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Economia e Finanza

Economia, borse europee ancora in calo per paura variante delta e stretta Fed

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Le Borse europee proseguono le contrattazioni in calo con gli investitori che guardano alle mosse delle banche centrali. Mentre la Banca centrale europea mostra gli esiti della Strategy Review, i mercati valutano la possibilità di una riduzione degli stimoli da parte della Fed.

In questo scenario si inserisce l’aumento dei contagi della variante delta del coronavirus con la possibilità di un rallentamento della ripresa economica globale. I mercati del Vecchio continente attendono l’avvio di Wall Street dove i future sono in calo. In flessione Milano (-2,9%), Madrid e Parigi (-2,3%), Londra (-1,9%), Francoforte (-1,9%). I listini sono appesantiti dalle auto (-2,9%) e dalle banche (-2,5%). A Piazza Affari soffrono gli istituti di credito con Banco Bpm (-3,6%), Unicredit (-3,4%), Bper (-3%), Intesa (-2,9%). Scivola la moda dove sono in forte calo Moncler (-4,5%), Ferragamo (-4,3%) e Tod’s (-4,5%). Pesante anche Stm (-4,6%). 

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Economia e Finanza

L’Italia punta al rilancio e Draghi soffia sulle vele: c’è l’ok di Ecofin, entro agosto primi fondi

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Sempre più vicini i fondi del Recovery fund: 191,5 i miliardi di euro nei prossimi cinque anni e tra due-tre settimane i primi 25 miliardi in un unico versamento

Dopo la vittoria calcistica l’Italia festeggia un altro successo, sebbene annunciato ormai da tempo. Il piano di rilancio e resilienza del governo Draghi ha avuto anche l’ultimo via libera dall’Ecofin e il Paese si prepara ad accogliere la pioggia di fondi senza precedenti del Recovery fund. Sono 191,5 i miliardi di euro che arriveranno nei prossimi cinque anni, e subito, cioè tra due-tre settimane, nella casse del Tesoro planeranno i primi 25 miliardi in un unico versamento. Se il via libera dei ministri dell’economia europei era scontato, non lo era l’assenza di discussioni nel merito dei piani, tutti approvati senza nessun commento da parte dei presenti.

“Vorrei cominciare questo Consiglio dei ministri con una buona notizia. Il Consiglio dell’Economia e delle Finanze dell’Unione Europea ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia, insieme a quello di altri 11 Paesi. Questo via libera arriva dopo quello della Commissione Europea, che ci era stato comunicato dalla Presidente von der Leyen durante la sua visita a Roma di qualche settimana fa. L’Italia riceverà a breve circa 25 miliardi di euro, il 13% delle risorse totali destinate al nostro Paese. Questa decisione deve essere motivo di orgoglio per l’Italia”, così il premier Mario Draghi all’inizio del Cdm. Il Recovery plan “è il risultato della stretta collaborazione che c’è stata all’interno del Governo e tra i ministeri. È stato approvato a larga maggioranza in Parlamento, e dopo il pieno coinvolgimento degli enti territoriali e delle parti sociali – ha detto Draghi in Cdm -. Ma deve essere anche uno stimolo a spendere bene i soldi che ci arriveranno, e a approvare in tempi rapidi le riforme che abbiamo concordato con la Commissione Europea. Questi sono infatti i presupposti necessari per ricevere tutti i 191,5 miliardi, in prestiti e sussidi. E per continuare a mostrarci un Paese credibile e affidabile”. Spendere bene i fondi del Recovery plan e approvare in tempi rapidi le riforme sono i presupposti “per continuare a mostrarci un Paese credibile e affidabile. Un ruolo che, grazie al vostro lavoro, ci viene riconosciuto ogni giorno di più”, ha detto il presidente del Consiglio, a quanto viene riferito, aprendo il Consiglio dei ministri.

