Connect with us

Esteri

FARMACI: MEDICI E STRUTTURE SANITARIE RIEMPITI DI SOLDI DALLE CASE FARMACEUTICHE

Clicca e condividi l'articolo

Distribuiti 3,5 miliardi di dollari. Solo la Roche e la Novartis rispettivamente 174 e 78 milioni di euro

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Redazione

Basilea
– Un database che è stato reso pubblico in Svizzera e che riguarda il mercato farmaceutico a livello mondiale, ha dimostrato che le aziende farmaceutiche con sede a Basilea Roche e Novartis hanno pagato decine di milioni di euro a medici e ospedali. Il gigante farmaceutico Roche si attesterebbe al primo posto avendo pagato più di tutte le aziende farmaceutiche attraverso dazioni in denaro o altri benefici a medici e ospedali negli Stati Uniti, vale a dire l'esorbitante cifra di 218.000.000 milioni di dollari pari ad oltre 174 milioni di euro.

La ricerca é stata pubblicata su un quotidiano elvetico in virtù di un nuovo database che rivela per la prima volta l'entità di tutte le donazioni. Il gigante farmaceutico basilese Novartis, non é da meno avendo pagato 91 milioni dollari, poco meno di 78 milioni di euro.La banca dati specifica anche che i pagamenti in totale sarebbero stati di 3,5 miliardi dollari da parte di tutte le multinazionali del mondo. Di questa esorbitante cifra, ben quattro società svizzere Roche, Novartis, Actelion e Nobel Biocare avrebbero complessivamente contribuito con 315.000.000 di dollari, ossia il 9 % del totale. Con la divulgazione dei pagamenti il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti mette sotto pressione l'industria farmaceutica ed i medici che erano stati esposti al sospetto generale di essere in qualche modo corrotti. Questo tipo di donazioni sono principalmente quelle borse che non hanno nulla a che fare con la ricerca, ad esempio le spese di viaggi di lusso, inviti a pranzi luculliani o in alloggi di alberghi costosi.Alla luce di quest'inchiesta,nuovamente l'industria delle multinazionali farmaceutiche si pone nell'occhio del ciclone, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello  “Sportello dei Diritti ”, che da anni sostiene che alle società in questione a partire dall'Europa, dovrebbe essere vietato completamente la possibilità di qualsiasi tipo di donazione nei confronti degli operatori e delle strutture sanitarie con sanzioni pesantissime per chi viola alcune semplici regole al fine di evitare che a comandare nel settore della ricerca farmaceutica siano sempre gli stessi e che quindi possano decidere la sorte di milioni di persone nel mondo
 

Esteri

Inghilterra, 12 morti a causa variante indiana nonostante doppia dose del vaccino

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

42 sono le persone morte in Inghilterra, fino ad oggi, a causa della variante Delta del Covid-19 meglio nota come variante indiana. Di queste persone 12 avevano ricevuto la doppia dose di vaccino da almeno 14 giorni. Quanto agli altri, 23 non erano vaccinati e sette avevano ricevuto la prima dose da almeno 21 giorni.

I dati sono pubblicati da Public Health England (Phe) citati dal Guardian, che conferma anche che il 90% dei nuovi casi in Inghilterra sia dovuto alla mutazione Delta, che mostra un tasso di diffusione più elevato del 60% in ambito familiare rispetto alla variante Alfa. 

Continua a leggere

Cronaca

Chico Forti ancora aspetta l’estradizione: “Stremato”. Intervenga la ministra Cartabia

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Una vergogna l’attesa cui è ancora costretto un uomo che da oltre 20 anni è detenuto in carcere in America ingiustamente. A Natale sembrava cosa fatta, ma sono passati sei mesi e ancora nulla è successo. Psicologicamente è stremato e in attesa ogni giorno che si sblocchi l’iter”. E’ un nuovo appello al governo italiano quello lanciato da Gianni Forti, zio del produttore televisivo che da oltre 20 anni è detenuto negli Stati Uniti, condannato all’ergastolo per un omicidio al quale si è sempre dichiarato estraneo.

“L’ultima mail di Chico Forti è della settimana scorsa: si trova ancora in un carcere statale della Florida. Per l’estradizione in Italia deve essere prima trasferito in una prigione federale dal Dipartimento di giustizia americano” – spiega lo zio, che poi continua: “Se il governo italiano non sollecita gli americani, loro di certo non si fanno prendere dalla fretta”.

“La Farnesina – dice – ha fatto il suo lavoro, ora deve farlo il ministero della Giustizia. Se la prima lettera alle autorità americane non ha avuto risposta, spero che la ministra Cartabia ne invii un’altra. Ormai le mail di Chico arrivano a singhiozzo. Nell’ultima, a parte cose personali, ha scritto che ha piena fiducia che le istituzioni italiane accorceranno il più possibile la sua attesa. Ma si capisce che è una situazione atroce”.

Continua a leggere

Esteri

Famiglia numerosa? Hanno 20 figli ma ne vogliono 100

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Incredibile storia ma vera! Venti figli in un anno avuti grazie alla maternità surrogata. E’ la storia di una blogger russa di 23 anni, Kristina Öztürk, e di suo marito, il magnate turco Galip Öztürk. La coppia, che vive a Batumi, in Georgia, punta a raggiungere i 100 figli. Come riportano i media internazionali, la coppia paga circa 9mila euro per ogni gravidanza e si fa aiutare da 16 tate.

Prima di sposarsi con il magnate turco, conosciuto durante una vacanza a Batumi, Kristina aveva già avuto una bambina, che ora ha 6 anni. Con Galip, la 23enne ha poi deciso di voler mettere su una famiglia numerosa. I due hanno così pensato di scommettere sulla maternità surrogata. Il primo figlio è nato a marzo dello scorso anno. Poi, essendo, rimasti soddisfatti della pratica, hanno deciso di continuare e realizzare la famiglia dei loro sogni.

I bambini hanno tra i 4 e i 14 mesi. La famiglia vive in una villa di tre piani e utilizza ogni settimana 20 grandi confezioni di pannolini e 53 di latte artificiale. Per pagare le tate la coppia spende 78 mila euro l’anno.

Kristina ha raccontano che la bambina di 6 anni è entusiasta dei suoi fratellini, ama giocare con loro. La 23enne, inoltre, non esclude un’altra gravidanza naturale, ma non subito. “Prima ho bisogno di prendermi cura dei miei figli. È difficile essere mamma di 21 bambini quando si è incinta”, conclude.

Continua a leggere

I più letti