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EBOLA, PSICOSI DA CONTAGIO: TROPPE OMBRE E RESPONSABILITA’

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Il focolaio non e’ stato contenuto, un altro scandalo che prosegue la scia dell’ultimo appena vissuto nei laboratori governativi americani

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Dopo il ping pong di notizie allarmanti arriva il ZMAPP il farmaco sperimentale somministrato per via compassionevole a due missionari americani rimasti infettati in Africa appena trasferiti in America. Eppure il CDC assicurava nei comunicati stampa che il virus Ebola non si trasmette facilmente. Il focolaio non e’ stato contenuto, un altro scandalo che prosegue la scia dell’ultimo appena vissuto nei laboratori governativi americani, i più specializzati del mondo, che senza ombra di dubbio ha mostrato procedure insicure sulla manipolazione e trasferimento dell’antrace e del virus H5N1, che dopo aver procurato imbarazzo istituzionale e un possibile contagio all’esterno, ha fatto chiudere gli stessi laboratori mettendo in atto nuove procedure di sicurezza e figure professionali con direttive specifiche. Per gli appassionati di film fantascientifici, Ebola, la nuova pandemia non è una trama neanche tanto originale, in “Contagion”, il film che con molta originalità ha tracciato scenari apocalittici sulla pandemia influenzale del 2009 (che va ricordato fortunatamente non è mai avvenuta), dopo diversi giorni era pronto un vaccino che nessuno aveva sperimentato.

di Cinzia Marchegiani

Atlanta (USA) – L’epidemia Ebola sta allarmando il mondo e tessendo paure indiscriminate facendo leva sul terrore ancestrale, quello di non avere una cura per una malattia praticamente mortale se ti infetta. Ad oggi sappiamo veramente ben poco cosa è accaduto in realtà in Africa. Il focolaio Ebola è sfuggito al controllo dei massimi esperti che dovevano contenere ed eventualmente trovare un vaccino contro questo virus letale al 90%. Più ombre che luci in questo mare di sospetti che stanno emergendo con forza se nel dettaglio si analizzano i comunicati dei più importanti laboratori specializzati al mondo mentre i report dei decessi come un contatore impazzito continua a crescere. Il 6 agosto 2014, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) con un comunicato informava che sta rapidamente aumentando gli sforzi in corso per frenare l'espansione del focolaio Ebola dell'Africa occidentale e la distribuzione del personale di quattro nazioni africane attualmente interessate: Guinea, Sierra Leone, Liberia e Nigeria. L'epidemia è iniziata marzo 2014 in Guinea e diffuso ai paesi vicini della Liberia e Sierra Leone.

Si è da poco diffuso in Nigeria attraverso un viaggiatore di Liberia. Il 5 agosto, il CDC ha emesso un secondo “avviso di allerta per i viaggiatori in Nigeria “, notificando ai viaggiatori di praticare attenzione all'igiene ed evitare il contatto con sangue e fluidi corporei di persone malate di Ebola. Rimane in vigore invece il “livello di grado 3 per i viaggi per la Guinea, Liberia e Sierra Leone” i cui si consiglia di evitare gli spostamenti non essenziali in questi paesi. I laboratori governativi statunitensi CDC, i più importanti nel mondo, spiegano la loro missione, quella di prevenire, individuare e fermare i focolai di malattia ovunque si verifichino e a proteggere la salute dell'America migliorando la salute pubblica sia in patria che all'estero:” CDC ha contribuito gli sforzi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per controllare l'epidemia di Ebola in Africa occidentale dall'inizio del focolaio. CDC ora sta assumendo un ruolo più attivo, ed è stata invitata dall'OMS per garantire una leadership sul fronte tecnico. Il CDC ha attivato la sua Emergency Operations Center al suo livello di risposta più alto.” Ma nonostante le procedure attivate dai laboratori governativi americani CDC che rassicurano il contenimento:“La linea di fondo con Ebola è che sappiamo come fermarlo: sanità pubblica tradizionale. Trova i pazienti, isola e prende cura di loro, trova i loro contatti, educa le persone e esegue rigorosamente il controllo delle infezioni negli ospedali. Fare queste cose con cura meticolosa e Ebola va via" ad oggi i dati sembrano non rendere merito al lavoro svolto!

