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Finlandia, in sviluppo un nuovo test per diagnosi veloce del Covid-19

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Fare test rapidi ed affidabili per individuare nella sua fase iniziale questa pestilenza del secondo millennio quale è il corona virus sta impegnando laboratori, scienziati e centri di ricerca di tutto il mondo.

Il centro di ricerca VTT ha iniziato a lavorare su un nuovo metodo di test basato sul rilevamento di antigeni virali per il virus COVID-19. L’obiettivo del test rapido è fornire agli operatori sanitari un metodo accurato, rapido ed efficiente sotto il profilo delle risorse per rilevare precocemente le infezioni da coronavirus. Lo sviluppo del test rapido viene effettuato da VTT insieme a MeVac – Centro di ricerca Meilahti sul vaccino. Il progetto sta inoltre cercando attivamente aziende finlandesi per unirsi alla cooperazione.

Team del MeVac – Meilahti Vaccine Research Center, foto HUS

Il metodo di test rapido si basa sul rilevamento di antigeni virali nei campioni rinofaringei e consentirà di diagnosticare COVID-19 in una fase precoce della malattia. Il test è progettato per essere eseguito da personale sanitario – almeno nella sua prima fase. I risultati, tuttavia, verranno restituiti in modo significativamente più rapido rispetto ai test esistenti, entro 15 minuti o meno. Il nuovo test sarebbe inoltre notevolmente più conveniente rispetto agli attuali metodi di prova. Lo sviluppo di anticorpi è già iniziato presso il VTT e le prime versioni del test sono attese in autunno.

Poiché la situazione con l’epidemia sta peggiorando a livello internazionale, abbiamo iniziato a cercare soluzioni all’interno della nostra area di eccellenza. Abbiamo esperienza nello sviluppo e nella produzione di anticorpi, nonché esperienza precedente nella progettazione di test diagnostici. È stata una decisione facile per noi iniziare a lavorare sull’anticorpo COVID-19 “, afferma la dott.ssa Leena Hakalahti, leader del gruppo di ricerca biosensori di VTT.

Anu Kantele, MeVac, foto HUS

La ricerca dell’HUS Helsinki, ospedale universitario, svolge un ruolo importante nello sviluppo di anticorpi e i campioni utilizzati nella ricerca sono stati prelevati da pazienti che hanno avuto l’infezione da coronavirus. Il progetto è condotto in stretta collaborazione con gruppi di ricerca guidati dal professore di virologia dell’Università di Helsinki, Olli Vapalahti e dalla direttrice del MeVac Vaccine Research Center, docente di infettivologia della stessa università, Anu Kantele.

Mentre la ricerca avanza, esploreremo la possibilità di utilizzare gli anticorpi sviluppati non solo per i test, ma anche per il trattamento della malattia di coronavirus“, afferma il professor Vapalahti.

Olli Vapalahti, foto Helsinki.fi

VTT ha iniziato la ricerca per sviluppare nuovi anticorpi contro gli antigeni del virus SARS-CoV-2 con finanziamenti interni, ma il progetto ora cerca con cura finanziamenti aggiuntivi e partner per lo sviluppo del test rapido. La produzione dei test e delle loro apparecchiature di analisi potrebbe essere effettuata in Finlandia da VTT e società finlandesi e, oltre a rispondere alle esigenze interne, potrebbe essere venduta a livello internazionale.

Jussi_Paakkari, vice presidente VTT, foto VTT

L’aumento della capacità di test svolge un ruolo chiave nel monitoraggio dell’andamento dell’epidemia, ma gli attuali metodi di test richiedono molto tempo e risorse che limitano la capacità. Lo scopo del test rapido è consentire la crescita della capacità di test e garantire la disponibilità di test anche mentre l’epidemia è in corso ”, commenta il vice presidente dell’area di ricerca, il dottor Jussi Paakkari del VTT.

