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Ferrovie concesse, guerra aperta tra Atac e Pendolari. Mozione per la Roma-Giardinetti

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È guerra aperta tra Atac e le Associazione consumatori – il Codacons in testa – e, direttamente o indirettamente, coi pendolari

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È guerra aperta tra Atac e le Associazioni consumatori – con il Codacons in testa – e, direttamente o indirettamente, con i pendolari.

Al centro i disservizi che ogni giorno affliggono le ferrovie regionali ex-concesse Roma-Lido e Roma-Viterbo, immortalati da Pendolaria, il consueto rapporto di Legambiente sulla qualità dei servizi ferroviari italiani. E la Roma-Giardinetti? Ce n’è anche per questa linea, la settimana appena iniziata potrebbe infatti riservare spiacevoli sorprese.

La Viterbo attenzionata dal Garante. Irrompe il Codacons con il comunicato di tre giorni fa dove evidenzia che l’ART – Autorità di Regolazione dei Trasporti ha deciso di far luce sul servizio ferroviario della Roma-Viterbo in affidamento all’Azienda Capitolina, “annunciando”, recita la nota, “specifiche azioni di verifica a riscontro delle criticità oggetto di segnalazione”. Nelle settimane scorse infatti il Codacons, a seguito delle numerose proteste ricevute dal cittadini, aveva presentato un esposto all’ Autorità in cui si chiedeva di intervenire a tutela dei pendolari e degli utenti. “La ferrovia è il mezzo di trasporto più problematico vista la lunghissima durata dei viaggi e i frequenti ritardi dovuti alla presenza del binario unico”, scriveva l’associazione consumatori nell’esposto, “presenta tutt’ oggi gravi carenze, sia nello stato di salute dei mezzi, che continuano ad avere guasti e a presentare infiltrazioni d’ acqua, sia nella frequenza delle corse, che obbligano spesso gli studenti e i lavoratori ad arrivare a scuola o a lavoro in ritardo oppure a uscire anticipatamente per poter raggiungere le fermate, obbligandoli ad aspettare per ore dopo l’ uscita o impedendogli in molti casi di frequentare corsi pomeridiani a causa della mancanza di corse nel secondo pomeriggio per il rientro nei paesi di residenza”. Situazione “che potrebbe finire con l’incidere anche sul diritto allo studio o sulle prestazioni lavorative di ciascun utente fruitore. Duole notare la situazione di incuria e mala gestio di una delle tratte che dovrebbe essere un fiore all’occhiello della città e dell’intera Regione: un concentrato di degrado quasi irreale, che non risparmia nulla e infetta ogni singolo elemento della vita civile: strade, ponti, cavalcavia, gallerie”. Nell’esposto il Codacons chiedeva l’intervento della Procura e dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, “affinché si ponesse fine all’ odissea quotidiana dei pendolari”.

Botta e risposta al vetriolo. L’annuncio del Codacons, intenzionata ad avviare una “class-action” al riguardo, acuisce l’ormai atavica diaspora che vede protagonisti Atac stessa e il Comitato Pendolari RomaNord. “Finalmente un’associazione di consumatori si accorge della nostra situazione e denuncia”, attacca il portavoce Fabrizio Bonanni, “ma d’altra parte basta leggere quello che pubblichiamo quotidianamente attraverso i nostri canali sociali facebook e twitter per farsi una idea di come stiamo messi”. E non solo. Nei giorni antecedenti il Comitato aveva aggiornato la lunga lista delle soppressioni, salite a 1200 in 190 giorni, “al netto” delle cancellazioni “fantasma”, precisano, ovvero di quei treni che sarebbero stati “annunciati e poi scomparsi dopo la partenza e non segnalati ufficialmente ma ricavati dalle segnalazioni utente in stazione, senza che siano effettivamente state effettuate le rispettive corse”.  Piccata la risposta dell’Azienda: “non risponde al vero che Atac eviti di comunicare le eventuali cancellazione di corse”, si legge nel comunicato di ieri pomeriggio, 12 gennaio.  “Lo stato del servizio della ferrovia Roma-Viterbo è pubblicato in tempo reale sul sito atac.roma.it e sugli altri canali aziendali (ad esempio i social), distribuito open data ai principali altri canali e distribuito dalle principali app”, tuonano da via Prenestina. E rispetto alle soppressioni precisano che sabato “sono state cancellate 20 corse, ed esclusivamente nella tratta urbana, e non ‘una trentina’, come riportato. Nessuna cancellazione ha riguardato la tratta extraurbana. Si fa notare in particolare che sulla tratta urbana, in alcuni momenti delle ore di punta la frequenza dei treni tra Montebello e Flaminio scende sino a 5 minuti. Riportare dati”, aggiungono, “aggregati su base plurimensile senza rapportarli al totale delle corse programmate è gravemente distorsivo della realtà, dalla metà di settembre alla fine di dicembre del 2019 è stato effettuato il 96,2% delle corse previste.  Le 1.200 corse cancellate, riportate, inoltre si riferiscono a oltre 190 giorni di esercizio. Ciò significa che parliamo di circa 6 corse in media cancellate al giorno, quando nei giorni feriali ne sono previste 226”.

