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Cultura e Spettacoli

FESTIVAL DI VENEZIA: ECCO I FILM ITALIANI IN GARA

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Tempo di lettura 3 minuti Dal 2 al 12 Settembre, si terrà la Mostra del Cinema di Venezia, presentata dal direttore Alberto Barbera e dal presidente della Biennale Paolo Baratta

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di Ch. Mo.

Venezia – E’ tutto pronto per quella che sarà la Kermesse dell’anno italiana: a Venezia, cominciano a susseguirsi le voci sulle presenze dei vip durante il Festival. Dal 2 al 12 Settembre, nel corso della Mostra del Cinema di Venezia, presentata dal direttore Alberto Barbera e dal presidente della Biennale Paolo Baratta, quattro saranno i film italiani in gara: "Sangue del mio sangue" di Marco Bellocchio, "A bigger splash" di Luca Guadagnino, "L'attesa" dell'esordiente Piero Messina e "Per amor vostro" di Giuseppe Gaudino.


Fuori concorso invece sarà "Non essere cattivo" di Claudio Caligari; nella categoria "Non fiction"il documentario "Gli Uomini di questa città io non li conosco" di Franco Maresco e il documentario di Gianfranco Pannone "L'esercito più piccolo del mondo", prodotto con la Svizzera e Città del Vaticano. In Orizzonti per l'Italia in concorso ci sono "Pecore in erba" di Alberto Caviglia e Italian Gangster di Renato De Maria.


I numeri del Festival. Nella sezione ufficiale sono tre i registi vincitori del Leone d’Oro (Tsai Ming-Liang, Aleksandr Sukorov, Rodrigo Plà), due vincitori del Leone d’Oro alla carriera (Marco Bellocchio e Frederick Wiseman), due registi vincitori del Premio Speciale della Giuria (Marco Bellocchio e Jerzy Skolimowski), un regista vincitore del Gran Premio della Giuria (Tsai Ming-Liang) e due registi Premi Oscar (Tom Hooper e Charlie Kaufman). In concorso sono 16 i registi che partecipano alla Mostra per la prima volta, tre all’opera prima.


Il programma del Festival. Per il concorso internazionale di lungometraggi in prima mondiale gareggiano:

ABLUKA (FRENZY) di EMIN ALPER
HEART OF A DOG di LAURIE ANDERSON
SANGUE DEL MIO SANGUE di MARCO BELLOCCHIO
LOOKING FOR GRACE di SUE BROOKS
EQUALS di DRAKE DOREMUS
REMEMBER di ATOM EGOYAN
BEASTS OF NO NATION di CARY FUKUNAGA
PER AMOR VOSTRO di GIUSEPPE M. GAUDINO
MARGUERITE di XAVIER GIANNOLI
RABIN, THE LAST DAY di AMOS GITAI
A BIGGER SPLASH di LUCA GUADAGNINO
THE ENDLESS RIVER di OLIVER HERMANUS
THE DANISH GIRL di TOM HOOPER
ANOMALISA di CHARLIE KAUFMAN e DUKE JOHNSON
BEHEMOTH di ZHAO LIANG
L'ATTESA di PIERO MESSINA
11 MINUT (11 MINUTES) di JERZY SKOLIMOWSKI
FRANCOFONIA di ALEKSANDR SOKUROV
EL CLAN di PABLO TRAPERO
DESDE ALLÁ di LORENZO VIGAS
L'HERMINE di CHRISTIAN VINCENT

Fuori Concorso ( Opere firmate da autori di importanza riconosciuta )