Il lavoro sul test rapido ora si concentra specificamente su COVID-19, ma, una volta definita la tecnologia dei test rapidi, lo stesso processo di sviluppo potrebbe essere rapidamente applicato per diagnosticare anche altri virus.

Diagnostica e salute digitale sono le principali aree di competenza di VTT con circa 80 persone che lavorano su argomenti correlati in Finlandia nei centri di a Oulu, Espoo, Tampere e Kuopio. Il VTT ha anche una vasta esperienza nella progettazione di strumenti diagnostici su misura per varie malattie. Il portafoglio tecnologico di VTT comprende tutto il necessario per sviluppare strumenti e sistemi diagnostici monouso; l’ente è in grado di combinare competenza su anticorpi con la produzione in serie di strisce reattive e accurata analisi dei dati.

VTT, Centro statale di ricerca, sviluppo e innovazione. della Finlandia, con oltre 2000 addetti, di cui molti scienziati e ricercatori, promuove la crescita sostenibile e affronta le più grandi sfide globali del nostro tempo per trasformarle in opportunità di crescita, aiutando la società e le aziende a crescere attraverso innovazioni tecnologiche. Dispone di oltre 75 anni di esperienza nella ricerca di alto livello e risultati scientifici.

la sede centrale di VTT, Helsinki, foto VTT

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Ambiente

Anbi chiede osservatorio nazionale risorse idriche e revisione direttiva quadro acque

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“Istituire un osservatorio permanente sulle risorse idriche, attorno al quale far sedere tutti i soggetti interessati, superando l’attuale frazionamento decisionale che, pur essendo chiaro nell’individuazione dei compiti, manca di una regia nazionale, delegando le scelte ad ogni singola regione.”
 
A chiederlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto ad un convegno a Milano e che prosegue: “Un simile strumento già esiste in Spagna, Paese con problematiche idriche simili alle nostre e dove, però, già si trattiene in invasi oltre il 35% dell’acqua piovana, mentre noi siamo fermi all’11%. Qualche pioggia non può fare dimenticare l’inadeguatezza del nostro sistema idraulico di fronte ai cambiamenti climatici.”
 
“In merito alla realizzazione di nuovi bacini – incalza il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi – è necessario superare la sindrome del Vajont per infrastrutturare il Paese di fronte ad un’evidente crisi climatica, che ci sta facendo vivere la settima siccità in 19 anni, arrecando solo nel 2022, oltre 6 miliardi di danni all’agricoltura, che produce cibo. Il Piano Laghetti multifunzionali, proposto da ANBI e Coldiretti nel segno della sostenibilità, risponde a questa esigenza, dimostrando l’efficienza progettuale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, la cui capacità operativa è anche testimoniata dai cantieri aperti in tutta Italia per circa 4 miliardi di fondi pregressi. Tutto questo deve essere inquadrato in una più incisiva presenza italiana in sede comunitaria, dove bisogna puntare ad una revisione della Direttiva Quadro Acque che, varata nel 2000 nel sostanziale disinteresse dei rappresentanti italiani, risulta oggi inapplicabile nel nostro Paese senza pesanti conseguenze sull’assetto territoriale ed ambientale.”
 
“Alla politica chiediamo di superare l’incoerenza fra sensibilità dichiarate ed azioni conseguenti, ad iniziare dalla necessità di approvare la legge contro l’indiscriminato consumo di suolo – conclude il DG di ANBI – Serve una visione, che abbia il territorio al centro, perché 1 euro speso in prevenzione, ne fa risparmiare 5 nella conta dei danni oltre all’ingiustificabile tributo in vite umane. In Italia come in Europa serve una nuova cultura dell’acqua per evitare di essere travolti dalle conseguenze della crisi climatica. La dimostrata efficienza del sistema irriguo Irriframe e la prossima certificazione di sostenibilità idrica, denominata  Goccia Verde, sono un contributo di ANBI in questa direzione.”
 