Nemmeno 12 ore dopo…A stretto giro di posta la replica del Comitato, seguito dallo scossone tellurico di questa mattina. “Ieri sera [domenica 12 gennaio, ndr] abbiamo ribattuto punto su punto al comunicato Atac che ci accusava sostanzialmente di dire bugie sul servizio erogato sulla nostra ferrovia”, annota Bonanni, “ecco che nemmeno 12 ore dopo succede quello che diciamo da tempo: Atac non comunica in tempo i disagi e non attiva per tempo i servizi sostitutivi. Stamattina infatti, dalle ore 7.30 si sono susseguite informazioni tra i pendolari circa un ipotetico guasto a un treno extraurbano. Tale guasto, poi purtroppo confermato da chi era a bordo, ha di fatto bloccato la linea per oltre un’ora. Ebbene, in questo frangente Atac ha sempre valutato come regolare il servizio, mentre accadeva il pandemonio tra Sacrofano e Riano: treno guasto, tentativo di rimorchio fallito da parte di altro treno, passeggeri messi a rischio e ritardi mostruosi sull’intera tratta. Tutto regolare, appunto, secondo Atac almeno fino alle 8.24”.  A corredo di quest’ultima nota, la foto del sito aziendale, dove, effettivamente, nella parte che riguardava la Viterbo non compariva alcuna annotazione sul guasto.

L’annotazione pubblicata dal Comitato Pendolari

Arriva l’esposto sulla Roma-Lido? Sulla ferrovia litoranea, anch’essa segnala dai disservizi, rendicontati soprattutto da Odissea Quotidiana, è, invece, l’associazione Assotutela a minacciare un’azione legale, similare a quella del Codacons. A dirlo il presidente nazionale, Michel Emi Maritato:“Come associazione che difende i diritti dei consumatori, vogliamo esprimere la nostra forte vicinanza ai pendolari della Roma-Lido, che nella giornata di ieri [9 gennaio, ndr] hanno dovuto sopportare ennesimi disagi sulla linea. Una odissea quotidiana, una triste abitudine che Assotutela denuncia da anni e sulla quale non possiamo più rimanere inermi. Le istituzioni preposte continuano a essere lacunose, lasciando al proprio destino una delle linee dei trasporti laziali più importanti del nostro territorio. Anche e soprattutto alla luce dei disservizi tecnici di ieri, Assotutela ha intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica al fine di comprendere le dinamiche specifiche che conducono ai continui disagi sulla Roma-Lido”.

E la Roma-Giardinetti? La linea sulla Casilina, per metà ferrovia e per l’altra metà tranvia (o viceversa), sta vivendo un periodo di stagnazione. Da un lato c’è il progetto di ammodernamento e prolungamento formulato dall’ingegner Andrea Spinosa, e inserito da Roma Capitale nel PUMS, dall’altro il servizio attuale che si trascina a stento. “La linea si trova a un bivio, devono sbrigarsi”, sottolineano dall’associazione TrasportiAmo che ha lanciato una petizione popolare sostenuta tra gli altri da ORT – Osservatorio Regionale sui Trasporti, Legambiente Lazio e dal Comitato di Quartiere Tor Pignattara, presieduto da Luciana Angelini.