Il direttore della CDC, Tom Frieden, lo stesso che neanche un mese fa ha chiuso i laboratori di Atlanta per lo scandalo sulle procedure di sicurezza sul trasferimento e neutralizzazione di sostante altamente letali come l’Antrace e il Virus H5N1, che di fatto lo ha costretto a riformare tutte le procedure e individuare una squadra di scienziati con alte cariche di responsabilità capaci di monitorare e indicare nuove linee guida sia sulla sicurezza dei laboratori che sulla comunicazione interna di errori, anticipa le tappe di questa nuova emergenza: "Per mantenere sicura l'America, gli operatori sanitari dovrebbero isolare e valutare le persone che sono tornati dalla Guinea, Liberia e Sierra Leone, in passato 21 giorni e avere febbre o altri sintomi suggestivi di Ebola. Noi salveremo le vite umane in Africa occidentale e proteggeremo noi stessi a casa fermando Ebola alla fonte." Per questo la CDC sta rapidamente inviando più esperti di controllo delle malattie per le quattro nazioni attualmente di segnalazione dei casi, 50 ulteriori esperti di controllo della malattia saranno nella regione entro 30 giorni.

Alcuni membri del personale hanno completato le loro implementazioni e sono a rotazione fuori del paese, ma il numero complessivo del personale sono in aumento. A partire dallo scorso 4 agosto 2014 la distribuzione del personale ha raggiunto 6 tecnici in Guinea, 12 in Liberia, 4 in Nigeria e 9 in Sierra Leone. La risposta a livello di agenzia continuerà fino a quando l'epidemia sarà sotto controllo, uno sforzo prevista per 3-6 mesi. In Africa occidentale, questi detective delle malattie stanno dirigendo gli sforzi per puntiformi casi e dei loro contatti utilizzando un nuovo strumento sviluppato presso il CDC, un applicazione sulla febbre emorragica virale (VHF) che accelera una delle parti più difficili di individuazione della malattia: trovare tutti esposti al virus, mentre altri esperti CDC hanno il compito di educare il pubblico su come evitare il contagio di Ebola, garantire che il personale sanitario strettamente seguono protocolli che li proteggono contro le infezioni, rafforzare gli aspetti di laboratorio della risposta e migliorare la comunicazione tra tutti i soggetti interessati (il pubblico, i pazienti e le loro famiglie, operatori sanitari, governi e organizzazioni non governative, e la media). Una “mission” dettagliata che ora sembra perfetta, ma ci si chiede cosa è stato fatto finora in Africa se questi protocolli dovevano contenere una malattia infettiva che già molto tempo sta seminando morti…. Sforzi e obiettivi che la CDC non confina esclusivamente in Africa occidentale ma anche in America, aggiornando (?) i protocolli di infezione di prevenzione per gli ospedali dove i viaggiatori con sospetta esposizione Ebola possono presentare per il trattamento, per l'equipaggio di aeromobili e personale aeroportuale e per i laboratori di manipolazione dei campioni da casi sospetti di Ebola, dichiarando che negli ospedali degli Stati Uniti possono gestire in sicurezza i pazienti con malattia di Ebola, elogiando i fattori chiave come l'isolamento dei pazienti, diligente pulizia ambientale e disinfezione, e la protezione di operatori sanitari.
Tra il 31 luglio al 1 °agosto 2014, per un totale di 163 nuovi casi di malattia da virus Ebola (EVD; casi laboratorio-confermati, probabili e sospetti) e 61 decessi sono stati segnalati dalla Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone. Tre di questi casi sono in Nigeria e comprendono due nuovi casi probabili – uno in un operatore sanitario e uno in un nigeriano che ha viaggiato in Guinea – e sospetto caso di un'infermiera. Le autorità nazionali di Ghana, Nigeria, Togo e continuano a lavorare a stretto contatto con l'OMS e lo partner nell'identificazione di contatti e ricerca di contatti, nonché nella preparazione di piani di intervento a seguito della recente visita e la morte di un cittadino liberiano a Nigeria da EVD e il nuovo caso probabile EVD nigeriano, che ha viaggiato in Guinea.

