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Cronaca

FIRENZE, OMICIDIO ASHLEY OLSEN: FERMATO UN SENEGALESE DI 25 ANNI

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Tempo di lettura 6 minuti L’uomo è accusato di omicidio aggravato

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di Angelo Barraco
 
Firenze – Per l’omicidio di Ashley Olsen, 35enne americana, la Polizia ha fermato un extracomunitario di 25 anni di origine senegalese. L’uomo è accusato di omicidio aggravato. Non si esclude che sia lui l'uomo su cui le forze dell'ordine avevano puntato l'attenzione in seguito alla supervisione dei video.
 
Il fermo dell’uomo, su esecuzione della Polizia, è stato disposto dalla Procura di Firenze. L’incontro tra i due potrebbe essere legato a questo ambiente, i due potrebbero avuto un rapporto sessuale con sviluppo di tipo erotico. L’autopsia non ha chiarito però se il rapporto sessuale sia stato consensuale o meno. Secondo gli inquirenti la giovane avrebbe incontrato il suo assassino presso il locale Montecarla nella notte tra giovedì e venerdì. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma tengo aperte tutte le ipotesi. Sotto la lente d’ingrandimento anche il tipo di clientela del locale, negli ultimi anni chiuso dalla questura per questioni legate alla droga. Stamattina la scientifica è tornata in quella casa ad eseguire rilievi scientifici e ne è uscita soltanto dopo 10 ore. Sono usciti con vari sacchi neri con materiale repertato, c’era anche un piccolo sacchetto con i cavetti del pc. Sotto sequestro anche gli indumenti, le lenzuola e diverso materiale cartaceo. Gli inquirenti avevano anche una valigia con materiale biologico repertato. L’appartamento è stato posto sotto sequestro. 
 
Ashley Olsen, una donna di 35 anni statunitense rinvenuta cadavere all’interno del suo appartamento, nel quartiere Santo Spirito, in Via Santa Monica, vicino Piazza del Carmine in data 9 gennaio. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Nei prossimi giorni verranno eseguiti delle analisi chimico-tossicologici per stabilire se la donna avesse assunto sostante o avesse avuto rapporti sessuali. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati e non è stato dato il via libera alla sepoltura del corpo. Gli inquirenti stanno analizzando alcuni video ed emerge che Ashley, la notte fra giovedì e venerdì è uscita dalla discoteca Montecarla di Via de’ Bardi intorno alle 3-4 di mattino. Il rinvenimento invece è avvenuto intorno alle 14 del pomeriggio di sabato. Gli inquirenti starebbero incentrando le indagini su questo locale e sull’ultimo avvistamento della ragazza che è avvenuto proprio lì. 
 
Il 9 gennaio viene rinvenuto il corpo di Ashley Olsen all’interno del piccolo appartamento sito nel quartiere Santo Spirito, in Via Santa Monaca vicino Piazza del Carmine. Dall’autopsia è emerso che la giovane è stata strangolata con un laccio o con una corda e non a mani nude, inoltre non sono emersi segni di colluttazione, la donna quindi non avrebbe lottato con il killer. Gli inquirenti lasciano aperte tutte le piste, uno dei primi scenari sotto esame è che la giovane possa essere stata uccisa da qualcuno incontrato occasionalmente. Sulla porta di casa della vittima non sono presenti segni di scasso o forzature, segno che la vittima ha aperto la porta al suo assassino e lo conosceva, ciò esclude l’ipotesi rapina. A ritrovare il corpo è stato il fidanzato che non la sentiva da tre giorni, a seguito di una lite. Aveva provato a chiamarla ma lei non rispondeva così, preoccupato, ha rintracciato la proprietaria dell’appartamento, hanno aperto l’appartamento e hanno rinvenuto il cadavere. Secondo gli inquirenti la morte della giovane non sarebbe avvenuta il giorno del ritrovamento.
 
