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EBOLA VS STAMINA DUE REALTA’ A CONFRONTO CHE CONDANNANO L’ITALIA: ORA SI FACCIA CHIAREZZA

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All’Atlanta Emory University sono stati dimessi i missionari trattati con il farmaco Zmapp anche se non testato sull’uomo

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Intanto in Italia ai malati con patologie degenerative viene negata l’accessola terapia stamina ostacolata su vari fronti, legali, istituzionali e dell’informazione. I malati con le malattie rare e degenerative rischiano di morire senza aver avuto la possibilità di ricevere trattamento ancora non sperimentato ma che sull’uomo ormai ha dimostrato di non provocare effetti collaterali. Questione di etica ormai senza appiglio, i magistrati chiariranno se è questione di business, di conflitti d’interesse o di qualcos'altro?

di Cinzia Marchegiani

Ebola e il suo spettro dipinto come la più grave pandemia del secolo fa tirare un bel sospiro di sollievo. Il missionario americano Kent Brantly ricoverato al Emory University Hospital di Atlanta è stato dimesso ieri e anche un'altra operatrice umanitaria americana, Nancy Writebol, due giorni prima. I due missionari erano stati portati ad Atlanta con un volo sanitario e lì..in fin di vita avevano chiesto di essere trattati con il farmaco Zmapp, non testato sugli umani, ma per via compassionevole ne era stato autorizzato la somministrazione. L’ospedale sembra aver eseguito accurati esami del sangue e delle urine dei due pazienti, e dopo previa consultazione con il CDC, i laboratori governativi statunitensi, si è deciso che potevano essere dimessi certi che ciò non comporta alcun rischio per la sicurezza della società.
Si legge dalle news americane che il dr Bruce Ribner, direttore medico dell'unità di malattie infettive dell'ospedale ha spiegato l’evento: "Dopo un rigoroso corso di trattamento e dei test, il team sanitario Emory ha stabilito che entrambi i pazienti hanno recuperato dal virus Ebola e possono tornare alle loro famiglie e comunità, senza preoccupazione per la diffusione di questa infezione agli altri. Siamo profondamente grati per l'opportunità di aver applicato la nostra formazione, la nostra attenzione e la nostra esperienza per soddisfare le loro esigenze. Tutti noi che hanno lavorato con loro sono stati colpiti dal loro coraggio e determinazione."
I missionari Brantly e Writebol contagiati da Ebola, hanno potuto ricevere le dosi di un farmaco sperimentale, chiamato Zmapp, che si compone di tre anticorpi monoclonali "umanizzati" fabbricati in piante, in particolare Nicotiana, un cocktail ottimizzato combinando il meglio componenti MB-003 (Mapp) e ZMAb (Defyrus / PHAC). Lo ZMappTM era stato identificato come un candidato farmaco nel gennaio 2014 e non era ancora stato valutato per la sicurezza nell'uomo. Ora gli esperti hanno detto che non è possibile concludere che Zmapp sia stato il responsabile, ovviamente sappiamo tutti ormai che sarebbe opportuna una sperimentazione clinica adeguata.

Ma la vera notizia comunque è che per via compassionevole il governo ha autorizzato questa terapia, da cui poi è stata sollevata la questione etica e il dubbio amletico se poter somministrare dei potenziali farmaci (ancora non testati sull’uomo) ai malati in Africa. La deregolamentazione avvenuta ad Atlanta ha sollevato un vero vespaio sulla grande questione etica da spiegare al mondo che incredulo osservava la discriminazione avvenuta e così l’OMS, previa consultazione di vari scienziati in una conferenza stampa dichiarava che per un principio etico veniva autorizzata la loro somministrazione anche ai malati di Ebola in Africa:”Il recente trattamento di due operatori sanitari infettati con il virus Ebola con la medicina sperimentale, ha sollevato interrogativi sul fatto che il farmaco che non è mai stato testato e dimostrato di essere al sicuro per le persone dovrebbero essere utilizzati nel focolaio, e, data la quantità estremamente limitata di medicina disponibile, se viene utilizzato, chi dovrebbe riceverlo.”