Ed ecco che il virus Ebola approda in America tramite due voli sanitari, che ha trasferito i missionari infettati con il virus, il giovane medico di 33 anni, il dr. Kent Brantly e Nancy Writebol di 59 anni dove sono opportunamente trattati da specialisti in malattie infettive presso la Emory University Hospital di Atlanta. Nonostante la malattia, concentrata in Africa, abbia ucciso quasi 900 persone da febbraio, esclusivamente ai due americani infettati e in condizioni davvero critiche, viene somministrato il farmaco ZMapp che sembra aver salvato la loro vita, previa firma del consenso per un farmaco sperimentale che entra nel regolamento della FDA uso compassionevole, che consente l’accesso ai farmaci al di fuori di studi clinici. Ma lo ZMAPP non è uscito dal cappello a cilindro, anzi in tutto il mondo ci sono molte società farmaceutiche che stanno sperimentando vari farmaci per questo virus. Ci si chiede quale etica ha permesso una discriminazione del genere, quando il focolaio presente in Africa non ha permesso questo trattamento per via compassionevole, ci si chiede in quanti stanno sperimentando in Africa le classi dei vaccini e non dei farmaci che invece curano la patologia. Lo ZMAPP, è descritto ufficialmente come“il risultato di una collaborazione tra Mapp biofarmaceutica, Inc. e LeafBio (San Diego, CA), Defyrus Inc. (Toronto, Canada), il governo degli Stati Uniti e l'Agenzia di sanità pubblica del Canada (PHAC). ZMappTM si compone di tre anticorpi monoclonali "umanizzati" fabbricati in piante, in particolare Nicotiana. E 'un cocktail ottimizzata combinando il meglio componenti MB-003 (Mapp) e ZMAb (Defyrus / PHAC). Lo ZMappTM è stato identificato come un candidato farmaco nel gennaio 2014 e non ha ancora stato valutato per la sicurezza nell'uomo. Come tale, ben poco del farmaco è attualmente disponibili. Qualsiasi decisione di utilizzare un farmaco sperimentale in un paziente sarebbe una decisione presa da il medico curante in base alle direttive di regolamentazione della FDA. Mapp ei suoi partner stanno collaborando con le organizzazioni governative a aumentare la produzione il più rapidamente possibile.” Quali pressioni vengono fatte affinché un farmaco facilmente somministrabile in un contesto di reale crisi planetaria non viene prodotto e inviato per uso compassionevole, con i milioni di dollari stanziati dall’USA, OMS? In effetti gli scienziati sono propensi sempre a sperimentare e collaudare un vaccino invece di un farmaco che va usato esclusivamente all’insorgenza della patologia, che avrebbe un business contenuto rispetto ad un vaccino reso obbligatorio o al massimo facoltativo al resto dell’umanità. Ci si chiede quanto di queste notizie allarmanti servano ad alimentare le paure ancestrali dell’uomo, vittima delle proprie fobie che farebbe di tutto pur di salvarsi da malattie orribile e agonie inenarrabili.
900 morti, un tasso di mortalità del 90% e in Africa non si attivano per uno studio clinico di un farmaco e “non vaccino” facendo leva sul buon senso e logica, mentre le lungaggine burocratiche e l’uso compassionevole ha un principio di etica solo per cittadini americani. Questione di finanziamenti? Non sembra perché finora per contenere e arginare e monitorare questa pandemia africana, sono stati messi a disposizione ingenti somme da capogiro, e le domande lecite ora gettano ombre inquietanti su chi in realtà e come si sta speculando su un continente terreno fertile di carne umana su cui sperimentare possibili vaccini da spammare poi sull’intero pianeta come unico ausilio per debellare definitivamente una pandemia che a dati oggettivi è difficile trasmettere con le norme igieniche adatte. Un funzionario Onu ha suggerito che i farmaci non possono essere testati nel bel mezzo di un'epidemia!!!! Sarebbe da chiedergli quando di grazia possono essere sperimentati. E il mondo ora legge tra le righe queste strategie, messe in atto con molta inquietudine, e i dubbi su come spesso queste malattie vengano sfruttate esclusivamente per fini di business, le 900 morti hanno un valore, ma non troppo evidentemente per attuare un piano sanitario atto prima di tutto a guarire e non sperimentare. Sarebbe opportuno capire chi e come è andato in Africa a sperimentare vaccini, mentre come birilli le persone infette morivano, mettendo in procurato allarme il resto del mondo che può solo conoscere le notizie dei canali ufficiali dell’OMS, della CDC e dei governi, quando purtroppo a nostre spese stiamo imparando che le inchieste dei giornali e dei magistrati hanno aperto crepe immense sull’etica degli scienziati e delle case farmaceutiche troppo legati da interessi che vanno aldilà di quello dei malati. Sarà un caso la morte di Glenn Thomas sul volo abbattuto in Ucraina? Sarà un caso se esistono diversi farmaci che possono contenere e salvare vite umane, ma non attivati e amplificati gli studi in un territorio flagellato dalle infezioni?
Il caso ha voluto che ad infettarsi fossero due statunitensi e ora i due americani saranno studiati ulteriormente per determinare come il farmaco ha lavorato con il loro sistema immunitario.