Il fidanzato è un pittore fiorentino di 42 anni ma non è sospettato del delitto. Il racconto fatto dall’uomo agli inquirenti risulta chiaro e senza falle, testimoni hanno inoltre confermato l’alibi fornito dall’uomo poiché ha dichiarato che in quell’arco di tempo  in cui la giovane non dava più notizie di se, si trovava altrove.  Ma su questo caso iniziano a farsi strada i misteri. Dov’è il cellulare di Ashley? Il cellulare della giovane non è stato trovato all’interno della sua abitazione. Il telefono risultava staccato da venerdì mattina. Emerge inoltre che la donna è stata vista l’ultima volta nella notte tra giovedì e venerdì, in un locale di Firenze con delle amiche che però sono andate via prima. Gli inquirenti hanno repertato un reggiseno di pizzo nero che si trovava abbandonato sul sellino di una bicicletta che si trovava a pochi metro dall’abitazione. E’ stato un omicidio d’impeto e non premeditato, sicuramente la vittima aveva discusso con il killer prima che avvenisse il brutale omicidio. La dinamica è al vaglio degli inquirenti, ma una risposta la si potrebbe avere dalla tecnologia e precisamente dalle telecamere di sorveglianza che si trovano nelle zone limitrofe.
 
Ma non è l’unico delitto che macchia la Toscana di sangue, poiché in data 11/01/2016, appena due giorni dopo il delitto di Ashley Olsen, in un appartamento sito in Via Luigi Pasteur 28, nel quartiere Ponzano a Empoli, viene rinvenuto il corpo senza via di Beata Balon, 45enne di origine polacca ma nativa di Varsavia. La donna è stata rinvenuta con un sacchetto di plastica in testa e l’autopsia ha confermato che la morte è avvenuta per soffocamento. Si apprende inoltre che il pm Ornella Galeotti non avrebbe iscritto alcun nome nel registro degli indagati, nemmeno il compagno. Proprio il compagno, una Guardia Giurata di 38 anni, è stato ascoltato a lungo ed è stato colui che ha chiamato il 112. L’uomo avrebbe riferito alle forze dell’ordine di aver visto la donna in pigiama, senza vita e con il sacchetto in testa. L’uomo si trovava in casa e racconta di essersi accorto di quanto accaduto all’improvviso. I rilievi non hanno riscontrato segni di forzatura, segno che nessuno si sarebbe introdotto in casa. Il compagno avrebbe riferito di aver trascorso la notte con la donna ma di non essersi accorto di nulla. Secondo il racconto dell’uomo, sul letto ci sarebbe stato un peluche tra i due. Gli inquirenti stanno cercando di capire come la donna ha trascorso gli ultimi istanti di vita. Emerge che la donna avrebbe sofferto di depressione e alcolismo e ne parlava apertamente sul suo profilo facebook. Gli inquirenti hanno raccolto le testimonianze di chi la conosceva e hanno posto sotto sequestro anche il suo pc, per risalire ad ulteriori elementi che possono portare ad un perché di questa strana morte. 
 
