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FARMACI INEFFICACI E SPERIMENTAZIONE ANIMALE: LA VERITA' VIENE A GALLA

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Per la prima volta importante tavolo ministeriale, da un’niziativa autonoma degli studenti di direzione fututo in collaborazione con memento naturae

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di Cinzia Marchegiani


Non solo il mondo della sanità sta mostrando il suo volto segreto in merito ai legami indissolubili con i poteri immensi delle lobby che governano il pianeta (quelle farmaceutiche), ma anche quello degli scienziati che si sono battuti finora cercando di dimostrare la bontà e la validità delle sperimentazioni animali, di cui si avvalgono per valutare l’attività farmacologica e nocività per autorizzare l’immissione in commercio dei prodotti farmaceutici esclusivamente per uso umano. Una verità scomoda sta aprendo una crepa non più contenibile ed è la dimostrazione che finalmente si comincia ad informare il pubblico, quello che sta emergendo con una forza inaudita:”la sperimentazione animale non è né attendibile né predittiva per l’uso umano dei prodotti testati sui nostri amici animali.”

Riccardo Oliva, presidente dell’associazione Memento Naturae ricorda ora con grande orgoglio l’inizio di questa importante svolta epocale: “tutto ha inizio con la risposta che ci venne data nel 2006 dal Dipartimento di Biologia (oggi integrato al Dipartimento di Scienze) dell’Università di Roma Tre, a seguito di una nostra richiesta di autorizzazione per poter organizzare un contraddittorio sulla sperimentazione animale o vivisezione. Allora l’Università, a nome dei docenti del Corso di Laurea in Scienze Biologiche e dei ricercatori del Dipartimento di Biologia ritennero che la Conferenza proposta non aveva i requisiti didattici e/o scientifici per essere svolta nel loro ambito, poiché le tematiche proposte come argomento della Conferenza non rivestivano particolare interesse scientifico per i propri ricercatori. Quel giorno di marzo sembra oggi ormai lontanissimo, visto che la situazione si è nettamente capovolta e l’attenzione che riveste questa problematica è divenuta talmente alta e prioritaria, da essere giunta sui tavoli della politica per essere affrontata di continuo!”
Lo scorso 10 marzo per la prima volta nella storia, la stessa Università Studi RomaTre, ha accolto il Tavolo Ministeriale sui Metodi Alternativi, Oliva di Memento Naturae ricorda che l’obiettivo del convegno ha di fatto gettato un seme straordinario”questo è un momento di particolare importanza storica, dopo lo scorso 4 aprile 2013, in cui è stato ufficialmente inaugurato il Tavolo Ministeriale sui Metodi Alternativi alla Sperimentazione Animale dall’ex Ministro della Salute Balduzzi sulle basi delle evidenze scientifiche della non predettività per l’uomo degli studi pre-clinici dei farmaci eseguiti sugli animali, lo stesso proseguo non è stato onorato dall’attuale Ministro Lorenzin col passaggio del testimone del dicastero, la Lorenzin sta cercando di far passare nel dimenticatoio per accontentare il potere medico e l'AIFA. Il nuovo progetto “Italia senza Vivisezione” mira a spostare i fondi destinati alla ricerca con l’uso degli animali per le sperimentazioni con tecniche alternative. Ma il processo di evoluzione è andato comunque avanti, ci sono stati in pochi mesi tre convegni importantissimi, il primo "Fermiamo la Vivisezione" dove in collaborazione con il PAE come Memento Naturae invitammo il Prof. Claude Reiss di Antidote Europe e fautore della petizione di oltre un milione di firme Stop Vivisection, poi l'evento organizzato dall'Onorevole Michela Vittoria Brambilla con la partecipazione tra i relatori del Prof. Marcel Leist e pochi giorni fa quello della Senatrice Paola Taverna del M5S con Thomas Hartung della John Hopkins di Baltimora.”

All’Università Studi Roma Tre, finalmente il parterre di relatori d’eccellenza, accreditati nel mondo medico e della scienza, hanno spiegato, come siamo messi con il recepimento della Direttiva Europea sulla “vivisezione”, attuata dal Consiglio dei Ministri proprio lo scorso 28 febbraio. Il convegno “Il superamento della sperimentazione animale: possibile, necessario, dovuto” ha riconfermato il grande valore della dr.ssa Candida Nastrucci, Biochimico Clinico (DPhil University of Oxford), Docente Università di Tor Vergata, Presidente e fondatore di Thealternatives.eu che
ha generosamente illustrato "Le alternative per la buona ricerca", mentre la Dr.ssa Susanna Penco, Biologa, Ricercatore e Docente presso l'Università di Genova
che doveva sviscerare le evidenze su "Esperimenti sugli umani per curare gli umani?" non ha potuto portare il suo contributo per problemi inattesi.

