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Cronaca

ELENA CESTE: ECCO GLI STRALCI DEI VERBALI DEL PROCESSO A MICHELE BUONINCONTI

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Tempo di lettura 5 minuti Tutto ciò che non è mai emerso dell’udienza del 22 luglio del processo a Michele Buoninconti.

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di Domenico Leccese

Il consulente medico legale della procura dottor Romanazzi ha riferito al Giudice Amerio: ‘L’assideramento è una causa che abbiamo, non escluso, non abbiamo ritenuto di assumere in considerazione immediatamente per il contesto… non risultava agli atti che la Ceste potesse avere dei fatti psicopatologici di entità tale che la inducessero ad un allontanamento da casa, repentino e nuda oltretutto. Poi… i resti sono stati ritrovati proni, con quindi il torace e il volto adagiati sul letto… del Rio Mersa…’.

La consulente medico legale della procura dott.ssa Gugliuzza ha detto: ‘Gli arti superiori erano perfettamente addossati al tronco, né discosti, né estesi, né flessi…’.

Gli avvocati della difesa di Michele Buoninconti hanno contestato il dato ritenuto fondante dai medici legali, ovvero che il corpo fosse in una posizione tale da escludere l’assideramento come causa di morte. Le foto fatte al momento del ritrovamento dei resti di Elena smentiscono clamorosamente ciò che la dott.ssa Gugliuzza ha sostenuto in aula, le braccia della povera Ceste non erano addossate al tronco. Per quanto riguarda il fatto che i resti fossero proni, la consulente della difesa dott.ssa Ursula Franco ha sostenuto in aula che Elena dopo la sua morte semplicemente cadde a faccia in giù e così rimase fino al suo ritrovamento. Per la consulente Franco, Elena era molto stanca a causa del delirio che durava da ore, dopo essersi nascosta nel tunnel di cemento si addormentò e passò dal sonno all’ipotermia senza accorgersene, per questo motivo non assunse la posizione rannicchiata. In altre interviste la criminologa Ursula Franco ha ricordato che la presenza dell’acqua nel piccolo rio accelerò il processo di assideramento, dato che sembra sia stato ignorato dai medici legali dell’accusa.

Il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi ha riferito al Giudice Amerio: ‘Ci sono gli elementi emersi dall’autopsia che dimostrano, credo inequivocabilmente, che quel corpo è stato trasportato… quella posizione non è la posizione di una persona che cade e muore. E’ una posizione che fa pensare, ripeto, non si può dire con certezza, ma che fa pensare ad un corpo che viene adagiato e lasciato in una posizione estremamente composta’.

Non esiste alcun dato nella casistica criminologica che possa confortare l’affermazione del dottor Testi, ritrovare un corpo adagiato in una posizione estremamente composta non prova assolutamente che sia stato trasportato. Non esiste una specifica tecnica di occultamento nei cadaveri come si evince quotidianamente dalla cronaca.

Ad un certo punto dell’udienza il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi ha avuto un Perry Mason Moment, ha infatti affermato, mettendo clamorosamente in crisi ciò che aveva fino a quel momento sostenuto: ‘… quando si fa in un sopralluogo su un morto assiderato normalmente, insieme alla polizia giudiziaria, la prima cosa che si pensa è un omicidio….’.

Ancora a favore della tesi sostenuta dalla difesa è l’affermazione del consulente medico legale delle parti civili dottor Testi: ‘Noi ci troviamo molto spesso nell’impossibilità di affermare una causa della morte perché la causa della morte è un dato anatomico e qua di anatomico avevamo veramente poco… la consulenza.. non afferma una precisa causa della morte, perché è difficile farlo, è impossibile con i dati a disposizione…’ .

Ed ecco perché la consulente della difesa dott.ssa Ursula Franco ha detto in udienza: ‘.. è chiaro che da un punto di vista medico legale è difficile trovare la causa di morte per l’assenza di questi elementi oggettivi su questa presunta scena del crimine. Ma analizzando tutti i dati delle indagini non è difficile… Io parlo di criminologia perché i risultati dell’esame medico legale ci dicono che non c’è una causa di morte… le ipotesi probabilistiche su un’autopsia che non mi da la causa di morte si fanno con le indagini… quindi il piano non è quello medico legale… le inferenze sono criminologiche in questo caso’.