Per loro è stato possibile, ma sembra che stendere un farmaco testarlo nel corso di una epidemia massiccia sembra molto difficile e monitorarne il successo richiederebbe personale medico supplementare dove le risorse sono già scarse…Scarse? Sono scarsi i fondi stanziati? La logica….sembra un elemento assente in questa shakespeariana e holliwoodiana storia, eppure bastava prendere un gruppo di malati e attuare una sperimentazione del farmaco o farmaci promettenti…ma gli scienziati ammoniscono, sarebbe meglio un vaccino!
La pandemia Ebola sembra una trama di un film neanche tanto originale, per gli appassionati di film fantascientifici ricordano senza sorpresa “Contagion”, il film che con molta originalità ha tracciato scenari apocalittici sulla pandemia influenzale del 2009 (che va ricordato fortunatamente non è mai avvenuta e ha fatto spendere un patrimonio per vaccini mai serviti) e dopo diversi giorni era pronto un vaccino che nessuno aveva sperimentato!
Intanto la pandemia Ebola coincide con il lancio dell’Agenda Globale per la sicurezza sanitaria del governo degli Stati Uniti, che ha come obbiettivo il rafforzamento della sicurezza nazionale, aiutando altre nazioni prevenire, rilevare e rispondere efficacemente alle epidemie. Nel corso dei prossimi cinque anni, l'iniziativa rafforzerà l'infrastruttura sanitaria di almeno 30 paesi partner, con 4 miliardi di cittadini. CDC ha investito 40 milioni dollari quest'anno, nello sforzo e il presidente Barack Obama ha chiesto un supplemento di 45 milioni di dollari nel bilancio 2015, e il nuovo CDC Disease Detectives Utilizzo nuovo strumento software in febbre emorragica Ebola, è già stato messo in azione….

Il vaccino sembra l’unico obiettivo prioritario dei sistemi sanitari, in fondo la pandemia influenzale del 2009 mai verificatasi ha lasciato moniti che sono stati dimenticati con molta facilità dalle nuove allarmati notizie, che fanno purtroppo leva sull’inconscio e le paure…ma non il danno erariale per vaccini mai utilizzati. Ricordiamo che con lo sviluppo di focolai di influenza pandemica del virus H1N1 nel 2009, il ministero della Salute con un approvvigionamento d’urgenza del vaccino aveva sottoscritto un contratto capestro con la Novartis per l'acquisito di 24 milioni di dosi di vaccino per un ammontare complessivo di 184 milioni 800mila euro. Il caso volle che il procurato allarme si risolse con un solo caso sul territorio italiano che spinse il ministero ad interrompere la fornitura di oltre 12 milioni di vaccini non ancora prodotti, per un controvalore di 97 milioni 615mila 179 euro. Ora l’indennizzo dovuto alla casa farmaceutica è sotto l’inchiesta della magistratura, poiché il prezzo comprensivo del costo è sospettato di essere stato gonfiato dell'adiuvante, ed emergerebbe da un controllo dell’Agenzie delle Entrate della Novartis "evidenti profili d'illiceità fiscale, si legge, afferenti un fenomeno di trasfer pricing infragruppo, finalizzato all'accrescimento artefatto dei costi di produzione di vaccini adiuvati con MF59"

Libera interpretazione o profetica lungimiranza? Ai posteri… come sempre l’ardua sentenza. Per esorcizzare scenari apocalittici mai avvenuti, basterebbero guardare “Contagion”, l’epidemia mai avvenuta, e quel vaccino uscito dal cappello a cilindro che nel film salvò l’umanità.

