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Editoriali

ELENA CESTE, COLPO DI SCENA: "LA TERRA SUGLI ABITI NON È DEL RIO MERSA"

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Tempo di lettura 3 minuti In esclusiva per L'Osservatore d'Italia parla il geologo Giovanni Sbardella

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di Domenico Leccese
Davvero ci sono certezze scientifiche che la terra repertata dai RIS sugli abiti di Elena Ceste provenga dal Rio Mersa? Per saperne di più abbiamo intervistato il Dottor Giovanni Sbardella, geologo con esperienza trentennale e gli abbiamo posto alcune domande proprio su questo tema scottante.

Dottor Sbardella, secondo il suo parere gli accertamenti tecnici sul terriccio ritrovato sugli abiti della Ceste e sui terreni del Rio Mersa e del cortile di casa Buoninconti svolti dal Dottor Pavan, consulente della Procura, sono stati eseguiti seguendo la giusta procedura?
In primis credo che la quantità di terra ritrovata sugli abiti sia talmente irrisoria che l’analisi della stessa non permetta di giungere ad affermare con certezza se sia o meno compatibile con un terreno piuttosto che con un altro, stiamo parlando di 6 particelle sui pantaloni e di altrettante sulle calze e come sostenuto in udienza dalla collega, Dottoressa Di Maggio, consulente della difesa, è necessario analizzare un campione con almeno 2000 particelle per arrivare a emettere un giudizio di probabile compatibilità.
Da tecnico inoltre mi ha stupito sentir parlare di un unico campione prelevato nel cortile di casa Buoninconti, un unico campione non è rappresentativo di una vasta area come quella di cui stiamo parlando, ma neanche di aree più piccole, la Dottoressa Rosa Di Maggio, in udienza si è anch’ella espressa in questo senso, sostenendo che un unico campione non può essere sufficiente per una comparazione.

Come si procede quando si esamina un terreno?
Una zona antropizzata, come può essere un’aia di un’abitazione di campagna, è estremamente disomogenea a differenza di un sito naturale, a causa della costante presenza di fenomeni riferibili alle attività dell’uomo, come il transito delle autovetture, lo scarico delle merci più disparate, che per un qualsiasi motivo possono finire su zone ristrette del terreno caratterizzandolo in quell’area, la presenza in zone limitate del giardino di terricci che possono provenire da serre che hanno cresciuto piante poi trapiantate nel terreno d’interesse o per la eventuale presenza di terre prelevate altrove per ripianare alcune aree ad esempio durante attività edili. Quindi, con queste premesse l’unico modo per definire da un punto di vista chimico un terreno così disomogeneo è sottoponendolo a svariate decine di prelievi secondo una mappatura a maglia ben disposta e solo dopo averli esaminati tutti e dopo aver fatto una media dei risultati ottenuti si potrà caratterizzare con una certa approssimazione il terreno in esame.

A suo avviso è condivisibile la conclusione del consulente della Procura di Asti?
Mi sento di affermare che nessuno dei terreni esaminati, né quello di casa Buoninonconti, né quello del Rio Mersa, dal Dottor Ivo Pavan, chimico industriale, è compatibile con la terra presente sugli abiti della Ceste a causa delle sostanziali differenze in termini percentuali degli elementi costitutivi e non solo, lo zolfo e il fosforo, eventualmente riferibili a fertilizzanti, presenti nelle particelle repertate sugli abiti della Ceste e su alcuni dei campioni di terra prelevati al Rio Mersa sono in percentuali fortemente diverse tali da escludere, anche prendendo in esame solo questi due elementi, che il terreno ritrovato sugli abiti della Ceste provenga dal Rio Mersa.