Una storia piena di ombre e l’Osservatore d’Italia già in un altro articolo aveva messo in luce un’ambiguità su queste decisioni, poiché il lotto di 800-1000 dosi di TMK-EBOLA inviati in Africa dalla Tekmira Pharmaceutical Corporational di Vancouver era stata già autorizzata molto prima dalla FDA (Food and Drug Administration) per condurre test limitati di un vaccino contro Ebola negli esseri umani, e a documentarlo è lo stesso comunicato dell’azienda che il 7 agosto con grande soddisfazione e orgoglio comunicava che la US Food & Drug Administration (FDA) abilitava l’uso della sperimentazione terapeutica di Tekmira in pazienti con infezione da Ebola, confermando verbalmente di aver modificato la stiva clinico completo immessi sul Investigational New Drug Application TKM-Ebola (IND) a una presa clinico parziale. Non solo, questa autorizzazione è figlia di una sperimentazione del farmaco vaccino TKM-Ebola, sviluppato nell'ambito di un contratto di 140 milioni dollari con la US Department of Defense Medical Contromisure Sistemi BioDefense Therapeutics (MCS-BDTX) misto Product Management Office, lavoro condotto sotto contratto con il Dipartimento della Difesa statunitense Joint Project Manager Medical contromisure Systems (JPM-MCS). Comunque la concessione è avvenuta nel marzo 2014 alla Tekmira della designazione Fast Track dalla US Food and Drug Administration per lo sviluppo di TKM-Ebola, grazie alla sezione 112 (datata 1997) nel FDAMA (Modernization Act Food and Drug Administration) che tramite l’"Expediting studio e l'approvazione dei farmaci fast track" incaricava l'Agenzia per facilitare lo sviluppo e accelerare revisione di farmaci e prodotti biologici destinati per il trattamento di condizioni gravi o pericolose per la vita e che dimostrano il potenziale per affrontare le esigenze mediche insoddisfatte.
Se la notizia arrivata oltreoceano delle dismissioni dall’ospedale di Atlanta dei due missionari americani solleva e non poco per gli scenari che andavano ad allarmare la sicurezza pubblica dell’intero pianeta, di fatto ha squarciato come un coltello una bellissima vela che rappresenta la giustizia e i diritti sanciti dalla nostra costituzione italiana. Ebola ha aperto una grande crepa sul mondo dei farmaci e le loro regole che evidentemente in America e il resto del mondo possono subire la deregolamentazione, poiché davanti al concreto pericolo di morte si può concedere la somministrazione anche di un farmaco non testato per provare a salvare la vite delle persone.

