includono “The Intentions of Two Yuans” (ottobre 191), una storia che descrive come le ambizioni dei signori della guerra si scontrano dopo il collasso della Coalizione Anti-Dong Zhuo; “The Battle of Chibi” (ottobre 208), il più grande punto di svolta per Romance of the Three Kingdoms; “The Conquest of Liaodong” (luglio 219), dove Wei e Wu uniscono le forze per impedire a Guan Yu di avanzare verso nord; e “The Conquest of Liaodong” (gennaio 238), che ritrae la sottomissione di Gongsun Yuan, il re di Yan, da parte di Sima Yi. E mentre il titolo ritrae eventi classici come la morte improvvisa di Sun Jian e il piano di Zhou Yu per seminare dissensi, i giocatori potranno anche creare i propri momenti suggestivi con il nuovo Editor di eventi. Qui, chi si trova dinanzi lo schermo può combinare sfondi, altoparlanti, musica di sottofondo, messaggi e immagini degli ufficiali in una ricreazione storica tutta loro. Inoltre, l’inedita modalità War Chronicles introduce cinque nuovi brevi scenari sul campo di battaglia, tra cui la “Anti Dong Zhou Coalition”, “The Battle of Guandu”, “The Battle of Chibi”, “The Battle for Jing Province”, e “The Battle for Wuzhang Plains”. In questa nuova tipologia di gioco, i players prenderanno il controllo di forze che non possono essere scelte in scenari normali – come Zhou Yu in “The Battle of Chibi” e i rivali Zhuge Liang o Sima Yi in “The Battle for Wuzhang Plains” – e ogni scenario includerà eventi originali, aggiungendo ancora più entusiasmo alle scene classiche di Romance of the Three Kingdoms. Alla conclusione di ogni schermaglia, i giocatori verranno valutati e verrà assegnato un punteggio in base a diversi fattori tra cui quanti turni sono stati utilizzati, quanti ordini sono stati impartiti e quante volte è stata eseguita una tattica coordinata, testando le vere abilità di ogni giocatore sul campo di battaglia virtuale.

Per rendere il tutto più godibile sono state aggiunte inoltre nuove caratteristiche degli ufficiali e tattiche speciali, insieme a nuovi edifici per una topografia specifica, un calendario che ti consente di riflettere sulle attività precedenti nel gioco, la capacità di commerciare con i grandi imperi eurasiatici come Roma e l’India e la nuovissima abilità “Destroy Building” che ti consente di sabotare strutture sulla mappa e persino di impostare trappole. Nell’Expansion Pack è inclusa anche la possibilità per i giocatori di interagire con città di tribù straniere, comprese le tribù di Wuhuan, Xianbei, Qiang, Nanman e Shanyue. Anche se è sempre stato importante affrontare i conflitti nelle aree centrali della Cina, ora i giocatori dovranno pensarci due volte prima di attuare un attacco ai confini, in cui ora possono emergere battaglie tese. Se i giocatori decidono di aprire il commercio con le tribù straniere della regione, possono inviare dei loro sudditi per sviluppare le loro relazioni dopo aver acquisito determinati vantaggi geografici. Ad esempio: la conquista della provincia di Yo consente di formare amicizie con Wuhuan, mentre la conquista della provincia di Bing consente di stringere forti relazioni con Xianbei. I giocatori potranno anche scegliere di schierare le proprie truppe per conquistare queste tribù. Una volta che i giocatori stabiliscono forti relazioni con le tribù o le conquistano con successo, un Outlander Officer si unirà alle loro forze. Questi Outlander Officer estremamente potenti utilizzano la formazione “Siyi” per avere il sopravvento nelle aree montuose o nelle foreste. A ciascuna tribù è assegnato un tratto unico: gli ufficiali Qiang possono attivare la “Bow Cavalry”, mentre gli ufficiali Xianbei sono equipaggiati con “War Chariot”. Il reclutamento strategico di Outlander Officer con i tratti desiderati sarà fondamentale per unificare la Cina. Romance of the Three Kingdoms XIV: Diplomacy and Strategy Expansion Pack presenta una varietà di oggetti bonus per l’acquisto anticipato che saranno disponibili per il download gratuito entro le prime due settimane dal lancio. Lo scenario bonus “The Fall of Shu Han” sarà disponibile per i giocatori su tutte le piattaforme, mentre lo scenario “Battle of Yiling”, originariamente un bonus per l’uscita di Romance of The Three Kingdoms XIV, sarà disponibile esclusivamente per i giocatori Switch. Inoltre, lo scenario di collaborazione “Legends of Galactic Heroes”, “In the Middle of an Endless Dream” e tutti i personaggi del DLC collaborativo “Legend of the Galactic Heroes” dal numero 1 al numero 5 saranno disponibili come bonus esclusivo su Nintendo Switch. I personaggi esclusi Reinhard e Yang saranno disponibili per due settimane dopo il lancio. Dopo il lancio del gioco, saranno disponibili anche una serie di aggiornamenti del tutto gratuiti. Tirando le somma, possiamo dire senza dubbio che Romance of the Three Kingdoms XIV Diplomacy and Strategy Expansion Pack è una buona espansione, che non stravolge ovviamente più di tanto il gioco principale, ma che aggiunge comunque nuovi elementi in grado di renderlo un poco più vario e appetibile. In termini di contenuti vengono implementati quattro nuovi scenari con i relativi Signori della guerra, nuove tribù da gestire o conquistare, una manciata di elementi attivi per aggiungere funzioni agli eserciti, più una nuova modalità, anche se breve e non molto interessante. Una quantità accettabile, che però appare limitata a causa del prezzo un po’ eccessivo a nostro parere, ma che comunque se si è realmente appassionati del genere vale la pena passarci sopra.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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