“L’idea Spinosa è l’unica praticabile”, riprende l’associazione, “in quanto consente la valorizzazione dell’infrastruttura esistente a costi contenuti”. E sulla pagina proprio del Comitato Andrea Tortorelli de Sferragliamenti sulla Casilina rimarca: “Sebbene il sentire comune vorrebbe l’adeguamento allo scartamento ordinario ‘perché è così che deve essere’, tale scelta porta con sé notevoli complicazioni progettuali ed extracosti. Il mantenimento dello scartamento ridotto, aggiornato con le tecnologie ed i confort della modernità, consentirebbe la creazione di una vera e propria rete metrotramviaria ad est della città, alla stregua della Docklands Light Railway londinese. La presa di posizione del Ministero – prosegue – mi sembra sia caduta in questo peccato ‘di convinzione’. Per tale ragione, fermo restando che il Riparto 2019 rappresenta un’occasione unica ed irripetibile per la salvezza della linea, ritengo che l’Amministrazione Comunale debba sfruttare il rimando al 30 aprile 2020 per rafforzare le tesi che a suo tempo condussero saggiamente verso la scelta dei 950 mm”.

La mozione. Le osservazioni delle associazioni trovano un punto di forza nella mozione (n. 319/2019) a firma della consigliera capitolina Svetlana Celli (capogruppo RomaTornaRoma), che impegna la “Sindaca e la Giunta a porre in essere ogni iniziativa utile a definire il trasferimento della linea ferroviaria Roma-Giardinetti dalla Regione Lazio a Roma Capitale, e a provvedere alla riapertura della tratta Centocelle-Giardinetti o al prolungamento della linea fino al Parco di Centocelle”. La mozione impegna altresì a sollecitare “il MIT affinché assegni le risorse necessarie per l’ammodernamento e il prolungamento, ad avviare gli interventi di revisione generale agli elettrotreni” e, infine, a “istituire un Osservatorio presso Roma Capitale, aperto ai Municipi, alle Associazioni/Comitati utenti/cittadini del territorio e alle Organizzazioni Sindacali, finalizzato a monitorare l’avanzamento dei lavori”. Argomenti rispetto ai quali la compagine pentastellata difficilmente potrà sottrarsi. “Un intero quadrante aspetta la riqualificazione della ferrotranvia Roma-Giardinetti, promessa dal M5S in campagna elettorale quattro anni fa”, attacca la consigliera Celli. “La maggioranza aveva prospettato la riapertura fino alla stazione Giardinetti e la presa in carico della linea. Ma nulla di fatto ed oggi tutto è fermo. Dallo snodo con la Metro C, all’altezza del Parco di Centocelle, al rilancio della Roma-Giardinetti come metropolitana di superficie, proprio come avviene nelle grandi capitali europee. Tutti progetti possibili, dei quali si avvantaggerebbero i cittadini e l’ambiente, oltre che l’intero sistema Tpl. Questa settimana in Aula andrà al voto la mozione preparata come gruppo RTR che auspica proprio questi scenari futuri. Ci auguriamo sia l’occasione per la maggioranza per rilanciare un progetto strategico per Roma”.

Dello stesso avviso il capogruppo Pd al Municipio VI, il consigliere Fabrizio Compagnone: “I cittadini dei quartieri interessati dalla non sono più disposti a tollerare l’immobilismo dell’Amministrazione Capitolina e il silenzio assordante del Presidente del Municipio VI Romanella e della sua Giunta, le zone commerciali insistenti sul percorso sono allo stremo. Rispetto a questo tema, infatti, in campagna elettorale avevano promesso la riapertura fino alla stazione Giardinetti e la presa in carico della linea. Allo stato attuale, invece, constatiamo che nulla di quanto paventato è stato realizzato. È necessario, a questo punto, un’azione rapida e concreta al fine di individuare quelle soluzioni esaustive in modo da sboccare l’intera situazione e dare un presente e un futuro alla Giardinetti, così tanto importante per un quadrante della Capitale. Ci associamo alle preoccupazioni espresse dalle associazioni e dei comitati di quartieri e speriamo che l’anno appena iniziato risvegli dal torpore l’Amministrazione, votando, in primis la mozione della consigliera Celli”.

Cronaca

Guido Bertolaso dimesso dal San Raffaele

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“Oggi sono stato dimesso dal San Raffaele. Ringrazio tutti i medici e gli infermieri, orgoglio del nostro Paese. Uomini e donne che combattono in prima linea contro il Covid-19 pagando troppo spesso in prima persona con contaminazione e a volte purtroppo anche con la vita”. Lo scrive su Facebook Guido Bertolaso. “Grazie – continua – per tutti i numerosi messaggi di affetto che mi avete inviato in questi giorni. Ora forza, c’è ancora tanto da fare. L’Italia ha bisogno dell’aiuto di tutti”. L’ex capo della Protezione civile era ricoverato dallo scorso 24 marzo per coronavirus. 

