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EMERGENZA SENZA FINE: L'UNGHERIA ARRESTA GLI IMMIGRATI E MERKEL CHIEDE UN HOTSPOT IN ITALIA

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Arrestati 174 clandestini. Respinte tutte le richieste di asilo. La polizia magiara ha arrestato 60 rifugiati da quando e' entrata in vigore la nuova legge che prevede l'arresto

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A. D. M.

L'ecatombe dell'emergnza immigrati è ormai fuori controllo. L'Ungheria usa la forza e le maniere forti mentre l'Italia spera in una ricollocazione ostacolata da grossi paesi che non condividono la linea Ue.  Nel giorno in cui l'Ungheria inizia il giro di vite sui migranti, chiudendo il confine con la Serbia, Berlino pressa i leader europei per la convocazione di un vertice Ue straordinario sulla crisi migratoria. Non solo: Angela Merkel sferza l'Italia insistendo per la creazione degli hotspot, i centri di identificazione. La cancelliera tedesca ha annunciato di aver chiesto la convocazione di un summit speciale per la prossima settimana al termine di un colloquio a Berlino con il collega austriaco. Un summit Ue "e' urgentemente necessario", le ha fatto eco Werner Faymann durante una conferenza stampa congiunta a Berlino. "E' un problema dell'intera Unione Europea e percio' abbiamo discusso la possibilita' di un summit speciale Ue da tenersi la prossima settimana", ha chiarito la Merkel. "Donald Tusk (il presidente del Consiglio Ue, ndr) se ne occupera'", ha aggiunto.


Dalla Slovenia
Anche il premier slovacco, Robert Fico, si è unito alla richiesta di Germania e Austria, affermando che si tratta di una crisi che non puo' essere discussa a livello ministeriale. Angela Merkel insiste anche per la creazione degli hotspot in Italia. "E' urgente che la Grecia, e anche l'Italia, creino subito gli hotspost", ha detto il cancelliere. Poco prima, anche il vice cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, aveva sottolineato che "non c'e' alternativa alla creazione degli hotspost in Grecia, Ungheria e Italia". Il vice cancelliere e ministro dell'Economia aveva anche sottolineato che l'Europa e' di nuovo caduta nel "ridicolo" lunedi' quando non e' riuscita a raggiungere un accordo, alla riunione a Bruxelles dei ministri dell'Interno dei 28, sulla ripartizione equa di 120mila rifugiati.

 

Nel frattempo e' iniziato il giro di vite sui migranti in Ungheria: il Paese ha chiuso il confine con la Serbia dopo aver ricevuto 9.380 migranti nella sola giornata di lunedi'. La polizia magiara ha arrestato 60 rifugiati dopo la mezzanotte, quando e' entrata in vigore la nuova legge che prevede l'arresto, il processo per direttissima e l'espulsione per chi entra illegalmente nel Paese. Budapest ha anche dichiarato lo stato d'emergenza in due contee al confine con la Serbia: la polizia avra' ora poteri speciali e l'esercito controllera' le frontiere. Ma centinaia di migranti premono sulla barriera tra i due Paesi e il governo serbo sta cercando di convincere quello ungherese a farli passare. Intanto almeno 26 persone, tra cui 4 bambini e 11 donne, sono morte nel naufragio di un barcone partito dalla Turchia e diretto all'isola greca di Kos.
Dei 60 migranti arrestati dalla polizia ungherese, "45 sono stati sorpresi al confine e 15 in territorio ungherese mentre danneggiavano la barriera di filo spinato alta 4 metri lungo i 175 km di confine con la Serbia, aggravante punito con ulteriori due anni di carcere, secondo la nuova legge.
Secondo Frontex, l'agenzia Ue per la gestione delle frontiere esterne, un numero record di 156.000 migranti sono entrati nell'Ue soltanto nel mese di agosto, portando il totale da inizio anno a oltre 500.000. Il mezzo milione di ingressi in otto mesi e' gia' quasi il doppio rispetto ai 280.000 migranti che erano arrivati nell'Ue in tutto il 2014. Molto simili le cifre fornite dall'Oim, secondo cui 464.876 migranti hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l'Europa dall'inizio dell'anno, piu' del doppio del totale del 2014.


