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Sanità

Fecondazione eterologa, cade il divieto

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Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. La decisione era attesa da tantissime coppie che possono sperare solo in questa modalità di fecondazione per avere un figlio. A sollevare la questione erano stati tre tribunali: Milano, Catania e Firenze.

La Fecondazione eterologa è una tecnica di laboratorio che comporta la fecondazione degli ovuli di donatrice con gli spermatozoi del vostro partner.
Una volta fecondato, l’ovulo diventa pre-embrione e viene posto nell’utero, precedentemente preparato, per continuare lo sviluppo.

La legge spagnola stabilisce che la donazione di ovuli è anonima (non ci può essere conoscenza tra ricevente e donatrice sia nel presente che nel futuro) e volontaria (la commercializzazione degli ovuli e degli embrioni è vietata dalla legge in Spagna. Le donatrici devono avere tra i 18 e i 35 anni e ricevono una compensazione economica per la dedizione e il tempo impiegato alla donazione).

Questo tipo di fecondazione in vitro è consigliato quando si hanno problemi alle ovaie ed è necessario ricorrere ad ovuli di donatrici. Potrebbe essere che le ovaie non producono ovuli o producono ovuli di scarsa qualità. Si ricorre anche a questa tecnica, si soffre di qualche malattia genetica, anomalia cromosomica o se si soffre di una qualsiasi malattia che abbia come controindicazione la stimolazione ovarica.

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Cronaca

Carne rossa: è vero che fa male?

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L’allarmismo è compagno indiscusso dei nostri tempi, soprattutto sul cibo ed in particolare sulla carne.

A proposito di questo, la notizia è su tutti i giornali e la tv ne parla in continuazione : l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha accertato che la carne rossa e alcuni tipi di carne lavorata (per esempio le salsicce e i salumi) sono cancerogeni. Possono dunque portare al cancro.

Vediamo come stanno le cose veramente . 
Eravamo a conoscenza da tempo che gli insaccati (salame, wurstel, salsicce) e la carne rossa (quella non di pollo o di tacchino, per intenderci) fossero potenzialmente pericolosa.  Il nuovo studio, però, frutto di oltre 800 verifiche in tutto il mondo, porta certezza e dice che  gli insaccati sono sicuramente cancerogeni. La carne rossa, invece, lo è probabilmente , specialmente se contiene conservanti o è stata trattata con processi tipo salatura, affumicatura e cotta alla brace.
Messa così sembra una notizia preoccupante, ma dobbiamo chiarire una cosa fondamentale: lo studio dice che  mangiando tutti i giorni 50 grammi di insaccati per tutta la vita  aumentano le possibilità di sviluppare un tumore. Aumento delle possibilità non vuol dire certezza.

Secondo le statistiche, nel mondo ci sono circa 34 mila morti all’anno associabili al consumo eccessivo di insaccati o di carne rossa. Contro il milione di morti causati dalle sigarette e i 600 mila morti causati dall’eccesso di alcol.

Pur sembrando eccessivo, viene automatico chiedersi se diventare vegetariani possa essere una soluzione efficace. Ma essere vegetariani (ossia nutrirsi solo di prodotti di origine vegetale) oppure no è una scelta personale. Dobbiamo però seguire una dieta equilibrata e varia che alterni la carne rossa al pesce, alle verdure e ai legumi e alla carne bianca. La carne rossa contiene vitamine (in particolare la B12, fondamentale per produrre i globuli rossi del sangue), zinco (ci protegge da molte malattie), ferro (evita l’anemia e fa in modo di mantenerci tonici e non continuamente stanchi). Inoltre la carne rossa è molto nutriente ed energetica, dunque deve continuare a restare sulla nostra tavola almeno una volta alla settimana. Senza preoccupazioni.

Vediamo nello specifico a che quantità attenersi secondo il World Cancer Research Fund: non devono essere consumati più di 300 grammi a settimana, senza mai dimenticare le famose cinque porzioni di frutta e verdura per un totale di almeno 400 grammi al giorno. Gli studiosi hanno concluso che il consumo al di sotto dei 500 grammi alla settimana non costituisce un pericolo per la salute.