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Control Ultimate Edition, il paranormale diventa next-gen

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Control Ultimate edition torna con una veste grafica migliorata per le console di nuova generazione. A diversi mesi dal lancio della versione originale, infatti, l’action shooter di Remedy Entertainment debutta anche su next-gen. Il risultato? Andiamolo a scoprire. Control è un titolo dall’ottimo intreccio narrativo graziato da un gameplay intrigante e da un setting costruito con rara maestria che, però, già nel 2019 quando fu rilasciato in versione “normale”, soffriva a causa delle limitazioni tecniche imposte dalla scarsa potenza delle console di scorsa generazione che comportavano rallentamenti e vistosi cali di frame-rate. Proprio per questo motivo Control: Ultimate Edition è, senza mezzi termini, il miglior modo possibile per godersi l’ultima fatica di Remedy in una versione tecnicamente ineccepibile e comprensiva delle due chiacchieratissime espansioni rilasciate nei mesi successivi al lancio: The Foundation e AWE. La storia ovviamente è rimasta del tutto invariata rispetto a quanto visto nell’edizione base (qui la nostra recensione) narra le vicende di Jesse Faden, una ragazza originaria della fittizia città di Ordinary che, dopo aver assistito ad un cataclisma di notevoli proporzioni durante la sua infanzia, ha dedicato tutta la propria vita alla ricerca di Dylan, un fratello apparentemente disperso da quasi vent’anni. Le sue incessanti indagini la conducono fino alle porte della Oldest House, un edificio situato nel cuore di New York appartenente al Federal Bureau of Control, un organismo occulto del governo statunitense che si occupa di studiare, affrontare e contenere i fenomeni paranormali che continuano a verificarsi in giro per il mondo. La particolarità della struttura è quella di essere invisibile all’occhio umano dall’esterno e stranamente mutevole all’interno con padiglioni che cambiano aspetto e configurazione senza soluzione di continuità. L’Oldest House è indubbiamente il più riuscito tra i setting ideati dai visionari artisti di Remedy fino ad oggi ed è anche un trionfo in termini di level design, al punto da trascendere il ruolo di semplice sfondo delle avventure di Jesse e divenire un vero e proprio coprotagonista delle vicende che vengono raccontate. Una volta entrati nella Oldest House, è facile rendersi conto che qualcosa di oscuro si aggira nei corridoi: un sussurro, un sibilo, una presenza minacciosa e costante che sembra aver assunto il controllo dell’edificio e dei suoi frequentatori. Tocca alla nostra Jesse fare luce sul mistero celato nel cuore della struttura che, in qualche modo, appare collegato a doppio filo a ciò che è successo durante la sua infanzia. Quella di Control è una sceneggiatura a dir poco incredibile che, anche a due anni di distanza dal lancio originale, riesce a catturare il giocatore in una atmosfera unica creata abilmente da un team di scrittori parecchio ispirato che è riuscito a imbastire un universo coeso, credibile e particolareggiato. Il racconto procede sostenuto dal giusto ritmo per tutte le circa 20 ore necessarie a portare a termine la campagna e non si risparmia colpi di scena, risvolti inaspettati e un finale sconvolgente. A questo, ovviamente, vanno aggiunte le svariate ore di gioco extra garantite dai due DLC inclusi nel pacchetto: “The Foundation” che conduce il giocatore fino alle viscere della Oldest House e “AWE”, l’incredibile anello di congiunzione con l’universo di Alan Wake. Insomma, se non avete ancora avuto occasione di sperimentare Control e la sua storia, questo è il momento migliore per farlo. Dal punto di vista del gameplay, come era logico aspettarsi, Control: Ultimate Edition non apporta particolari modifiche alla formula apprezzata nell’edizione standard. L’ultima fatica di Remedy, come dicevamo, è un titolo action in terza persona davvero adrenalinico, profondo, coinvolgente e raffinato che affonda le proprie radici nei canoni tipici del genere metroidvania. La natura cangiante della Casa ha consentito ai talentuosi designer della compagnia di allontanarsi della linearità dei loro prodotti del passato e di giocare molto sui percorsi che l’utente può intraprendere inserendo missioni secondarie, attività segrete e, addirittura, boss opzionali dietro ogni angolo.

