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Costume e Società

Estate 2019, tornano i caschetti e il taglio carrè per un viso molto glam

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Con l’estate 2019 tornano i caschetti semplici e versatili che incorniciano il viso e lo rendono molto glam in tutta semplicità. Il taglio con carrè è infatti un vero trend e la bob-mania sta conquistando a grande velocità anche le star, che ne sfoggiano versioni diverse e che diventano l’ispirazione modaiola da cui prendere spunto.

Cliccare sulla foto per guardare il video servizio

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 6/6/2019

Chi lo ha detto che i tagli corti da donna debbano per forza essere mascolini? Il caschetto corto sdogana questa idea dimostra che, per vincere a colpo sicuro tra le tendenze moda dei capelli più cool, basta un taglio di capelli a caschetto semplice da portare e acconciare in tanti modi diversi.

Così la bellezza del caschetto mosso invita a giocare con il multitasking e divertirsi con la tinta sfumata anche se non la si riteneva ideale per un taglio di capelli corti con caschetto. Un buon modo per provare prima di sforbiciare può essere trovato attraverso le parrucche con cui poter sperimentare nuovi look anche alle feste. A voi la scelta!

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La storia della Disco Music: il libro di Bufalini e Savastano fa il bis

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Il Covid non ha fermato la voglia di Disco, ma l’ha raddoppiata, specialmente nella lettura! La storia della Disco Music di Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano, edito da Hoepli, a pochi mesi dall’uscita è ora già alla sua prima ristampa.

Numerosissime, infatti, sono state le richieste per quello che è il primo volume italiano che narra in prospettiva socio-culturale la storia di un genere musicale – melting pot sonoro, sociale e culturale – che da movimento underground si è evoluto in carismatico trend-setter di massa. Dalle originarie discothèques di Parigi alle radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, il saggio riserva uno spazio anche alla prima Italo Disco, in cinquecento pagine ricche di racconti, aneddoti e citazioni.

Con la prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell’epoca d’oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo, il libro rappresenta una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna. Con un approccio poliedrico, il saggio, oltre ad avere il focus sulla musica da dancefloor anni ‘70, genere rivoluzionario mai passato di moda, tratta ampiamente anche la realtà sociale, politica e culturale di quegli anni, sia in Italia che nel mondo. La disco come fenomeno di aggregazione tra razze, sessi e ceti, contro pregiudizi, razzismo e omofobia. In pista, ognuno poteva essere sé stesso.

Basta scorrere una qualsiasi classifica di quarant’anni fa per trovare canzoni diventate leggendarie non solo sul dancefloor, ma anche negli annali della musica pop: da Hot Stuff di Donna Summer a I Will Survive di Gloria Gaynor, da Good Times degli Chic a Knock On Wood di Amii Stewart, fino allo storico duetto di Donna Summer e Barbra Streisand, No More Tears (Enough Is Enough).

“La Disco Music resterà per sempre impressa nel DNA della musica” – affermano gli autori. “Neanche quando, a tre mesi di distanza dall’apice del suo successo, nel 1979, ebbe luogo la “Disco Demolition Night”, la più vergognosa e violenta crociata contro il genere, che vide bruciare a Chicago migliaia di dischi, si riuscì a “ucciderla”. Quell’atto lasciò trasparire l’intolleranza, il razzismo e l’omofobia di un gruppo di fanatici sostenuti da una frangia dell’industria discografica”.

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Cinema, senza mascherina dopo essersi seduti

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Dopo l’allarme lanciato dagli esercenti e dal presidente dell’Anica Francesco Rutelli sulle norme per le riaperture dei cinema giudicate “astruse”, tanto da impedire alla maggior parte delle sale di riaccendere gli schermi (la ripartenza comunque sarà graduale, ndr), arrivano buone notizie per il settore dalle linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, allegate al Dpcm dell’11 giugno. Ci sono infatti modifiche su alcuni dei punti più contestati dagli operatori, come la norma che prevedeva la mascherina per tutto il tempo anche in sala.