In Italia con le infusioni delle staminali con il metodo Stamina è accaduto di tutto, e in barba ad una legge di Stato, alla Costituzione italiana, è stata aggredita una speranza che dal 2011 ha dimostrato tra l’altro, e tutto certificato da un ospedale pubblico, che non solo non è segreto il preparato infuso, ma non ha dato effetto collaterale facendo invece registrare miglioramenti certificati dai medici che seguono i malati e non certo dalla cartelle cliniche in possesso agli Spedali civili di Brescia ora inviate al Procuratore Guariniello. L’Avv. Tiziana Massaro, mamma del piccolo Federico colpito dal morbo di Krabbe, autrice di un importante relazione legale del Movimento Vite Sospese consegnata alla Commissione Comoscitiva sul caso Stamina al Senato, ha spiegato che dall’ispezione dei Nas e Aifa avvenuta a Brescia, le cartelle cliniche non sono state più aggiornate. Una senatrice in forte conflittualità ideologica e d’interesse ha scelto di inserirsi nella Commissione Sanità, perché tempestivamente nominata senatrice a vita nel pieno fervore della battaglia dei malati per poter accedere alla cure compassionevoli e diventata la relatrice di questa inchiesta. Così i malati in Italia, pur avendo un destino scritto dalle loro patologie, pur avendo la legge 57/2013 dalla loro parte, pur avendo sentenze di magistrati che ammoniscono gli Spedali civili di Brescia a somministrare le terapie suindicate, viene pagato l’avvocato Mangia a peso d’oro, oltre un milione di euro per opporsi ai diritti acquisiti dei malati, che riporta allo stesso tribunale il malato il quale chiede solo che sia mantenuta la sentenza che ha riconosciuto la speranza e un diritto. Si è fatto ricorso alle migliori strategie pur di non fare le infusioni…come invocare il diritto di obiezione di coscienza, tra l’altro non riconosciuta legalmente, ma lo stesso invocata per difendere il diritto del medico, mentre nessuno garante istituzionale, oltre i magistrati, si è posto il problema di far rispettare le sentenze che attribuivano un diritto al malato. Una perla ce l’ha regalata ultimamente il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che aveva provato a bloccare Stamina presentando una norma in un decreto sulla fecondazione eterologa che però l’8 agosto 2014 il governo ha deciso di non presentare su proposta del premier Renzi. Del resto la Lorenzin in un’intervista spiega la discussione avvenuta: «In consiglio dei ministri non abbiamo neanche parlato di questo punto. Vedremo se ci sono le condizioni per ripresentarla. Ormai siamo a settembre e presto arriverà il parere del comitato scientifico, quindi la situazione si risolverà fortunatamente da sola. In un verso o nell`altro». E già anche Beniamino Deidda, l’ex procuratore in pensione che ora è nel direttivo della Scuola superiore di magistratura, pone l’accento sul parere del Comitato scientifico che ancora non si pronuncia. Ma viene da ribadire..si ma su cosa, se il primo è stato bacchettato dal Tar che non poteva dare giudizi sul metodo ma solo avviare la sperimentazione? Sul caso Stamina Deidda va oltre e pone ombre ormai macigni su questa grottesca storia, pone l’accento su ciò che nessun ente, ministro o medico ha potuto accertare, e cioè che le somministrazioni non sono pericolose, perché non c’è n’è traccia, ma solo del contrario e allo domanda precisa di Paolo Russo che chiede se per somministrare una terapia per via compassionevole serve qualche evidenza scientifica, l’ex procuratore Deidda risponde con quella semplicità che ora fa tremare tutti: «Ma non sull’efficacia terapeutica del presunto trattamento, bensì sulla sua non nocività. Fermo restando che le cure devono essere somministrate in ospedali sicuri” e poi ”e se devo dirla tutta quelle richieste di rinvio a giudizio per somministrazione di farmaci pericolosi del Procuratore Guariniello mi sembrano un azzardo dal momento che stiamo aspettando delle risultanze scientifiche che lo dimostrino. Almeno in via ufficiale, giacché il comitato scientifico nominato dal Ministro della salute Lorenzin non ha ancora espresso un parere”.
Nel paese delle contraddizioni e delle evidenti conflitti di interessi e manipolazioni della realtà, dove l’informazione ha aiutato ad amplificare distorcendo la documentazione agli atti, con sgomento si deve assistere alla battaglia delle famiglie dei malati ad armi impari, così chi ha il compito di interessarsi della salute di questi infusi perora incessantemente la causa della eliminazione totale delle cure compasisonevoli, come se a questi malati non basta la croce che devono portare quotidianamente sulle proprie spalle. Dopo i fatti di Ebola, il governo italiano si interroghi se ha fatto il proprio dovere, la magistratura è stata l’unica luce che ha tutelato i diritti dei malati e rimane la speranza affinché sia fatta un’indagine seria su comportamenti avvolti da molti sospetti e dubbi. E’sorprendente dover leggere la risposta di Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali Civili di Brescia al tribunale de L’Aquila, che ribadisce che l’azienda ha sempre puntualmente dato esecuzione agli ordini dei tribunali, quando l’ordinanza del tribunale de L’Aquila imputa invece all’azienda ospedaliera di non aver eseguito gli ordini dei giudici e tenuto comportamenti dilatori. Lo stesso Belleri, giustifica le proprie responsabilità assicurando che:”Laddove è risultato necessario, l’Azienda si è limitata a richiedere ai Giudici di indicare in modo preciso le modalità di esecuzione delle ordinanze stesse, ciò per la ineludubile necessità di dare alla somministrazione del trattamento Stamina, un legittimo fondamento, in relazione al fatto che sono in corso indagini della Magistratura che ravvisano nella stessa possibili illeciti penali. A tale posizione l’Azienda continuerà ad attenersi anche ad esonero di ogni responsabilità propria e dei suoi operatori.” Strano prima i medici avevano invocato l’obiezione di coscienza perché il preparato con cui hanno sempre somministrato i malati era diventato all’improvviso segreto, poi che avrebbero atteso l’esito del lavoro del nuovo comitato scientifico.

Più di un milione di euro per opporsi alle sentenze dei giudici che attribuisco un diritto che dovrebbe essere naturale, i fondi concessi per la sperimentazione ammontano a 3 milioni di euro…ognugno faccia le sue opportune conclusioni. E’ stato accertato che ci sono deregolamentazioni e deregolamentazioni….questione di etica? Ne siamo sicuri?
Per uno scrittore di gialli, c’è materiale a sufficienza per tracciare un noir…un noir dove le istituzioni si son macchiate di poca trasparenza e capacità di monitorare seriamente quei malati. Loro possono morire nel silenzio, non recano disturbo alla collettività, shhhhhh! Le regole valgono per tutti?

Una crepa aperta e ci si chiede chi sia il garante ora… tutti gli esseri umani nascono liberi e eguali in dignità e diritti?

