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Roma

FEDERICA MANGIAPELO: UN CELLULARE SMONTATO LASCIATO AD ASCIUGARE A CASA DI MARCO DI MURO

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Tempo di lettura 8 minuti Con l’articolo, la video intervista a Luigi Mangiapelo papà della sedicenne trovata morta in riva al lago di Bracciano a Vigna di Valle.

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[ CLICCARE QUI PER VEDERE LA VIDEO INTERVISTA A LUIGI MANGIAPELO PAPA' DELLA 16ENNE TROVATA MORTA LA MATTINA DEL 1 NOVEMBRE 2012 ]

 

di Chiara Rai

Anguillara Sabazia (RM) – I carabinieri hanno rinvenuto un telefonino smontato ad asciugare sul davanzale in casa di Marco Di Muro, quando il ragazzo avrebbe consegnato agli stessi inquirenti un solo telefonino,  nelle ore successive al ritrovamento del corpo di Federica Mangiapelo. E quindi circa due anni fa, la mattina del primo novembre 2012 quando la sedicenne è stata trovata priva di vita in riva al lago di Bracciano, a Vigna di Valle, nel Comune di Anguillara Sabazia dopo una serata trascorsa con il fidanzato.  

Quindi altri elementi  pesano come macigni sulla posizione dell’allora fidanzato della ragazza: Perché Marco Di Muro aveva in casa un telefonino ad asciugare? Era forse finito in acqua a Vigna di Valle durante una colluttazione? Questo nessuno può saperlo, soltanto chi ha trascorso con Federica gli ultimi istanti di vita conosce bene la verità. 

Ogni giorno Luigi Mangiapelo, papà di Federica, si reca al cimitero per andare a trovare sua figlia. A Luigi sembra di abbracciare Federica in questi momenti di silenzio, di preghiera e di comunione. Una immagine che lascia intendere quanto in realtà i familiari della ragazza siano in fremente attesa di udire dalla Giustizia il nome del colpevole che l’ha uccisa. Intanto però i mesi passano e le giornate sembrano scorrere al rallentatore, ancora non si è aperto il processo tanto atteso. Ancora non c’è un imputato ma un solo indagato che è proprio il fidanzato della ragazza.

Marco Di Muro era entrato nella vita di Federica come un ciclone: una persona più grande, con la macchina, un uomo che aveva deciso di intraprendere un rapporto con una ragazzina ancora bambina. Una relazione tormentata che negli ultimi mesi ha visto i due litigare molto spesso e Federica si era confidata con il papà dicendogli che voleva troncare quella relazione tumultuosa. Era stanca e voleva tornare semplicemente a divertirsi ed essere spensierata come tutti i suoi coetanei. 

Anche la notte di Halloween 2012, quella tragica notte in cui Federica Mangiapelo ha perso la vita, c’era stata una grossa litigata con Marco. Una litigata sempre scaturita per futili motivi, forse per un bacetto non ricambiato tra l’uno e l’altra.  Ad assistere a questa litigata è stato l’amico di Federica che era in macchina con i due e che è stato riaccompagnato a casa proprio da Marco Di Muro. L’amico assiste alla scena dei due che litigano intensamente nel tragitto dal pub di Roma nord fino ad Anguillara.

Marco Di Muro ad un certo punto ferma la macchina e lascia Federica Mangiapelo di notte sotto la pioggia battente sulla via Anguillarese all’altezza di un istituto bancario.  Poi accompagna l’amico a casa (sempre ad Anguillara) e secondo quanto avrebbe riferito agli inquirenti, Di Muro sarebbe tornato indietro nel punto dove l’aveva lasciata pochissimi minuti prima ma non l’avrebbe trovata. 

Da quel momento in poi regna il buio ma ci sono molti elementi che s’incastrano naturalmente quasi a comporre un puzzle perfetto di una ipotesi affatto campata in aria. Quello che manca è una confessione. 

 

L’ipotesi

Ripartiamo dall’ultimo dato certo e cioè che Federica Mangiapelo viene scaricata da Marco Di Muro sotto la pioggia, dopo la mezzanotte sulla via Anguillarese. Sono passati pochi secondi, forse due minuti e il ragazzo torna indietro e trova Federica che cammina sotto la pioggia. La ragazza rientra in macchina, lui prosegue dritto e cioè in direzione Vigna di Valle. Forse il tentativo di riappacificarsi, se mai c’è stato, va in fumo. I due tornano a litigare, probabilmente una frase o forse addirittura una decisione di Federica di troncare la relazione manda su tutte le furie il fidanzato. Pochi chilometri e la macchina è parcheggiata di fronte lo stabilimento “Rosa dei Venti”, i due sono scesi. Continuano a litigare, strattonarsi, probabilmente offendersi. Finiscono con i piedi nell’acqua che pian piano con il maltempo e la pioggia lambisce i vestiti e arriva fino alla cintura, poi acqua ovunque che fradicia i vestiti di entrambe. Dura tutto qualche secondo: la ragazza ingerisce troppa acqua, forse la sua testa viene premuta sulla sabbia e lei non riesce a respirare. Non si muove più. Il ragazzo vede che non risponde più e scappa via portando con sé la borsetta e il cellulare. La borsetta viene fatta sparire.

