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Economia e Finanza

Finlandia, industria alberghiera: Scandic completa l’acquisizione di Restel

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Il 29 dicembre 2017 è stata completata dal gruppo Scandic l’acquisizione delle attività alberghiere di Restel in Finlandia. Il 21 giugno 2017, Scandic aveva annunciato l’acquisizione di tali attività. Il 5 dicembre scorso la transazione è stata approvata dall’Autorità finlandese per la concorrenza e il consumo, condizionata dalla cessione di un hotel a Lahti, uno a Pori e uno a Kuopio. Inoltre, Scandic si era impegnato a non partecipare a determinati progetti di hotel annunciati a Lappeenranta e Vantaa.

Su base pro forma, se l’acquisizione fosse stata effettuata il 1 ° gennaio 2016, le operazioni acquisite avrebbero contribuito ad un fatturato netto di EUR 203,4 milioni nel 2016 ed ad un EBITDA rettificato di EUR 13,7 milioni. Gli hotel che verranno ceduti hanno contribuito nel loro insieme per circa 8 milioni di euro alle vendite nette ed ad 1,7 milioni di euro all’EBITDA rettificato nel 2016. Come precedentemente annunciato, Scandic vede buone opportunità di crescita delle vendite e di miglioramento del margine nel portafoglio alberghiero acquisito nei prossimi anni. Vi è un potenziale per aumentare le entrate attraverso il rebranding degli hotel sotto il nome Scandic e l’espansione dell’offerta di Scandic sul mercato finlandese. Inoltre, i costi dovrebbero diminuire con l’amministrazione e l’approvvigionamento coordinati.

Complessivamente, Scandic stima che nel tempo, escludendo i tre hotel che saranno ceduti, le operazioni acquisite potrebbero generare un margine EBITDA rettificato superiore all’obiettivo finanziario a lungo termine dell’11% del Gruppo.
di Gianfranco Nitti

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Def, approvato a piena maggioranza. Salvini: “Faremo l’esatto contrario di quel che ha fatto Monti”

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“E’ stato approvato, come avevamo previsto, a piena maggioranza il Def prima al Senato, poi alla Camera. Questo significa che il Parlamento italiano si è espresso e rappresenta la sovranità popolare. Siamo convinti di quello che stiamo facendo, siamo molto sereni e determinati”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Addis Abeba aggiungendo che “qualche critica ci può essere ma anche chiari segnali positivi”, come quelli “del ministro del Tesoro Usa che conosce i fondamentali della nostra economia, che sono molti solidi”.

“Le mie previsioni per la crescita sono superiori a quelle che abbiamo indicato”. Lo dico “perché sono direttamente protagonista del lavoro che stiamo facendo e consapevole di come stiamo impostando le riforme”. Lo dice Giuseppe Conte aggiungendo che c’è stato “un ulteriore passaggio significativo” alla riunione con i rappresentanti delle maggiori aziende di Stato: “Ho avuto conferma che investiremo molti miliardi aggiuntivi rispetto a quelli programmati. Significa che avremo moltiplicatori per la crescita del Pil superiori a quelli previsti”.

“La nostra intenzione – fa sapere il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli – è cercare di partire con il reddito di cittadinanza e quota 100 dopo il primo trimestre“. “Io ritengo che in primavera – prosegue – possano partire sia la riforma della Fornero che il reddito di cittadinanza: pensiamo che ci vorranno tre mesi per la questione dei centri per l’impiego, forse un mese in più. Ad aprile potranno partire i centri per l’impiego”. “L’intenzione del governo – ha detto ancora Patuanelli – è portare in consiglio dei ministri già lunedì decreto fiscale e manovra. Se riusciamo a chiudere tutto è un segnale anche per l’Europa perché il 15 ottobre dobbiamo consegnare la bozza”, il Documento programmatico di bilancio atteso da Bruxelles.

