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Figli, la presa in carico e l’intervento riabilitativo: di cosa si tratta ?

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Albano Laziale, la rubrica delle specialiste del Centro Psicologia Castelli Romani

L’intervento riabilitativo, in generale, ha alla base il prendersi cura della persona globalmente nella sua unicità e irripetibilità. Prendersi cura, in questo caso di bambini, significa impegnarsi a riaffermare e confermare alla vita il suo senso, e dunque il dovere di garantire, a chi soffre di una condizione di salute precaria, la possibilità di un progetto esistenziale.
Il processo di presa in carico che è alla base dell’intervento riabilitativo è perciò tutto l’insieme di attenzioni, degli interventi (sanitari e sociali) e delle condizioni (organizzative e giuridiche) che garantiscano alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, economica e culturale, in relazione allo sviluppo di abilità raggiunte e potenziali.
Le risorse per adempiere a questo progetto sono la famiglia, la rete dei servizi, la rete parenterale, la rete amicale e la rete del volontariato.
Spesso alle “unità di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza” (NPIA) spetta il compito di definire oltre alla diagnosi anche il percorso riabilitativo, attraverso la rete delle strutture pubbliche e/o private accreditate; in queste strutture viene definito il progetto riabilitativo individuale che è appunto lo strumento principale del processo di presa in carico clinico-riabilitativa.
La regola principale di questo processo è la tempestività, definendo subito l’equipe riabilitativa che, includendo la famiglia, definirà il progetto riabilitativo.
Il trattamento abi-riabilitativo rappresenta la fase decisiva del processo di presa in carico del bambino con patologia neuropsichica. Lo scopo è quello di favorire sia lo sviluppo di funzioni non ancora acquisite, sia il ripristino di quelle attività e capacità che per varie ragioni lesive sono state temporaneamente compromesse (Imperiali, 2012).

Care, Abilitazione e Riabilitazione

E’ molto importante in ambito riabilitativo soffermarsi sulla distinzione dei termini care, abilitazione e riabilitazione, questo perché si riferiscono a situazioni ed esigenze diverse per ogni bambino che necessita di particolari cure assistenziali.
Parlando di “Care” ci si riferisce “all’ insieme delle cure, delle sollecitudini e degli accorgimenti che offriamo al bambino per farlo stare bene, o per limitare il più possibile i suoi disagi” (Stival G.,1998).
Alla care partecipano tutti i neonati e tutti coloro che si prendono cura di loro, specialmente in ambiente sanitario. In terapia intensiva neonatale (TIN) è appunto previsto un “programma di care”

finalizzato alla promozione dello sviluppo neuro-comportamentale e alla protezione dagli stimoli invasi per facilitare lo sviluppo adattivo.
Con il termine “Abilitazione” ci riferiamo alla peculiarità del percorso riabilitativo del bambino che non deve recuperare una funzione persa ma deve acquisire ex novo una competenza, partendo da una condizione di base. L’abilitazione, dunque, può essere intesa come un processo teso a rendere il bambino abile a svolgere una determinata attività.
Per quanto concerne la definizione di riabilitazione, espressa dalle linee guida per la riabilitazione dei bambini affetti da paralisi cerebrale infantile (SIMFER; SINPIA; 2006):
“La riabilitazione è un processo complesso teso a promuovere nel bambino e nella sua famiglia la migliore qualità di vita possibile. Con azioni dirette ed indirette essa si interessa dell’individuo nella sua globalità fisica, mentale, affettiva, comunicativa e relazionale (carattere olistico), coinvolgendo il suo contesto familiare, sociale ed ambientale (carattere ecologico). Si concretizza con la formulazione del progetto riabilitativo e dei vari programmi terapeutici attivi nei tre ambiti della rieducazione, dell’assistenza e dell’educazione”.
Per garantire la sua efficacia, soprattutto nei primi anni di vita del bambino, l’intervento oltre ad essere individualizzato deve essere tempestivo (iniziato precocemente), intensivo e continuativo, almeno per i primi anni di vita del bambino.
Tutto ciò’ naturalmente deve essere compatibile con la tolleranza del bambino e le sue capacità di apprendimento.
Nel momento in cui il rischio di patologia cerebrale è conclamato, la care diventa a tutti gli effetti un trattamento riabilitativo. Il trattamento “abilitativo” individualizzato con la presenza di personale specializzato è possibile considerarlo un trattamento riabilitativo, anche se principalmente a valenza preventiva.
Concludendo, l’importante fattore, che accomuna i tre termini riferiti al trattamento è l’efficacia.
Perché la terapia possa essere definita efficace deve essere basata su evidenze scientifiche. Spesso vi viene associata anche la parola “globale” che è tuttavia maggiormente pertinente al progetto terapeutico, che non deve tralasciare alcuna area funzionale del bambino e che si pregiudica l’obiettivo di poter sostenere uno sviluppo il più possibile armonico di tutte le sue competenze.
Dottoressa Cristina Monaco, neuropsicomotricista