Il Convegno ha continuato il suo percorso in questa tematica diventata un importante cambiamento non solo civile e auspicabile con la Dr.ssa Carla Ramacciotti Medico Psichiatra, Psicoterapeuta, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa con la "Psiche e patologie umane: negli animali?"

Il Dr. Massimo Tettamanti Chimico, Presidente e fondatore di I-CARE, Coordinatore del progetto ITALIA SENZA VIVISEZIONE con "La ricerca nel terzo millennio" ha chiuso solo metaforicamente questa importante battaglia che sta accogliendo moltissimi sostenitori, non solo degli scienziati, ma un’intera comunità che vuole avere risposte serie dal governo in merito alla sperimentazione animale, che di fatto non da alcuna garanzia e affidabilità di sicurezza sui farmaci messi in commercio. Il convegno, grazie all’ausilio di documenti, dichiarazioni, prove e statistiche ha messo in evidenza che l’Italia sia in contro-tendenza rispetto ad Europa ed Usa che stanno investendo ingenti risorse su questi metodi innovativi, inoltre il fallimento della sperimentazione animale è comprovato non più solo dagli antivivisezionisti ma proprio dai ricercatori stessi che la utilizzano, e come contesta Oliva, la creazione nella nuova direttiva di un Comitato Nazionale serva in realtà a togliere gli esperti dei metodi alternativi dal ministero stesso.

Quali poteri si stanno ancora tutelando, se questi farmaci messi in commercio non danno alcuna certezza sulla loro attività farmacologica e nocività se sugli animali danno risposte specie specifiche profondamente diverse dall’uomo? E’ un escamotage per avere una protezione legale qualora, dopo molti anni in commercio dei farmaci, le stesse case produttrici portate in tribunale, possono facilmente discolparsi dimostrando che sugli animali quegli effetti non sono stati mai osservati consapevoli che la legge può ammettere come prova i test pre-clinici forzati su un animale resistente ad un tipo di farmaco a dispetto di un’altra cavia che invece da risposte totalmente differenti? Questa è la scienza che dovrebbe tutelare l’uomo o quella che utilizza tutti gli studi specifici sugli animali adotti in tutti questi anni di ricerca per favorire logiche di mercato totalmente estranee alla medicina, avendone acquisito le loro particolari caratteristiche di resistenza a determinati tipi di malattie e/o farmacologiche?

Nella slide iniziale del convegno è apparso la dichiarazione dell’ex direttore Zerhouni Surveys Value of NIH Research (dal 2002 al 2008) ora Presidente Mondiale di Ricerca & Sviluppo comprensiva di Farmaci e Vaccini presso Sanofi Aventis:
“Ci siamo allontanati dallo studiare le malattie umane negli esseri umani. Ci siamo cascati tutti, me compreso. Con la possibilità di attivare o inattivare qualsiasi gene in un topo, che non ci può citare in giudizio. I ricercatori hanno fatto eccessivamente affidamento sui dati animali. Il problema è che non ha funzionato, ed è giunto il momento di smettere di ballare attorno al problema. Abbiamo bisogno di focalizzare ed adottare nuove metodologie in esseri umani per comprendere la biologia della malattia delle persone”

Non credo che sia solo provocazione le accuse del Nobel Randy Sheckman che ha fatto intendere di non fidarsi delle riviste scientifiche (Nature, Cell e Science), parlando di mercificazione dei contenuti, tanto da aver spinto alcuni ricercatori a modificare i propri risultati pur di veder pubblicate le proprie ricerche.

Stiamo attraversando un cambiamento epocale, il passaggio nello sfintere dei privilegi e delle dittature teraupetiuche devono chiedere risoluzioni decisive dagli amministratori istituzionali…è inaccettabile dover leggere questo editoriale dell’Aifa, sotto il titolo “Quando un farmaco viene ritirato”: In realtà, l’introduzione di un nuovo medicinale sul mercato porta con sé sempre una quota di azzardo che purtroppo si gioca sulla pelle dei pazienti. I dati a disposizione al momento di capire se vale la pena metterlo a disposizione della comunità sono sempre limitati a ciò che siamo in grado di valutare in un ambito sperimentale.

