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ELENA CESTE: ECCO GLI STRALCI DEI VERBALI DEL PROCESSO A MICHELE BUONINCONTI

di Domenico Leccese

Il consulente medico legale della procura dottor Romanazzi ha riferito al Giudice Amerio: ‘L’assideramento è una causa che abbiamo, non escluso, non abbiamo ritenuto di assumere in considerazione immediatamente per il contesto… non risultava agli atti che la Ceste potesse avere dei fatti psicopatologici di entità tale che la inducessero ad un allontanamento da casa, repentino e nuda oltretutto. Poi… i resti sono stati ritrovati proni, con quindi il torace e il volto adagiati sul letto… del Rio Mersa…’.

La consulente medico legale della procura dott.ssa Gugliuzza ha detto: ‘Gli arti superiori erano perfettamente addossati al tronco, né discosti, né estesi, né flessi…’.

Gli avvocati della difesa di Michele Buoninconti hanno contestato il dato ritenuto fondante dai medici legali, ovvero che il corpo fosse in una posizione tale da escludere l’assideramento come causa di morte. Le foto fatte al momento del ritrovamento dei resti di Elena smentiscono clamorosamente ciò che la dott.ssa Gugliuzza ha sostenuto in aula, le braccia della povera Ceste non erano addossate al tronco. Per quanto riguarda il fatto che i resti fossero proni, la consulente della difesa dott.ssa Ursula Franco ha sostenuto in aula che Elena dopo la sua morte semplicemente cadde a faccia in giù e così rimase fino al suo ritrovamento. Per la consulente Franco, Elena era molto stanca a causa del delirio che durava da ore, dopo essersi nascosta nel tunnel di cemento si addormentò e passò dal sonno all’ipotermia senza accorgersene, per questo motivo non assunse la posizione rannicchiata. In altre interviste la criminologa Ursula Franco ha ricordato che la presenza dell’acqua nel piccolo rio accelerò il processo di assideramento, dato che sembra sia stato ignorato dai medici legali dell’accusa.

Il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi ha riferito al Giudice Amerio: ‘Ci sono gli elementi emersi dall’autopsia che dimostrano, credo inequivocabilmente, che quel corpo è stato trasportato… quella posizione non è la posizione di una persona che cade e muore. E’ una posizione che fa pensare, ripeto, non si può dire con certezza, ma che fa pensare ad un corpo che viene adagiato e lasciato in una posizione estremamente composta’.

Non esiste alcun dato nella casistica criminologica che possa confortare l’affermazione del dottor Testi, ritrovare un corpo adagiato in una posizione estremamente composta non prova assolutamente che sia stato trasportato. Non esiste una specifica tecnica di occultamento nei cadaveri come si evince quotidianamente dalla cronaca.

Ad un certo punto dell’udienza il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi ha avuto un Perry Mason Moment, ha infatti affermato, mettendo clamorosamente in crisi ciò che aveva fino a quel momento sostenuto: ‘… quando si fa in un sopralluogo su un morto assiderato normalmente, insieme alla polizia giudiziaria, la prima cosa che si pensa è un omicidio….’.

Ancora a favore della tesi sostenuta dalla difesa è l’affermazione del consulente medico legale delle parti civili dottor Testi: ‘Noi ci troviamo molto spesso nell’impossibilità di affermare una causa della morte perché la causa della morte è un dato anatomico e qua di anatomico avevamo veramente poco… la consulenza.. non afferma una precisa causa della morte, perché è difficile farlo, è impossibile con i dati a disposizione…’ .

Ed ecco perché la consulente della difesa dott.ssa Ursula Franco ha detto in udienza: ‘.. è chiaro che da un punto di vista medico legale è difficile trovare la causa di morte per l’assenza di questi elementi oggettivi su questa presunta scena del crimine. Ma analizzando tutti i dati delle indagini non è difficile… Io parlo di criminologia perché i risultati dell’esame medico legale ci dicono che non c’è una causa di morte… le ipotesi probabilistiche su un’autopsia che non mi da la causa di morte si fanno con le indagini… quindi il piano non è quello medico legale… le inferenze sono criminologiche in questo caso’.