Centro Psicologia Castelli Romani

BIBLIOGRAFIA
 Allemand F. (2003), “Neuropsichiatria del neonato e del lattante”, Roma, Aracne
 Als H. et al (2012), “NIDCAP improves brain function and structure in preterm infants with severe intrauterine growth restriction.”, Journal of Perinatology, 32, 797–803

 Als H et al (2004), “Early experience alters brain function and structure.” Pediatrics,2004, 113:846-57
 Ananth C, Vintzileos A. (2006), “Epidemiology of preterm bith and its clinical subtypes”, J. Maternal Fetal Neonatal Med, 19:773-82
 Artese C. (2008), “La Riabilitazione Integrata in Neonatologia”, Firenze, IMR Europe
 Battaglia C. et al. (2005) , “Fattori di rischio e diagnosi clinica del parto pretermine”, Riv. It. Ost. Gin., Vol 8
 Ferrari A.(1997), “Proposte riabilitative nelle Paralisi Cerebrali Infantili: storia naturale e orientamenti riabilitativi”, Pisa, Edizioni del Cerro.
 Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani (2009), “La Riabilitazione precoce nel bambino con danno cerebrale”, Milano, FrancoAngeli
 Le Metayer M. (1998), “Rieducazione cerebro-motoria del bambino”, Milano, Editrice Speciale Riabilitazione
 Manuel A. Castello (2007), “Manuale di pediatria”, Milano, Piccin
 Martinetti M.G., Stefanini M.C. (2012), “Approccio evolutivo alla neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza”, Firenze, Seid Editore
 Valente D. (2009), “Fondamenti di riabilitazione in età evolutiva”, Roma, Carrocci Faber


Esteri

Libano, Save the Children: mentre il governo revoca i sussidi, l’assunzione di cibo dei più piccoli è dimezzata

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Sempre più bambini sopravvivono con patate e riso, saltando molti pasti

Il Paese è alle prese con una delle peggiori crisi economiche degli ultimi due secoli. Il prezzo dei generi alimentari di prima necessità è aumentato del 390% in un solo anno. L’Organizzazione chiede al nuovo governo di avviare programmi pianificati di assistenza in denaro per aiutare i bambini più vulnerabili e le loro famiglie

I bambini in Libano stanno saltando molti dei pasti principali, mentre i loro genitori lottano per permettersi alimenti di base il cui prezzo è quasi quadruplicato in un anno.

Patate, riso e lenticchie sono tutto ciò che c’è nella tavola delle famiglie che hanno condiviso ciò che hanno mangiato per sette giorni consecutivi con Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Una famiglia libanese di sei persone con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni ha dichiarato di aver consumato 11 pasti quella settimana, di cui solo due in due giorni, con un calo del 50% rispetto ai tre pasti al giorno di un anno fa.

 Una famiglia siriana che vive nel nord del Libano ha riferito che i loro tre figli non hanno consumato cibo nutriente durante tutta la settimana. Il piccolo di sei mesi non veniva allattato al seno e aveva solo latte di mucca e cereali. Secondo gli esperti di nutrizione di Save the Children, questo non è salutare per un bambino di quell’età e la mancanza di cibo più nutriente potrebbe frenarne lo sviluppo.

Entrambe le famiglie hanno dovuto razionare il poco cibo che avevano e cambiare drasticamente la loro dieta per far fronte all’aumento dei prezzi del cibo in Libano.