Spesso si è in condizioni distanti dalla pratica clinica di tutti i giorni, dove sono molteplici i fattori che entrano a complicare lo scenario del nuovo intervento terapeutico.
L’enfasi data al ritiro di un farmaco nasconde però l’incapacità di percepire, da parte degli operatori sanitari e del pubblico, la necessità di una revisione “continua” del profilo beneficio/rischio di ogni medicinale. Una lettura più critica consentirebbe forse al prescrittore, al dispensatore e al pubblico una diversa predisposizione ad un ruolo attivo nella farmacovigilanza attraverso la segnalazione delle reazioni avverse (vecchie e nuove). Nessun farmaco può considerarsi scontatamente sicuro, anche se sostenuto alla base da risultati recenti e da un utilizzo consolidato.”

Qualcuno cominci a valutare anche l’attività e l’utilità dell’AIFA che dopo gli ultimi scandali è un atto dovuto!

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 21/03/2014 VIVISEZIONE: LORENZIN BLOCCA TAVOLO MINISTERIALE SULLE SPERIMENTAZIONI ALTERNATIVE

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Assassin’s Creed III Remastered, Connor si rifà il look

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Assassin’s Creed III, titolo della serie lanciato nel 2012 e vero e proprio punto di rottura all’interno della decennale saga che vede spostare le sue vicende dall’europa in America, torna su Pc, Xbox One e Ps4 in versione rimasterizzata.

Il gioco, infatti è il primo capitolo a introdurre il concetto di genealogia espansa, espediente narrativo attraverso il quale Ubisoft si divincolerà dal racconto legato al binomio Altair-Ezio, permettendo alla software house francese di introdurre da quel momento nuovi protagonisti per nuove avventure allontanandosi definitivamente dal fulcro da dove fino ad allora la serie orbitava.

Assassin’s Creed III, inoltre, fu il primo capitolo a introdurre un nuovo motore grafico, l’Anvil Next, implementazione che ha permesso di rielaborare ogni aspetto degli elementi portanti del titolo, dalle animazioni al parkour, dal sistema di combattimento al numero di elementi in movimento a schermo. Insomma, questo titolo ha rappresentato per la saga un vero e proprio punto di svolta anche per quanto riguarda le meccaniche di gioco. Per chi non lo sapesse, Assassin’s Creed III racconta la storia di Connor Kenway, Assassino dalle origini “pellerossa” che nel bel mezzo dei moti che furono destinati a culminare nella Rivoluzione Americana combatte per fermare il diffondersi dell’organizzazione Templare tra le Colonie del Nuovo Mondo.

Parallelamente nel mondo moderno Desmond Miles, il protagonista della saga che vive nei giorni nostri, corre contro il tempo per fermare le terribili conseguenze dell’imminente tempesta solare, che minaccia di spazzare via la vita sulla Terra nella fantomatica data del 21 12 2012. Se da una parte il titolo ha offerto una dei racconti più maturi per un Assassino, con Connor a rappresentare l’incarnazione dell’ideale logorato ma persistente, dall’altra il titolo congeda in modo tragico il predestinato signor Miles.

Questa disparità di trattamento si percepirà per tutta l’avventura, con i fasti del turismo storico celebrato con tutti gli onori che si contrappone a un’avventura nel moderno a fare da legante con il minimo indispensabile.

In quest’edizione rimasterizzata di Assassin’s Creed III, Ubisoft ha inserito alcune piacevolissime aggiunte, a livello di gameplay, in modo tale da rendere l’intera esperienza migliore rispetto a quanto visto anni fa. Gli sviluppatori hanno reso più comprensibile e utile la minimappa sullo schermo, adesso finalmente si capisce dove sono rivolti i nemici e ha introdotto alcune aggiunte alle fasi stealth, come ad esempio la possibilità di fischiare in mezzo all’erba alta per distrarre i nemici e l’uccisione alle spalle di due nemici contemporaneamente, con tanto di lama celata utilizzata di default anche se al momento si sta impugnando un’altra arma.

A differenza di prima, ora è anche più immediato mirare e alcune armi, prima disponibili solo tramite acquisto, le quali possono essere “craftate” trovando le ricette giuste e i relativi materiali. E’ importante sottolineare però che Assassin’s Creed III è pur sempre un titolo alcuni anni fa, quindi se si è abituati alla sfrenata agilità degli ultimi capitoli della serie, molto probabilmente questa versione remastered potrà sembrare decisamente più lenta.