Quali altre critiche si sente di fare?
Il consulente della Procura Pavan afferma, non essendo però mai stato a casa di Buoninconti, in quanto fu un carabiniere a fare l’unico prelievo in quel giardino, che la traccia sul collant non era possibile che fosse riferibile a terra dell’aia di Buoninconti perché avendo infiltrato la trama era stata prodotta da terra mista ad acqua, è vero che non pioveva da 4 giorni ma vi era un’umidità massima dell’87% (mattino-sera) ed un punto di rugiada di due gradi, dati compatibili con la presenza di guazza che poteva mischiarsi a terra e dare la traccia sulle calze, definita tra l’altro dal consulente ‘estremamente minima’.
Un altro dato di una certa rilevanza è che, se anche vi fosse, dopo aver fatto una perizia secondo le regole, la sicurezza che la terra sugli abiti è compatibile con un certo terreno nessuno può dire quando questa terra sia finita su quegli abiti, il deposito della terra non è databile, in specie in questo caso, il Rio Mersa è a poche centinaia di metri da casa Buoninconti e la Ceste avrebbe potuto sporcarsi nei giorni precedenti oppure il cane avrebbe potuto trasferire la terra da altri luoghi ai suoi abiti mentre lei si trovava in giardino, in fondo la quantità di terra presente sui suoi abiti era minima tanto che poteva passare inosservata e per questo motivo la Ceste poteva non averla notata e non aver di conseguenza lavato gli abiti.

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Silenzio assoluto e oscurantismo sul centenario della nascita dell’URSS: una compagine politica fondamentale della storia dell’Occidente

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Le quindici repubbliche indipendenti e sovrane, tra cui l’Ucraina, aderirono a quella che due anni dopo divenne una Federazione destinata a durare circa settantanni

E’ indiscutibilmente una vicenda quasi irreale quella che stiamo vivendo noi cittadini europei, non solo l’acrimonia se non odio vero e proprio nei confronti della Russia ma anche il fatto che sono trascorsi un pugno di giorni dalla ricorrenza della nascita il 30.12.1922, dell’URSS, della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, cioè della compagine politica fondamentale della storia dell’Occidente e il silenzio è stato ed è, assoluto, oscurantismo completo! Le quindici repubbliche indipendenti e sovrane, tra cui l’Ucraina, aderirono a quella che due anni dopo divenne una Federazione destinata a durare circa settantanni: era l’epoca di Lenin, il creatore del nuovo stato sovietico, la configurazione politica più significativa del pianeta, una superficie che occupava e occupa quasi tanto quanto gli Stati Uniti e la Cina messi assieme! Il 30.12.1922 nel segno di una rivoluzione di cui non si era mai visto prima l’eguale per conquiste sociali e politiche ma anche per distruzioni e morti, era il proseguimento della Russia di Ivan il Terribile, di Pietro il Grande e di Caterina II la Grande con il loro notevole apporto alla grandezza e alla civilizzazione dell’immenso Paese. Spirito, cultura rivolti verso l’Europa: l’occidentalizzazione è fino ad oggi il suo marchio e la sua fisionomia, è la maggiore nazione europea. La componente asiatica, ricca di numerose razze e lingue e civiltà, evidenzia altre caratteristiche dello sconfinato Paese.

La orribile guerra Russia-Ucraina, in verità Stati Uniti, Nato e la serva Europa contro la Russia, durerà a lungo, con investimenti sempre maggiori in armamenti e appezzentimento e miseria inevitabili dei popoli europei: il bilancio, come sempre nella storia dell’uomo, fame e miseria, distruzioni e morti. E gli autori e armatori, Stati Uniti ecc. ben acquattati dietro le quinte, mandano armi e soldi e lasciano che gli altri si ammazzino e sbudellino, sotto la guida dell’amato Zelensky! Inevitabili rancore e risentimento della Russia nei confronti dell’Europa, anni e anni saranno necessari per rimuovere tali sentimenti e tornare al rispetto e alla ripresa delle relazioni.