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Outriders il nuovo “Looter Shooter” con elementi RPG di Square Enix

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Outriders è il nuovo looter-shooter cooperativo sviluppato da People Can Fly e prodotto da Square-Enix per Pc, Xbox e PlayStation. Ma veniamo al dunque: la Terra è finita. Questo è il rassicurante incipit del gioco, e a distruggerla sono stati proprio gli esseri umani. Da questo drammatico evento parte l’affannosa ricerca di un nuovo pianeta da colonizzare, e la scelta cade sul rigoglioso Enoch, un mondo all’apparenza perfetto per ridare una terra natia al genere umano, ma che inevitabilmente cela parecchi lati oscuri che porteranno il giocatore ad affrontare una colonizzazione tutt’altro che semplice. Il gioco ha inizio con uno scarno editor che permette ai giocatori di creare il proprio personaggio. Sarà possibile selezionare il sesso, uno tra i non molti volti, l’acconciatura e qualche dettaglio come trucco e cicatrici varie. Dopo aver fatto ciò ci si potrà finalmente buttare nella mischia. L’inizio di Outriders ha uno svolgimento piuttosto lento e, nella prima fase di gioco, si limita ad illustrare le meccaniche di base, fatte di sparatorie in terza persona con la possibilità di sfruttare i ripari disseminati nel mondo di gioco. Il protagonista del gioco è un membro degli Outriders, l’avanguardia di quel che rimane del genere umano. Il compito del proprio alter ego virtuale è quello di sincerarsi delle condizioni del pianeta alieno per poi dare il via alla colonizzazione vera e propria. Naturalmente le cose non saranno esattamente come da previsioni, e ad attendere il colonizzatore ci sarà una catastrofica tempesta magnetica capace di sterminare quasi tutti i membri della spedizione. Anche il protagonista viene travolto da questa terribile calamità, ma sorprendentemente non verrà ucciso, ma sarà lasciato in fin di vita e con capacità decisamente inaspettate. Durante l’abbattersi della tempesta il nostro Outrider riuscirà a stento a raggiungere le capsule criogeniche nel disperato tentativo di guarire le proprie ferite, e verrà ibernato per risvegliarsi trent’anni dopo, quando la situazione su Enoch è ormai precipitata. Una volta risvegliati, infatti, bisognerà calarsi in un mondo in rovina, con la razza umana divisa, in guerra e dispersa su un pianeta diventato improvvisamente ostile e pericoloso. D’ora in poi il protagonista scoprirà di non essere più un normale umano ma bensì una “Mutazione” dotata di poteri speciali, e bisognerà far luce sugli avvenimenti che hanno ridotto la razza umana allo stremo avvicinandola all’inevitabile estinzione. La trama non è certamente il fiore all’occhiello di questa produzione e non brilla per originalità, ma contribuisce a creare una discreta atmosfera grazie ai molti misteri che circondano l’arrivo del protagonista e che andranno a dipanarsi nel corso della storia, ma anche svelati tramite i molti collezionabili che raccontano nel dettaglio tutto quello che è accaduto nei trent’anni del sonno criogenico. Una volta terminata questa fase iniziale, il gioco entra nel vivo facendo scegliere al giocatore una tra le quattro classi a disposizione, aspetto che andrà ad influenzare profondamente il gameplay di Outriders. Si potrà scegliere se calarsi nei panni del Tecnomante, perfetto per gli scontri a lunga distanza grazie ai suoi gadget tecnologici che ci aiuteranno durante gli scontri, mentre il Piromante fa largo uso dell’evocazione e del potere del fuoco per farsi largo negli scontri a media distanza; il Mistificatore invece è perfetto per attacchi a corta distanza mordi e fuggi grazie ai suoi poteri che gli permettono di manipolare lo spazio ed il tempo, ed infine il Distruttore rappresenta la classe “tank” del gioco, con una grandissima resistenza e capace di sfondare le linee nemiche grazie alla sua enorme potenza di fuoco. Ognuna di queste classi porta in dote poteri speciali che ben presto diventano uno degli aspetti più importanti del gioco. Questi attacchi vengono associati ai tasti dorsali del controller e ne sblocchiamo di nuovi man mano che si sale di livello, decidendo di volta in volta quali utilizzare.