I movimenti legnosi e “impacciati” in fase di arrampicata sono una caratteristica che infatti si discosta molto dalla fluidità vista in Origins od Odissey, ma d’altronde mettere mano anche a questo elemento del gioco avrebbe significato in primis snaturare il gioco e in secondo luogo una mole di lavoro decisamente notevole.

E’ opportuno segnalare però che in quest’edizione rivisitata di Assassin’s Creed III permangono tutti i difetti storici della serie, in primis un’intelligenza artificiale scarsa e per nulla in grado di offrire un buon livello di sfida.

Gran parte dei combattimenti, poi, sono sempre risolti con la pressione selvaggia del tasto relativo all’attacco, inoltre, la corsa acrobatica, oltre a richiedere di tenere premuto il tasto dorsale, è molto meno precisa rispetto ai capitoli più moderni. In ogni caso, specialmente per chi ha avuto la possibilità di giocare l’avventura originale, rivestire i panni di Connor sarà un vero piacere. Quest’edizione del gioco, oltre ad offrire quanto detto ha un importantissimo elemento a disposizione dei giocatori, ossia: la mole di contenuti.

Acquistandola infatti si potrà giocare anche ai DLC Benedict Arnold, Segreti Nascosti e La Tirannia di Re Washington, che introduce un’intera nuova campagna da affrontare sempre nei panni di Connor. Oltre a ciò, la Remastered comprende perfino lo spin-off Assassin’s Creed Liberation HD, in cui si vestono i panni dell’Assassina Aveline, la prima protagonista femminile della saga. Insomma, come vi dicevamo, il pacchetto offerto è davvero ampio e succulento.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico e tecnico, le novità più interessanti e d’impatto sono sicuramente il supporto all’HDR e il 4K su PlayStation 4 Pro, Xbox One X e PC.

Per chi invece deve accontentarsi delle console “base” i cambiamenti sono comunque avvertibili anche se ovviamente inferiori. Le persone che si muovono in città sono state notevolmente incrementate di numero, la distanza di rendering arriva più lontano, l’illuminazione generale è più credibile e l’originale palette cromatica biancastra è stata abbandonata in favore di una più calda e tendente al giallo dall’effetto più realistico. La resa degli ambienti è quindi davvero un piacere da ammirare e non solo per la maggiore risoluzione delle texture ma anche grazie alla nebbia volumetrica, ai veri riflessi sulla superficie dell’acqua, alle ombre più nette e ai modelli dei personaggi principali maggiormente dettagliati.

Il risultato finale, quindi, è più che discreto. Ovviamente sono presenti alcuni glitch grafici, come ad esempio: candele, torce e lampade che continuano a non proiettare ombre dinamiche, riducendo la qualità generale dell’interno degli edifici, le ombreggiature non sono mostrate oltre una certa distanza e i modelli tridimensionali più lontani sono curati poco. Inoltre, i visi durante le cutscene sembrano quasi dei manichini e appaiono fin troppo scuri a seconda della direzione della luce.

Sono presenti inoltre anche alcuni errori nella proiezione delle ombre sul corpo e la neve a volte scompare e ricompare al passaggio di Connor. Ovviamente parliamo di piccolezze, ma forse si sarebbe potuto osare di più con questo Assassin’s Creed III Remastered. Di sicuro i fan storici lo avrebbero apprezzato.

Tirando le somme, quest’edizione rimasterizzata del primo capitolo ambientato oltreoceano non è una rimasterizzazione pigra e assolutamente inutile, ma anzi è un lavoro ben svolto e che sicuramente farà apprezzare meglio le avventure dell’assassino pellerossa ai neofiti della saga, ma anche ai fan più datati. Anche se purtroppo il multigiocatore online è stato rimosso, il titolo vale la pena di essere acquistato e senza dubbio è ancora in grado di garantire, complice anche la presenza dei Dlc e di Liberation HD, moltissime ore di divertimento.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8

Gameplay: 7,5

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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Microsoft presenta Surface Hub 2S

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Microsoft ha annunciato il nuovo Surface Hub 2S, il dispositivo all-in-one pensato per la collaborazione, che riunisce il meglio delle soluzioni Microsoft per la produttività, come Windows 10, Microsoft Teams, Office 365, Microsoft Whiteboard e la potenza dell’Intelligent Cloud. Il nuovo membro della famiglia Surface racchiude performance migliorate in un design ancora più sottile, leggero e versatile.

Con un peso inferiore del 40% rispetto alla versione precedente e un display più sottile del 60%, Surface Hub 2S è perfetto per ogni ambiente, dalle sale riunioni tradizionali alle compatte Huddle Room.

