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Elezioni politiche del 4 Marzo: aggiungi un posto in aula, c’e’ un partito in piu’…

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L’agognata data della “liberazione” di queste quattro ultime legislature, prive del consenso popolare, verrebbe celebrata il 4 marzo 2018. Così sembra essere deciso. Giunge finalmente ad esaurimento la manna caduta dalle segreterie dei partiti agli autonominati, salvi, naturalmente i vitalizi.

Questa legislatura sorretta e puntellata con la stampella dei transfughi, giungerebbe al suo epilogo

Il segnale “sciogliete le righe” ormai è suonato. Pisapia si è defilato definitivamente e Angelino Alfano, letteralmente fulminato e bruciato sulla strada regionale siciliana, batte la ritirata e lasciando la politica poltronificia dice di voler cercare un lavoro a marzo. L’Italia ne prende atto e riconoscente lo saluta chiedendo a chiunque lo possa e voglia aiutare a trovargli un posto, facendosi avanti…
Si voterà a marzo, per chi, per cosa?

A seguito della delibera del Consiglio dei Ministri, datata 28.12.2017, il 4 marzo si terranno le votazioni politiche per il 2018

Votazioni politiche è impropriamente detto perché per come si è impoverita la politica con il 4 marzo s’intende la data fissata per un concorso statale per un migliaio di assunzioni a Palazzo Montecitorio, un edificio storico di Roma, che si affaccia su piazza del Parlamento. Le condizioni d’ingaggio sono considerate le più allettanti, elevate remunerazioni, rimborsi, diarie, ferie pagate, riposi ad libitum, sede di lavoro confortevole e oltre alla buona uscita, una pensione dignitosa assicurata. Queste condizioni da paese di Bengodi, naturalmente, hanno scatenato il finimondo e le richieste di assunzioni aumentano a dismisura.

Il primo ad affrettarsi è stato Pietro Grasso, presidente del Senato, lasciando il Pd, si è iscritto all’aggregazione “Liberi e Uguali”

Non ha tardato ad aggregarsi alla kermesse di Grasso la presidente (presidenta/presidentessa?) dell’altra aula istituzionale, la signora Boldrini, meglio conosciuta come lady Montecitorio,indefessa guerriera e sostenitrice della crociata contro le fobie, meritevole anche lei di una menzione vicino alle grandi donne, la Giovanna d’Arco 2.0 accanita avversaria delle fake news.
Strano caso però dei due presidenti delle due camere con due cuori che battono all’unisono verso la sinistra. I presidenti delle due camere dovrebbero essere come la moglie di Cesare, apparire oltre che essere. Per i presidenti è stata cosa impossibile perché spesso sono andati dove li portava il cuore. I circensi hanno eretto le loro tende in piazza e all’unisono urlano: entrate, entrate, non c’è scandalo, solo da ridere. Invece lo scandalo c’è ed anziché ridere c’è solo da piangere.

Sono arrivati da ogni angolo della Penisola, spuntati fuori da ogni ceto sociale, lasciando dietro carriere, attività ed interessi

La meta da raggiungere è golosa, e così al bando di Montecitorio si sono iscritti animalisti, liberi cacciatori, personaggi dello spettacolo, comici e soubrette, personaggi dello sport, dell’informazione, allevatori, commercianti e consumatori. A casa sono rimasti i bambini, i senzatetto, gli indigenti e i disoccupati. Liste surrogate, simboli di partiti in comodato d’uso per raggirare la legge, unione incestuosa tra radicali e democristiani, tanta confusione per destabilizzare l’opinione pubblica.

In tutto questo “bazaar festival” del bene del Paese non si fa il minimo cenno

La folle corsa al primo posto non si arresta, come nel gioco infantile delle sedie. Tutti sgomitano alle prove senza nemmeno munirsi, a dirla con il presidente, con la cassetta degli attrezzi. Si presentano impreparati ignari di cosa devono fare, cosa devono dire, come devono rispondere. Ai vecchi arnesi della politica tutto ciò fa comodo, cosa si deve dire glielo diranno loro, cosa dovranno fare ci penserà la segreteria centrale, come si dovrà votare basta seguire le istruzioni del capo bastone. In effetti, alla gente cosa si deve dire? Niente di specifico, tutto sproloquio generico, discorsi per sommi capi. Parola d’ordine: denigrare l’avversario politico, criticare quanto già è stato fatto dagli altri e promettere di planare laddove altri non hanno osato volare. Sacchi e pacchi pieni zeppi di cianfrusaglie, cose irrealizzabili, promesse colorate e multiformi, odoranti, da mille miglia, di merce elettorale avariata.