“#ItaliaDomani si parte! Con il via libera dell’Ecofin a breve arriveranno i primi fondi per l’attuazione del nostro Pnrr. Siamo pronti a costruire un’Italia più verde, innovativa e inclusiva. L’Italia di domani”, così sul profilo Twitter di Palazzo Chigi, dove compare un video con una grafica tricolore che compone la scritta Italia domani, il titolo dato dal governo italiano al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

ItaliaDomani si parte!

Con il via libera dell’Ecofin a breve arriveranno i primi fondi per l’attuazione del nostro #Pnrr.
Siamo pronti a costruire un’Italia più verde, innovativa e inclusiva. L’Italia di domani pic.twitter.com/2RR5nwwXX1

— Palazzo_Chigi (@Palazzo_Chigi) July 13, 2021

Le previsioni economiche della Ue sull’Italia “ci hanno smentito in meglio”, ma comunque si tratta “di un rimbalzo rispetto ai 9 punti persi l’anno scorso, quindi dobbiamo tenerne conto, ce ne restano altri 4 da recuperare. Nel terzo trimestre dell’anno prossimo torneremo ai livelli di crescita pre-crisi”, ha detto il ministro dell’economia Daniele Franco al termine dell’Ecofin. “Ci aspettiamo il versamento nelle prossime settimane, luglio o prima parte di agosto”, e verrà fatto “in un’unica soluzione. Ci aspettiamo 25 miliardi tra qualche settimana”, ha aggiunto.

La vittoria della nazionale di calcio agli europei, dei Maneskin all’Eurovision e il secondo posto di Berrettini a Wilbledon “sono segni di dinamismo e creatività del Paese che dovrebbero estendersi alla sfera economica”. “Per un Paese come il nostro che ha avuto per anni un problema di dinamismo e difficoltà di innovazione, creatività, e carenza di fiducia, queste notizie che non hanno a che fare strettamente con l’economia possono dare fiducia nel Paese e del Paese”, ha aggiunto.

I ministri dell’economia e delle finanze dei 27 Stati membri hanno dato intanto il via libera ai Pnrr di dodici Paesi. Oltre a quello dell’Italia l’ok è arrivato per quelli di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna. “Tutti i 12 Stati membri hanno chiesto un prefinanziamento dai fondi loro assegnati. Le decisioni adottate oggi dal Consiglio costituiscono l’ultima tappa prima che gli Stati possano concludere convenzioni di sovvenzione e accordi di prestito con la Commissione e iniziare a ricevere fondi per attuare i rispettivi piani nazionali”, scrivono i ministri nel comunicato finale.

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Economia e Finanza

Napoli, presentato il rapporto 2021 “Italian Maritime Economy” di SRM

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SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) ha presentato l’ottavo Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy” a Napoli presso il Grand Hotel Vesuvio (ore 11-13). L’evento si è svolto in connessione con l’Euro Mediterranean Investment Forum organizzato da FeBaf (Federazione delle Banche, Assicurazioni e Finanza).

Il Rapporto “Italian Maritime Economy” 2021 analizza i fenomeni emersi con la pandemia e gli accadimenti che stanno impattando sul nostro sistema logistico-marittimo, come il blocco del Canale di Suez, il rialzo dei noli marittimi e del prezzo del petrolio, la Port Congestion, le Blank Sailing. Il volume – che si avvale anche dei contributi internazionali delle Università di Amburgo, Anversa e dello Shanghai International Shipping Institute – guarda inoltre alla ripresa e al futuro post-pandemia, evidenziando le sfide che ci attendono in termini di competitività, sostenibilità e opportunità da cogliere. La valenza geostrategica del Mediterraneo, i fondi europei stanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favore della portualità e della logistica, i Green Port e le nuove frontiere energetiche (come idrogeno e GNL) sono solo alcuni dei punti affrontati nel convegno di presentazione, aperto con i saluti introduttivi di Paolo Scudieri, Presidente di SRM, Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo e Paolo Garonna, Segretario Generale di FeBaf.