Uno degli aspetti principali di questi poteri, specialmente all’inizio, è che rappresentano l’unico modo per poter ripristinare i punti vita. Diventa quindi importante saperli sfruttare nel modo migliore, riuscendo al contempo ad eliminare i nemici, ma anche a rigenerare la propria salute e gli scudi. Inutile dire che oltre alla loro indubbia utilità, gli attacchi speciali rappresentano anche una vera e propria gioia da utilizzare. Questo contribuisce ad attenuare significativamente l’importanza della meccanica di copertura presente nel gioco: affidarsi unicamente alle coperture in Outriders porta solo ad un risultato: la morte. Non solo perché le coperture possono essere distrutte, lasciando completamente allo scoperto il personaggio, ma anche per via delle routine comportamentali dei nemici: che siano umani ribelli, creature indigene di Enoch o altre fazioni di cui non vi sveleremo nulla, ogni gruppo di nemici che si affrontano sarà sempre composto da avversari di vario genere. Oltre ai classici fucilieri o agli infallibili cecchini piazzati in lontananza, ci sono sempre gruppi di antagonisti che attaccheranno venendo incontro forti della loro agilità e dei loro colpi corpo a corpo, oppure i corazzati che si fanno scudo delle loro armature per non fermarsi di fronte a nulla. Tutti questi aspetti mettono il giocatore nella condizione di sfruttare le coperture quando necessario, ma soprattutto spingono nella direzione di combattimenti più dinamici, ricchi d’azione e che ben presto diverranno letteralmente frenetici. Outriders cala nei suoi particolari meccanismi di gioco un po’ alla volta e, dopo aver assaggiato le varie classi ed i relativi poteri, entra in gioco un’altra delle sue peculiarità: la personalizzazione delle armi e le relative meccaniche di Looter Shooter. Come ogni gioco appartenente a questo genere, i nemici “droppano” ricompense che potranno essere armi o parti di equipaggiamento. Come da tradizione sono suddivise in categorie da quelle comuni passando per le rare, arrivando infine a quelle di classe Elite e Leggendario. Se nelle prime fasi di gioco si avrà a che fare solo con armi arrugginite o comuni nel migliore dei casi, proseguendo nella storia e salendo di livello si potranno raccogliere armi rare, ed in questo frangente entra in scena un’altra caratteristica peculiare di Outriders: le Mod. Partendo come già detto dalle armi rare, sarà presente una Mod che va a modificare il comportamento degli attacchi speciali, portando bonus di vario genere capaci ad esempio di infliggere più danni, effetti di stato o migliorare le capacità curative di quel determinato attacco. Ogni arma ha quindi una o due Mod predefinite, e basterà rottamarla per poi ritrovare quelle stesse Mod nell’inventario, pronte per essere riutilizzate su altre armi o armature. Si potrà quindi equipaggiare un set di Mod perfetto per potenziare il proprio stile di gioco, favorendo alcuni aspetti ad altri a seconda delle intenzioni che si hanno e dando una profondità davvero invidiabile a tutto ciò che concerne il nostro equipaggiamento. Anche le Mod sono suddivise per livelli, tre relativi alle Mod per le armi ed altri tre dedicati alle Mod per l’equipaggiamento. Nel primo caso le Mod di primo livello permetteranno di applicare svariati bonus agli attacchi speciali, mentre salendo di livello si andrà a modificare il comportamento stesso delle nostre armi tramite una serie di bonus che vanno dal classico aumento dei parametri di danno, a reazioni più elaborate come esplosioni che dilanieranno i corpi dei nemici andando anche a ferire chiunque si trovi nei paraggi del malcapitato. Lo stesso succede con le Mod dedicate alla corazza e anche in questo caso si potrà agire su un grande numero di effetti bonus tra cui scegliere.