Il debito pubblico, le partecipate, i vitalizi e altri fili di alta tensione se ne guardano bene dal toccarli

I veri temi, nodi da sciogliere dai futuri legislatori: lavoro, abitazione, giustizia, immigrazione e sicurezza, sono mete irraggiungibili ai candidati di questa tornata elettorale. In parte perché a tanti manca l’attrezzatura e poi perché sono temi fino ad ora lasciati sotto il tappeto e sollevando quel tappeto si provocherebbe un violento impatto fra grandi e piccoli interessi di bottega, un’insurrezione delle lobby, cosa che fino ad oggi nessun governo ha osato sollevare, restando sempre e cautamente distante da una spending review degna di quel nome.

E’ abbastanza scontato, c’è solo d’ attendere. E’ la solita storia, tutto cambia affinché nulla cambi

Per il 4 marzo, Rossella O’Hara. avrebbe sospirato con ottimismo: “domani è un altro giorno” e il Paese , incrociando le dita sta mormorando: Chi vivrà vedrà dove porterà questo vento del Levante, rafficoso e foriero di malessere e depressione, vento che sta insidiando il già compromesso equilibrio sociale ed economico del Paese.

Emanuel Galea

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Anguillara Sabazia, dalle stelle alle stalle: c’e’ chi auspica un lungo periodo di commissariamento

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Ad Anguillara Sabazia, in questo bel paese del lago di Bracciano, invidiabile per le bellezze paesaggistiche e balneari presenti nel territorio, insignito del titolo di città nel 2001, il terzo per estensione fra i laghi dell’Italia centrale, dove è presente il villaggio Neolitico, unico in Italia, risalente a circa 8.000 anni fa, con una piroga lunga 9,50 metri,  conservata in una teca di 12 metri,  presso il Centro Espositivo del Neolitico, chiuso al pubblico da circa dieci anni, accade che le opposizioni, di destra e sinistra, diverse associazioni, hanno  manifestato contro l’amministrazione guidata dal sindaco Anselmo, appoggiata da una maggioranza sostenuta dal Movimento Cinque Stelle. Una schiera di volti noti che ha abbandonato per una volta le vecchie schermaglie politiche per marciare uniti contro quella che oggi è considerata il nemico comune.

Non si può dire che i manifestanti non avessero le loro ragioni nello sfilare nelle strade di Anguillara Sabazia

Numerose sono state le decisioni della Giunta che hanno scontentato i propri elettori, senza riuscire a conquistare quanti nelle passate elezioni hanno espresso il loro voto per gli altri candidati, dalla contestata delibera sul piano regolatore di quasi due anni fa, al divieto di balneazione poi revocato a due giorni dal pronunciamento del Tar, fino ai recenti piani particolareggiati.

Tragico è il corto circuito che si è creato

Si può affermare che l’idillio tra la prima cittadina e il resto della popolazione, probabilmente mai sbocciato, sia effettivamente del tutto tramontato. Ricordiamo come l’elezione di Sabrina Anselmo è nata più dall’ostilità di una parte dell’elettorato nei confronti del suo competitor al ballottaggio 2016, Antonio Pizzigallo (già sindaco di Anguillara Sabazia per due mandati, di cui uno terminato con la decadenza per incompatibilità dopo circa un anno), sia nel centrosinistra che ha votato compatto per l’esponente grillina, sia in alcune frange della stessa compagine che ha votato al primo turno l’ex sindaco di Forza Italia, che per l’effettiva forza del Movimento e della sua candidata, che al primo turno aveva raccolto il 26% dei voti. In un quadro i questo genere, con una compagine al governo cittadino che è maggioranza in Consiglio, ma minoranza nell’opinione pubblica, tra epurazione di assessori, cambio di casacca di un consigliere, abbandono da parte di alcuni dei sostenitori della prima ora, la posizione della sindaca è oggi alquanto instabile.