 
 
 



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Economia e Finanza

Banca Popolare del Lazio, “Banca blu” e Popolare Valconca, operazione andata a male: si salvi chi può ancora uscirne a testa alta

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Passata la buriana del 20 novembre, domenica che rimarrà nella memoria per molto tempo, è ora il momento di una più attenta riflessione sul perché sia accaduto che i soci di una “Banchetta” la Valconca, messa con le spalle al muro dalla stessa Banca D’Italia che in maniera definita da molti come strumentale faceva arrivare segnali di un imminente commissariamento, hanno avuto l’ardire di ribellarsi all’abbraccio della grande Banca Popolare del Lazio.

Probabilmente i soci irriconoscenti verso la grande mamma del Lazio, fortemente spalleggiata dalla vecchia (e forse obsoleta) nonna Banca D’Italia, si sono accorti che l’abbraccio era mortale, ed allora devono aver pensato “se si deve morire che ciò avvenga con onore con la schiena dritta e con la consapevolezza di essere morti in battaglia, senza aver ceduto ai “messaggi subliminali” della Banca D’Italia ormai confinata a regista ombra di operazioni sbrindellate che diminuiscono il numero delle Banche in Italia, probabilmente non avendo la capacità di controllarle tutte, qualunque sia il prezzo che gli investitori vengono chiamati a pagare e chiunque sia l’artefice di queste sciagurate manovre.”.


I riottosi soci della Banca Popolare Valconca, che non hanno inteso recitare la parte che un copione già scritto aveva loro assegnato, hanno dunque ritenuto probabilmente, per nulla dignitosa l’offerta formulata dalla Banca Blu (denominazione che a noi ricorda più i pupazzetti di un noto cartone animato), che li relegava al ruolo di sotto-comprimari con un misero 7% del capitale della Banca Blu. Un’operazione messa in piedi dai soliti squali della finanza che, forti di avere alle proprie spalle la madre di tutte le Banche (d’Italia), hanno offerto di scegliere se essere dilaniati dalle loro mascelle oppure da quelle della nonna; facendo credere che il loro morso sarebbe stato più dolce.

Coraggiosi quei soci che senza rimanere anonimi hanno avuto la forza di esprimere liberamente la loro volontà nonostante le pressioni subite ed i rischi a cui si sono esposti. Si sono battuti per la loro libertà e non si può che avere un plauso da tutti coloro che si ritengono uomini liberi.

Al contrario dei soci della Banca Popolare del Lazio che liberi di sicuro non lo sono, basta considerare che i molti o pochi dissenzienti hanno dovuto operare in forma anonima, definendosi impropriamente soci coraggiosi. Coraggiosi sono i soci della Valconca!!!!

Vogliamo sperare che la votazione del 20 novembre non rimanga senza effetti, quale arido esempio della pochezza della nostra organizzazione sociale, che definire civile risulterebbe essere un eufemismo.

Come potrà giustificare di rimanere nel proprio ruolo e non dare immediate dimissioni il direttore Dario Mancini ed il presidente Fabio Ronci dalla Banca Valconca, con tutto il consiglio del quale è componente anche il magnifico notaio Edmondo Maria Capecelatro, anche presidente delle Banca Popolare del Lazio, nonché Vice presidente della Banca blu, alla faccia del rispetto delle numerose norme di legge e di opportunità (interlocking) che hanno tutti contribuito a preparare il lauto pranzo per i padroni della Bplazio.

Come potrebbe non essere interpretato quale voto palese di sfiducia nel ruolo da loro ricoperto, la votazione contraria del 20 novembre su un argomento strategico di tale portata straordinaria. Come non tener conto dei comunicati fatti per favorire un voto favorevole a firma di tutto l’organo amministrativo e come non tener conto delle dichiarazioni del direttore generale che con non poca dose di equilibrismo passava da una posizione all’altra a seconda delle situazioni affermando dapprima che la banca era in buona salute, in seguito che pur essendo in buona salute per poter continuare a esistere non poteva prescindere dall’essere fagocitata dalla Bplazio attraverso la Banca blu, ed in seguito dopo la votazione del 20 novembre sostento che la Banca aveva la forza di procedere da sola!! Quale il futuro di Valconca con una simile classe dirigente??