Il comparto grafico di questa verione next-gen di Control, ovviamente, è stato l’aspetto che ha ricevuto maggiore attenzione in vista del lancio di questa edizione definitiva per Xbox series X/S e PS5. Control: Ultimate Edition è stato sviluppato sulla base di una versione potenziata e aggiornata di quello stesso Northlight Engine che aveva messo in seria difficoltà i PC e le console passate, con il preciso obiettivo di offrire ai giocatori un’esperienza più stabile e definita di quanto visto in passato. La modalità di visualizzazione “Performance Mode” rimuove gli effetti di Ray Tracing ma guadagna un frame-rate granitico a 60fps in tutte le situazioni. La risoluzione rimane inalterata. Proprio come nel caso di tanti altri titoli cross-gen che hanno raggiunto i lidi di PS5 e Xbox Series X|S in questo primo periodo del loro ciclo vitale, anche Control: Ultimate Edition può vantare due modalità di visualizzazione differenti: la Graphics Mode e la Performance Mode. La prima propone un rendering 1440p upscalato in 4K e mette in campo gli ultimi ritrovati nel campo dell’effettistica per videogiochi come il Ray Tracing applicato alle trasparenze, alle ombre e ai riflessi superficiali. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una presentazione dal notevole impatto visivo che, però, risulta piagata da una forte instabilità del frame-rate che non siamo riusciti a digerire. Quando si passa alla Performance Mode, invece, la situazione cambia radicalmente. Gli effetti di Ray Tracing vengono sacrificati sull’altare della fluidità e Control: Ultimate Edition riesce a mantenersi stabilmente sulla soglia dei 60fps anche nelle situazioni più concitate. Considerando che la risoluzione di rendering è sempre 2560×1440 (upscalato in 4K) e che tutti gli altri effetti visivi rimangono inalterati, ci sentiamo di consigliarvi questa modalità di visualizzazione per godervi l’ultima opera di Remedy al massimo della velocità. Grazie alla potenza offerta dalle nuove ammiraglie di Microsoft e Sony, i numerosi effetti luminosi e particellari prodotti dalle abilità di Jesse non influiscono sul ritmo dell’azione ma aggiungono un importante valore all’estetica generale del prodotto. Dimenticate i problemi prestazionali che avevano flagellato la versione per console old-gen: questa reinterpretazione per le nuove macchine offrono una versione di Control all’apice del suo splendore. Unico neo, riscontrato sulla versione Xbox da noi testata, è la casuale possibilità di essere riportati sulla dashboard quando si preme il tasto (select) dedicato alla visualizzazione del menù missioni/armi/file. Questo fastidioso bug si è presentato abbastanza di frequente, e l’augurio che ci facciamo e che sia risolto al più presto attraverso una patch in quanto risulta essere parecchio fastidioso. Tirando le somme, Control Ultimate edition rappresenta la versione migliore del titolo in quanto, oltre ad offrire una veste grafica davvero ben realizzata e una fluidità assolutamente incredibile, garantisce un’esperienza di gioco senza pari che viene arricchita dai contenuti aggiuntivi presenti nel pacchetto. Nonostante il gioco non si rivelerà una sorpresa per chi ha già avuto modo di terminare l’avventura sulla vecchia generazione di console, tutte le migliorie apportate e la ricchezza dell’edizione sono un motivo assolutamente convincente per rimettere piedi nell’ Oldest House e di rivivere gli incubi paranormali nei panni di Jesse Faden.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 9,5

Gameplay: 9

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

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Apple, con il nuovo update di iOS arrivano le emoji a tema vaccino