Ridurre il cuneo fiscale per l’assunzione dei giovani più meritevoli, contrastare il fenomeno delle ‘culle vuote’ anche con incentivi per l’istruzione e misure per favorire il rientro dei ‘cervelli’: sono alcuni dei punti sui quali la maggioranza impegna il governo a intervenire, indicati nella risoluzione alla nota di aggiornamento al Def al voto nel pomeriggio in Senato. Nel testo presenti i capisaldi del programma giallo-verde: la riforma della Fornero, reddito e pensioni di cittadinanza nonché flat tax per le pmi. Nessun riferimento ai tempi di attuazione della riforma della legge Fornero, con l’introduzione di “quota 100”, e per l’introduzione delle pensioni e del reddito di cittadinanza nella risoluzione alla nota di aggiornamento al Def presentata dalla maggioranza in Senato. Nel testo i punti chiave del programma giallo-verde vengono indicati tra gli impegni che il governo dovrà assumere in vista della legge di bilancio ma senza dettagli.

L’implementazione in tempi rapidi della Banca per gli investimenti, anche prevedendo un coinvolgimento di Banca d’Italia e cassa Depositi e prestiti, anche al fine di gestire ed erogare direttamente incentivi e finanziamenti all’economia reale”. E’ una delle richieste della maggioranza contenute nella risoluzione alla Nota al Def, nella quale si chiede di considerare collegati altri 6 disegni di legge (oltre ai 12 già indicati nel documento).

Un graduale azzeramento a partire dal 2019 del contributo del Fondo per il pluralismo, quota del Dipartimento informazione editoria, assicurando il pluralismo dell’informazione e la libertà di espressione”. E’ uno dei punti su cui la maggioranza impegna il governo a intervenire in vista della prossima legge di bilancio.

 Non ci saranno né patrimoniali né prelievi dai conti correnti degli italiani“. Assicura intanto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha risposto a Radio Radicale a chi gli chiedeva se il governo stesse immaginando interventi drastici in caso di peggioramento dei conti italiani. “Non chiederemo le fedi nuziali per salvare il paese e non abbiamo intenzione di prelevare dai conti correnti – ha aggiunto Salvini – fa tutto parte della fantasia”.

“Faremo l’esatto contrario di quel che ha fatto Monti”, ha detto in un altro passaggio. “Questa è una manovra che investe sul futuro, sulla crescita e sui giovani – ha aggiunto – anche perché le ricette imposte dall’Europa e dai governi Renzi, Gentiloni, Letta e Monti hanno hanno aumentato il debito pubblico e impoverito l’Italia”.

“Non ho visto il Presidente della Repubblica assolutamente preoccupato”, ha osservato rispondendo ad una domanda sull’incontro di ieri al Quirinale. “Si leggono sui giornali ricostruzioni fantasiose, fantascientifiche e incredibili mai ascoltate – ha aggiunto – ma è il bello della libertà di stampa e di parola che va sempre tutelata”.

 

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Economia e Finanza

Viaggiare nell’era dei pacchetti digitali e dei servizi collegati: professionalità e trasparenza a tutela del consumatore

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L’appuntamento è per giovedì 11 ottobre, ore 10.30, Padiglione A6 ingresso Hall presso la Sala Noce della Fiera di Rimini

RIMINI – Centro Europeo Consumatori Italia ha organizzato, insieme a Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo) e Adiconsum, il Convegno “L’Agente di viaggi e i viaggiatori nell’era dei pacchetti digitali e dei servizi collegati: professionalità e trasparenza a tutela del consumatore”, in occasione della 55ma edizione del TTG Travel Experience, la manifestazione italiana di riferimento per la promozione del turismo mondiale in Italia e per la commercializzazione dell’offerta turistica italiana nel mondo.

L’evento tenta di fare un primo bilancio sull’applicazione della nuova direttiva pacchetti UE 2302/2015, divenuta operativa nel nostro Paese dal 1° luglio scorso con il D. lgs 62/2018, sentendo le voci dei vari operatori del settore. Viene, inoltre, presentato il nuovo formato contrattuale di vendita dei pacchetti di viaggio predisposto da Fiavet, d’intesa con Assoviaggi, che sarà oggetto di confronto con il Centro Europeo Consumatori Italia e con Adiconsum per ricercare condivisioni che facilitino il rapporto impresa-consumatore secondo regole di legalità, affidabilità e professionalità degli operatori.