Per ripetere Bertrand Russell, Einstein, Papa Francesco, è somma stoltizia e follia spendere soldi per ammazzarsi e distruggere e non invece migliorare le condizioni di vita, anche dei popoli in difficoltà. Nobel, l’inventore della dinamite, scrisse: i grandi criminali che trascinano i popoli verso la guerra! Sono sotto gli occhi di tutti, impuniti, grazie ai cittadini indifferenti e masochisti: una corsa verso il baratro. E le Ursule europee e italiane, sorridenti, mandano armi e soldi, per essere ligie a Biden e alla NATO, i nemici viscerali autentici, i guerrafondai! Perché tanto servilismo a Biden & Co e tanto odio verso la Russia, la sorella europea?

Allorché la politica, come quella che ci circonda, si immischia delle cose del pensiero e della cultura non può che dimostrare inadeguatezza: i Mitterand, i Malraux, i Willy Brandt, i Kohl, i Moro sono materiale raro, pregiato, ben altre le loro condotte: l’agone politico europeo è infestato anche dalla fauna più ignorante e non di rado mazzettiera e corrotta. A nome dei popoli che disgraziatamente sono chiamati a rappresentare, come si permettono i politici europei, con quale autorità morale e culturale, di seminare odio inaudito nei confronti della Russia, non solo con le loro stolte parole ma a mezzo di iniziative quando non criminali o illegittime, chiaramente ridicole e grottesche? Come si permettono di parlare a nome dei propri cittadini di cultura e di civiltà e al medesimo tempo vilipendere questo grande paese, gloria dell’Europa, per primo promotore della giustizia sociale e della uguaglianza tra la gente, salvatore reale dell’Europa in più occasioni col sangue dei propri figli, patria di titani dell’arte di ogni genere, che hanno illuminato, e illuminano, l’intero pianeta? E allo stesso tempo sostenere i vari falstaff bombaroli, dichiaratamente nazionalisti e occultamente nazisti e fascisti? Come si permettono i vari Macron, le varie Ursule della scena europea, togliere soldi ai propri cittadini e regalarli a Zelensky affinché più razionalmente possa contribuire, senza nessuna opposizione o parvenza di contestazione, alla distruzione sistematica del proprio paese e alla gestione di cifre faraoniche di soldi? Perché? A Zelensky sì e no alle altre popolazioni del pianeta bisognevoli? Che cosa è siffatta solidarietà a senso unico? E’ palesemente solo per inginocchiarsi a Biden, prevaricatore per vocazione personale e per tradizione storica. Quanto in qualche modo contribuisce alla evidente e sfacciata improvvisa avversione alla Russia è anche il fatto che in Europa oggi è politicamente evidente una forte presenza cosiddetta di destra se non autoritaria in certi stati, da sempre per costituzione ideologica, conservatrice e reazionaria, tra l’altro nemica connaturata del comunismo: quindi la cosiddetta ‘aggressione’ della Russia, in perfetta sintonia con gli Stati Uniti è occasione di insulti e rappresaglie. Abbasso la pace, evviva la guerra! La Cina è presente e guarda solamente, per ora e, a parte i pericoli suscettibili di sfociare in qualcosa di distruttivo della intera umanità, la sola compagine idonea a fungere da arbitro fattivo e intelligente verso la pace, l’Europa dunque, è ormai dichiarato e felice stuoino di Biden e NATO, senza impedimenti, tutti d’accordo, salvo la gran parte dei cittadini! La dissoluzione dell’URSS il 26.XII.1991 a seguito delle teorie e ideali del presidente Gorbaciov, la guerra in atto, risveglia, come è stato osservato, l’atmosfera in Europa degli anni venti e trenta e cioè Stalin e la nascita di Mussolini, di Franco, di Salazar, di Hitler…

Si legga quanto scritto sul Muro di Berlino, il simbolo della cortina di ferro, della divisione tra le nazioni, e si ricordino le parole di Kennedy del 26 giugno del 1963 a Berlino Ovest: Ich bin ein Berliner, sono un berlinese, a sottolineare la comunità delle genti e non i conflitti o addirittura le guerre!

