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EBREO ACCOLTELLATO, CENTRA L'INTIFADA DEI COLTELLI

Redazione

Milano – "Ho ricevuto in regalo mio marito giovedì sera e di questa sono grata a Shem, il nostro dio,che ci ha fatto questo grande dono". Lo ha detto la moglie di Nathan Graff, accettando di parlare con i giornalisti nel corridoio dell'ospedale di Niguarda, dove è ricoverato il marito, a condizione di non essere ripresa e fotografata. "Lui sta meglio ma è un pò irrequieto – ha aggiunto – , ora abbiamo paura di tornare a casa, credo che ci sentiremo sempre insicuri". Il presidente della comunità ebraica milanese Milo Hasbani ha raccontato di aver sentito per telefono Graff e che "era tranquillo ma ancora un po' sotto shock, come è normale".

Prosegue la caccia all'uomo a Milano. Gli inquirenti per ora non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un'aggressione dal movente razziale o politico. Finora, però, non ci sono state rivendicazioni e gli inquirenti stanno cercando elementi concreti a riscontro dell'ipotesi di un attacco a sfondo antisemita. Sono al vaglio degli agenti della Digos di Milano, quindi, le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona, un quartiere dove abitano numerosi ebrei. Gli investigatori hanno raccolto anche le testimonianze di alcune persone presenti quando è avvenuta l'aggressione compiuta, secondo le descrizioni, da un uomo con capelli e carnagione chiara. Ha sorpreso l'uomo alle spalle e, dopo averlo accoltellato senza pronunciare alcuna frase, si è allontanato a piedi. Graff, cittadino israeliano residente a Milano da tre anni, è stato ascoltato dalla Digos. Resta ricoverato all'ospedale Niguarda di Milano e non è in pericolo di vita. Intanto il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, che coordina il pool anti-terrorismo della Procura di Milano e ieri ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di tentato omicidio volontario, resta in costante contatto con la Digos.

Graff è stato raggiunto da diverse coltellate alla schiena, alla gola e al volto. E' il genero di un rabbino di origine afghana, Hetzkia Levi, e attorno alle 20 stava tornando a casa in via San Gimignano (una delle strade della zona ebraica) quando è stato inseguito e raggiunto alle spalle dall'aggressore. Graff indossava la kippah, era "riconoscibile", e questo aumenta la preoccupazione della comunità ebraica che dai primi minuti ha ripetuto che l'aggressore è di origine araba. Secondo quanto raccolto dalla polizia, l'aggressore ha mostrato il volto durante la breve colluttazione che ha avuto con la vittima, rivelando una carnagione chiara e capelli biondi. Qualche speranza arriva da una telecamera che potrebbe aver ripreso la scena e il momento della fuga. Da chiarire, inoltre, se l'aggressore aveva dei complici che lo attendevano per scappare. La comunità ebraica: 'c'entra con Intifada dei coltelli'. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha intensificato la vigilanza in tutta Italia nei luoghi di culto e sugli obiettivi sensibili riferibili ad Israele e alla religione ebraica. Graff è stato dichiarato dai medici fuori pericolo

Dopo l'accoltellamento, è stata immediatamente intensificata la vigilanza agli obiettivi sensibili. Lo comunica la prefettura di Milano, aggiungendo che il Viceprefetto Vicario Giuseppe Priolo ha convocato con urgenza un Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica per questa mattina alle 9. Al Comitato parteciperanno, oltre ai vertici delle Forze dell'Ordine, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e i rappresentanti della comunità ebraica.

Il premier Matteo Renzi: "affetto e amicizia alla comunità ebraica e profonda vicinanza alla persona che è stata colpita a Milano".