Come tutti ormai sanno la consulente della difesa dott.ssa Franco non ha mai sostenuto che Elena fosse schizofrenica, bensì fosse in piena crisi psicotica il giorno in cui si allontanò da casa, ma il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi ha voluto comunque affrontare il tema della schizofrenia: ‘Una persona su 1000 può avere un episodio psicotico acuto oltre i quarant’anni… La fuga dissociativa è un evento che molto raramente si verifica nei casi di schizofrenia… una piccola parte di coloro i quali manifestano nella vita degli episodi psicotici diventano schizofrenici… un episodio psicotico di per sé non è una cosa eccezionale il fatto che sia il preludio ad una manifestazione di schizofrenia è raro’.
Al dottor Testi sembra essere sfuggito che la difesa non ha mai definito Elena schizofrenica ma piuttosto affetta da una crisi psicotica acuta, chiamata in gergo semplicemente ‘esaurimento nervoso’, quindi le sue statistiche sulla schizofrenia non sono pertinenti rispetto al caso in esame.

Riguardo alla causa asfittica sostenuta dall’accusa la consulente della difesa dott.ssa Ursula Franco ha affermato in udienza: ‘La soffocazione diretta è rara specialmente in un soggetto giovane che si difende…così dice (il libro) Clemente Puccini’.
Vediamo cosa le ha risposto il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi: ‘Non, non dice così, tanto per chiarezza, non dice così’.

Ci siamo presi la briga di andare a leggere il testo di medicina legale citato in udienza dalla criminologa della difesa dott.ssa Franco sulla soffocazione diretta per vedere cosa realmente dice, lo riportiamo integralmente. Nel libro Istituzioni di Medicina Legale di Clemente Puccini, libro più volte citato in aula e nella perizia dai medici legali dell’accusa, alle pag. 431 e 432 si legge: ‘La soffocazione diretta, si vede raramente negli omicidi di soggetti adulti sani in quanto è difficile mantenere la compressione degli orifizi aerei nell’individuo che si difende vigorosamente’. Evidentemente nel libro è scritto ciò che la consulente della difesa ha sostenuto in aula e che il dottor Testi ha tentato di contrastare.

L’avvocato della difesa Massimo Tortoroglio nel controinterrogatorio ha chiesto ai medici legali dell’accusa se fosse possibile come causa di morte l’assideramento in un soggetto nudo a gennaio, il dottor Testi ha risposto: ’In astratto sì, perché sennò non esisterebbero le morti per assideramento… oltre a un certo tempo in cui il soggetto è esposto a temperature ma anche superiori a quella che ci interessa.. può essere sufficiente a determinare il decesso di una persona’.
Mentre il dottor Romanazzi sempre incalzato dall’avvocato Tortoroglio che gli ha chiesto quale dato scientifico lo abbia fatto propendere per una morte asfittica ha detto: ‘E’ vero che non sono stati trovati segni di lesione ma ciò non esclude che originariamente il cadavere potesse averne…non esiste un dato scientifico, esiste un criterio di esclusione…’.

La criminologa della difesa dott.ssa Ursula Franco in un’intervista redatta da Chiara Rai, direttore de L'Osservatore d'Italia, subito dopo l’udienza ha affermato: ‘Nel caso ci si trovi ad esaminare un cadavere e non ci siano elementi oggettivi che avvalorino una causa di morte piuttosto che un’altra, evidentemente si tenderà a ritenere più probabile la causa che non lascia segni se non ce ne sono, non si può infatti supporre che siano scomparsi quanto piuttosto che non ci siano mai stati. Il fatto che il cadavere della Ceste si sia naturalmente decomposto e siano in tal modo scomparse le parti molli e cartilaginee del collo è naturale, è una forzatura imperdonabile collegare l’assenza dell’osso ioide e del resto delle strutture molli del collo ad un evento asfittico’.

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Colleferro, ubriaco aggredisce due ragazzi alla stazione

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Ieri sera, presso la stazione Ferroviaria di Colleferro, un cittadino straniero di 27 anni, senza fissa dimora e in evidente stato di alterazione fisica, per futili motivi ha aggredito all’interno dello scalo due giovani italiani di 21 e 22 anni, che sono stati poi medicati all’Ospedale di Colleferro. Al primo i medici hanno riscontrato un trauma contusivo all’occhio sinistro con ematoma e dimesso con 5 giorni di prognosi, al secondo invece, un trauma cranico non commotivo e contusioni al ginocchio e caviglia sinistro, dimesso con 10 giorni di prognosi. L’uomo si è poi recato nel parcheggio esterno della Stazione dove, dopo aver sradicato da terra un paletto in ferro, della lunghezza di oltre un metro, ha danneggiato diverse autovetture, infrangendo i lunotti posteriori, i parabrezza e le carrozzerie. Nella circostanza un uomo presente all’interno della propria auto è stato ferito alle mani dalle schegge provocate dal parabrezza infranto.  Successivamente, sul posto sono intervenuti in forze i Carabinieri della Compagnia di Colleferro che hanno dovuto affrontare l’esagitato che ha lanciato contro di loro il paletto in ferro danneggiando la carrozzeria dell’auto di servizio, senza ferire nessun militare. Solo grazie all’utilizzo dello spray urticante i Carabinieri sono riusciti ad avere la meglio, arrestandolo.