La presentazione del Rapporto – a cura di Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM, e Alessandro Panaro, Responsabile Maritime & Energy SRM – pè stata seguita dall’intervento in collegamento video di Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ha preceduto la tavola rotonda con: Zeno D’Agostino, Vicepresidente ESPO (European Sea Ports Organization), Gaetano Miccichè, Chairman Division IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, Silvia Moretto, Presidente di Fedespedi e Ferdinando Nelli Feroci, Presidente IAI – Istituto Affari Internazionali.

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, ha dichiarato “La combinazione fra il rapporto annuale sull’economia marittima e l’Euro Mediterranean Investment Forum sottolinea come la finanza sia indispensabile per rafforzare i legami fra le due sponde del Mediterraneo, sostenendo gli investimenti produttivi e gli scambi commerciali, per i quali il sistema logistico portuale è essenziale. La filiera marittimo-portuale crea direttamente 46,7 miliardi di valore aggiunto e oltre 885 mila occupati, ed è un pilastro essenziale per il resto del tessuto produttivo italiano, industria, servizi e turismo. La movimentazione di merci e passeggeri alimenta e stimola le attività produttive, l’innovazione, la ricerca e la formazione. Oggi, a maggior ragione, essendo questi temi una parte rilevante delle priorità indicate nel PNRR, il nostro impegno continua con forte determinazione in questa direzione”. Per Paolo Scudieri, presidente SRM, “La presentazione del Rapporto è ormai un appuntamento consolidato e radicato nella nostra Napoli, un momento di riflessione sui temi dello shipping, dei porti e della logistica, che insieme rappresentano il 12% del PIL mondiale ed il 9% circa di quello italiano. SRM ha dunque portato avanti un altro anno di intense attività evidenziando, attraverso i propri studi, il “peso” economico che ha tutta la filiera dell’economia del mare, un asset per la competitività per il Paese. Abbiamo fatto crescere l’Osservatorio convinti che il trasporto via mare sia una risorsa fondamentale per il sistema manifatturiero del nostro Paese che ha un’esigenza permanente di internazionalizzare le imprese e di inviare le proprie merci nei mercati esteri in modo rapido, efficiente ed economico”. Per Massimo Deandreis, direttore generale SRM, “La ricerca mostra gli impatti della pandemia sul settore marittimo con particolare riferimento al Mediterraneo ed evidenzia come si sono modificati gli scenari: aumento dei noli, porti congestionati, oscillazioni del prezzo delle materie prime e forte spinta verso la sostenibilità. Fattori che hanno reso le analisi e lo studio delle dinamiche del mare molto complesse. Emerge come sia in corso un processo di regionalizzazione della globalizzazione e del commercio mondiale in cui il Mediterraneo si trova ad essere il punto di congiunzione tra 4 aree (Asia, Africa, UE e Nafta) sempre più in competizione tra loro. Questo si traduce anche in una spinta all’accorciamento delle catene del valore europee. Tutto questo, se si investe in portualità e logistica, può essere una straordinaria opportunità di crescita per l’Italia e per il Mezzogiorno in particolare. Nel PNRR si trova questa visione e ci sono le risorse. La vera sfida è attuarlo in fretta e bene”.

Il rapporto in sintesi:

  • Il trasporto marittimo continua a rappresentare il principale “veicolo” dello sviluppo del commercio internazionale: il 90% delle merci viaggia via mare. I trasporti marittimi e la logistica valgono circa il 12% del PIL globale.
  • Si stima per il 2021 un aumento del 4,2% dei volumi di traffico marittimo che raggiungeranno 12 miliardi di tonnellate, superiori ai livelli pre-Covid-19; per il 2022 le stime parlano di un ulteriore incremento del 3,1%.
  • Per il 2025 la movimentazione container a livello mondiale crescerà a ritmi del 4,8% medio annuo e raggiungerà 1 miliardo di TEU (Europa +3,9%, Africa +4,9%, Far East +5,3%, Middle East +4% e Nord America +3,6%)
  • Il Canale di Suez, nell’anno della pandemia ha mostrato una notevole resilienza superando il miliardo di tonnellate di merci, con un numero di transiti pari a quasi 19mila navi. E’ dunque rimasto uno snodo strategico per i traffici nel Mediterraneo continuando a rappresentare il 12% del traffico mondiale ed il 7-8% di quello petrolifero.
  • Porti congestionati a causa dei contagi, super rialzi dei noli, mancanza di container vuoti e blank sailing (rotte cancellate) sono stati i grandi fenomeni che hanno impattato sugli equilibri del traffico marittimo, specie sulle rotte Far East-Mediterraneo e Far-East USA.
  • I noli hanno raggiunto livelli record sulle principali rotte e non mostrano ancora segni di rallentamento; si stima saranno alti nel 2021 con un +22,6% e un riassestamento pari al -9,4% nel 2022.
  • Proseguono il gigantismo navale e il dominio delle grandi alleanze sulle rotte strategiche; gli ordinativi delle navi oltre 15.000 teus sono previsti crescere del +17% al 2023.
  • Vi è stato un sensibile aumento del trasporto ferroviario sulla via Cina-Europa e viceversa. Nel primo trimestre 2021, il numero di treni merci ha toccato il record di 3.345 convogli, in aumento del 79% sullo stesso periodo del 2020.
  • La ridefinizione di alcune supply chain su scala regionale riporterà in Europa alcune filiere e ciò potrà favorire ulteriormente la crescita del trasporto marittimo a corto raggio per il quale il Mediterraneo ha già una posizione di leadership in ambito europeo.
  • In Italia la componente internazionale del trasporto marittimo è sempre rilevante. Nel 2020 il valore degli scambi commerciali via mare dell’Italia è stato pari a oltre 206 mld€, registrando un -17% sul 2019. Nel primo trimestre 2021, l’import export via mare ha registrato un +3%.
  • I porti del Mezzogiorno con 207 milioni di tonnellate di merci gestite nel 2020 incidono per il 47% del totale sul traffico italiano. Il Sud ha mostrato una maggiore resilienza durante la pandemia: il calo dei porti meridionali è stato del -3,4% contro il -10% circa dell’Italia.
  • Le imprese del Mezzogiorno utilizzano, nei loro rapporti import-export la via marittima in modo più intenso del resto del Paese. Infatti, il 57% dell’interscambio del Sud avviene via mare (per un valore di 42 miliardi di euro) contro il 33% del dato Italia.
  • Per la crescita del Sud sarà fondamentale la ripartenza delle ZES e l’utilizzo dei fondi del PNRR per le infrastrutture portuali pari a oltre 3,8 miliardi di euro. Tutto dovrà avvenire rispettando le chiavi dello sviluppo sostenibile, della resilienza e della digitalizzazione. Investimenti in GNL e idrogeno imperativi strategici per competere con una visione del futuro.

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Economia e Finanza

Italia pronta per la ripresa

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Con il settimo più alto tasso di mortalità Covid-19 al mondo, l’Italia ha perso più di 113.000 vite a causa del virus da quando ha colpito le nostre coste l’anno scorso. L’impatto sul sistema sanitario e sull’economia è stato a dir poco angosciante, e il paese non vedeva un crollo del genere dalla prima guerra mondiale. Secondo il rapporto annuale sull’economia del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco ha notato che, come primo paese ad essere colpito dal virus in Europa nel 2020, abbiamo avuto un grave calo del 12% nella produzione economica nella prima metà dell’anno. Il consumo complessivo è diminuito di quasi l’11% l’anno scorso, c’è stato un enorme calo della spesa e il debito pubblico è salito al 160% del PIL totale. Fortunatamente, il 2021 ha portato con sé il vaccino e un barlume di speranza per il futuro, mentre si comincia a guardare verso una lenta ripresa sia dalla pandemia che dalle sue conseguenze senza precedenti. Visco ha aggiunto all’ottimismo, dicendo: “Con la normalizzazione della situazione sanitaria e una minore incertezza, gli alti livelli di risparmio accumulati potrebbero gradualmente tradursi in un aumento dei consumi”. Come sta andando ora l’economia italiana, e cosa riserva il futuro per la nostra ripresa dal caos del 2020? Controlla le notizie con Vestle per avere importanti aggiornamenti economici e conoscere l’andamento di indicatori chiave come la Borsa Italiana.