Dalle stelle alle stalle

Anche sul piano dell’immagine personale, la sindaca non gode certo di quella credibilità che riesce a volte a far perdonare qualche manchevolezza dell’azione governativa. Il chiacchiericcio che dai primi mesi di amministrazione ha accompagnato la prima cittadina, rea secondo i suoi detrattori di non avere un curriculum di primo piano, ha trovato il suo clou con la vicenda della condanna patteggiata, che ha destabilizzato non poco l’autorevolezza della Anselmo. In questo quadro la cessione del servizio idrico ad Acea Ato 2 è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da eroina la sindaca è diventata un personaggio della tragedia greca, costretta alla solitudine e al declino, qualora non ci siano nei prossimi mesi risultati eclatanti.  

L’isolamento della maggioranza

Il compattarsi di tutte le forze politiche, da Rifondazione Comunista e MDP a Lega e Fratelli d’Italia, dal Partito Democratico a Forza Italia a Leu, oltre a una pletora di associazioni e movimenti, ha sancito l’isolamento della maggioranza rispetto a tutti i possibili interlocutori.

I possibili scenari in caso di dimissioni della Anselmo

Ma se domani, ipotizzando la caduta di questa amministrazione, che potrebbe essere a questo punto una soluzione a questa situazione così grave, che assistere per altri due anni e mezzo a governare pateticamente la città, si dovesse di nuovo aprire una campagna elettorale cittadina, quali scenari si aprirebbero? Chi si porrà alla possibile guida in un percorso di ricostruzione di un decoro urbano ai minimi termini e di un tessuto sociale mai così lacerato?

Le forze di centrodestra

Tra le persone che hanno sfilato alla manifestazione, abbiamo visto l’ex sindaco Antonio Pizzigallo, che raramente partecipa alle manifestazioni su strada, assieme al gruppo dei suoi fedelissimi. Può essere questo il segnale di una sua possibile eventuale ennesima ricandidatura, nonostante la bocciatura strettamente personale subita nel 2016? Non c’è nulla di nuovo nel sole del centrodestra? (sempre ammesso che la Lega di Salvini, in grande ascesa nei sondaggi nazionali, non cerchi di fare da asso piglia tutto anche nelle eventuali prossime amministrative, schierando un nome sul quale, perlomeno ad Anguillara, non trapela nulla di certo).

Le forze di centrosinistra

Dall’altro lato del panorama politico, esiste qualche novità, oppure la dicotomia del consigliere regionale Emiliano Minnucci – ed ex sindaco di Anguillara Sabazia Ndr. – e il consigliere comunale di minoranza Silvio Bianchini, entrambi del PD, continuerà a guerreggiarsi per la supremazia nella coalizione? A giudicare dalla presenza dell’ex vicesindaco Bianchini con tanto di megafono in mano, e del consigliere regionale Minnucci, più in disparte, non ci viene da credere a una proposta politica che superi la storica rivalità in casa PD.

Movimenti e proposte politiche serie

I movimenti che hanno lanciato la manifestazione, e che soli hanno messo le bandiere, forse perché uniche credibili, ma che davanti a tante presenze di personaggi ingombranti, hanno finito per sbiadirsi, riusciranno a portare una proposta politica seria, oppure si limiteranno, come le Comari di “Bocca di Rosa”, all’invettiva? Davvero, come è emerso dagli interventi sotto il Comune, la proposta può essere rappresentata da un ex consigliere che ha cambiato più partiti che paia di scarpe, e che sostiene dei comitati di quartiere che, almeno in un caso, durante la loro esistenza, non hanno certo brillato per democrazia e rispetto delle regole? Con la chiosa dell’ovazione a una persona che sulla vicenda si era costruito la sua poltroncina di “responsabile dei quartieri”, ma che all’atto pratico davanti alla segnalazione dei problemi ha fatto come le tre scimmiette del motto shintoista.

Come si ricollocheranno gli ex grillini?