 

Adesso si torna ai fatti e non alle ipotesi

 Il ragazzo torna a casa, scrive un biglietto alla madre dove chiede che vengano lavati subito i vestiti. Dopodiché, la mattina stessa, presto, lava la macchina nonostante il maltempo. Anche le scarpe spariscono insieme alla borsetta. Marco mette un cellulare ad asciugare sul davanzale della finestra, aveva preso troppa acqua. Quando gli inquirenti chiedono al ragazzo perché tanta fretta nel lavare quei vestiti, Di Muro avrebbe risposto che voleva indossare quegli stessi vestiti in occasione di una festa dalle sue parti la sera del 1 novembre. Però non è risultato ci fosse alcun ritrovo, alcuna festa prevista nel posto indicato dal ragazzo per la sera del 1 novembre 2012. 

Nell’auto del ragazzo è stata rinvenuta la stessa tipologia di sabbia che si trova a Vigna di Valle dove è morta Federica Mangiapelo. Sui vestiti di Marco Di Muro sono state rinvenute le stesse diatomee (alghe lacustri) trovate negli organi di Federica. 

 

Le contraddizioni

Era capitato che Federica Magiapelo utilizzasse il cellulare del padre per chiamare Marco Di Muro. E quando il padre con il suo cellulare provò a chiamare il Di Muro (era appena entrato il 1 novembre del 2012), Marco non rispose sebbene avesse spedito un sms a Federica e anche un messaggio Facebook ammettendo di aver litigato e comunque manifestando il proproio dispiacere per non aver trovato Federica quando era tornato indietro dopo averla lasciata sotto la pioggia sulla via Anguillarese.

Le scarpe che Marco Di Muro indossava la notte di Halloween, ultimo giorno di vita della sedicenne, non sarebbero le stesse che il Di Muro avrebbe consegnato agli inquirenti e la prova sarebbe nelle immagini immortalate dalle telecamere del locale dove i ragazzi avevano trascorso qualche ora la notte delle streghe di due anni fa.

E non è tutto: il barista 25 enne di Formello era a perfetta conoscenza che il computer di Federica Mangiapelo in quel periodo non aveva la chiavetta per navigare in internet, ciononostante appena rientrato a casa la notte del 31 ottobre, ha inviato ugualmente un messaggio Facebook, intorno alle tre del mattino, alla ragazza dicendole che nonostante avessero litigato, lui le voleva bene.

Ma Federica quel messaggio non l’avrebbe comunque potuto leggere in quanto il suo cellulare le era stato rotto dallo stesso Marco Di Muro qualche giorno prima in occasione di una delle numerose litigate violente e per questo la sedicenne girava con un modello “vecchio” di telefono che non si connetteva ad internet, di quelli che si trovano nei cassetti di casa e si utilizzano per le emergenze.

Tra l’altro un telefono smontato e messo ad asciugare sul davanzale di casa di Marco Di Muro è stato ritrovato dagli inquirenti, mentre il ragazzo avrebbe consegnato agli stessi solo un cellulare. Di chi era l’altro cellulare bagnato? La borsetta non è mai stata ritrovata. 

 

La nuova perizia

Federica Mangiapelo quel giorno è morta per annegamento, non per miocardite. Questa è la conclusione della perizia disposta dal Gip di Civitavecchia nel corso dell’incidente probatorio per fare luce sul decesso della sedicenne a seguito dell'opposizione da parte della famiglia alla richiesta di archiviazione del PM lo scorso dicembre. "I dubbi della famiglia a carico del Di Muro – continua il legale dei Mangiapelo – adesso sono suffragati da elementi scientifici: nel corpo di Federica sono state trovati gli stessi funghi d'acqua dolce rinvenuti sui vestiti del ragazzo. Questo significa che Di Muro probabilmente non ha scaricato Federica in mezzo alla strada dopo un litigio". Secondo il medico, Daniela Marchetti a capo del pool di esperti nominati dal giudice, Federica Mangiapelo è deceduta dopo aver bevuto molta acqua del lago e a provarlo sono proprio i funghi ovvero le diatomee rinvenute nel suo corpo. Eppure Federica era una ottima nuotatrice, per un periodo ha frequentato anche lezioni di nuoto come sostenuto dalla sua ex insegnante.

 

La prossima scadenza

Il prossimo 18 settembre è prevista la discussione sulla nuova perizia, depositata il 23 luglio 2014 al Tribunale di Civitavecchia, che attesta che la sedicenne è morta per annegamento e non per miocardite la notte di Halloween del 2012.