Conclusione? È ormai certo che un consumo abbondante di carne rossa, soprattutto se lavorata e cotta ad alte temperature, fa salire il rischio di sviluppare molte malattie, in primis il cancro al colon-retto.

Limitate quindi il consumo di proteine animali, specie se avete familiarità con i tumori, e sostituite la carne rossa con pollo oppure con pesce o con proteine vegetali come legumi e soia. Infine, limitate di molto le carni lavorate come i salumi e quelle molto cotte e abbrustolite.

Giulia Ventura

 

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Sanità

Dubai, orgoglio italiano: l’Ingegnere Irene Tagliente tra i maggiori esperti al mondo di sicurezza dei pazienti

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La dottoressa ha presentato un nuovo algoritmo per l’analisi del consumo calorico e il monitoraggio dell’attività fisica dei malati cronici trattati in telemedicina

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DUBAI – Tre Italiani tra i leader mondiali nel management per la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari L’ingegnere biomedico Irene Tagliente ha presentato un nuovo algoritmo per l’analisi del consumo calorico e il monitoraggio dell’attività fisica dei malati cronici trattati in telemedicina.

Nonostante la costante fuga di cervelli, gli Italiani continuano a far parlare di se in termini di qualità ed innovazione. Si è conclusa la Conferenza International Healthcare and Patient Safety 2017 tenutasi a Dubai il 6-7 Novembre.

Focus della conferenza è stata l’analisi delle miglior metodiche di gestione dei diversi sistemi che incidono sulla qualità dei servizi ospedalieri a beneficio della sicurezza dei pazienti. In funzione degli articoli scientifici pubblicati sulle riviste internazionali sono stati invitati a partecipare i maggiori esponenti dei diversi ambiti.

Tra tutti è spiccata la presenza di Manal Ghandour (Dubai Healthcare City Authority-Regulatory, Dubai) che ha illustrato come il Fascicolo Sanitario Elettronico può essere introdotto agevolmente nella pratica clinica. Dubai, come molti sanno è una città in piena crescita strutturale e culturale. Oltre ad essere nota per le mastodontiche imprese ingegneristiche ed architettoniche, Dubai punta al primato anche in Sanità.

Anil Bankar, ricercatore del Gulf Medical University (UAE) ha illustrato le potenzialità del turismo sanitario che si spera di richiamare, consentendo ai pazienti di essere curati al meglio in un contesto ambientale idoneo a tutte le età a pochi passi dall’Oceano Il Contributo del Saudi Arabia non è stato da meno. Nadira Albaghli (Directorate of Health Affairs) ha puntualmente illustrato i protocolli adottati per la gestione di malattie infettive ad alto tasso di contagio, mostrando i dati scientifici relativi all’esito positivo dell’impiego del protocollo in caso di emergenze sanitarie. Tra le malattie infettive, la Malaria risulta essere la più seguita con azioni mirate al monitoraggio, prevenzione e cura come sottolinea il Prof. Cosimo Carfagna (Consiglio Nazionale della Ricerca/IPCB, Università di Napoli). Tanti sono i tasselli necessari ad una Organizzazione sanitaria per poter essere Leader a livello Mondiale. Musfer Al-Shalawi (Yanbu National Hospital, Saudi Arabia) ha illustrato nuove metodiche di approccio, soprattutto in un periodo di grande mescolamento culturale, al fine di innalzare l’efficacia della fase di diagnosi ma anche nel corso del trattamento del paziente ospedalizzato e trattato a domicilio. L’attenzione al rapporto umano e fiduciario tra paziente e medico di famiglia per un approccio olistico è stato sottolineato da Renu Mishra (Jamia Hamdard University, India). La sicurezza del paziente è alla base dell’interesse mondiale; con questo fine è nato il Movimento per la Sicurezza del Paziente promosso da Javier Davila T (Former Medical Director of Social Security Mexican Institute, Mexico) il quale ha ricordando anche la prossima riunione annuale per il 2018 che si terrà il prossimo Febbraio a Londra. Dal Consiglio Nazionale della Ricerca di Napoli, l’italiano Antonio Coronato, ha ricordato ai partecipanti le ultime normative entrate in vigore in merito alla corretta gestione dei Dispositivi Medici e dell’Impatto dei software in questo ambito. In un periodo in cui si va verso la digitalizzazione di tutte le informazioni sanitarie è bene prestare attenzione alle scelte tecnologiche che le realtà ospedaliere si apprestano ad effettuare.