Un discorso a parte merita il dottor Capecelatro, noto a queste pagine per le sue strepitose azioni a tutela dei propri interessi professionali nella veste di notaio anche quando comportavano effetti negativi sulla Banca di cui era amministratore, per chi non ci avesse seguito vi rimandiamo alle puntate sui casi Ladaga, Di Giacomantonio, Ciarla e chissà quanti altri. Il Presidente della BPlazio, nonché Vice presidente della Banca blu, Dott. Capecelatro, per garantirsi una positiva votazione da parte di quelli che riteneva essere soci mollaccioni della Valconca, pensando di avere a che fare con soci simil-Bplazio, prendeva posizione all’interno del Cda della Valconca nel ruolo di consigliere ma certo non un consigliere qualunque, bensì un consigliere che era anche Presidente della banca Bplazio, nonché Vice presidente della Banca blu, che stava per fagocitare la Valconca stessa; chi avrebbe contraddetto il consigliere/presidente/vicepresidente che un domani, come nel risiko e nelle sue intenzioni sarebbe stato il padrone assoluto??

Avevamo già sollevato un problema di violazione delle norme in tema di interlocking/incastro, ma evidentemente l’affermazione del Giolitti secondo il quale per i nemici le norme si applicano e per gli amici si interpretano è sempre attuale.
Non c’è dubbio, per ciò che abbiamo scritto nel corso degli ultimi anni, che ci siano buoni, anzi ottimi amici alla Banca D’Italia, ne costituisce dimostrazione la mancata sanzione personale a seguito dell’ispezione del 2018, perfino per coloro che in seguito sono stati rinviati a giudizio; non un semplice pisolino giustifica tale comportamento di Via XX Settembre bensì un letargo dal quale neanche il Principe sarebbe capace di risvegliare.


Vale in ultimo una considerazione di umano e civile senso della convivenza e che prescinde da ogni norma di legge: se l’incorporazione era così favorevole a entrambi gli istituti e così trasparente da non costituire un problema di consenso, per quale motivo il notaio-presidente-vicepresidente e consigliere Edmondo Maria Capecelatro sentiva l’esigenza di controllare dall’interno la acquisenda Banca Valconca, era opportuno che rivestisse il ruolo di consigliere nella Valconca dovendola di lì a poco amministrare quale Presidente? Una questione di opportunità e di prudenza avrebbe consigliato di rimanere al di fuori del processo di fusione almeno fin quando non si fosse compiuto; probabilmente un rischio che non potevano permettersi di correre in BPlazio e che hanno al contrario meritatamente subito.

Veniamo alla posizione della Banca blu, quest’ultima Presieduta dal Prof. Cesare Mirabelli già Presidente della Corte Costituzionale, proprio lui che con la sua presenza si è prestato a dare una ripulita alla malandata immagine dei noti Capecelatro/Lucidi/Romagnoli da noi più volte bacchettati con le note inchieste pubblicate (Protercave/Ampla/Natalizia ..), e che ora dovrà assumere le consequenziali decisioni per essersi prestato al gioco di questi bambini capricciosi ai quali la mamma non ha comprato la banca Valconca.

Ci siamo sempre chiesti se il Prof. Mirabelli fosse consapevole del reale motivo per il quale fosse stato scelto a presiedere la Banca blu, non a caso non gli è stata offerta la poltrona di Presidente della BPlazio che vista la sua caratura avrebbe meritato di ricoprire senza essere comprimario di personaggi quali il Dott. Capeceltro e/o il Ragionier Lucidi.

Dopo essersi esposto così tanto nel progetto di fusione ed essere stato mandato all’arrembaggio di una nave che non è riuscito a pirateggiare, dovrebbe avere più chiara la reale motivazione per la quale veniva relegato al ruolo di Presidente di una controllata delle BPlazio, oggi sicuramente ha tutti gli strumenti per comprendere di aver difeso gli indifendibili ed essere stato chiamato, non certo per le sue indubbie capacità e competenze, bensì solo per il ruolo di prestigio ricoperto.