Secondo i diari alimentari delle famiglie, è emerso che stavano sopravvivendo con un pranzo a base di purè di patate o un piatto condiviso di bulgur per cena.

Un punteggio di diversità alimentare fatto da Save the Children ha mostrato che nessuna famiglia ha ottenuto più di due punti per un singolo pasto, tranne in un’occasione. Il punteggio minimo “accettabile” per la salute nutrizionale dei bambini è di quattro punti.[2]

Salma*, 16 anni, ha affermato che la sua famiglia sta allungando il più possibile l’intervallo tra i pasti per far durare il cibo di più. “Quello che stiamo mangiando ora è molto diverso da quello che mangiavamo un anno fa, quando facevamo tre pasti al giorno: colazione, pranzo e cena”, ha detto Salma*. “Ora è una colazione tardiva e una cena anticipata. C’erano sempre uova, latte, formaggio e labneh (yogurt) nella nostra colazione. Anche se non mangiavamo carne e pollo tutti i giorni, lo mangiavamo ogni settimana e mia madre a volte lo conservava nel congelatore. Costanti anche frutta e verdura, ora ne abbiamo a malapena”.

Farida*, una madre di tre figli, ha detto a Save the Children che ormai quasi tutto il cibo è fuori portata per la sua famiglia. “Passiamo giorni senza pane perché è costoso o non è disponibile. Frutta e verdura sono una rarità in casa nostra e non mangiamo carne o pollo da un anno. Tutti i prodotti lattiero-caseari sono costosi, non possiamo permetterci latte o formaggio. Il timo è il nostro punto di riferimento per la colazione. Non abbiamo elettricità, quindi il nostro frigorifero viene utilizzato a malapena. La mia più grande paura è che i miei figli si ammalino per mancanza di cibo nutriente. Sono pienamente consapevole che non stanno ricevendo i nutrienti di cui hanno bisogno, come calcio e proteine e come questo stia influenzando la loro crescita fisica e mentale”.

Il prezzo dei generi alimentari di prima necessità è aumentato del 390% in un solo anno secondo gli ultimi dati del governo libanese. I consumatori pagano almeno tre volte tanto rispetto a un anno fa per pane, cereali, verdure o carne.

Dalla fine del 2019, il Libano è sprofondato in una delle peggiori crisi economiche dalla metà del diciannovesimo secolo, con il più alto tasso di inflazione annuale al mondo. La crisi alimentare è aggravata dalla mancanza di energia elettrica, i blackout spesso durano oltre 20 ore, rendendo impossibile la conservazione di alimenti deperibili come latticini e carni.

Il governo libanese ha quasi tolto i sussidi su carburante, medicine e grano, una mossa che secondo Save the Children danneggerà i più poveri del Paese se non verrà fornita un’alternativa genuina.

“Le famiglie ci dicono che stanno saltando i pasti in modo che i loro figli possano mangiare. Questo è ciò a cui la popolazione vulnerabile del Libano sta ricorrendo a causa dei prezzi alle stelle. Parliamo di famiglie che non hanno più accesso a un sacco di pane, figuriamoci a un pasto sano e completo. Questa è la scioccante realtà per milioni di persone. È fondamentale che il mondo capisca che ciò che sta accadendo in Libano non ha precedenti. Persone di ogni nazionalità e provenienza in tutto il Paese lottano quotidianamente per garantire cibo ai propri figli. Dobbiamo agire ora per salvare vite umane e prevenire ulteriori sofferenze per i bambini e le loro famiglie” ha dichiarato Jennifer Moorehead, direttrice di Save the Children in Libano.

Save the Children fornisce supporto economico e servizi di consulenza a famiglie vulnerabili come quella di Farida* in modo da sostenere i loro figli. Attraverso questo approccio “cash plus”, i bambini sono protetti dall’impatto della crescente povertà in Libano.

Save the Children chiede al nuovo governo libanese di avviare programmi pianificati di assistenza in denaro per aiutare i bambini più vulnerabili e le loro famiglie. Esorta inoltre i donatori a finanziare programmi di assistenza in denaro per proteggere le famiglie dall’aumento senza precedenti della povertà che affligge il paese.