‘Una buona notizia, forza dottor Bertolaso”, ha twittato il leader della Lega, Matteo Salvini.

Il presidente della Lombardia Fontana ha parlato al telefono con l’ex capo della Protezione civile da lui chiamato come consulente per la realizzazione del nuovo ospedale in Fiera a Milano.  ‘L’ho sentito e ci siamo ripromessi che ci vedremo presto personalmente – ha spiegato – Mi e’ sembrato in buona forma e mi ha detto che aveva voglia di prendere un po’ d’aria e di mangiare un bel piatto di pastasciutta. Ancora una volta l’ho ringraziato per il decisivo e prezioso lavoro che ha fornito alla Lombardia, ma piu’ in generale all’Italia intera, per il contrasto al virus”. “Il suo impegno anche durante la malattia – gli ha riconosciuto Fontana – è stato costante e ha contribuito a raggiungere l’incredibile obiettivo di realizzare l’ospedale della Fiera di Milano in una decina di giorni”. 

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Cronaca

Omicidio Maria Sestina Arcuri, la confessione shock di pseudo supertestimoni: quanto regge la notizia?

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A volte chi viene sedotto e abbandonato può diventare vendicativo. C’è una confessione shock che al momento è molto sospetta.
Alcuni giornali hanno diffuso la notizia che Andrea Landolfi Cudia, il 31enne accusato dell’omicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri avvenuto la notte tra il 3 ed il 4 febbraio del 2019, avrebbe confessato a due ‘ospiti’ del carcere di Regina Coeli di aver spinto giù per le scale la sua donna. Proprio a loro, Landolfi, avrebbe rivelato come sarebbero davvero andate le cose quella sera.
Immediata la smentita totale di tale confessione da parte di Andrea Landolfi: “Il nostro assistitio – dichiarano gli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini – non ha nella maniera più assoluta pronunciato tali parole a chicchessia tantomeno a questi presunti supertestimoni. Invitiamo i media ad approfondire di più su questa confessione che ha tutte le caratteristiche della fake news. La Procura di Viterbo, di suo, saprà bene come valutare questi testimoni”.
La videosorveglianza del carcere potrà probabilmente essere una prova importante al proposito.
Ma chi sono “loro” i supertestimoni? E come può una testimonianza del genere essere uscita dalla Procura di Viterbo, notoriamente blindata, ancor di più in questo momento storico? Il Pubblico Ministero Franco Pacifici non permette fughe di notizie del genere. E allora chi ha parlato con chi? Da dove provengono queste voci?
Sappiamo dalle notizie di cronaca emerse ( è anche curioso vedere chi firma gli articoli) che le iniziali dei due supertestimoni sono C.C. e D.D.D.. Adesso iniziamo il nostro viaggio in quelle che chiamiamo “strane coincidenze”.
Di recente è successo un fatto importante che ha destabilizzato molti equilibri: Landolfi ha cambiato legale e relativo team che lo assisteva. Ma andiamo per gradi.

Da chi era assistito Landolfi?
Il 29 febbraio viene pubblicato un post su Facebook sul profilo della Legal Consulting srl Associazione Avvocati CRM dove si legge dove che è stata assunta la difesa di Landolfi e di Nicola Mancuso. Al termine del post si legge “il nostro studio composto da me dottor Claudio Cipollini Macrì (zio Rocco) consulente legale, revisore processuale unitamente all’avvocato Giacomo Marini del foro di Roma (mio prof)”. Nel messaggio loro paventano uno staff molto ricco di cui farebbe parte anche una psicologa e un “noto giornalista di cronaca nera di fama nazionale”.

