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Una serata di forte tensione e caos si è abbattuta sui cieli del Belgio, con gli aeroporti di Bruxelles-Zaventem e Liegi costretti a sospendere il traffico aereo a causa di molteplici avvistamenti di droni nello spazio aereo circostante. L’allarme, scattato inizialmente poco prima delle 20:00, ha portato alla prima chiusura precauzionale dello scalo principale di Bruxelles, il quale, dopo una breve riapertura intorno alle 21:00, ha dovuto nuovamente interrompere decolli e atterraggi poco prima delle 22:00 a seguito di ulteriori segnalazioni. La misura di sicurezza, implementata su indicazione di Skeyes, l’autorità belga per il controllo del traffico aereo, è stata estesa anche all’aeroporto di Liegi, un importante hub per il traffico cargo. La procedura standard di Skeyes prevede la sospensione dei voli per almeno 30 minuti dopo l’avvistamento di un drone, il tempo necessario per effettuare i controlli del caso e garantire la sicurezza dello spazio aereo.
Il duplice blocco ha avuto immediate e pesanti ripercussioni sul traffico internazionale: l’aeroporto di Bruxelles ha registrato almeno 28 cancellazioni, di cui 12 partenze e 16 arrivi, lasciando a terra numerosi passeggeri. Molti voli in arrivo, non potendo atterrare né a Bruxelles né a Liegi a causa della contemporanea interruzione, sono stati deviati verso scali esteri. L’agenzia di stampa olandese ANP ha confermato il dirottamento di diversi aerei verso gli aeroporti dei Paesi Bassi, in particolare Schiphol ad Amsterdam, che ha accolto almeno due voli, e Maastricht Aachen, che ne ha gestiti non meno di quattro. L’impatto complessivo sulla movimentazione aerea, pur non essendo stato ancora quantificato in modo definitivo dall’aeroporto di Bruxelles intorno alle 22:30, è stato significativo.
La preoccupazione delle autorità belghe è elevata, specialmente perché gli avvistamenti non si sono limitati ai soli aeroporti civili. Nella stessa serata, l’agenzia Belga ha riportato segnalazioni di droni anche sopra le basi aeree militari di Kleine-Brogel e Florennes. Questo non è un episodio isolato: la base di Kleine-Brogel, ritenuta ufficiosamente un sito sensibile in quanto ospiterebbe armi nucleari statunitensi nel contesto degli accordi di condivisione NATO, è stata oggetto di sorvoli sospetti per più notti consecutive nei giorni precedenti. Tali incursioni, che hanno visto l’utilizzo senza successo di jammer elettronici e l’inseguimento fallimentare da parte di elicotteri e pattuglie, hanno spinto il ministro della Difesa belga, Theo Francken, a ipotizzare pubblicamente la possibile responsabilità di attori esterni, come Mosca, in linea con episodi analoghi registrati in altri paesi dell’Europa orientale e baltica, pur ammettendo la mancanza di prove formali definitive. Il ministro Francken ha descritto i precedenti avvistamenti come una “chiara missione di sorveglianza mirata”. Le indagini per identificare l’origine e la natura dei droni, e risalire ai responsabili di questa “serata nera” che ha paralizzato lo spazio aereo, sono tuttora in corso, mentre si riaccende il dibattito sulla vulnerabilità delle infrastrutture strategiche europee di fronte alle minacce ibride.