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Guerra tra bande, sparatoria ad Alatri: morto un diciottenne

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Non ha superato il delicato intervento chirurgico cui è stato sottoposto la notte scorsa ed è stato dichiarato clinicamente morto.Thomas Bricca, 18 anni, era stato ferito alla testa ieri sera in un agguato nel centro di Alatri nel frusinate.Il giovane, le cui condizioni sono apparse subito disperate, si trovava in una piazza di Alatri quando è stato affiancato da uno scooter con due a bordo travisati che gli hanno sparato e si sono dati alla fuga.Sullo sfondo forse una vendetta o un regolamento di conti tra bande di ragazzi. L’agguato è avvenuto a Largo Cittadini, nel centro di Alatri, verso le 20.

Secondo alcuni testimoni l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di una rissa. L’ipotesi investigativa punta sulla guerra tra bande giovanili all’interno della quale sarebbe maturato l’agguato. Thomas Bricca era in strada quando è stato affiancato dallo scooter e senza che potesse reagire è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla testa. I due aggressori poi sono fuggiti. Le condizioni di Thomas sono apparse subito molto gravi: trasferito in ospedale è stato intubato.Le indagini sono affidate ai carabinieri impegnati in queste ore in una caccia all’uomo. Si stanno ascoltando amici e conoscenti di Thomas e testimoni per delineare dinamica ed accertare i motivi di un eventuale regolamento di conti o vendetta. Alatri nel 2017 fu teatro di un tragico fatto di cronaca in cui perse la vita Emanuele Morganti, ucciso a calci e pugni da un branco di bulli. Emanuele, 21 anni, si trovava in un bar con la fidanzata quando scoppiò una lite con alcuni giovani che avevano rivolto apprezzamenti alla ragazza. Scattò l’aggressione e il buttafuori accompagnò tutto fuori dal locale dove Emanuele fu circondato e massacrato.

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Fonte Nuova, tragedia sulla Nomentana: si ribalta una 500. Muoiono 4 ragazzi

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 Monterotondo (RM) – La scorsa notte i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo sono intervenuti a Fonte Nuova (RM), via nomentana altezza civ 609, ove un’autovettura Fiat 500 si era ribaltata sbalzando fuori gli occupanti, mentre percorreva la citata arteria, con direzione di marcia Fonte Nuova – Roma. I soccorsi sono stati attivati tramite il NUE 112 da alcuni testimoni oculari dello schianto.Il personale del 118 giunto sul posto non ha potuto fare altro che constatare il decesso sul colpo di quattro ragazzi, tutti del posto, per le gravi lesioni riportate:DI PAOLO VALERIO classe ‘01GUERRIERI ALESSIO classe ‘01RAMAZZOTTI SIMONE classe 01TROISI FLAVIA classe ’06;mentre SCLAVO GIULIA, classe ‘05 è deceduta dopo l’arrivo in ambulanza al Policlinico “Umberto I” di Roma e CHIAPPARELLI LEONARDO, sempre classe ‘01 di Guidonia Montecelio, è tuttora in prognosi riservata presso l’Ospedale “Sant’Andrea” di Roma. Dai rilievi effettuati dai Carabinieri della Stazione di Mentana, di  Nerola e dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Monterotondo si è potuta ricostruire la verosimile dinamica dell’incidente: la Fiat 500, di proprietà della mamma del DI PAOLO (dunque si presume sia stato lui il conducente) si è ribaltata impattando prima su un palo della luce e poi contro un albero, ma l’esatta ricostruzione della dinamica è ancora al vaglio dei Carabinieri.E’ altrettanto verosimile, per quanto sta emergendo dalle prime testimonianze, che i giovani erano stati fino a notte inoltrata in uno dei locali di Fonte Nuova prossimi al teatro della tragedia ed abbiano percorso quella strada a velocità elevata prima di perdere il controllo dell’auto.Oltre alle testimonianze, i carabinieri stanno acquisendo anche le numerose telecamere presenti nell’area ed al momento si esclude il coinvolgimento di altre autovetture. I Carabinieri hanno informato il PM di Turno della Procura della Repubblica di Tivoli il quale ha disposto che le salme delle giovanissime vittime siano traslate presso l’obitorio di medicina legale Roma “La Sapienza” per i successivi esami autoptici.

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