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Cronaca

EMERGENZA SICUREZZA A MILANO, EBREO ACCOLTELLATO AL VOLTO

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Tempo di lettura 2 minuti Si tratta del genero di Hetzkia Levi, uno dei rabbini della comunità ebraica cittadina. Forse le immagini di una telecamera della zona potrebbero incastrare l'aggressore

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Redazione

 

Milano – La violenza e la paura di non sentirsi sicuri ha raggiunto le grandi metropoli in maniera incisiva. È allarme sicurezza a Milano, dopo l'aggressione, ieri sera, di Nathan Graff, 40 anni, di nazionalità israeliana, genero di Hetzkia Levi, uno dei rabbini della comunità ebraica cittadina. Erano quasi le 20.30 quando in viale San Gimignano un uomo, con il volto parzialmente coperto da un passamontagna, lo ha colpito più volte, sei in tutto: tre coltellate alla schiena, una al volto, altre due alla gola e a un braccio. Lo ha lasciato sull'asfalto a gridare aiuto, mentre l'aggressore si è dato alla fuga. Forse le immagini di una telecamera della zona potrebbero aiutare gli uomini della Polizia di Stato a dargli un volto. A soccorrere Graff, ricoverato all'ospedale Niguarda, un passante intervenuto per difenderlo. «Ti uccido». Questa la frase che l'aggressore, a cui la polizia di Milano dà la caccia, ha indirizzato a Nathan Graff, il 40enne di nazionalità israeliana, colpito ieri da sette coltellate in viale San Gimignano. Un particolare che emerge a poche ore dall'episodio che crea allarme e paura all'interno della comunità ebraica di Milano. Graff, genero di Hetzkia Levi, uno dei rabbini della comunità ebraica cittadina, indossava la kippah quando è stato raggiunto da sette coltellate (non sei come precedentemente scritto): tre alla schiena, tre al volto e una al braccio. L'uomo è ricoverato all'ospedale Niguarda.

Ci sarebbero altri due testimoni, una ragazza e una donna. La vittima, che si occupa di mense e controlli nel settore alimentare, era arrivato a bordo di un taxi e si era fatto lasciare all'inizio del viale, per percorrere il breve tragitto verso casa a piedi. Indossava la kippah. Paura all'interno della comunità ebraica per un'aggressione che potrebbe avere risvolti antisemiti.

In relazione all'accoltellamento, il viceprefetto Vicario Giuseppe Priolo ha convocato con urgenza un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per questa mattina alle ore 9. Al Comitato partecipano, oltre ai vertici delle forze dell'ordine, il sindaco Giuliano Pisapia e i rappresentanti della comunità ebraica. È stata immediatamente intensificata la vigilanza agli obiettivi sensibili.

 

Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, è intervenuta ai microfoni della trasmissione 'Ecg Regionè, condotta da Andrea Di Ciancio e Roberto Arduini, su Radio Cusano Campus, emittente dell'università Niccolò Cusano, in merito al ferimento di un uomo, di nazionalità israeliana, accoltellato in strada a Milano. «È l'attentato più grave in Italia da quello alla Sinagoga di Roma- ha affermato Dureghello- Dopo 33 anni ci troviamo ad affrontare un'altra violenza di questo tipo, inaccettabile. Paura? La vita ebraica continua, non ci facciamo intimidire da cose di questa natura perchè le istituzioni ci sono vicine. C'è preoccupazione ma bisogna reagire sempre in senso positivo e costruttivo, consapevoli del fatto che siamo la più grande comunità d'Italia e la nostra vita è la vita della nostra città. Siamo in costante contatto con le autorità che stanno indagando sulla matrice dell'attentato. Ci sono rigurgiti di moti razzisti in generale. Una forma di antisemitismo è sempre stata latente, molti stanno tenendo alta l'attenzione sul tema e lo strumentalizzano. Il mio predecessore Pacifici disse che il M5S è più pericoloso dei fascisti? Io non rispondo per quello che ha detto il mio predecessore. Noi siamo disponibili a dialogare con chiunque si metta a disposizione delle istituzioni».

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Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

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CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.

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Latina, clan Di Silvio: in manette 33 persone

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Le accuse: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi

Dalle prime luci dell’alba, è in corso, a Latina, una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Eseguite 33 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

L’attività investigativa ipotizza l’esistenza di un nuovo sodalizio di matrice mafiosa e di origine autoctona, riconducibile al gruppo di etnia Rom di Di Silvio Giuseppe, detto Romolo, organizzazione strutturata su base familiare e territoriale, già protagonista di gravissimi episodi criminali a Latina, che si è nel tempo sempre più radicata sul territorio, sia per quanto riguarda l’attività di spaccio di stupefacenti, sia in merito ad attività estorsive.

Dalle indagini è emerso come quest’ultima attività riuscisse ad incutere timore, a piegare la volontà delle vittime, in alcuni casi vessate da anni, senza che le stesse sporgessero denuncia.

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Trova 4 ladri in casa e ne ammazza uno: in fuga gli altri tre

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Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

FROSINONE – Tragedia nel Frusinate a Santopadre, nei pressi di Arpino. Un uomo, sorpreso in casa con altre tre persone, è stato ucciso con un colpo di fucile dal proprietario dell’abitazione.

Il fatto è accaduto, in serata, poco dopo le 20 nel paese tra il Sorano e la Val di Comino. Sul posto i Carabinieri della Compagnia di Sora che hanno subito transennato l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire cosa sia esattamente accaduto.

Il proprietario di casa, titolare di una ricevitoria-tabaccheria, era stato già derubato in passato. Si è appreso che l’uomo ucciso è un rumeno di 39 anni.

L’uomo, insieme a tre complici poi fuggiti, si è introdotto nella villetta del tabaccaio credendo non ci fosse nessuno. Al rientro nell’abitazione, i rumori provenienti dal piano superiore hanno insospettito il padrone di casa. Durante la fuga uno dei quattro uomini è stato raggiunto dai colpi di fucile e ucciso.

Il magistrato Marina Marra della Procura di Cassino ha interrogato il tabaccaio che avrebbe agito per legittima difesa. Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

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