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EUROGRUPPO: NESSUN ACCORDO TRA GRECIA ED EUROPA


L'incontro tra i ministri dell'Economia e delle Finanze dell'Eurozona si chiude senza aver trovato un punto d'incontro. CONTINUA ALL'INTERNO

di Maurizio Costa

Bruxelles – La tanto attesa riunione dell'Eurogruppo si chiude con un nulla di fatto: i ministri dell'Economia e delle Finanze dell'Eurozona non trovano l'intesa per il problema della Grecia e tutto è stato rimandato a lunedì. Alexis Tsipras, primo ministro greco, vorrebbe un prestito-ponte di sei mesi che permetta al governo ellenico di attuare le riforme promesse prima delle elezioni. Su questo punto l'Ue non vuole concedere nulla senza un rientro e chiede che la Grecia abbandoni questi sentimenti anti-Troika e opposti all'austerità.

"Ci sono stati progressi ma non abbastanza per arrivare ad una soluzione comune" ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Le decisioni sono state spostate a lunedì, quando si deciderà se inviare o meno un gruppo di tecnici che possa elaborare un Piano di aiuti per sostenere l'economia greca e per far attuare le riforme governative. Molti ministri dei vari paesi europei sono stati d'accordo nel concedere questi prestiti alla Grecia, ma Dijsselbloem ha affermato che "serve prima una base comune".

Una base comune che ancora non è stata raggiunta. La distanza tra il neo-governo greco e l'Europa sembra aumentare. Il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, ha dichiarato che vorrebbe un prestito-ponte, ma le condizioni stabilite dall'Europa sono troppo gravose. La Grecia, infatti, dovrebbe creare un disavanzo economico del 3%, aumentando le tasse o attuando tagli primari. Inoltre, il paese ellenico non può più ricevere liquidità in cambio di titoli di stato e quindi risulta chiuso in una trappola. L'unica soluzione sarebbe quella di attuare il 70% del programma europeo e emettere titoli di stato per 8 miliardi di euro e venderli al fondo salva-stati della zona euro.

Varoufakis, comunque, è molto ottimista e spera di raggiungere un accordo lunedì con la nuova riunione. Intanto, la Russia sarebbe pronta ad aiutare la Grecia nel caso in cui l'Europa non venisse incontro a Tsipras. Questo comporterebbe un fronte pseudo-interno all'Europa, che aggraverebbe indirettamente il problema della crisi ucraina.