Analogie. Analizzando bene la tragica morte di Ashley Olsen e di Beata Balon si possono riscontrare degli elementi che accomunano le due vittime. Entrambe erano straniere, Ashley era statunitense e Beata era Polacca, entrambe sono morte all’interno della propria abitazione ed entrambe sono morte soffocate; Ashley mediante una corda o materiale simile e Beata con un sacchetto. Due delitti avvenuti a pochi giorni di distanza uno dall’altro, due vittime straniere, un modus operandi simile. E se ci fosse un collegamento tra i due casi? Analizzando i luoghi in cui sono avvenuti questi terribili delitti abbiamo riscontrato che la distanza geografica tra l’appartamento in cui è stata uccisa Ashley, sito in Via Santa Monaca, e il luogo in cui è morta Beata Balon, ovvero in Via Luigi Pasteur ad Empoli è di appena un’ora. Ma la nostra ricerca non si è fermata qui poiché siamo andati a ritroso nel tempo, precisamente negli anni 70, quando a Firenze sono stati compiuti dei misteriosi delitti ai danni di donne straniere. Il 22 maggio del 1972, in Via Bolognese, viene rinvenuta sulle macerie di uno scarico di Via Bolognese il cadavere della 19enne Miriam Ana Escobar, nata a El Salvador ma residente in Italia da 3 anni circa. La giovane è stata strangolata con un foulard, sul suo corpo non vengono trovati segni di violenza sessuale. Malgrado dalla scena del delitto mancassero le scarpe e la borsetta, non sembrava affatto un delitto a scopo di rapina. La giovane è stata trovata in Via Bolognese ma risiedeva nel quartiere di San Jacopino. Ma cosa c’entra questo delitto con i recenti fatti di sangue? Il quartiere San Jacopino (luogo in cui viveva la vittima del 72) dista appena che 19 minuti di auto da Via Santa Monaca (luogo in cui è stata uccisa Ashley), inoltre Via Bolognese (luogo in cui è stata rinvenuto il corpo della vittima del 72) dista appena 41 minuti da Via Santa Monaca. In 14 dicembre del 1983 viene assassinata Clelia Cuscito, una prostituta immigrata. Viene strangolata all’interno della sua abitazione con il filo del telefono in Via Gian Paolo Orsi. Il killer non si era fermato allo strangolamento, era andato oltre infierendo sulla povera vittima 15 coltellate. L’assassino non ha portato via nessun oggetto dalla casa. Noi abbiamo fatto una ricerca e abbiamo trovato che Via Gian Paolo Orsi dista da Via Santa Monaca (luogo in cui fu assassinata Ashley) circa 20 minuti. Inoltre anche in questo caso c’è lo strangolamento mediante corda, in questa specifica circostanza il filo del telefono. Il 2 marzo del 1984 viene rinvenuto in un campo, a bocconi, tra gli ulivi, in Via Bolognese, il corpo senza vita di Gabriella Caltabellotta, una studentessa di 18 anni residente nel quartiere San Jacopino. La giovane è stata prima strangolata e poi colpita alla schiena con circa 10 pugnalate. Anche in questa circostanza tornano presenti le vie sopracitate e le distanze sopracitate. Un altro delitto avvolto da una fitta cortina di mistero è quello di Giuseppina Bassi, strangolata presso la sua abitazione in Via Di Benedetta. Anche in questo caso il killer se n’è andato senza sottrarre nulla alla vittima. Abbiamo analizzato la distanza tra Via di Benedetta (luogo di quest’ultimo delitto) e Via Santa Monaca (luogo in cui è stata uccisa Ashley) ed è di appena 8 minuti.

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Cronaca

Milano, filmano e diffondono in rete i pestaggi ai loro compagni di classe: ordinata la custodia cautelare per 6 sedicenni

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Nella giornata di ieri 18 gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Corsico (MI), coadiuvati dagli omologhi comandi di Rho, Abbiategraso e Sesto San Giovanni, all’esito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare per i reati di atti persecutori, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e lesioni personali aggravate, emessa dal Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Milano,  nei confronti di n. 6 sedicenni residenti nell’hinterland sud-ovest milanese, frequentatori di un Istituto scolastico sito nel comune di Rho.

L’attività investigativa trae origine dalle denunce presentate lo scorso ottobre presso la Stazione Carabinieri di Cornaredo (MI) da un compagno di classe degli indagati, il quale aveva segnalato di essere stato vittima di gravi e violente aggressioni, subite già a partire dal mese di giugno 2021.  Gli approfondimenti investigativi puntualmente svolti hanno permesso di accertare che gli indagati, in concorso tra loro, si erano resi responsabili di frequenti e sistematici atti di bullismo nei confronti della parte offesa (affetta da un disturbo di iperattività) e di un altro compagno di classe, posti in essere, anche senza una reale motivazione, mediante violente aggressioni (una delle vittima aveva riportato politraumi da percosse e giudicati guaribili in gg. 7), vessazioni e gravi ingiurie, sia all’interno (anche alla presenza del personale docente) che nelle vicinanze dell’istituto scolastico, per poi riprendere le azioni criminose e diffondere i video sul canale social “Telegram”. Le immagini diffuse allo scopo di ledere la reputazione delle parti offese, erano riuscite a raggiungere, in breve tempo, oltre 100 mila visualizzazioni. In seguito alla denuncia, uno degli indagati era anche stato espulso dall’istituto scolastico.