In ultimo, come si ricollocheranno gli ex grillini, come il primo vice sindaco Giovanni Chiriatti (sfiduciato dall’attuale sindaca)  e il consigliere Antonio Fioroni, ora passato al gruppo misto, molto attivi sabato, che si vedono spesso flirtare con esponenti dell’opposizione? Davvero crediamo possano rappresentare loro, dopo aver contribuito, il primo in maniera sostanziale, alla vittoria di questa amministrazione, il “Nuovo che avanza”? Lo stesso Chiriatti si precipitava, solo poche settimane fa, a convogliare nel suo quartiere periferico di Ponton dell’Elce tutti gli esponenti politici, dal PD a FI (presenti Flenghi, Pizzigallo, Stronati, Manciuria) per andare contro all’attuale amministrazione. Il Fioroni, si è svegliato solo poco tempo fa, dopo mezza legislatura, da quel torpore che non gli consentiva di accorgersi di tutte quelle “nefandezze” che oggi è tanto attivo nello stigmatizzare. Vogliamo credere che chi ieri ha preso una cantonata, non capendo nulla di chi aveva al proprio fianco, domani diventi la persona più scaltra del mondo, tanto da rappresentare la migliore proposta per il futuro?

Un lungo periodo di commissariamento per evitare scelte scellerate per Anguillara Sabazia?

Se non nasce una vera proposta alternativa, che oggi sembra ancora troppo pallida per rappresentare una reale alternativa alle realtà presenti, l’unica possibilità per Anguillara Sabazia è un lungo periodo di commissariamento, che se non fornisce una prospettiva di investimento per il futuro, almeno si presume governi l’amministrazione corrente con il senso del “buon padre di famiglia”, evitando le scelte scellerate che questa e le passate giunte della città sabatina troppo spesso hanno perpetrato. Il miglior incentivo per l’interesse dei cittadini!

Simonetta D’Onofrio

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Anguillara Sabazia, i perché “scomodi” rivolti all’opposizione

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Finalmente si spengono le luci, si attutisce il frastuono, si smaltiscono le abbuffate di rito del capodanno e si ritorna, a mente lucida, a ragionare.

Si usa ormai da tempo fare il resoconto, ad ogni chiusura d’anno

Oggi si è scelto di porre quattro domande, probabilmente imbarazzanti, ai gruppi di opposizione del Comune di Anguillara Sabazia. Ce lo ha insegnato, bontà sua, anche il presidente della Camera Roberto Fico, ammonendoci che l’opposizione deve ed è giusto che faccia l’opposizione. Quanta saggezza! Il compito istituzionale dell’opposizione richiama a vigilare, criticare e collaborare , il tutto per il bene della collettività.

Ad Anguillara Sabazia, a memoria d’uomo, nessuna amministrazione è mai sfuggita ad aspra critica e dura opposizione.

Così l’amministrazione Minnucci, come quella Pizzorno o Pizzigallo e parimenti l’interim di Paolessi, sono state giustamente criticate per le buche, l’illuminazione, l’acqua, per il decoro urbano, per l’Albo Pretorio, per bandi e per delibere varie e non solo. Tutto si è svolto sempre democraticamente, criticando opere ed operato e mai, naturalmente, ledendo onore e suscettibilità delle persone. Anche questa volta, c’è un’opposizione dura contro l’attuale amministrazione Anselmo, dove si critica e si attacca per le solite buche, le solite interruzioni dell’erogazione dell’acqua, l’ormai fatto endemico di questa città e cioè l’improvvisa e “maledetta” interruzione della corrente elettrica nei momenti più critici della giornata. Vi è stato anche un momento quando si sentiva un’accesa discussione intorno ai piani integrati. Altre discussioni hanno riguardato i fondi gestiti dal Comune capofila Bracciano, fondi per il sociale. In questi casi la critica è stata forte ed il dibattito molto acceso. In tutto questo c’è stato anche dell’altro. In questi casi l’opposizione non ha fatto altro che la propria parte, quella che le compete istituzionalmente.

Ciò detto, dunque, cos’è che non torna, che non convince con l’opposizione? Le perplessità sono tante.