Chi è questo Claudio Cipollini che parla di “nostro studio” e che affianca l’avvocato Giacomo Marini che ha assunto la difesa di Landolfi e che ha un giornalista di cronaca nera amico nello staff?
Ebbene C.C., ovvero Claudio Cipollini è l’ex detenuto che a dicembre scorso è uscito dal carcere e che si è laureato in legge. Ed è anche e soprattutto l’ex detenuto che si trovava nel carcere di Regina Coeli nello stesso periodo di Landolfi: è lì che si sono conosciuti e Cipollini ha creduto alla totale innocenza di Landolfi. Ed è anche lo stesso Claudio Cipollini che insieme all’avvocato Marini si sono visti “rinviare” dalla Corte il deposito di una istanza di sostituzione della misura cautelare perché priva della dichiarazione di disponibilità da parte della struttura individuata ad accogliere Landolfi.
E’ sempre Cipollini che si presenta come una sorta di Garante dei detenuti tan’è vero che è dovuto intervenire di recente anche il Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio Stefano Anastasìa il quale ha scritto su “un impostore che si aggira su Facebook: pare che questo ciarlatano presunto avvocato Claudio Rocco, sedicente Garante di non so che, continui la sua opera di disinformazione sul web….”


Insomma tra messe in guardia e l’istanza di scarcerazione zoppa Landolfi e la sua famiglia il 29 marzo hanno sollevato definitivamente dall’incarico tutto lo staff difensivo.
Ma ciò è avvenuto non senza strascichi.

Ai cellulari della famiglia cominciano ad arrivare molte telefonate.
Qualcuna arriva anche ai nuovi difensori, ma gli Avvvocati Gasperini e Fabrizi hanno già i loro consulenti; “grazie ma non c’è bisogno di nessun particolare consulente”.

Qualche giorno ed ecco un bel articolo con la foto della richiesta di colloquio rivolta al Pubblico Ministero titolare dell indagine per rivelazioni importanti sul caso.
Anche la nonna di Landolfi ha ricevuto venerdì scorso 3 aprile una telefonata dal “noto giornalista di cronaca nera” che appunto si presenta come giornalista e la mette in guardia: “Usciranno altre cose, state attenti vedete come potete pararle”. Colui che si presenta come giornalista fa chiaramente capire alla signora che la sua fonte viene da ambienti della Procura.
Passa il fine settimana e “coincidenza” vuole che dopo l’avviso fatto alla nonna di Landolfi è uscita la notizia di fantomatici supertestimoni che avrebbero sentito questa pseudo confessione smentita categoricamente dal Landolfi.
Le coincidenze sono tante, i dubbi ancora di più.
Che tra i supertestimoni non ci sia uno pseudo sostenitore mutato in accusatore dopo essere stato mollato?

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Castelli Romani

Regione Lazio, Covid-19. trend contagi rallenta al 3,9 percento: la situazione aggiornata nelle ASL e Aziende Ospedaliere

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Si è conclusa alla presenza dell’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato la videoconferenza della task-force regionale per il COVID-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

“Oggi registriamo un dato di 151 casi di positività, si conferma il rallentamento del trend al 3,9%. A Rieti si registra un dato di 58 casi in prevalenza già noti, relativi ai cluster delle case di riposo, notificati in ritardo e che rappresenta 1/3 dei casi totali nella regione, mentre Roma città continua il rallentamento. Buone le performance registrate dalle terapie intensive dell’A.O. Sant’Andrea che hanno un dato di bassa mortalità. Su dieci pazienti critici che entrano in terapia intensiva infatti otto di questi hanno un esito clinico positivo. Proseguono i controlli nelle case di cura, circa 1/3 di queste strutture sono state controllate su tutto il territorio e oltre il 60% delle RSA. Da questa mattina partono le prime RSA COVID. Questa mattina ho inoltre fatto visita al COVID Center dell’Ospedale dei Castelli e ho potuto apprezzare una particolare attenzione alla sicurezza e i percorsi. Un ringraziamento va a tutti gli operatori. Superata quota 50 mila tamponi effettuati da inizio emergenza e sono in continua crescita i guariti che salgono di 27 unità nelle ultime 24h arrivando a 502 totali. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 12.684 e i decessi nelle ultime 24h sono stati 10” commenta l’Assessore D’Amato.

La nuova app della Regione ‘LazioDrCovid’ in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ha già registrato oltre 81 mila utenti che hanno scaricato l’applicazione e 2.200 medici di famiglia e 310 pediatri di libera scelta collegati. Per quanto riguarda infine i DPI – dispositivi di protezione individuale oggi sono in distribuzione presso le strutture sanitarie: 64.000 mascherine chirurgiche, 32.200 maschere FFP2, 3.200 maschere FFP3, 6.500 camici impermeabili, 28.000 calzari, 63.000 guanti e 15.000 cuffie.