Al termine delle formalità di rito:

  • a carico di un indagato è stata applicata la misura del collocamento in comunità;
  • a carico di un indagato è stata applicata la misura della permanenza in casa;
  • a carico dei restanti destinatari, la misura cautelare delle prescrizioni ingiungendo l’obbligo di permanenza in casa in orari serali/notturni, di frequentare con impegno e profitto l’istituto scolastico e di mantenere un comportamento corretto con i compagni, gli insegnanti e in ambito famigliare.

Sono in corso ulteriori accertamenti volti ad accertare la presenza di ulteriori vittime delle azioni vessatorie commesse, con lo stesso modus operandi, dal gruppo di giovani indagati.

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Post con offese alla memoria di David Sassoli: la Polizia Postale identifica l’autore

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Si tratta di un 40enne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID

La Polizia di Stato, nell’ambito del monitoraggio informativo della rete internet effettuato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni a seguito della notizia della scomparsa del Presidente dell’Europarlamento David Sassoli, su diversi canali Telegram, profili Facebook e Twitter (con l’hashtag #nessunacorrelazione), ha riscontrato la pubblicazione di numerosi messaggi d’odio, inspirati da teorie complottiste “No Vax” secondo le quali l’Onorevole sarebbe morto a causa del vaccino.

Tra i vari messaggi che hanno acquisito il carattere della “viralità” per il contenuto particolarmente sprezzante e lesivo della memoria del defunto Presidente del Parlamento Europeo, ripreso anche dai principali organi di stampa, era emerso quello pubblicato dall’account “Ugo Fuoco”, che testualmente affermava “Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va mr. ‘Il green pass non è discriminatorio’ Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”.

Approfondite verifiche hanno permesso ai poliziotti di identificare l’autore del post in un quarantenne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID. L’indagato è risultato anche amministratore di un canale Telegram con più di 30.000 iscritti, sul quale l’interessato ha pubblicato numerosi messaggi di incitamento alla violazione delle disposizioni sulla gestione dell’emergenza pandemica da Covid-19.

Sulla base degli accertamenti informatici, il Compartimento Polizia Postale di Napoli, ha deferito il presunto autore del messaggio lesivo della memoria di David Sassoli e, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ha eseguito una perquisizione informatica, nel corso della quale sono state rinvenute tracce informatiche legate alla pubblicazione del messaggio d’odio nei confronti del defunto Presidente del Parlamento Europeo.

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Rieti, minaccia la moglie davanti al figlio minore: denunciato dai carabinieri

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Dalle prime indagini sembrerebbe che non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna

BORBONA (RI) – Una donna, di origini rumene, ha denunciato di essere da tempo vittima dei maltrattamenti da parte del marito. Esasperata dalle continue violenze e al culmine dell’ultimo litigio, ha deciso di rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri di Borbona.

Ai militari la donna ha dichiarato di essere stata oggetto di minacce, insulti ed offese da parte del coniuge convivente, anch’egli di origini straniere, il quale in uno stato di forte alterazione
dovuto all’abuso di sostanze alcoliche avrebbe infierito verbalmente su di lei, per di più dinanzi al figlio minore.

Le prime indagini hanno consentito di ipotizzare che, purtroppo, non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna.

L’uomo è stato quindi denunciato dai Carabinieri per maltrattamenti in danno della
moglie. Nel procedimento penale instauratosi, la sussistenza della responsabilità penale sarà
accertata dal Giudice.

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