Come tutti ormai sanno la consulente della difesa dott.ssa Franco non ha mai sostenuto che Elena fosse schizofrenica, bensì fosse in piena crisi psicotica il giorno in cui si allontanò da casa, ma il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi ha voluto comunque affrontare il tema della schizofrenia: ‘Una persona su 1000 può avere un episodio psicotico acuto oltre i quarant’anni… La fuga dissociativa è un evento che molto raramente si verifica nei casi di schizofrenia… una piccola parte di coloro i quali manifestano nella vita degli episodi psicotici diventano schizofrenici… un episodio psicotico di per sé non è una cosa eccezionale il fatto che sia il preludio ad una manifestazione di schizofrenia è raro’.
Al dottor Testi sembra essere sfuggito che la difesa non ha mai definito Elena schizofrenica ma piuttosto affetta da una crisi psicotica acuta, chiamata in gergo semplicemente ‘esaurimento nervoso’, quindi le sue statistiche sulla schizofrenia non sono pertinenti rispetto al caso in esame.

Riguardo alla causa asfittica sostenuta dall’accusa la consulente della difesa dott.ssa Ursula Franco ha affermato in udienza: ‘La soffocazione diretta è rara specialmente in un soggetto giovane che si difende…così dice (il libro) Clemente Puccini’.
Vediamo cosa le ha risposto il consulente medico legale delle parti civili dottor Testi: ‘Non, non dice così, tanto per chiarezza, non dice così’.

Ci siamo presi la briga di andare a leggere il testo di medicina legale citato in udienza dalla criminologa della difesa dott.ssa Franco sulla soffocazione diretta per vedere cosa realmente dice, lo riportiamo integralmente. Nel libro Istituzioni di Medicina Legale di Clemente Puccini, libro più volte citato in aula e nella perizia dai medici legali dell’accusa, alle pag. 431 e 432 si legge: ‘La soffocazione diretta, si vede raramente negli omicidi di soggetti adulti sani in quanto è difficile mantenere la compressione degli orifizi aerei nell’individuo che si difende vigorosamente’. Evidentemente nel libro è scritto ciò che la consulente della difesa ha sostenuto in aula e che il dottor Testi ha tentato di contrastare.

L’avvocato della difesa Massimo Tortoroglio nel controinterrogatorio ha chiesto ai medici legali dell’accusa se fosse possibile come causa di morte l’assideramento in un soggetto nudo a gennaio, il dottor Testi ha risposto: ’In astratto sì, perché sennò non esisterebbero le morti per assideramento… oltre a un certo tempo in cui il soggetto è esposto a temperature ma anche superiori a quella che ci interessa.. può essere sufficiente a determinare il decesso di una persona’.
Mentre il dottor Romanazzi sempre incalzato dall’avvocato Tortoroglio che gli ha chiesto quale dato scientifico lo abbia fatto propendere per una morte asfittica ha detto: ‘E’ vero che non sono stati trovati segni di lesione ma ciò non esclude che originariamente il cadavere potesse averne…non esiste un dato scientifico, esiste un criterio di esclusione…’.

La criminologa della difesa dott.ssa Ursula Franco in un’intervista redatta da Chiara Rai, direttore de L'Osservatore d'Italia, subito dopo l’udienza ha affermato: ‘Nel caso ci si trovi ad esaminare un cadavere e non ci siano elementi oggettivi che avvalorino una causa di morte piuttosto che un’altra, evidentemente si tenderà a ritenere più probabile la causa che non lascia segni se non ce ne sono, non si può infatti supporre che siano scomparsi quanto piuttosto che non ci siano mai stati. Il fatto che il cadavere della Ceste si sia naturalmente decomposto e siano in tal modo scomparse le parti molli e cartilaginee del collo è naturale, è una forzatura imperdonabile collegare l’assenza dell’osso ioide e del resto delle strutture molli del collo ad un evento asfittico’.