Il vivido schermo multi-touch 4K+ da 50’’ offre un’ampia tela per la collaborazione e la migliore esperienza touch ad alta risoluzione della categoria. In risposta alle esigenze di team sempre più estesi, globali e mobili, Surface Hub 2S intende offrire la flessibilità necessaria per riunirsi ovunque ci si trovi, collaborare e realizzare il proprio potenziale.

Il suo design compatto e la cornice più sottile della categoria, insieme alla videocamera 4K, all’eccellente qualità sonora e alla tecnologia far-field del microfono, garantiscono un’esperienza di collaborazione fluida e offrono ai partecipanti l’impressione di trovarsi nella stessa stanza.

In combinazione con il Roam Mobile Stand ideato dal partner Steelcase e grazie alla APC Charge Mobile Battery, Surface Hub 2S può essere comodamente spostato da una stanza all’altra, permettendo di proseguire la propria attività in mobilità senza soluzione di continuità. Con l’obiettivo di rispondere a ogni esigenza di collaborazione, Microsoft ha inoltre annunciato lo sviluppo di due nuovi dispositivi della linea Surface Hub. Nel corso dell’anno, l’azienda introdurrà, infatti, Surface Hub 2 Display, dedicato agli spazi che hanno bisogno di schermi che garantiscano un’eccellente interazione touch e via penna, senza necessità di capacità computazionali.

Inoltre, sarà offerta una nuova possibilità di configurazione che permette ai clienti Surface Hub 2S di avere Windows 10 Desktop sui dispositivi, modalità particolarmente adatta per scenari Win 32 specifici. Microsoft ha infine annunciato di essere al lavoro su una nuova versione di Surface Hub 2S con schermo da 85’’, la cui fase ti test partirà con una selezione di clienti all’inizio del 2020.

“Il mondo del business, sempre più interessato negli ultimi anni da processi di digital transformation che ne rivoluzionano gli assetti, ha bisogno di spazi e soluzioni innovativi per consentire ai team di collaborare e dare il meglio di sé nella progettazione di idee vincenti.

Come dimostrato da una ricerca di Steelcase, l’80% dei dipendenti considera il lavoro di squadra essenziale per svolgere al meglio le proprie attività. Tuttavia, con la diffusione dello smart working e la proliferazione di team globali, è sempre più difficile trovarsi fisicamente nella stessa stanza. Basti pensare che il 70% dei professionisti ha dichiarato di lavorare da remoto almeno una volta alla settimana e il 53% lo fa almeno metà dei giorni della settimana.Con Surface Hub 2S, intendiamo offrire alle aziende uno strumento tecnologico all’avanguardia, in grado di ottimizzare il lavoro di squadra, in qualunque contesto, sia fisico sia virtuale”, ha commentato Elvira Carzaniga, Business Group Lead Surface di Microsoft Italia.

Surface Hub 2S sarà inizialmente in vendita negli Stati Uniti a partire da giugno 2019. Il suo arrivo in Italia è previsto sempre nell’estate 2019 e dal 1° maggio sarà già possibile prenotare i dispositivi. Per maggiori informazioni è possibile contattare i rivenditori autorizzati Ayno e Insight.

F.P.L.

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Tutti avvocati con Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy

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Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy è pronto a diventare in maniera definitiva una serie multipiattaforma.

La collection incentrata sulle gesta dell’ormai noto avvocato di casa Capcom ha infatti già visto la luce diversi anni orsono, in due momenti separati: nel 2014 sui due modelli di Nintendo 3DS e nel 2012 su dispositivi mobile, in una smagliante forma in HD.

Oggi, invece, la raccolta fa capolino tra i titoli presenti nei principali store digitali per mettere tre grandi classici dell’adventure investigativo (Phoenix Wright: Ace Attorney, Justice for All e Trials and Tribulations) anche a disposizione di chi, utente PC o Xbox One, Ps4 o Switch, ne sia rimasto finora a totale digiuno. Ma cos’è Phoenix Wright? Che tipo di videogame è?

Ve lo spieghiamo noi: la saga si costituisce di un gameplay semplice ma dannatamente efficace, un incrocio assolutamente perfetto tra una visual-novel, genere tipicamente giapponese che non sempre prevede un’interazione decisa da parte del giocatore, e un’avventura grafica con un originale approccio a puzzle ed enigmi.

Nei panni dell’avvocato difensore Phoenix Wright, il giocatore deve dapprima raccogliere le prove necessarie parlando con persone ed esaminando gli scenari messi a disposizione da ogni caso, per poi utilizzarle contro l’accusa per smontarne le tesi.