Risalita dalle tenebre

L’Italia ha iniziato la sua risalita dal buio che è stata la devastazione della pandemia. Si prevede che la crisi economica aumenterà del 4,1% quest’anno e di un altro 4,2% nel 2022, tirandoci lentamente fuori dal buco economico in cui siamo sprofondati dal caos del Coronavirus nel 2020. Anche se la crescita economica di quest’anno non compenserà il massiccio declino economico dell’8,9% che abbiamo sperimentato l’anno scorso, è un faro di speranza per il paese che le cose stanno finalmente girando. Tuttavia, queste previsioni si basano sul fatto che il paese riesca a gestire il virus e che il programma di vaccinazione prenda velocità.

Un tasso di crescita del PIL del 4,1% può non sembrare un numero impressionante, ma non abbiamo raggiunto un tasso di crescita superiore al 4% dagli anni ’80, quindi per l’Italia, questo è certamente un risultato positivo. Siamo destinati ad essere il più grande beneficiario dei fondi di recupero dell’UE, che ci aiuteranno molto a tornare ai livelli pre-pandemia. Con una somma impressionante di 191,5 miliardi di euro in arrivo dal fondo tra quest’anno e il 2026, il governo si sta concentrando sul miglioramento di vari progetti infrastrutturali, sul trasporto pubblico e sulle connessioni WiFi, oltre a concentrarsi su soluzioni di energia verde. Ignazio Visco ha parlato del fondo di recupero, dicendo che “…ci offre la possibilità di migliorare il funzionamento del settore pubblico, e di stimolare l’impresa privata e modernizzare l’economia”. Secondo Visco, tuttavia, una falla nella nostra armatura è che il sistema di welfare ha preso un colpo enorme a causa della pandemia, e solo un italiano su dieci riesce a trovare un lavoro attraverso i centri di reclutamento. Eppure Visco nota che l’economia è pronta per la ripresa, perché la produzione industriale va avanti, i programmi di vaccinazione procedono e c’è un rinnovato senso di fiducia degli investitori da parte delle aziende. Finora, il 20% della popolazione è stato vaccinato contro il virus. Il futuro rimane un po’ incerto, ma possiamo essere fiduciosi con ls notizia che il nostro paese è sulla strada della ripresa economica nel tempo.

Euronext acquisisce Borsa Italiana

Nell’ottobre dello scorso anno, è stato fatto l’annuncio che Euronext avrebbe acquisito la Borsa Italiana dal London Stock Exchange Group per 4,4 miliardi di euro. I regolatori europei hanno approvato l’accordo nel marzo di quest’anno, dopo che Euronext aveva già rimpastato la sua leadership per prepararsi all’acquisizione. Secondo Stéphane Boujnah, amministratore delegato di Euronext, “Il gruppo, significativamente ingrandito, è ora posizionato come la sede principale in Europa per la quotazione e i mercati secondari sia per il debito che per il finanziamento azionario”. Per darvi un’idea di dove si trovano entrambe le borse, nel Q1 del 2021, l’Euronext ha avuto ricavi per 249,2 milioni di euro e la Borsa Italiana ha avuto ricavi per 124,1 milioni di euro. Questa acquisizione significa che l’Euronext è la principale infrastruttura di mercato paneuropea e il luogo più importante per i mercati dei capitali.

Ma cosa significa l’acquisizione per i clienti? Euronext ha espresso che i clienti sia dell’Euronext che di Borsa Italiana vedranno benefici dall’accordo, grazie a una maggiore varietà nel settore delle imprese e attività più forti dopo il trading. Euronext ha intenzione di utilizzare questo accordo per assistere nel suo viaggio verso il miglioramento dei mercati dei capitali europei e diventare un pilastro di forza per l’Unione Europea dei Mercati dei Capitali, assicurandosi allo stesso tempo che le economie locali vengano mantenute. Per vedere come procede questa importante acquisizione, controlla le notizie con Vestle per rimanere aggiornato.

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