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Apple sta per introdurre 200 nuove emoticon su iPhone e iPad, con particolare attenzione su quelle a tema vaccini. Nel prossimo aggiornamento ad iOS 14.5 e iPadOS 14.5 sarà infatti presente un set di icone dedicate ad un trend che si spera divenga presto condiviso dai più a livello internazionale, quello del vaccino al Covid-19. Per questo motivo, la Mela ha deciso di introdurre nuove icone ma anche di adattare delle esistenti al particolare momento. Ad esempio, l’emoji che rappresenta una siringa, finora visualizzata con delle gocce di sangue che scendono dalla punta, avrà un aspetto meno intimidatorio, riempita con un liquido trasparente e senza goccioline. Le nuove emoji sono state approvate, come sempre, dal Consorzio Unicode lo scorso settembre. Si tratta dell’organizzazione che si occupa di creare il codice per le varie emoticon che poi vengono riprese da ogni azienda che ne fa uso, tra cui anche Facebook e Twitter. Ci si può dunque aspettare introduzioni simili nei prossimi giorni anche per gli altri “grandi” della rete. Emojipedia, un dizionario di emoji online, aveva individuato una tendenza al rialzo nell’uso della emoji a forma di siringa nella sua analisi sui trend di fine 2020, soprattutto su Twitter. Jeremy Burge, chief emoji officer di Emojipedia, ha riferito che eliminare il sangue dalla siringa la rende più appropriata per rappresentare la vaccinazione Covid-19, osservando come la modifica non le impedisca di essere utilizzata anche per altri contesti più classici, come la donazione del sangue. Altre emoji che hanno guadagnato popolarità a seguito della pandemia includono il microbo, l’icona della mascherina e le mani in preghiera. Insomma, Apple resta sempre al passo coi tempi e cerca di affrontare il tema della pandemia di Covid 19 con ironia, ma anche attraverso uno degli strumenti più utilizzati dalle persone.  

F.P.L.

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Romance of the Three Kingdoms XIV Diplomacy and Strategy Expansion Pack

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La serie Romance of The Three Kingdoms è una delle più apprezzate da quella fetta di pubblico appassionato di storia cinese e strategia. Lo scorso anno, con Romance of The Three Kingdoms XIV, Koei Tecmo ha voluto proporla anche console e adesso il titolo si espande con il Diplomacy and Strategy Expansion Pack che introduce quattro nuovi scenari nell’esperienza dei Tre Regni. Inoltre il contenuto permette ai giocatori di giocare nei panni di warlords unici che sono stati attivi durante diverse fasi temporali e, a seconda delle forze scelte, ai giocatori verranno presentati percorsi completamente diversi nei loro tentativi di unificare la Cina. I quattro nuovi scenari includono “The Intentions of Two Yuans” (ottobre 191), una storia che descrive come le ambizioni dei signori della guerra si scontrano dopo il collasso della Coalizione Anti-Dong Zhuo; “The Battle of Chibi” (ottobre 208), il più grande punto di svolta per Romance of the Three Kingdoms; “The Conquest of Liaodong” (luglio 219), dove Wei e Wu uniscono le forze per impedire a Guan Yu di avanzare verso nord; e “The Conquest of Liaodong” (gennaio 238), che ritrae la sottomissione di Gongsun Yuan, il re di Yan, da parte di Sima Yi. E mentre il titolo ritrae eventi classici come la morte improvvisa di Sun Jian e il piano di Zhou Yu per seminare dissensi, i giocatori potranno anche creare i propri momenti suggestivi con il nuovo Editor di eventi. Qui, chi si trova dinanzi lo schermo può combinare sfondi, altoparlanti, musica di sottofondo, messaggi e immagini degli ufficiali in una ricreazione storica tutta loro. Inoltre, l’inedita modalità War Chronicles introduce cinque nuovi brevi scenari sul campo di battaglia, tra cui la “Anti Dong Zhou Coalition”, “The Battle of Guandu”, “The Battle of Chibi”, “The Battle for Jing Province”, e “The Battle for Wuzhang Plains”. In questa nuova tipologia di gioco, i players prenderanno il controllo di forze che non possono essere scelte in scenari normali – come Zhou Yu in “The Battle of Chibi” e i rivali Zhuge Liang o Sima Yi in “The Battle for Wuzhang Plains” – e ogni scenario includerà eventi originali, aggiungendo ancora più entusiasmo alle scene classiche di Romance of the Three Kingdoms. Alla conclusione di ogni schermaglia, i giocatori verranno valutati e verrà assegnato un punteggio in base a diversi fattori tra cui quanti turni sono stati utilizzati, quanti ordini sono stati impartiti e quante volte è stata eseguita una tattica coordinata, testando le vere abilità di ogni giocatore sul campo di battaglia virtuale.