La struttura di gioco di Outriders si lascia affrontare tranquillamente in Single Player dall’inizio alla fine, rendendolo effettivamente un gioco fatto e finito, aperto comunque ad eventuali e future aggiunte tramite espansioni di vario genere, con inoltre la possibilità di affrontarlo in cooperativa fino a tre giocatori. La storia è lineare e permette di esplorare Enoch, suddividendolo nei più classici degli stage, ognuno in zone diverse del pianeta contraddistinte da diversi biomi, passando dai resti di città in rovina, attraverso foreste e paludi, fino alle lande deserte delle fasi finali della campagna. Il gioco è quindi suddiviso tra le missioni principali, accompagnato da un discreto numero di missioni secondarie e da attività di vario genere come la caccia alle bestie più feroci del pianeta alieno, od alle taglie poste sulla testa di alcuni criminali, arrivando infine alla ricerca di antichi cimeli che ricordano come era la vita sulla Terra ormai distrutta. Ognuna di queste attività ovviamente offre ricompense sotto forma di esperienza, armi di livello superiore e così via, il tutto dettato dal livello di difficoltà impostato, che può regolarsi autonomamente grazie al Livello del Mondo. Man mano che ci si fa largo tra le numerosissime fila nemiche, infatti, il livello del Mondo sale attraverso i 15 livelli disponibili. L’aumento di livello del Mondo comporta la possibilità di ottenere ed equipaggiare armi di livello superiore al proprio, ma contemporaneamente anche il livello dei nemici subisce lo stesso incremento, mantenendo il tasso di sfida sempre piuttosto alto ed impegnativo. Come detto, il Livello del Mondo si adatta alle prestazioni del giocatore sul campo di battaglia: se si riuscirà a farsi largo senza mai morire il livello salirà a ritmi sostenuti, mettendo continuamente alla prova il giocatore; se invece si incontreranno troppe difficoltà o si incapperà in continue morti premature, il Livello del Mondo si abbasserà cercando di aiutare il giocatore a superare le difficoltà incontrate. In ogni caso, è possibile modificare la possibilità di disattivare la crescita automatica del tasso di difficoltà e viceversa, alzandolo o abbassandolo senza limitazioni a seconda delle difficoltà che ci si troverà affrontando un particolare punto di gioco. Dopo aver concluso la campagna – e per farlo ci vorranno circa 40 ore comprendendo anche le missioni secondarie – c’è la possibilità di affrontare le Spedizioni: queste sono collegate al finale del gioco, quindi cercheremo di non svelare alcun dettaglio che vada a toccare parti della trama. Vi basti sapere che le Spedizioni altro non sono che particolari missioni di recupero di alcuni Pod orbitali con al loro interno un notevole numero di ricompense di altissimo livello. Ovviamente per recuperarle sarà necessario affrontare enormi orde di nemici in missioni che metteranno seriamente in difficoltà i giocatori. Essendo missioni di alto livello e relative alla fase Endgame del gioco, è caldamente consigliato di affrontarle in compagnia di altri giocatori ormai giunti al Level Cap – in questo caso il Livello 30 – visto anche che le ricompense migliori verranno guadagnate solo completando queste particolari missioni entro un tempo limite. Anche le Spedizioni offrono un livello di difficoltà crescente e, esattamente come il Livello del Mondo, avranno 15 livelli di difficoltà. Ovviamente, anche in questo caso, a maggiori difficoltà corrispondono ricompense migliori, permettendo di portare il nostro alter ego virtuale ed il suo equipaggiamento a livelli altissimi. Tirando le somme, possiamo dire che Outriders è un gioco particolare: da una parte abbiamo un gameplay divertente e frenetico in grado di offrire combattimenti memorabili e terribilmente soddisfacenti, con ottime meccaniche da Looter Shooter, una buona gestione dell’equipaggiamento e la moltitudine di Mod che ci permettono di personalizzare il gameplay in maniera davvero profonda e sorprendente. Il tutto connesso ad un sistema di difficoltà dinamica davvero intelligente e strettamente collegato al Loot. Outriders è un progetto riuscito, che nonostante alcuni difetti si presenta come un’esperienza spettacolare, da non sottovalutare in nessun caso. La storia all’inizio poco incisiva si evolve nel modo giusto con l’aumentare delle ore, proprio come le possibilità offerte dal fantastico sistema loot and shoot, che unito a quello di crafting permette di creare un alter ego su misura per ogni giocatore. Provatelo, soprattutto visto che è gratuito se avete un abbonamento Gamepass Ultimate su Xbox, e siamo sicuri che non ve ne pentirete.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Sony: a maggio arrivano le tv Full Array Led Bravia XR X90J con intelligenza cognitiva

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Sony annuncia che tra qualche settimana si potranno acquistare i nuovi televisori Full Array LED 4K HDR della serie BRAVIA XR X90J. Gli ultimissimi modelli lanciati da Sony rientrano nella gamma di televisori BRAVIA XR dotati di Cognitive Processor XR™, un processore che sfrutta un metodo di elaborazione più innovativo ed efficace rispetto all’IA convenzionale per replicare le modalità di ascolto e visione del cervello umano. Quando osserviamo qualcosa, ci focalizziamo inconsciamente su alcuni punti. L’intelligenza cognitiva di Cognitive Processor XR divide lo schermo in numerose zone e individua la posizione del “punto focale” nell’immagine. Mentre l’intelligenza artificiale (IA) convenzionale è in grado di rilevare ed esaminare colori, contrasto, dettagli e tutti gli altri componenti dell’immagine solo separatamente, il nuovo Cognitive Processor XR esegue un’analisi incrociata simultanea, proprio come fa il nostro cervello. Questo processo fa sì che tutti gli elementi vengano regolati in modo congiunto tra loro, con un risultato finale nettamente migliore, in cui ogni fattore viene sincronizzato e la scena appare realistica, a livelli inarrivabili per l’IA convenzionale. Cognitive Processor XR riesce anche ad analizzare la posizione del suono nel segnale, in modo da coordinare con precisione l’audio e le immagini sullo schermo. Il sistema, inoltre, ottimizza ogni input sonoro in qualità 3D surround per generare un’acustica immersiva e accuratissima.