Nella vastità dell’offerta commerciale di Dispositivi Medici e non, è fondamentale valutare l’accuratezza e dunque dell’affidabilità della strumentazione che viene impiegata per la diagnosi ed il monitoraggio di parametri vitali, come ha sottolineato l’ingegnere biomedico Irene Tagliente dottore di ricerca europeo conseguito all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. L’ing. Tagliente ha presentato l’esito dei suoi studi di Dottorato che le hanno consentito di identificare un nuovo algoritmo per l’analisi del consumo calorico e il monitoraggio dell’attività fisica dei malati cronici trattati in Telemedicina o Atleti a cui vengono richiesti alti livelli di performance. Lo studio – ha chiarito la ricercatrice italiana – è stato condotto grazie alla collaborazione di pazienti e medici specialistici di medicina dello sport: dottoressa Giulia Cafiero e dottor Attilio Turchetta e medici specialisti in Broncopneumologia: Professor Renato Cutrera e dottor Nicola Ullmann dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Roma ove la ricercatrice Tagliente ha lavorato negli ultimi 6 anni.

Le nuove forme di assistenza a distanza sono in forte espansione -ha aggiunto – grazie allo sviluppo delle tecnologie, della qualità della connessione internet e del livello di digitalizzazione della popolazione mondiale. I benefici per la sicurezza dei pazienti e l’efficacia dei trattamenti – ha proseguito- sono ampiamente dimostrati in letteratura, tuttavia il limite è dato dal mancato riconoscimento della prestazione ospedaliera da parte delle Autorità Nazionali, lasciando spazio al solo sviluppo di tali sistemi da parte delle poche realtà private. Resta indietro il collegamento tra l’introduzione dell’innovazione tecnologia e le realtà Ospedaliere. Nonostante la costante fuga di cervelli, gli Italiani continuano a far parlare di se in termini di qualità ed innovazione.

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Cronaca

Pozzilli, inaugurazione nuova ala Neuromed: le video interviste ai politici

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Hanno presenziato alla cerimonia Antonio Razzi, Clemente Mastella, Dorina Bianchi, Nunzia De Girolamo, Antonio Tajani. Le interviste dell’Osservatore d’Italia

 

ISERNIA – Era presente tutto lo stato maggiore della politica molisana, e non solo. A parte alcune assenze, tra le quali spiccava quella dell’ex governatore Michele Iorio (sulla cui candidatura per le prossime elezioni regionali ha espresso la sua opinione Nunzia De Girolamo in questo articolo).

Non solo dal Molise sono giunti per l’inaugurazione della nuova ala dell’I.R.C.C.S. Neuromed (Istituto Neurologico Mediterraneo). A omaggiare la nuova struttura dell’ospedale che fa riferimento alla società di Aldo Patriciello, parlamentare europeo eletto nelle file di Forza Italia, sono venuti anche molti politici di primo piano dalle regioni limitrofe. A presenziare l’inaugurazione, oltre al Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ospite d’onore della giornata, c’erano il senatore Antonio Razzi, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, l’onorevole Nunzia De Girolamo, il sottosegretario ai beni culturali, Dorina Bianchi, che svolge la professione di medico. Da parte di tutti gli intervistati è stato posto l’accento su come l’assistenza medica privata, come nel caso di Neuromed, specialmente quando porta servizi di alta specializzazione, non è da combattere, ma può offrire un ausilio alla sanità pubblica. Effettivamente il problema non è la presenza di strutture private, ma l’arretratezza e l’inadeguatezza degli ospedali pubblici, in particolare nelle regioni meridionali. Possiamo concludere che la presenza di una struttura all’avanguardia nelle tecniche di cura di un particolare ramo della medicina (in questo caso per le malattie neurodegenerative), è una buona notizia, la cattiva notizia è però rappresentata da una sanità pubblica che non riesce a tenere il confronto. Forse su questo punto i politici presenti all’inaugurazione dovrebbero essere più incisivi.

Silvio Rossi

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