WINTER ON FIRE di EVGENY AFINEEVSKY
GO WITH ME di DANIEL ALFREDSON
HUMAN di YANN ARTHUS-BERTRAND
DE PALMA di NOAH BAUMBACH e JAKE PALTROW
JANIS di AMY BERG
NON ESSERE CATTIVO di CLAUDIO CALIGARI
BLACK MASS di SCOTT COOPER
LAO PAO ER (MR SIX) di HU GUAN
EVEREST di BALTASAR KORMÁKUR (Film d'apertura)
SOBYTIE (THE EVENT) di SERGEI LOZNITSA
GLI UOMINI DI QUESTA CITTÀ IO NON LI CONOSCO di FRANCO MARESCO
SPOTLIGHT di THOMAS MCCARTHY
NA RI XIAWU (AFTERNOON) di TSAI MING-LIANG
L'ESERCITO PIÙ PICCOLO DEL MONDO di GIANFRANCO PANNONE
LA CALLE DE LA AMARGURA di ARTURO RIPSTEIN
THE AUDITION di MARTIN SCORSESE
LA VIE ET RIEN D'AUTRE di BERTRAND TAVERNIER
IN JACKSON HEIGHTS di FREDERICK WISEMAN

Orizzonti (Concorso internazionale dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive

MADAME COURAGE di MERZAK ALLOUACHE
A COPY OF MY MIND di JOKO ANWAR
PECORE IN ERBA di ALBERTO CAVIGLIA
TEMPÊTE di SAMUEL COLLARDEY
THE CHILDHOOD OF A LEADER di BRADY CORBET
ITALIAN GANGSTER di RENATO DE MARIA
CHAHARSHANBEH, 19 ORDIBEHESHT (WEDNESDAY, MAY 9) di VAHID JALILVAND
MOUNTAIN di YAELLE KAYAM
KRIGEN (A WAR) di TOBIAS LINDHOLM
VISAARANAI (INTERROGATION) di VETRI MAARAN
FREE IN DEED di JAKE MAHAFFY
GABRIEL MASCARO – BOI NEON MAN DOWN di DITO MONTIEL
LAMA AZAVTANI (WHY HAST THOU FORSAKEN ME?) di HADAR MORAG
UN MONSTRUO DE MIL CABEZAS di RODRIGO PLÁ
MATE-ME POR FAVOR di ANITA ROCHA DA SILVEIRA
TAJ MAHAL di NICOLAS SAADA
INTERRUPTION di YORGOS ZOIS
 

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Ex itinere, poesia in tre tempi tra Occidente e Oriente 

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L’evento a Roma mercoledì 26 gennaio nella sede dell’Associazione della Stampa Estera

 Una lettura pubblica e condivisa di poesie che attraversano il mondo fatta da giornaliste in diverse lingue, intervallata da interventi e brani musicali: il nuovo libro di Stefania Falasca, giornalista ed editorialista di Avvenire, sarà presentato mercoledì 26 gennaio nella sede dell’Associazione della Stampa Estera a Roma (ore 16.30 – live streaming) in un evento dal titolo Ex itinere. Poesia in tre tempi tra Occidente e Oriente. Sul filo dei viaggi da cronista, spesso al seguito di Papa Francesco, Stefania Falasca ha scritto poesie come sintetici reportage che ci fanno entrare nelle diverse realtà attraversate: dalle sorgenti avvelenate del Grande fiume dell’Amazzonia alle favelas di Nova Iguaçu in Brasile, dal muro della frontiera messicana ai campi profughi della Cisgiordania e della Grecia, dal Mediterraneo alla Cina, sulle strade che da Tibhirine portano a Beirut, a Istanbul, a Najaf in Iraq, ad Auschwitz-Birkenau. L’Autrice entra nelle ferite e nelle piaghe che sfigurano l’umanità; se ne fa carico e ne fa tesoro per restituire le dimensioni di una possibile speranza. Percorrendo i sentieri della memoria, la cronaca si fa poesia condivisibile e riflettibile in molte lingue.L’iniziativa si colloca alla vigilia della Giornata della memoria.