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Economia e Finanza

Poste Delivery Web “Instant”: il nuovo servizio di Poste Italiane parte dalla Capitale

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Le nuove modalità di consegna istantanee oltre a Roma, saranno estese nel corso del 2022 a tutte le principali città italiane

E’ partito dalla capitale Poste Delivery Web “Instant”, il nuovo servizio di consegna di Poste Italiane che consente di effettuare spedizioni urgenti all’interno della città, dal proprio computer, con possibilità di ritiro presso il proprio domicilio e con recapito entro poche ore.

Il nuovo servizio è disponibile in tre diverse modalità: la prima con ritiro e consegna entro 90 minuti dalla prenotazione (INSTANT), la seconda con ritiro e consegna entro la stessa giornata (TODAY) e la terza con ritiro e consegna entro il giorno successivo (TOMORROW).

Poste Delivery Web “Instant”, è attivo tutti i giorni compresi i festivi e le consegne possono essere effettuate anche nella fascia oraria serale fino alle ore 23.

Per prenotare è semplice: basterà collegarsi al sito www.poste.it/prodotti/poste-delivery-web.html e seguire con pochi click il percorso per effettuare la spedizione. A breve, inoltre, la spedizione con Poste Delivery Web sarà disponibile anche tramite l’APP “Ufficio Postale”.

Per le spedizioni Poste Delivery Web “Instant”, il cliente potrà ora evitare di stampare la lettera di vettura, sarà sufficiente riportare sulla confezione il Codice di spedizione fornito all’atto dell’acquisto on-line. C’è la possibilità di monitorare lo stato della spedizione, dalla partenza fino all’arrivo a destinazione, con aggiornamenti gratuiti sullo stato dell’invio con e-mail o sms. I cittadini che scelgono Poste Delivery Web hanno a disposizione anche un archivio dove consultare lo stato delle spedizioni, una rubrica dove salvare e gestire i contatti preferiti e una sezione bozze dove salvare le spedizioni non concluse. Con Poste Delivery Web “Instant” possono essere spediti pacchi fino a 20 kg di peso e con misure massime di 120x80x60 cm.

Le nuove modalità di consegna istantanee oltre a Roma, saranno estese nel corso del 2022 a tutte le principali città italiane.

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Costume e Società

Federico Fashion Style dopo il successo del singolo “Io sono pazzesco” la nuova avventura a “Ballando con le stelle”

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Il successo di Federico Fashion Style “Io sono pazzesco” diventa la sigla del programma Beauty Bus. L’hair stylist più famoso della TV è anche protagonista del programma “Ballando con le stelle” su Rai 1

L’artista è reduce dal successo discografico con il nuovo singolo/video “Io sono pazzesco” girato a Cinecittà World e nell’incantevole paradiso di QC Terme di Roma, una produzione di Joseba Label per la regia di Valerio Matteu e le coreografie di Gianluca Lanzillotta, con la partecipazione straordinaria della bellissima e giovanissima influencer Aurora Celli, famosa TikToker con oltre due milioni di follower.

La canzone è interpretata nella parte femminile dalla talentuosa cantautrice romana Michelle. È disponibile in tutti i digital store, prodotta da Gianni Testa e scritta dallo stesso con Federico, in collaborazione con Davide De Blasio e Angelo Martini. A breve uscirà anche un grande remix.


Dai toni leggeri e irriverenti, Federico Lauri, in arte Federico Fashion Style, in questa nuova canzone descrive se stesso, un personaggio eccentrico che si muove tra la moda e la musica, esplodendo in un inno alla vita e alla fiducia in se stessi, così che ogni persona guardandosi allo specchio possa dire “Io sono pazzesco”.

Il produttore Gianni Testa ci spiega: “Questo brano è nato quasi per gioco sulla parola più utilizzata da Federico ‘pazzesco’ ed è proprio da qui che si è sviluppato tutto il testo, cucito su misura sul suo personaggio ‘eccentrico’. Il brano sta riscuotendo un successo enorme e sono veramente sbalordito dall’ecletticità della sua presenza a ‘Ballando con le stelle’, dove sta facendo valere tutto se stesso. Un vero performer oramai!”.

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