Secondio l'Unhcr, il numero dei rifugiati siriani in Turchia ad agosto e' salito a quasi due milioni, con oltre 200.000 arrivi da giugno, a fronte di un lieve calo in Iraq e in Libano. Inoltre, l'Austria ha registrato lunedi' l'ingresso record di 20.000 migranti e altri 5.500 sono gia' entrati oggi. La polizia tedesca ha registrato 2.000 nuovi in Baviera da domenica, giorno in cui sono stati rinforzati i controlli ai confini. Oggi 180 rifugiati sono saltati giu' da un treno speciale che li stava trasportando da Monaco di Baviera a Berlino, prima di arrivare a destinazione. Dopo i rinvii alla riunione dei ministri dell'Interno Ue, l'Alto commissario per i rifugiati Onu, Antonio Guterres, ha manifestato tutta la sua delusione: "La situazione appare ingestibile ma e' gestibilissima, a patto che la si cominci a gestire", ha detto ricordando come nel 1956 ci furono 200.000 i profughi ungheresi che trovarono rifugio in Austria. Per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, "di certo non possiamo pensare che qualcuno possa prendere solo la parte che gli interessa dell'Europa"

Gli arresti in Ungheria La polizia ungherese ha arrestato 174 migranti che avevano attraversato illegalmente la frontiera, dopo l'entrata in vigore a mezzanotte della legge che punisce l'ingresso illegale nel Paese, e ha fatto sapere che saranno sottoposti a processo. Budapest ha intanto preso in esame 16 richieste di asilo e le ha respinte tutte quante nel giro di poche ore. Altre 32 richieste sono state presentare e sono in fase di valutazione. Un funzionario dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), Erno Simon, ha confermato di aver visto diversi richiedenti asilo respinti nel giro di qualche ora verso una cosiddetta "zona di transito" in una terra di nessuno al confine tra Ungheria e Serbia

 

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Ambiente

Lago di Vico, il ministro Patuanelli pronto a organizzare un tavolo con tutti gli attori per salvare l’area

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Tra i problemi dell’area la mancata bonifica di un ex stabilimento militare che aveva sede sulle sponde del lago

Il Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha dato la sua piena disponibilità ad organizzare un tavolo di lavoro, nel più breve tempo possibile, sull’inquinamento del lago di Vico in provincia di Viterbo. A farlo sapere è la senatrice del M5s Vilma Moronese che lo scorso mese di maggio ha presentato una interrogazione al senato e che ieri ha incontrato Patuanelli al Ministero dell’Agricoltura con il quale ha discusso di tutte le problematiche legate al bacino lacustre prospettando anche possibili soluzioni che necessitano del coinvolgimento di tutte le parti in causa.

L’area è divenuta riserva naturale regionale, SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona a protezione speciale) e quindi non sono a rischio solo la tutela ambientale e la salute dei cittadini, ma anche l’attività economica legata al lago di Vico essendo una meta turistica molto apprezzata e dove viene prodotta la Nocciola Romana DOP che rappresenta un’eccellenza agroalimentare della produzione italiana.

Il lago presenta 3 gravi problematiche:

  1. Problema della presenza di Arsenico oltre i limiti consentiti per legge nelle acque dei comuni di Viterbo e pertanto anche i problemi relativi alla gestione del servizio idrico in capo alla Talete s.p.a.;
  2. L’inquinamento del Lago di Vico dovuto soprattutto alla presenza di un batterio che danneggia le acque e di conseguenza tutto l’ecosistema legato al lago;
  3. La mancata bonifica bellica e ambientale della Chemical City, un ex Stabilimento Militare dei Materiali di Difesa N.B.C. (Nucleare, Biologica e Chimica) che aveva sede proprio lì sulle sponde del lago.

Per quanto riguarda la bonifica della Chemical City, la senatrice ha fatto sapere che sta “seguendo un altro percorso in quanto attiene alle autorità Militari” e che a breve potrà dare aggiornamenti in merito.