La tecnologia apprende, analizza e interpreta quantità di dati senza precedenti e ottimizza con un algoritmo intelligente ogni pixel, ogni fotogramma e ogni suono, dando vita all’effetto più realistico mai raggiunto da Sony. Sullo schermo Full Array LED dei TV 4K HDR BRAVIA XR X90J, le immagini acquistano una profondità e una naturalezza senza precedenti. L’elaborazione del Cognitive Processor XR, unita alla tecnologia Full Array LED, produce risultati ultra-realistici, caratterizzati da contrasti vividi. I TV Full Array LED 4K HDR BRAVIA XR X90J offrono l’esclusivo servizio BRAVIA CORE, incluso su tutti i nuovi modelli della serie XR, che mette a disposizione sia una selezione degli ultimi titoli premium e classici SPE, sia la più ampia collezione IMAX Enhanced. Per la prima volta nel settore, BRAVIA CORE vanta la tecnologia Pure Stream, che consente di ottenere una qualità quasi equivalente all’UHD BD lossless con lo streaming fino a 80 Mbps. Il modello X90J è l’ideale per il gaming. Collegato a una console di nuova generazione, si avvale delle funzionalità HDMI 2.1 (ad esempio, la visualizzazione in 4K a 120 fps, il VRR e l’ALLM) per assicurare una risposta immediata ai comandi. I TV Full Array LED 4K HDR BRAVIA XR X90J saranno disponibili in formato da 50, 55 e 65”. Le consegne sono previste da maggio. In un secondo momento sarà disponibile anche la versione da 75”. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.sony.it.

F.P.L

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Spacebase Startopia il videogame gestionale “spaziale”

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Spacebase Startopia è un videogioco ambientato nello spazio di natura gestionale abbastanza classico che però non manca di presentare alcuni assi nella manica che lo rendono appetibile per molti appassionati del genere. Ovviamente se si sta cercando un titolo manageriale con una componente narrativa di livello a fare da sfondo con Spacebase Startopia non troverà certamente il gioco dei propri sogni, ma in ogni caso il team di Realmforge Studios ha comunque organizzato qualcosa di simile ad una piccola campagna. Il software infatti propone infatti al giocatore tre modalità di gioco: la campagna, la modalità single player e quella multiplayer. Parlando della modalità campagna, come già detto, non ci si deve aspettare una grande storia e nemmeno una grande durata, questa modalità serve più che altro da grosso tutorial e serve a trasmettere al giocatore le meccaniche di gioco base che poi bisognerà utilizzare al meglio nelle altre due modalità. La campagna è composta da una decina di missioni ognuna pensata per far apprendere al giocatore una determinata meccanica di gioco. Si passerà quindi dai temi principali come l’interazione con i vari ospiti fino alle parti più legate alla socialità o ai primi rudimenti sulle partite in multiplayer o in cooperativa. Il gioco è un prodotto adatto a chiunque, anche per i giocatori che non hanno dimestichezza con l’inglese, infatti, Spacebase Startopia è localizzato in italiano e quindi non si avrà alcun tipo di difficoltà nel districarsi tra incarichi, menu e interfaccia di gioco anche se non si conosce la lingua d’oltre Manica. La struttura spaziale che i giocatori saranno chiamati a comandare è suddivisa in tre settori principali, ognuno di essi adibiti a strutture e oggetti unici, utili per il buon funzionamento della stazione spaziale e essenziali per accogliere gli alieni che popolano la galassia. Il successo o il fallimento risiede nel soddisfare le esigenze dei clienti e il raggiungimento degli obiettivi imposti dagli scenari di prova in cui bisognerà ricoprire il ruolo di comandante. Il cuore pulsante che raccoglie l’energia necessaria per compiere qualsiasi azione si trova sul Sottoponte, il comparto più importante dove poter collocare tutti gli edifici principali atti alla gestione e al miglioramento della base. Nelle prime battute della campagna si impareranno quali sono le strutture imprescindibili di cui la stazione spaziale necessita. All’interno del Sottoponte è obbligatorio installare edifici per l’accoglienza come ostelli e centri medici ma anche complessi di gestione indispensabili come il Centro di comunicazioni e la Stazione di riciclaggio per i rifiuti. I visitatori di razze diverse hanno infatti delle esigenze particolari e saranno più attenti alle carenze; ad esempio le Blatte troveranno un tasso di sporcizia più tollerabile rispetto alle Driadi, amanti della natura e dell’aria pulita. La diversità di ospiti è inoltre essenziale in termini di personale da assumere, infatti, ogni complesso adibito al funzionamento della nostra base richiederà dipendenti di razze specifiche.