Apre l’evento la scrittrice Edith Bruck, sopravvissuta alla Shoah, che firma la prefazione alla raccolta di poesie pubblicata dalla Libreria Editrice Vaticana. Intervengono: L. Rino Caputo, Cristiana Lardo e Vania De Luca. Leggono: Lucia Capuzzi, Cristiane Murray, Eva Fernandez, Hélène Destombes, Gudrun Sailer, Esma Cakir, Cindy Wooden, Pascale Rizk, Teresa Tseng Kuang Yi, Lina Petri Luciani, Franca Giansoldati. I brani musicali tratti da opere di Beethoven, Respighi, Bellini, Čajkovskij, Tiersen sono eseguiti da Francesca Polenta, soprano, Gemma Gresele e Cecilia Francesca Romana Valente, arpa. Saluti di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale LEV. Modera l’evento Francesca Serra.L’evento, dalla sede della Stampa Estera, potrà essere seguito in diretta

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Roma, al Teatro Manzoni arriva lo show “C’è Costa per te”: il sorriso come rimedio naturale per il benessero psicofisico

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ROMA – Due ore di risate e di leggerezza che “alleggerisce”. Questa la ricetta del comico siciliano Antonello Costa in scena al Teatro Manzoni di Roma dal 27 gennaio al 20 febbraio 2022 con il nuovo spettacolo “C’è Costa per te”.

Una sorta di omaggio alla regina della tv Maria de Filippi che, con il suo format dedicato al valore dei sentimenti, fa sorridere i cuori registrando da anni record di ascolti. E cosa c’è di più sano di una risata come farmaco naturale per il proprio benessere psicofisico? Costa  lo sottolinea nel suo varietà insieme alla sorella, la soubrette Annalisa Costa, che da sempre lo accompagna con un bellissimo corpo di ballo.

Ben 13 pillole di puro divertimento legate a 13 personaggi diversi, con altrettanti cambi scena, in un concentrato travolgente di monologhi, canzoni e danza. Uno show dal ritmo serrato ed incalzante, che coinvolgerà anche il pubblico in sala in una parodia di quello che eravamo e che stiamo diventando.

Dal proprio posto, in totale sicurezza, ogni spettatore potrà  trasformarsi per una serata in uno dei protagonisti dello spettacolo e scegliere se recitare o cantare con il poliedrico mattatore, pronto ad affrontare ogni sfida grazie al suo innato talento per ogni forma d’arte.  Un inno alla gioia e all’allegria, che tutte le sere farà esclamare al pubblico: “E’ già finito?!”

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Milano, 30mila visitatori per la “straordinaria bellezza sospesa” della mostra “Realismo magico” a Palazzo Reale

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“I dipinti di Longhi, Casorati, Oddi, Cagnaccio di Sanpietro rappresentano creature sospese nell’attesa della tragedia della guerra” spiega l’architetto delle luci Francesco Murano

Prosegue “Realismo Magico”, in programma a Palazzo Reale di Milano sino al 27 febbraio 2022, a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli: l’esposizione, che ha raggiunto i 30mila visitatori, è stata ampiamente apprezzata sia dalla critica che dal pubblico. Il progetto espositivo, promosso e prodotto dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, punta – secondo una precisa ricostruzione filologica e storiografica del fenomeno del Realismo Magico – a far scoprire al visitatore più di ottanta capolavori di questa complessa e affascinante corrente artistica, con un allestimento curato dallo Studio Bellini.

LA “STRAORDINARIA BELLEZZA SOSPESA” DI REALISMO MAGICO – A curare l’illuminazione delle opere è Francesco Murano, oggi tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte e autore delle luci delle più importanti mostre in Italia. Una esposizione “dalla straordinaria bellezza, tanto delle opere esposte, quanto dell’allestimento dello Studio Bellini”.