La riserva naturale del lago di Vico attende dunque il tavolo di confronto che sarà coordinato dal Ministero dove si incontreranno tutti gli attori essenziali, dunque la Regione Lazio, i Comuni, gli enti, le associazioni e i cittadini, gli agricoltori, ed anche l’Università che ha condotto degli studi, per poter iniziare a trovare soluzioni comuni per tutelare la salute, l’economia locale, l’ambiente e tutto l’ecosistema.

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Salute

Covid Italia, 26 percento dei casi è variante Delta

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Con il 26% dei casi, l’Italia è al quinto posto nel mondo fra i Paesi in cui è maggiore la circolazione della variante Delta. E’ la stima pubblicata dal Financial Times sulla base delle sequenze genetiche del virus depositate nella banca internazionale di dati genetici Gisaid e dei dati provenienti dall’istituto di ricerca belga Sciensano. Le stime indicano inoltre che la variante Delta è dominante in Gran Bretagna e Portogallo, dove la concentrazione è rispettivamente del 98% e il 96%. Seguono gli Stati Uniti con il 31%, quindi Italia (26%), Belgio (16%), Germania (15%), Francia (6,9%).

L’analisi del Financial Times indica inoltre che in Gran Bretagna, Portogallo e Russia all’aumento della diffusione della variante Delta corrisponde un progressivo calo nella circolazione della variante Alfa. Questa tendenza non è invece ancora presente negli Stati Uniti, in Italia, in Belgio e in Germania, dove la variante Alfa sembra essere ancora quella decisamente dominante.

Ottenere il maggior numero di sequenze genetiche del virus è fondamentale per riuscire a seguire la diffusione della variante Delta, che secondo alcuni esperti sentiti dal Financial Times è probabilmente destinata a soppiantare ovunque la variante Alfa per la maggiore facilità con cui si trasmette. Il quotidiano osserva che, a fronte delle 500.000 sequenze del virus SarsCoV2 ottenute dalla Gran Bretagna, la Germania ne ha ottenute 130.000, la Francia 47.000 e la Spagna 34.000.

Per l’Italia non è riportato alcun dato. Il sequenziamento “è costoso, richiede tempo ed è stato trascurato”, rileva sul Financial Times il direttore dell’Institute of Global Health a Ginevra, Antoine Flahault. Resta da chiarire il motivo del ritmo diverso con il quale la variante Delta si sta diffondendo in Europa, ma il punto sul quale in molti sono d’accordo è che una delle principali contro misure sia accelerare con le campagne di vaccinazione anti Covid-19 in modo da rallentare la circolazione del virus il più possibile. “C’è un messaggio che tutti dobbiamo avere molto chiaro: non è finita”, osserva sul quotidiano il virologo Bruno Lina, dell’Università ‘Claude Bernard’ di Lione.

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Politica

Roma, primarie Pd: è Gualtieri il candidato. A Castel Romano l’impegno dei volontari di Sant’Egidio

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Roberto Gualtieri ha raccolto 28561 voti, pari al 60,64% dei voti totali. Alle spalle Giovanni Caudo con 7388 preferenze e il 15.68%. Quindi Paolo Ciani di Demos, con 3372 voti. E ancora Imma Battaglia di Liberare Roma con 2897 voti per il 6,34%. Stefano Fassina quinto con 2625 preferenze e il 5,57%. Quindi Tobia Zevi (1663 3,53%) e Cristina Grancio (497 1,05%).

Ai gazebo si sono recati in 48624, una quota superiore alle attese, 40.000 il numero fissato dalla segreteria dem, e sopra anche alle prime stime fornite da Andrea Casu che aveva indicato in 45.000 la proieizione dei votanti ad urne chiuse. Un dato superiore, rispetto alla sfida del 2016.

A Castel Romano i volontari di Sant’Egidio, qualcuno anche dipendente del Comune di Roma, hanno accompagnato i nomadi di Castel Romano ai gazebo per le primarie. Oltre sette i viaggi effettuati con le vetture.

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