Successivamente i giocatori saranno chiamati a gestire anche gli altri due settori presenti nella stazione spaziale come ad esempio il Divertiponte, il comparto intermedio dove i visitatori potranno ballare in discoteca o scommettere nelle sale bingo. Tutte le strutture accessorie per tenere alto l’umore dei vacanzieri saranno gradualmente sbloccabili dalla scheda di ricerca apposita e migliorabili una volta che si sarà costruito un Centro di Ricerca al piano superiore sul Sottoponte. Più il tasso di divertimento è alto, più i clienti facoltosi vorranno spendere la propria energia su questo ponte adibito allo svago, sbloccando così tipologie di ospiti sempre più ricchi e dai desideri più raffinati. Con l’arrivo di una clientela snob si potrà infatti adornare il Divertiponte con locali di cucina molecolare, ristoranti di sushi e attrazioni da luna park sempre più folli. A completare la disamina dei tre ponti presenti all’interno di Spacebase Startopia c’è il Bioponte, una sezione completamente dedicata alla natura e ai biomi nativi dei visitatori. Sarà possibile conformare a proprio piacimento le sezioni di quest’area, costruendo collinette, avvallamenti, specchi d’acqua o colline fiorite. Cambiare il bioma o renderne un tipo particolare più ampio rispetto ad un altro diventa essenziale in alcuni momenti del gioco, dato che ci sarà bisogno di precise risorse per poter migliorare la base. Dopo aver assunto un numero sufficienti di Driadi che si occuperanno della cura e della crescita di questo particolare ponte, sarà possibile assumere ulteriori alieni che andranno a costruire un tempio per soddisfare l’esigenza spirituale dei viaggiatori. Attenzione però, il Bioponte potrà regalare ulteriori sorprese, come la presenza casuale di boccioli alieni che una volta schiusi daranno vita ad un’infestazione di forme di vita nemiche pronte a distruggere la stazione. L’ulteriore valuta presente all’interno di Spacebase Startopia, oltre all’essenziale e fondamentale energia, è rappresentata dai punti prestigio, un valore che si incrementa nel tempo in base alla soddisfazione degli alieni che vengono a farvi visita sulla stazione spaziale. Ovviamente, migliore sarà la valutazione della base, più il conteggio di tale punteggio aumenterà velocemente. Con essi è possibile sbloccare nuove fasce di visitatori, partendo dai camionisti spaziali fino ai viaggiatori snob, ed ognuna di queste categorie darà quindi accesso a specifiche costruzioni per poter soddisfare a pieno i bisogni della clientela di riferimento. Ma non è solo il divertimento il fulcro della progressione, trovando infatti in queste categorie anche la possibilità di costruire le stazioni di polizia e la prigione per contrastare il crimine a bordo, e di erigere un Laboratorio di ricerca dove poter migliorare le strutture per garantire un grado migliore di efficienza e soddisfazione. Inoltre sarà possibile avere accesso anche alle schede di combattimento e sabotaggio, con le quali entrare in conflitto nelle partire multiplayer o in determinati scenari della campagna prestabiliti con gli altri comandanti. Per potere avere la meglio sugli avversari si potranno utilizzare strumenti devastanti come Mech per distruggere i nuclei di energia altrui o si potranno inviare spie per sabotare i punti nevralgici degli sfidanti. Insomma, di cose da fare in Spacebase Startopia ce ne sono davvero molte.

Le buone notizie non si fermano solamente sul fronte delle meccaniche di gioco, della localizzazione e dell’incredibile varietà si cose da sviluppare, Spacebase Startopia infatti presenta una direzione artistica di tutto rispetto, fresca e originale e, soprattutto, condita da una buona dose di ironia e di follia che rende il tutto divertente e stempera anche le situazioni più critiche. Tutto molto buono anche sul fronte tecnico: abbiamo testato a lungo a Spacebase Startopia su Xbox Series X e non abbiamo rilevato problemi di sorta, il frame rate è sempre risultato stabile e l’aspetto visivo sempre di prim’ordine. Certo non è un titolo che presenta o necessita di una grafica fotorealistica, ma la veste proposta e il motore di gioco fanno il loro lavoro regalando degli scorci molto belli. Infine, ci teniamo a sottolineare che nel corso della nostra lunga prova non abbiamo rilevato alcun tipo di bug o problema bloccante. Pollice all’insù anche per quanto riguarda il comparto sonoro: la colonna sonora fa il suo dovere così come gli effetti speciali. Da questo punto di vista il comparto audio aiuta molto il giocatore ad immedesimarsi nei panni di un vero comandante di una base spaziale e l’esperienza di gioco ne giova assolutamente. Tirando le somme, se siete alla ricerca di un titolo gestionale particolare, fuori dalle righe, originale e che vi faccia spesso sorridere, Spacebase Startopia rappresenta un videogame da giocare assolutamente. Che giochiate da Pc, Xbox, PlayStation o Switch, non importa, infatti il gioco sarà sempre pronto ad offrirvi prestazioni di buon livello garantendo un perfetto mix di divertimento e soddisfazione.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8

Gameplay: 8

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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