Ora, nella scheda tecnica per cinema e spettacoli dal vivo, si spiega che tutti gli spettatori devono indossare la mascherina “dall’ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso”. Sarà quindi permesso toglierla una volta seduti e di conseguenza sarà possibile consumare in sala i prodotti acquistati nei punti ristoro, che possono essere riaperti, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza. In sala (dove si potranno avere fino a 200 spettatori) va mantenuto “almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale”.

I protocolli “accolgono le osservazioni presentate dall’Associazione Nazionale Esercenti Cinema che richiedeva un allineamento con altre attività aperte al pubblico” spiega l’Anec. E il presidente dell’Associazione Mario Lorini ringrazia per questo risultato il ministro Franceschini, i suoi collaboratori e la “determinante azione della Conferenza delle Regioni”. Il cinema in Italia “può ripartire uniformemente a quanto avviene nei principali mercati europei, dimostrando di essere pienamente allineato anche sotto l’aspetto della sicurezza degli spettatori e tutela dei nostri collaboratori”.

Grande soddisfazione anche da parte dei distributori: “Siamo felici perché da oggi possiamo iniziare a lavorare alla ripartenza anche di titoli importanti, che sarà nella seconda decina di agosto – dice all’ANSA Luigi Lonigro, presidente della sezione distributori dell’Anica -, i due mesi classici che ci servono per lavorare su un titolo nuovo”. La riapertura dei cinema, spiega, sarà graduale: “Dal 15 giugno avremo forse un 10% del mercato delle sale. Ora, alla luce delle nuove procedure gli esercenti si riorganizzeranno e penso che dal primo luglio si avrà il 20% per arrivare a Ferragosto a un mercato almeno dell’80% di sale”.

Sul grande schermo arriveranno prima film che erano appena usciti prima del lockdown o che hanno debuttato sulle piattaforme, quindi inediti nei cinema. Torneranno titoli come Gli anni più belli di Gabriele Muccino, dal 15 luglio, o Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (Orso come miglior attore per Elio Germano a Berlino) che sarà nei cinema e nelle arene in anteprima il 15 e il 16 agosto e dal 20 agosto in un”uscita tradizionale. Arriveranno anche film come Bombshell, con Margot Robbie, Nicole Kidman e Charlize Theron, Il principe dimenticato di Michel Hazanavicius con Omar Sy e Favolacce dei fratelli D’Innocenzo (anche loro premiati a Berlino). Per blockbuster molto attesi come Tenet di Christopher Nolan (che in altri Paesi, Usa compresi, debutterà il 15 luglio) e la versione live action del disneyano Mulan, al momento, non ci sono certezze sulle date d’uscita italiane. E’ certo invece il debutto il 22 luglio del fantasy animato Pixar Onward: “Credo che Mulan sarà in Italia il classico film del back to school, quindi a fine agosto – dice Lonigro – e spero sempre ad agosto arrivino anche Tenet e Wonder Woman 1984”. Per i titoli Italiani, “la grande ripartenza ci sarà con Venezia”.

Stando “ai nostri indicatori anche sui social, c’è una grande voglia di tornare in sala e quest’estate ci sarà anche la straordinaria novità del Moviement Village, con 250 arene che apriranno in tutta Italia; solo a Roma saranno 11. Pensiamo sia il modo giusto di traghettare gli spettatori dal lockdown al ritorno nelle sale al chiuso. Siamo ottimisti e al lavoro per far ripartire il mercato nel modo più rapido possibile”.

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Da Tik Tok ai videogame: quali sono le app di intrattenimento più scaricate del momento

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Le applicazioni per dispositivi mobili non rappresentano più, ormai, un fenomeno del quale sorprendersi ma sono diventate una costante nella nostra vita di tutti i giorni. Grazie anche alle innovazioni che quotidianamente interessano il comparto, le proposte disponibili si arricchiscono giorno per giorno, offrendo un ventaglio di servizi sempre più ampio, che spazia dalla pubblica utilità all’intrattenimento. Proprio in quest’ultimo settore possiamo trovare alcune delle app più scaricate in assoluto, da quelle per l’instant messaging ai social media, fino ad arrivare ai giochi.