Gianfranco Nitti

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Il Governo conferma il Def: interventi per 36,7 miliardi nel 2019 Ieri bocciatura di Bankitalia e Uff. parlamentare bilancio

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Dopo la bocciatura arrivata ieri da Bankitalia e dall’ufficio parlamentare di bilancio, il governo oggi con il ministro dell’Economia Tria conferma le previsioni contenute nella nota di aggiornamento al Def. Secondo Tria, l’attuale volatilità dei mercati non deve offuscare le valutazioni e previsioni. Le coperture 2019 ammontano a 15 miliardi di euro, di cui 6,9 di tagli e 8,1 di più entrate. Nel 2020 le coperture sono di 7,8
miliardi con un importo analogo di tagli e aumenti di entrate pari a 3,9, nel 2021 4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate. Il conto delle misure della manovra prevede interventi per 36,7 miliardi nel 2019. L’impatto sul tasso di variazione del Pil è di 0,6 punti percentuali. Fraccaro attacca Bankitalia e Upb

“A seguito della mancata validazione del quadro macroeconomico programmatico da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio ilGoverno ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella NaDef”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Giovanni Tria, in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato dopo la mancata validazione della Nota di aggiornamento al Def da parte dell’Upb.

“Non dobbiamo lasciare – ha aggiunto Tria – che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di formulare valutazioni e previsioni equilibrati. I rischi politici ed economici internazionali sono sempre esistiti ed è anche per questo motivo che nei documenti di programmazione si formulano previsioni prudenziali e non ottimistiche. Ma non possiamo, né non dobbiamo, basare il quadro programmatico su scenari di rischio a ribasso altrimenti stravolgiamo il significato di tale previsione”.

Il conto delle misure della manovra prevede interventi per 36,7 miliardi nel 2019. E’ quanto emerge dai dati forniti dal ministro dell’Economia Giovanni Tria in commissione Bilancio. Le coperture sono realizzate per 22 miliardi da maggior deficit e da 15 miliardi di tagli e maggiori entrate.

Le coperture della manovra 2019, ha affermato il ministro, ammontano a 15 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi di tagli e 8,1 miliardi di aumenti di entrate. Nell’anno successivo le coperture sono di 7,8 miliardi con un importo analogo di tagli e aumenti di entrate pari a 3,9 miliardi, nel 2021 4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate.

L’impatto sul tasso di variazione del Pil della manovra è di 0,6 punti percentuali nel 2019. Lo ha detto il ministro Tria che ha ‘spacchettato’ gli effetti delle misure. Nel 2019 l’Iva (costo 12,5 miliardi) spinge la crescita di 0,2 punti; reddito di cittadinanza e anticipo pensionistico costano 16 miliardi (+0,3 Pil); la flat tax 600 milioni (+0,1 Pil); gli investimenti 3,5 miliardi (+0,2 Pil); incentivi a investimenti e p.a. 1,8 miliardi (+0,1% Pil); spese indifferibili 2,3 miliardi (+0,1). Le coperture (6,9 mld tagli; 8,1 mld entrate) riducono il pil di 0,4 punti.

 Fraccaro, valutazioni Upb ragionieristiche  – “Assolutamente queste istituzionali hanno diritto di esprimere valutazioni, mi sembrano però valutazioni ragionieristiche. Se avessimo messo l’abolizione delle pensioni avrebbero detto ‘bene’. Sono nominati dalla politica ed hanno la mentalità di chi li ha nominati”. Lo ha detto a Omnibus il ministro Riccardo Fraccaro. “Rispetto queste valutazioni che pero’ sono ragionieristica – ha aggiunto . Se come ha detto Tria non c’è sostenibilità sociale non regge comunque il sistema”.
“La credibilità di Bankitalia è venuta meno. Ricordo le banche fallite e Bankitalia che non ha vigilato. Noi dobbiamo ricostruire la credibilità complessiva”, ha affermato Fraccaro a proposito dei rilievi alla Nadef fatti dalla Banca d’Italia ieri durante le audizioni in Parlamento.