La situazione nelle Asl e Aziende Ospedaliere:

Asl Roma 1 – 15 nuovi casi positivi. 2 i pazienti che sono guariti. 1.498 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Controllate 10 RSA su 18 e più di 40 case di riposo del territorio;

Asl Roma 2 – 16 nuovi casi positivi. 43 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Controllate 10 RSA su 18 e il 70% delle case di riposo del territorio;

Asl Roma 3 – 8 nuovi casi positivi. 10 i pazienti che sono guariti. 2 i decessi: due uomini di 79 e 84 anni con precedenti patologie. 1.545 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Attivati oggi 4 posti di terapia intensiva all’Ospedale Grassi. Controllate 5 RSA sulle 10 presenti nel territorio;

Asl Roma 4 – 3 nuovi casi positivi. 1 paziente è guarito. 0 decessi. 1.498 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Si sono conclusi i controlli su tutte le RSA e case di riposo del territorio;

Asl Roma 5 – 12 nuovi casi positivi. 4 i pazienti sono guariti. 3 pazienti sono deceduti. 1.577 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. 44 su 49 le case di riposo controllate. Una risultata abusiva è stata denunciata;

Asl Roma 6 – 11 nuovi casi positivi. 2 decessi: una donna di 70 anni di Albano e un uomo di Velletri di 44 anni. 54 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. A Genzano da oggi operativo il laboratorio per il test COVID. Completate le verifiche sulle strutture socio assistenziali del territorio;

Asl di Latina – 14 nuovi casi positivi. Deceduta una donna di 80 anni con precedenti patologie. 3 pazienti sono guariti. 3.832 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Controllato il 58% delle case di riposo e il 100% delle RSA;

Asl di Frosinone – 6 nuovi casi positivi. 2 pazienti sono guariti. 0 decessi nelle ultime 24 ore. 301 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Prevista la riapertura il PS di Alatri dopo la sanificazione da parte dei Vigili del Fuoco. Controllate l’85% delle case di riposo e il 100% delle RSA del territorio;

Asl di Viterbo – 8 nuovi casi positivi. 5 pazienti sono guariti. Anche oggi non si registrano decessi nella provincia. 2.305 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Controllate il 30% delle RSA e delle case di riposo del territorio;

Asl di Rieti – 58 nuovi casi positivi di cui 30 dal cluster di Contigliano e gli altri riferibili alle case di riposo del territorio. Il dato è frutto di un ritardo delle notifiche nelle giornate precedenti. 2 pazienti sono guariti. 2 decessi: un uomo di 91 e un uomo di 83 anni con patologie pregresse. 31 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Controllato il 50% delle case di riposo e il 100% delle RSA del territorio;

Policlinico Umberto I – Attualmente 134 pazienti ricoverati in degenza ordinaria e 23 pazienti ricoverati in terapia intensiva. 2 pazienti sono guariti;

Azienda Ospedaliera San Giovanni – Non si registrano operatori sanitari positivi. Domani sarà attivato il laboratorio per il test COVID h24;

Azienda Ospedaliera Sant’Andrea – Attivo servizio psicologico per cittadini e operatori h24. Terapie intensive: ad oggi su 10 pazienti ricoverati in terapia intensiva 8 sopravvivono;

Policlinico Gemelli – 250 pazienti ricoverati in posti letto ordinari. 40 pazienti ricoverati in terapia intensiva;

Policlinico Tor Vergata – 7 pazienti sono guariti. Domani saranno attivati ulteriori 16 posti letto dedicati;

Azienda Ospedaliera San Camillo – Operativo il laboratorio per il test COVID;

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – 8 pazienti ricoverati. 3 neonati e 2 mamme di Civitavecchia sono risultati negativi al primo tampone, in attesa del secondo per la conferma della guarigione;

Ares 118: Non si registra nessuna difficoltà sui trasferimenti e sulle terapie intensive

IFO – Attivo il servizio di consulenza dermatologica e venereologica a distanza per tutti coloro che hanno necessità di contattare uno specialista. Da domani operativo il laboratorio per il test COVID;

Università Campus Bio-Medico – 8 pazienti ricoverati in terapia intensiva e 2 in degenza ordinaria al COVID Center Campus Biomedico.

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