Resta quantomeno strano e apparentemente inspiegabile come un’opposizione così rumorosa, così coesa e variopinta, non riesca a compiere il suo dovere fino in fondo, ossia indagare, controllare e rendere i perché delle cose ai cittadini. Cavalcare campagne stanche e logore come la cementificazione selvaggia, l’acqua con l’arsenico, l’abbandono del centro storico e altri temi ormai ben familiari alle passate amministrazioni non rendono credibili gli sforzi di questa opposizione che sta faticando ad emergere. Sono tentativi che ricordano tanto la rituale promessa di Bianchini che ogni anno, all’approssimarsi dell’estate annunciava solennemente l’apertura della piscina olimpionica comunale. Somigliano alle assicurazioni dell’On. Minnucci che a mezzo di volantini annunciava l’arrivo dei fondi di tre milioni che avrebbero risolto finalmente il problema dell’attraversamento del passaggio a livello mettendo fine ai tanti disagi della cittadinanza.

Ma non c’è solamente la piscina che “giace” fino a che questa opposizione, per scelta oppure per vocazione continua a darsi pace.

C’è nell’elenco dei lavori dormienti il progetto del secondo tratto di via Anguillarese. Il 4 Marzo 2012, durante l’iniziativa Mercato della Terra, c/o l’ex Consorzio Agrario, fu allestito uno stand informativo sui lavori relativi alla via Anguillarese e l’allora Assessore ai Lavori Pubblici Antonio Di Gioia, illustrava tutto il progetto. Peccato che l’assessore successivamente dovette lasciare l’incarico istituzionale. Per quella giunta, fino a che è durato, è stato un valore aggiunto.

Chiusa parentesi, ci si continua a chiedere perché non si sente parlare, da parte di questa opposizione, riguardo il secondo tratto di via Anguillarese che prevedeva, fra l’altro, una seconda rotatoria all’incrocio con via Pizzo Morronto, altezza Conad?

Forse i politici scesi in piazza lo scorso sabato non sono al corrente di cosa contemplava quel progetto del 2012 “Lavori per la messa in sicurezza della via Anguillarese”. Il progetto prometteva: un sistema innovativo di monitoraggio (dal costo di 120mila euro) prevedendo cinque stazioni di rilevamento del traffico veicolare, distribuiti su più strade del paese, e un apparato di rilevamento degli incidenti. Il sindaco di allora, l’avvocato Francesco Pizzorno, nulla lasciava al caso e nel dare la notizia specificava la durata complessiva dei lavori in sette mesi, l’importo complessivo dell’opera, informava il sindaco, doveva essere di euro un milione e 164 mila di cui 559 mila da fondi regionali, 335 mila della Provincia e 241 mila del Comune.

Si chiede quindi all’attuale opposizione, perché tace e nulla si rileva su questi lavori promessi, finanziati e disattesi?

Ma come usava dire il compianto presentatore Corrado, non finisce qui.

Alle ore 12 del 7 maggio 2011, in via della Mainella, località Pantane, l’allora governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini interveniva all’inaugurazione del cantiere per la realizzazione della strada che avrebbe dovuto collegare Anguillara Sabazia con Cesano e che doveva essere intitolata al Beato Giovanni Paolo II. Almeno questo è quanto dichiarava l’allora sindaco f.f. Stefano Paolessi.

Chi, dell’opposizione sta al momento monitorando questi lavori, oltre naturalmente a contare le buche e le pozzanghere? A prescindere dall’interrogazione di Palozzi di FI – viabilità Regione Lazio, non si rintracciano eclatanti proteste da parte dell’opposizione al riguardo.

L’opposizione e l’apertura del museo del Neolitico

Gli amanti della Cultura, con la “C” maiuscola, ormai non sperano più che l’opposizione possa erigersi a favore dell’apertura del museo del neolitico. Inutile cercare di destarli dal sonno. Guardano ma non vedono. Sentono ma non ascoltano.