Bankitalia-Upb,bocciano Def. Ma Di Maio-Salvini, avanti – Il governo tenta di arginare l’offensiva dei mercati. Nel giorno in cui lo spread tocca i 315 punti, rivedendo i massimi da aprile del 2013, e Bankitalia manifesta tutto il proprio scetticismo sulla manovra mentre l’Ufficio parlamentare del Bilancio arriva a bocciare il quadro programmatico dell’Esecutivo, la paura di non riuscire a tenere sotto controllo la finanza pubblica si fa più concreta. Ma nonostante ciò Matteo Salvini e Luigi Di Maio assicurano di voler tirare dritto: “andiamo avanti, la manovra non cambia perché altrimenti tradiremmo gli italiani”, dicono a sera davanti a Palazzo Chigi prima di dare avvio a un nuovo vertice. Sotto assedio in Parlamento per oltre tre ore, intanto il ministro dell’Economia Giovanni Tria evoca però un “whatever it takes” all’italiana: la linea Maginot dello spread viene fissata a quota 400 e in quel caso “il governo farà – spiega – quello che deve fare, come ha fatto Draghi”. Pronti dunque, dice il ministro degli Affari Europei Paolo Savona, a “cambiare la manovra” se necessario anche grazie, come chiosa Matteo Salvini, all’aiuto dei cittadini. In Parlamento è la giornata delle audizioni alla nota di aggiornamento al Def e le critiche all’impostazione scelta dall’Esecutivo giallo-verde sono nette: riguardano la qualità delle misure scelte, e ancora tutte da scrivere in vista della presentazione della legge di bilancio, ma anche il quadro programmatico.

Bankitalia boccia l’operazione che nel suo complesso definisce “modesta” e prende di mira una delle misure chiave promossa da Lega e 5S, la riforma della legge Fornero (peraltro poco convincente anche secondo il Fondo monetario internazionale): secondo Palazzo Koch bisogna salvaguardare la “sostenibilità e l’equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano” e dunque “è fondamentale non tornare indietro”. In una sorta di ping pong in tempo reale, replicano secchi e all’unisono entrambi i vicepremier Salvini e Di Maio: “niente e nessuno ci potrà fermare”, afferma il leader leghista che assicura di voler andare “avanti”. Ancora più piccata la risposta del leader 5S: “Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma. Nessun italiano ha mai votato per la Fornero. E’ stato un esproprio di diritti e democrazia che viene rimborsato. Indietro non si torna”. Tocca poi anche alla Corte dei Conti farsi sentire. Questa volta è la pace fiscale (che altri definiscono condono) a venire messa in discussione nella convinzione che sconti e sanatorie incidano sull’equità fiscale, osservano i magistrati contabili e che però, secondo il premier Giuseppe Conte, avrebbero lanciato un “allarme ingiustificato”. Su tutto aleggia il debito, troppo alto: puntare sulla crescita non è in “contrasto”, è il leit motiv delle audizioni, con il rispetto della disciplina di bilancio. Per la Corte dei Conti, “la traiettoria disegnata nella Nadef non appare rassicurante”. Ma anche la crescita è sovrastimata, è la bacchettata dell’Upb che decide di non validare il quadro programmatico messo a punto dal governo ammonendo sui rischi di un giudizio negativo da parte di Bruxelles.

Uno stop che non è vincolante ma che porterà portare il ministro Tria, in partenza per il Fmi a Bali, di nuovo davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato nella mattinata di domani. A lui poi la scelta: correggere le stime o confermarle, assumendosi la responsabilità di inviare in Europa un documento privo dell’approvazione dell’autorità italiana dei conti pubblici.

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