Social Network e Instant Messaging, un settore in continuo divenire

Quando si parla di app più scaricate, ai primi posti in classifica è ormai inevitabile trovare i più famosi social media e i servizi di instant messaging, ormai considerati fondamentali per poter restare in contatto con familiari, amici e colleghi di lavoro.

In questo ambito le proposte mutano continuamente e vedono il continuo ampliamento dell’offerta con l’inserimento di applicazioni in grado di venire incontro alle diverse esigenze di utilizzo. Se colossi come Facebook e Instagram, per quanto riguarda i social, e WhatsApp nell’ambito della messaggistica continuano a essere utilizzati da milioni di utenti, altrettanto interessante è la scalata in graduatoria di alcune app di più recente introduzione.

Tik Tok, per esempio, rappresenta il fenomeno del momento: il social network cinese, nato dalle ceneri di Musical.ly, ormai coinvolge persone di tutte le età, che si dilettano a creare brevi video per divertirsi e divertire i propri followers. Per quanto riguarda il settore della comunicazione, invece, è da evidenziare il boom recente di Zoom, piattaforma per le videochiamate utilizzata soprattutto in ambito smart working per videoconferenze e riunioni lavorative.

Giochi online, il divertimento è a portata di smartphone

I videogiochi fruibili tramite app per dispositivi mobili sono ormai tantissimi e non hanno più nulla da invidiare ai più rinomati titoli per pc e console. Le innovazioni che hanno riguardato negli anni il settore hanno infatti portato alla creazione di giochi sempre più completi e realistici, con vere e proprie eccellenze in tutti i generi di riferimento. Tra le software house di maggior successo in tal senso spicca la finlandese Supercell, che oggi piazza tra le app più scaricate in assoluto alcuni dei suoi titoli più importanti, come Clash of Clans, Clash Royale e Brawl Stars, con quest’ultimo diventato oggetto di un torneo ufficiale culminato nelle finali di Seul tenutesi dal 15 al 17 novembre 2019 e candidato ai British Academy Video Game Awards nelle categorie Mobile Game e EE Mobile Game of the Year.

Nell’ambito dei giochi per dispositivi mobili, grande successo continuano ad avere, poi, i titoli legati al poker e ai casino online, con operatori di settore come PokerStars Casino che hanno fortemente puntato proprio sulla tecnologia mobile per offrire un’esperienza di gioco portabile ma del tutto simile a quella delle sale da gioco reali.

Streaming video, cambia il modo di vedere film e serie tv

A proposito di app più scaricate negli ultimi mesi, un posto di rilievo spetta alle piattaforme di streaming video, che hanno cambiato radicalmente il modo di fruire di film, cartoni, documentari e serie tv. Operatori di livello mondiale, come Netflix, Amazon Prime Video, Infinity e Disney+, tra quelli che dominano il mercato, mettono oggi a disposizione cataloghi ampi e variegati di proposte, venendo incontro ai gusti e alle esigenze di diversi segmenti di clientela.

Con pochi euro mensili, tali piattaforme consentono dunque di accedere a contenuti originali e film di livello, con la possibilità non soltanto di fruire del servizio tramite le più moderne smart TV, ma anche da pc, smartphone e tablet, consentendo così una visione molto più libera e personalizzata rispetto a quanto accade con i canali televisivi tradizionali.

Balzate in poco tempo ai primi posti nelle classifiche relative alle app di intrattenimento più scaricate, quelle relative agli streaming video rappresentano senza dubbio una delle novità più interessanti degli ultimi tempi, non soltanto in termini di quantità ma anche di qualità dell’offerta, sia per quanto riguarda la programmazione vera e propria che la definizione dell’immagine, grazie alla presenza sempre più frequente di programmi in alta definizione.

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