L’ampliamento del cimitero comunale

Come è stato riportato su questo stesso giornale il 23 febbraio 2018, la Giunta Anselmo aveva approvato un progetto di ampliamento cimiteriale nel 2017. Il progetto contemplava, oltre l’ampliamento, la realizzazione su due piani di 768 nuovi loculi con l’adiacente sistemazione dell’area parcheggio per 75 posti auto. Il tutto per un costo complessivo di 1.431.000,00 euro. Era allora una situazione di emergenza. La stessa sindaca Anselmo, sul suo profilo fb, il 10 agosto 2017, annunciava l’inizio lavori, assicurando la pronta disponibilità del finanziamento.
Con delibera di Giunta n. 82 del 7 giugno 2017, giustificando l’atto a “grave carenza di loculi liberi”, giustificazione, da noi su questo giornale largamente contestata, la Giunta Anselmo procedeva a requisire i loculi a privati cittadini. La decisione della Giunta Anselmo doveva essere provvisoria in attesa della realizzazione del progetto per l’ampliamento del cimitero. A oggi il progetto giace nel cassetto in un ufficio al Comune e la delibera di requisizione, dopo l’intervento di questo giornale, è stata revocata e sostituita da una nuova.

Intanto l’opposizione guarda e tace. Ha le bocche cucite e non parla, non protesta, non s’indigna.

Va benissimo che l’opposizione si occupi delle buche, del tasso di arsenico nell’acqua, del cronico abbandono del centro storico. Non va bene però e mai si riuscirà a comprenderne il silenzio, il vuoto, il chiudere l’occhio su una piscina abbandonata, ridotta a pascolo per le pecore; fare finta di non accorgersi di un museo del neolitico chiuso con un reperto di 8000 anni, nonostante quello che ci vuole fare credere l’assessora Normando, tesoro archeologico giacente nel più completo abbandono; voltare le spalle alla strada Anguillara-Cesano persa nella nebbia delle cose non fatte; tappare le orecchie per non sentire le critiche che parlano della seconda tratta di via Anguillarese , la seconda rotatoria e tutto l’impianto di sicurezza stradale compreso.

Questo giornale ha dedicato più di un articolo, cercando di sensibilizzare chi di dovere su questa specifica tematica e qui in calce si riportano alcuni articoli per chi li volesse verificare. Ciò nonostante non si riesce a strappare il velo di oscurità, a fare uscire dalla nebbia dell’ignoto, da schiarire l’alone che avvolgono queste opere pubbliche, costate fior di milioni, iniziate e mai completate. I protagonisti che le videro nascere sono vivi e vegeti, tutti nell’opposizione, eppure, non guardano, non ascoltano, non parlano.
E’ tutta gente che ha perso la memoria? Ci si augura che il cittadino la memoria ancora la conservi viva.

Emanuel Galea

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L’Europa alla prova di maturità

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Quella che comunemente molti chiamano Europa unita non è altro che lo strumento per un patto tra Stati e mai, come si vuole fare credere, un atto fondativo di qualsivoglia entità sovranazionale.

Da questa dicotomia nascono i vari punti controversi

Quel “ patto tra Stati” contempla Competenze esclusive, Competenze concorrenti e  Competenze di supporto.

Le prime riguardano l’Unione, le seconde gli Stati membri e le terze sono competenze di sostegno dell’Unione verso i vari  Stati membri.

L’adesione a questo patto non si può dire essere stata plebiscitaria.

Segni di  rigetto da parte dei cittadini non sono mancati

Alcuni paesi hanno apertamente dichiarato il loro dissenso  tramite referendum costituzionali.

Molti hanno ratificato l’atto  con sofferte procedure  parlamentari, qualche paese ha ratificato il patto senza consultare la cittadinanza. Se poi a tutto questo si aggiungono l’allargamento e gli aggiornamenti vari ai regolamenti  susseguiti dal 2007 a oggi e i vari trattati aggiuntivi, tranquillamente si può concludere che il progetto costituzionale sognato dai padri fondatori  sia stato stravolto e nulla rimane di quello originale.

Le modifiche al patto originario

Al patto Spinelli/De Gasperi/Schuman/Adenauer, sono stati aggiunti tanti orpelli rendendo l’applicazione di ogni direttiva macchinosa e difficilmente applicabile.  Il risultato di ciò è stato l’aumentata disuguaglianza tra gli stessi Stati membri. I vari regimi fiscali, i contratti salariali e le condizioni lavorative vigenti in ogni paese membro, tutti concorrenziali fra di loro, sono la prova della politica fallimentare di questa Unione.