Solitamente, ogni caso viene suddiviso in tre lunghi giorni in cui la parte investigativa si alternerà a quella in tribunale. Naturalmente non si tratta di un simulatore, e la legge viene qui applicata con delle regole semplificate rispetto a quelle reali, ma l’effetto finale è in ogni caso veramente sorprendente.

Le parti investigative permettono di muoversi liberamente tra gli scenari che a volte riveleranno ulteriori particolari se visitati in momenti diversi; qui il gioco è una vera e propria avventura grafica con un cursore usato per cercare dettagli e indizi e personaggi con cui dialogare e interagire anche in base agli elementi che saranno disponibili nell’inventario delle prove. La parte in tribunale invece è quasi tutta giocata sulle parole, ed entra nel vivo una volta che saliranno alla sbarra i diversi testimoni. Ognuno di questi racconta la sua versione senza fermarsi, una volta finito il giocatore può utilizzare ogni frase detta nella dichiarazione per fare ulteriori domande o mostrare le prove che contraddicono quanto detto dall’interrogato dinanzi al giudice.

I diversi casi, circa cinque per ognuno dei tre episodi inclusi in questa edizione, prevedono però tantissime varianti e altrettanti colpi di scena che rendono ogni deposizione una continua sorpresa, nonché una battaglia psicologica che nei ritmi, nelle musiche e negli effetti grafici sono incredibilmente emozionanti. Phoenix Wright è una serie molto amata, che viene riproposta ciclicamente e stavolta è il turno delle attuali console e del Pc. È un caposaldo del genere investigativo, grazie alla sua scrittura accesa, capace di alternare momenti comici a momenti di grande tragedia e umanità. I misteri presentati non hanno nulla da invidiare ai delitti visti nei romanzi di Agata Christie o Conan Doyle. Ogni caso è infatti un giallo classico, deduttivo, che chiede d’essere risolto per mostrare il suo finale: un romanzo attivo, e a momenti persino impegnativo. Spesso, pur conoscendo già l’identità dell’assassino, la sorpresa sta nelle modalità dell’esecuzione in quanto riuscire a sbrogliare la matassa ri rileverà essere un compito spesso molto arduo. Chi cerca questo genere di intrigo, in un contesto non troppo realistico, è di fronte a un grande esempio di scrittura tanto logica quanto sopra le righe, una combinazione che funziona sorprendentemente bene. Chi fosse dunque incuriosito dal gioco in sé, e non dai cambiamenti relativi al porting, sappia già che vale l’acquisto. Lo scheletro del gioco non è stato toccato per niente, e se la resa grafica è meno affascinante di quella vista nei titoli originali, il comparto sonoro è migliore che in passato.

Ovviamente, è proprio il caso di dire, qualche obiezione da fare sul titolo c’è. A partire dalla totale assenza di novità sostanziali, infatti, un extra di qualsiasi tipo, anche una semplice raccolta di artwork, avrebbe fatto apparire questa trilogia più appetibile per chi ha già giocato ai titoli. Al momento infatti Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy è una riproposizione di quanto già visto su iOS/3DS, senza alcuna differenza sostanziale. Inoltre un altro neo di questa produzione è la scarsa localizzazione, infatti al momento, le lingue a disposizione sono soltanto inglese e giapponese. Ufficialmente sono in arrivo francese e tedesco, oltre a coreano e cinese. Ma in ogni caso, se non si mastica bene una di queste lingue, giocare e cercare di finire un caso è assolutamente impossibile, quindi prima di procedere all’acquisto è bene avere ben chiaro quest’aspetto. Tirando le somme, Phoenix Wright Ace Attorney Trilogy è una raccolta che rende giustizia alle prime imprese dell’avvocato di casa Capcom e a tutta la sua “strampalata” compagnia, con situazioni comiche e altre tragiche che sicuramente sono fatte per restare nel cuore come poche altre. A patto di conoscere l’inglese, il gioco farà passare diverse ore di grande divertimento e di emozioni, proprio per questo, a nostro avviso, chi non ha mai giocato a questa fantastica saga, adesso potrà scoprirla nel migliore dei modi. Un gioco diverso, unico nel suo genere, non adatto a tutti, ma la trilogia di Phoenix Wright è un titolo assolutamente da non lasciarsi sfuggire, in fondo, ricordiamo, stiamo parlando di un grande classico.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7

Sonoro: 9

Gameplay: 8

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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