Molti dei dipinti esposti derivano proprio dalla collezione di Mario Bellini, uno dei Maestri del design italiano, anche progettista dell’allestimento. “Ebbi la fortuna di conoscerlo quando frequentavo il master della Domus Academy spiega il light designer – che vantava professori come Mario Bellini, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass, Andrea Branzi e Clino Castelli con il quale ho iniziato ad occuparmi di luce. E’ stato quindi davvero emozionante ritrovarmi dopo molti anni a collaborare con lo Studio Bellini, come se si chiudesse così un cerchio che avevo cominciato a tracciare più di trent’anni fa”.

LE OPERE IN MOSTRAIl percorso cronologico-filologico ruota intorno a capolavori italiani di questa specifica temperie, a loro volta messi in relazione con alcune opere della Neue Sachlickheit, la cosiddetta “Nuova oggettività” tedesca, che per primo Emilio Bertonati promosse e fece conoscere alla cultura italiana agli inizi degli anni Sessanta attraverso la Galleria del Levante, nelle sedi di Milano e di Monaco di Baviera. I confronti saranno anche con i caratteri del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti, dai quali il Realismo Magico si distingue, ma con il quale condivide alcune personalità artistiche come Achille Funi, Mario Sironi, Ubaldo Oppi.

In mostra vengono esposte le opere originalissime di Felice Casorati, come il Ritratto di Silvana Cenni del 1922, così come le prime invenzioni metafisiche di Giorgio de Chirico come L’autoritratto e L’ottobrata del 1924, ma anche le proposte di Carlo Carrà, con Le figlie di Loth del 1919, e Gino Severini con i suoi Giocatori di carte; tutti propongono un originale e tutto italiano “ritorno all’ordine”.

I dipinti di Longhi, Casorati, Oddi, Cagnaccio di Sanpietro rappresentano creature sospese nell’attesa della tragedia della guerra – dichiara Francesco Murano – ma la loro attesa non esprime né dramma né partecipazione e vivono la stessa atmosfera borghese nella quale si muovono ad esempio i personaggi de “Gli indifferenti” di Alberto Moravia. Per molto tempo si è confusa questa indifferenza per complicità e questo ha impedito il reale apprezzamento delle opere di questi artisti che oggi possono essere ammirate senza preconcetti”.

COME ILLUMINARE LE OPERE IN MOSTRA – Dal punto di vista luministico, occorreva ricreare l’atmosfera sospesa, quasi di attesa, che le bellissime opere sembravano richiedere. Per questo Murano, che prossimamente curerà le luci delle mostre di Monet a Genova e a Trieste, di La Chapelle, Cartier Bresson e Chagall a Milano, di Disney e Il Barocco a Roma – ha scelto di sfumare la luce, affinché questa svanisse nella parete scura, così da non interferire in alcun modo con i dipinti e con le sculture.

Per la mostra sono stati impiegati nuovi apparecchi di illuminazione, che si sono rivelati come ottimi proiettori per potenza e qualità della luce – rivela Murano ma che sono ancora privi di alcuni accessori, da me molto adottati, come portafiltri e bandierine. Abbiamo quindi dovuto trovare un modo per applicarvi artigianalmente sia il cinefoil, sottile foglio di alluminio nero usato per tagliare la luce, sia i filtri diffusori utili ad ammorbidirne il contorno”.

BIOGRAFIA DI FRANCESCO MURANO – Francesco Murano è docente nei master di illuminotecnica della Scuola di Design, nonché membro del laboratorio “Luce e colore” del Politecnico di Milano e tiene corsi di design presso l’Istituto Marangoni e in diverse Università italiane ed estere. Architetto, ha conseguito un master presso la Domus Academy. Poi un dottorato di ricerca in disegno industriale con una tesi di laurea dal titolo “Le figure della Luce”. Ha svolto ricerche accademiche, scientifiche, programmi e attività di progettazione per importanti industrie italiane ed estere, concentrandosi sulla progettazione illuminotecnica e illuminando molte delle più importanti mostre d’arte in Italia e all’estero. È inoltre autore del libro “L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte” edito da Maggioli, un prezioso manuale per la corretta illuminazione del nostro patrimonio artistico.

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