L’aggiunta di competenze

Ci sono organizzazioni che operano per ridimensionare le competenze che nel tempo sono state  aggiunte e che causano tanto disagio e malumore tra le popolazioni.

Una di queste organizzazioni indipendenti che promuove idee per le riforme politiche ed economiche di questa Unione europea,  è la Open Europe, un think tank con uffici a Londra e Bruxelles. Uno degli scopi prefissi di questa organizzazione è la riduzione dell’accentramento dei poteri in Unione.

Molti sono i  punti controversi che si possono riscontrare nel patto  sottoscritto fra gli Stati. Forti critiche al testo  arrivano da opinioni diametralmente opposte. Ci si è preoccupati di fare una  sintesi delle diverse politiche degli Stati membri partecipanti  senza minimamente  prevedere  che così facendo si stava creando un “documento debole”, troppo burocratizzato e lontano dagli interessi reali dei cittadini.

Una controversia che si poteva evitare, se non fosse per la forte resistenza della Francia, riguardava ogni riferimento, in quel patto, alle radici giudaico-cristiane della coscienza europea. Seguendo incautamente la molto discussa scelta della Francia, i firmatari svuotavano  la comunità europea da ogni e qualsiasi radice, rendendola senza identità alcuna.

Hanno ingenuamente scambiato “cultura” con “religione”

Essendo poi la gran parte dei paesi del nord , come la laica Francia , allergici alla sola parola “cattolicesimo”, hanno reso questo continente,  terra rasa, candidata per “un’altra cultura”.  Tutto ciò spiega la massiccia ondata di immigrazione che sta mettendo in ginocchio la tenuta dello stesso “patto europeo”. Quanto sopra spiega la forte critica che arriva da parte di tante personalità , contrari alla ratifica del Trattato Comunitario europeo. Alcuni , come i Federalisti Europei, arrivano al punto tale da bollare come inganno il solo chiamare Costituzione un documento che tale non è.

Al “patto” viene contestata, e non a torto, l’eccessiva attenzione ai temi economici e agli interessi capitalistici. Tutto ciò si fa  a scapito di politiche e a danno e svantaggio  della  garanzia e la difesa dei lavoratori. Un caso fra tanti è l’assenza del tema “welfare state” un argomento che è stato completamente  trascurato in quel “patto”. 

Mentre gli europeisti usano tirare fuori, a buona ragione,  che grazie ai trattati, l’Europa ha potuto godere questi ultimi 70 anni di pace, rimane tuttavia  inspiegabile l’assenza di riferimento al ripudio alla guerra. Non è certo facile spiegare, anche se tanti la vogliono fare  passare per operazione di pace,  il fatto che gli eserciti europei ora possono essere  intercettati in diversi scenari di guerra in giro per il mondo.

Come se tutto quanto su esposto non bastasse a spiegare le ragioni degli euroscettici, ci sono altre  ragioni ben diverse seppure ugualmente valide.

Le modifiche apportate negli anni al patto originale hanno così stravolto gli scopi a tale punto,  tanto da originare un  “patto europeo”ex novo , che si vuole chiamare Costituzione. Ora c’è  il rischio che i firmatari di questa nuova cosiddetta Costituzione, pretendendo di disporre di  poteri sufficienti tentino   di svuotare di significato e di autorità i singoli Stati.

Qualche lettore potrebbe giudicare tutto ciò solo pura fantasia.

Dopo la seria minaccia all’Italia di essere sottoposta alla procedura d’infrazione di questi giorni, dopo  il cartellino rosso da parte della Commissione Ue, detentrice di quel patto stravolto, tanta pura fantasia non dovrebbe essere.

Dal braccio di ferro con l’Europa, l’Italia oggi è uscita  leccandosi  le ferite

 Il  rinnovatore “Macron” costretto a  calare le braghe davanti alla voce del suo paese, ha costretto i burocrati a Bruxelles  a scoprire le loro nudità.  Sia l’Europa che l’Italia sono state sottoposte  alla prova di maturità. I risultati non sono facilmente prevedibili.

Le aspettiamo agli scritti, però se  tanto ci dà tanto, c’è poco da sperare.

Emanuel Galea

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