Ebbene Prof. Mirabelli Cesare, se proprio riconoscesse di non avere le capacità e le qualità morali di combatterli, oggi che non può non comprendere di essere stato usato, dimostri di aver meritato il prestigioso ruolo da Lei ricoperto e con un ultimo bagliore di orgoglio dia le proprie immediate ed irrevocabili dimissioni dissociandosi apertamente dai personaggi che pure ha accompagnato per un breve quanto errato percorso di vita ed ai quali non chiederemo le dimissioni perché siamo sicuri che sono diversi da Lei.

Faccia in modo che le sue dimissioni creino un effetto domino che liberi la popolazione dei soci della BPlazio dall’oppressione e consenta loro di esprimere liberamente le loro volontà nella sede assembleare. Venga consentito ai soci di eleggere i propri amministratori senza il condizionamento di un voto palese che deve essere espresso da molti dipendenti, altrettanti soci affidati senza garanzie e solo pochi soci privi di reali condizionamenti.
Siamo sicuri che con un voto a scrutinio segreto, di cui si è persa traccia almeno negli ultimi 50 anni, la gran parte degli odierni amministratori verrebbero mandati a casa.

Certamente questi odierni amministratori della BPlazio non verranno ricordati nei decenni a venire quali lungimiranti e buoni amministratori, ben distanti dalla solidità che il vecchio Presidente Mastrostefano, troppo velocemente archiviato, aveva dato alla BPLazio e che merita ben altro riconoscimento.

Per quello che abbiamo avuto modo di conoscere il Vecchio Presidente aveva creato una piccola grande banca, da tutti rispettata nell’ambiente bancario ed in quello delle Popolari in modo particolare, con un percorso di lenta ma costante crescita; oggi i nuovi amministratori, dopo aver rinnegato il lavoro del loro predecessore, nel tentativo di fare una grande banca hanno fatto piccola la BPlazio da tutti derisa per la gran brutta figura fatta con la votazione del 20 novembre 2022.

Nonostante il breve tempo trascorso, lontani sono i tempi in cui la BPlazio primeggiava in tutte le classifiche nazionali tra le primissime banche italiane, oggi di tutto ciò rimane il ricordo di una Banca del territorio, vicina agli imprenditori ed alle famiglie che in quel territorio cercavano di migliorare la qualità della propria vita.

Oggi non c’è neanche più la speranza di ricostruire una realtà che il territorio in breve tempo ha ormai perduto, consegnandola nelle mani di soggetti che non hanno una visione che non sia quella di appagare il loro desiderio di onnipotenza trascurando le reali esigenze degli investitori che hanno visto scendere in picchiata il valore delle loro azioni da circa euro 40,00 agli attuali euro 17.00 con un trend in discesa inarrestabile e che certamente non si gioveranno della votazione del 20 novembre.

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Castelli Romani

Maltempo Castelli Romani, Prenestina e Tiburtina: allagamenti, alberi caduti e persone intrappolate in casa

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Nella notte tra il 21 e 22 novembre sono stati effettuati circa 80 interventi dalle squadre VVF a causa del maltempo. Le zone più colpite sono quelle dei Castelli Romani, Prenestina e Tiburtina , dove si è intervenuti per richieste legate a tipologie di interventi quali alberi e/o rami pericolanti ,insegne pericolanti, allagamenti e danni d’acqua in generale .

Si sta operando presso via del Passo della Sentinella, a Fiumicino (Idroscalo), dove il personale del Nucleo Sommozzatori con ulteriori 4 squadre in supporto ed il mezzo anfibio,stanno provvedendo al recupero di alcune persone rimaste intrappolate nelle loro abitazione a seguito di allagamenti.Seguiranno aggiornamenti.

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