Noam Chomsky, sempre univoco, ha scritto ripetutamente che l’Europa “è stata colonizzata culturalmente dagli Stati Uniti a un livello inverosimile….una brutta copia degli Stati Uniti, anche se ancora più tragico perché hanno una sensazione di grande indipendenza. Gli intellettuali d’Europa…..hanno subito dagli Stati Uniti un totale lavaggio del cervello”. E il da poco defunto presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha scritto: “…oggi abbiamo bisogno di Europa, di un’Europa che sia e diventi uno strumento di pace”. “La pace è amicizia tra i popoli, è cooperazione tra gli Stati, condivisione di sovranità con gli organismi internazionali”. Tutto saltato in aria “..dalle armi che sparano, dalle bombe che esplodono, dal riarmo sul nucleare….”.

La sola speranza sono i cittadini europei e il loro dissenso, partecipativo.

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Strage di Acca Larenzia: chi fu il mandante?

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Tanti passaggi di mano per la mitraglietta Cz 61 Skorpion calibro 7.65 usata per la strage di via Acca Larenzia, per il rapimento di Aldo Moro, per gli omicidi dell’economista Ezio Tarantelli, dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti e del senatore Roberto Ruffilli.

Oggi dopo 45 anni da quei fatti ci si chiede ancora: chi è il mandante? Riproponiamo la video intervista del 2018 a uno dei sopravvissuti – Maurizio Lupini – e il video servizio che ripercorrere il clima politico di quei giorni che precedettero i tragici eventi del Tuscolano.

La video intervista a Maurizio Lupini [Cliccare sulla foto per guardare]

Il video servizio che ripercorre quello che era clima politico dei giorni che precedettero i tragici eventi del Tuscolano [Cliccare sulla foto per guardare]

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Giustizia pilastro della democrazia, Lucarella: “Si intervenga sulle storture”

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Il referendum sulla giustizia è alle porte. Si voterà il prossimo 12 giugno. Nel mezzo c’è la riforma del Ministro Cartabia che, dopo il primo passaggio alla Camera dei Deputati, è
incardinata al Senato della Repubblica.

Questo il commento a caldo di Angelo Lucarella, vice coordinatore della commissione giustizia del Ministero dello sviluppo economico, che L’Osservatore d’Italia ha raccolto per i lettori.
“Il referendum è un istituto costituzionalmente sacro del nostro Paese. Non si tratta di essere pro o contro la magistratura o sostenere una iniziativa di colore politico. Si tratta di riconoscere che esiste un problema e di non sottovalutare che la democrazia si deve esprimere, soprattutto, con la chiamata del popolo al voto.

Illustri giuristi come Nordio, Cassese, ecc. hanno sposato la questione perché siamo ad un punto cruciale della vita del sistema giudiziario.
Ecco, sebbene il referendum non risolva tutti i problemi di certo ne evidenzia quelli indifferibili da trattare. Porte girevoli in primis. Anzi, poiché c’è un limite oggettivo di natura costituzionale si dovrebbe anche intervenire con una revisione puntuale che includa un nuovo assetto del giusto processo e che fissi una volta per tutte la separazione delle carriere (che ad onor del vero, se passasse oggi il referendum, porrebbe un problema di politica giudiziaria ulteriore ovvero come pensare i percorsi sin dalle Università).


In sostanza siamo tutti per una magistratura sana, perché ci sono tanti giudici seri, coraggiosi, garantisti. È anche per loro, oltreché alle circa 30 mila persone colpite da ingiuste carcerazioni dagli anni 90 in poi (dati pubblicati dall’Osservatorio ErroriGiudiriari in collaborazione con l’Unione Camere Penali d’Italia) che occorre rispettare il voto referendario.
In ultimo è da tener conto che il Ministero della Giustizia ha riportato che nel 2021 ci sono stati circa 24 milioni di euro di risarcimenti per ingiusta carcerazione preventiva (nel 2020 il totale fu 37 milioni) e che 43 mila euro, invece, è la media-importo per caso.
Ad ogni modo l’importante è andare a votare (a prescindere dall’orientamento per il Si o per il No) perché più forte è la voce dei cittadini, migliore più essere il dialogo tra i poteri dello Stato”.

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