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Litorale

Civitavecchia, controlli a tappeto per il Ferragosto: pioggia di sanzioni

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Civitavecchia (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia e dei Comandi dipendenti in coincidenza del fine settimana di Ferragosto, ottemperando alle direttive del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, hanno ulteriormente incrementato le attività di controllo sul litorale nord della provincia romana.Le attività, mirate a garantire maggior sicurezza ai residenti e ai vacanzieri, hanno consentito di identificare oltre 200 persone e controllare 120 veicoli, elevando oltre 30 sanzioni al Codice della Strada. Denunciate inoltre 5 persone, a vario titolo, per guida in stato di ebbrezza alcolica e guida reiterata con patente revocata. A Santa Marinella, i Carabinieri della locale Stazione hanno anche denunciato due uomini, in evidente stato di ebbrezza alcolica, individuati quali presunti responsabili di alcuni tentativi di furto a bordo di autovetture in sosta sulla pubblica via. In un caso sarebbero riusciti a rubare un paio di occhiali da sole e alcune chiavi Dovranno dunque rispondere di furto aggravato e tentato furto in concorso.Tra i comuni di Ladispoli e Cerveteri, i Carabinieri hanno trovato 6 persone in possesso di modica quantità di stupefacenti, tra hashish e marijuana, e li hanno segnalati alla Prefettura – U.T.G. di Roma, quali assuntori.Nel comune di Fiumicino, soprattutto nella località Passoscuro, affollatissima in questi giorni di vacanze, i Carabinieri della locale Stazione hanno invece concentrato la propria attenzione sul fenomeno delle serate danzanti presso i lidi balneari che, talvolta, si trasformano in vere e proprie discoteche non autorizzate a cielo aperto. Nel corso delle verifiche i gestori di due attività sono stati sanzionati, per oltre 1.500 euro ciascuno, ed è stata disposta anche la sanzione accessoria dell’immediata cessazione dell’attività svolta senza alcuna autorizzazione o licenza comunale. Analoghi servizi proseguiranno anche nei prossimi week-end al fine di garantire un sano divertimento a tutti i frequentatori della zona.

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Cronaca

Campagnano, maltratta e perseguita due donne. Era stato appena scarcerato

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Nel pomeriggio del 12 agosto 2022 i Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Tivoli su richiesta di questa Procura, hanno arrestato un 40enne, già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti di due donne.

L’uomo, che in passato era già stato arrestato e condannato per gli stessi reati nei confronti delle medesime vittime e di un’altra giovane ragazza, non appena scarcerato, ha reiterato i comportamenti vessatori e persecutori nei confronti delle donne, in particolare con messaggi intimidatori anche tramite social network, nonché presentandosi in più occasioni fuori dall’abitazione di una delle due.Le ragazze hanno subito negli anni condotte violente che si ripetevano anche in occasione dei permessi d’uscita di cui lo stesso fruiva nel periodo di detenzione in carcere.

Il supporto delle famiglie e la professionalità dei Carabinieri hanno incoraggiato le vittime a denunciare le violenze fisiche e psicologiche subite, consentendo alla Procura della Repubblica di Tivoli di chiedere ed ottenere un tempestivo provvedimento restrittivo.

L’indagato sarà nuovamente associato in carcere in attesa di giudizio.Si dimostra ancora una volta l’alto tasso di recidiva degli uomini maltrattante perfino dopo l’espiazione della pena in carcere.Occorrono strumenti di controllo per verificare se il carcere ha raggiunto l’obiettivo della risocializzazione ovvero se gli uomini maltrattante usciti dal carcere proseguono, come accade nell’85% dei casi, nell’aggredire la stessa vittima.La procura di Tivoli da tempo richiede e ottiene misure di prevenzione a tutela delle donne in questi casi In modo tale che l’uomo all’atto della scarcerazione viene sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e al divieto di avvicinamento alle persone offe. Nel caso in esame la procura di Tivoli non era informata di questa scarcerazione

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Castelli Romani

Velletri, maltratta la madre per mesi e le estorce soldi

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Velletri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un cittadino italiano di 46 anni ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni della madre di 71 anni.La vittima ha denunciato ai Carabinieri di aver subito per mesi (in particolare nel corso di questa estate, tra giugno e agosto) numerosi episodi di vessazioni che, talvolta, sono sfociati in richieste di somme di denaro mediante ripetute minacce. L’ultimo di questi fatti si è verificato lo scorso 8 agosto quando i Carabinieri sono dovuti intervenire per l’ennesima lite tra madre e figlio. In tale frangente la donna, minacciata con un coltello e costretta ad assistere al danneggiamento degli arredi della propria abitazione, ha deciso di presentare formale denuncia-querela che, collegata agli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, è stata utile ad attivare la cosiddetta procedura del “codice rosso”.Il pronto intervento dei Carabinieri e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri ha consentito di raccogliere in breve tempo i gravi indizi di colpevolezza richiesti per l’emissione della misura cautelare in carcere.Eventi come quello appena descritto, annoverabile tra i tanti casi di maltrattamenti in famiglia che si verificano tra le mura domestiche, fanno comprendere, ancora una volta, quanto sia importante che la vittima si rivolga alle Autorità competenti. La capacità di ascolto offerta alla vittima, la corretta attuazione delle procedure, la sinergia tra Forze dell’Ordine e Autorità Giudiziaria, sono elementi che portano a interrompere per tempo condotte come quelle appena descritte.L’indagato è da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo, eventuale, accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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