Per rendere il tutto più godibile sono state aggiunte inoltre nuove caratteristiche degli ufficiali e tattiche speciali, insieme a nuovi edifici per una topografia specifica, un calendario che ti consente di riflettere sulle attività precedenti nel gioco, la capacità di commerciare con i grandi imperi eurasiatici come Roma e l’India e la nuovissima abilità “Destroy Building” che ti consente di sabotare strutture sulla mappa e persino di impostare trappole. Nell’Expansion Pack è inclusa anche la possibilità per i giocatori di interagire con città di tribù straniere, comprese le tribù di Wuhuan, Xianbei, Qiang, Nanman e Shanyue. Anche se è sempre stato importante affrontare i conflitti nelle aree centrali della Cina, ora i giocatori dovranno pensarci due volte prima di attuare un attacco ai confini, in cui ora possono emergere battaglie tese. Se i giocatori decidono di aprire il commercio con le tribù straniere della regione, possono inviare dei loro sudditi per sviluppare le loro relazioni dopo aver acquisito determinati vantaggi geografici. Ad esempio: la conquista della provincia di Yo consente di formare amicizie con Wuhuan, mentre la conquista della provincia di Bing consente di stringere forti relazioni con Xianbei. I giocatori potranno anche scegliere di schierare le proprie truppe per conquistare queste tribù. Una volta che i giocatori stabiliscono forti relazioni con le tribù o le conquistano con successo, un Outlander Officer si unirà alle loro forze. Questi Outlander Officer estremamente potenti utilizzano la formazione “Siyi” per avere il sopravvento nelle aree montuose o nelle foreste. A ciascuna tribù è assegnato un tratto unico: gli ufficiali Qiang possono attivare la “Bow Cavalry”, mentre gli ufficiali Xianbei sono equipaggiati con “War Chariot”. Il reclutamento strategico di Outlander Officer con i tratti desiderati sarà fondamentale per unificare la Cina. Romance of the Three Kingdoms XIV: Diplomacy and Strategy Expansion Pack presenta una varietà di oggetti bonus per l’acquisto anticipato che saranno disponibili per il download gratuito entro le prime due settimane dal lancio. Lo scenario bonus “The Fall of Shu Han” sarà disponibile per i giocatori su tutte le piattaforme, mentre lo scenario “Battle of Yiling”, originariamente un bonus per l’uscita di Romance of The Three Kingdoms XIV, sarà disponibile esclusivamente per i giocatori Switch. Inoltre, lo scenario di collaborazione “Legends of Galactic Heroes”, “In the Middle of an Endless Dream” e tutti i personaggi del DLC collaborativo “Legend of the Galactic Heroes” dal numero 1 al numero 5 saranno disponibili come bonus esclusivo su Nintendo Switch. I personaggi esclusi Reinhard e Yang saranno disponibili per due settimane dopo il lancio. Dopo il lancio del gioco, saranno disponibili anche una serie di aggiornamenti del tutto gratuiti. Tirando le somma, possiamo dire senza dubbio che Romance of the Three Kingdoms XIV Diplomacy and Strategy Expansion Pack è una buona espansione, che non stravolge ovviamente più di tanto il gioco principale, ma che aggiunge comunque nuovi elementi in grado di renderlo un poco più vario e appetibile. In termini di contenuti vengono implementati quattro nuovi scenari con i relativi Signori della guerra, nuove tribù da gestire o conquistare, una manciata di elementi attivi per aggiungere funzioni agli eserciti, più una nuova modalità, anche se breve e non molto interessante. Una quantità accettabile, che però appare limitata a causa del prezzo un po’ eccessivo a nostro parere, ma che comunque se si è realmente appassionati del genere vale la pena passarci sopra.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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