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Frosinone

Fiuggi, tutto pronto per la finalissima del Cantagiro

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Palcoscenico di semifinali nazionali e finalissima, in programma per un’intera settimana dal 2 al 9 ottobre, sarà Fiuggi. Oltre 200 i concorrenti in gara

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Redazione

 

FIUGGI (FR) – Grande attesa e fermento a Fiuggi in previsione delle semifinali nazionali e della finalissima del mitico Cantagiro, una delle più note manifestazioni musicali di tutti i tempi.
Fino al 9 ottobre, infatti, il Teatro Comunale ospiterà le battute conclusive dell’edizione 2016 di questa kermesse canora, che già da un po’ ha superato il giro di boa dei cinquant’anni.

Dopo mesi di casting, audizioni e selezioni che, da nord a sud, hanno attraversato lo stivale toccando tutte le regioni italiane e oltre 100 città, mancano davvero pochi giorni al momento in cui sarà decretato il vincitore della kermesse musicale, che ha sempre animato le estati del bel Paese con tour live e consacrato i successi di tanti big della canzone italiana: da Adriano Celentano, che la vinse con Stai lontana da me, a Peppino di Capri, da Gianni Morandi a Rita Pavone, e poi ancora Equipe 84, Nomadi, Pooh, Caterina Caselli, Little Tony, Domenico Modugno e Lucio Battisti.

Tantissimi, ancora una volta, i concorrenti in gara. Saranno oltre 200, quest’anno, tra interpreti, cantautori, rapper e band pronti a contendersi il titolo, arrivato nel 2015 fino in Sardegna grazie alla grinta della 19enne Chiara Pilosu che, con la suggestiva ballata dal tipico sapore franco provenzale “Un Peu de Folie”, ha vinto sulle orme di quei grandi della musica leggera che hanno spiccato il volo proprio partendo dal Cantagiro.
E se l’insindacabile metro di giudizio della giuria tecnica, composta da volti noti della nostra discografia, da musicisti, da esperti del settore e da personaggi del mondo dello spettacolo, prenderà in considerazione le potenzialità canore di queste nuove voci del panorama musicale italiano e la loro capacità di esibirsi in diretta su di un palco, sera dopo sera, la difficoltà dei concorrenti starà anche nel presentare brani inediti che non saranno valutati soltanto per l’orecchiabilità della melodia o per l’arrangiamento, ma anche per la qualità del lavoro che, nel suo insieme, dovrà risultare “assolutamente completo e interessante da un punto di vista musicale” – come spiega il Patron della manifestazione Enzo De Carlo – annunciando che “i migliori saranno inseriti nella Compilation del Cantagiro, la cui presentazione è prevista a Sanremo nel periodo del Festival della Canzone Italiana”.

Pressoché impossibile fare un identikit dei giovani, talentuosi partecipanti del Cantagiro: non soltanto per le diverse fasce d’età presenti alla competizione (si va dai 6 anni in poi), ma anche per i generi musicali proposti (tra cui quelli del lirico pop e del folk), per gli idiomi utilizzati (a scelta tra un dialetto, una lingua straniera o l’italiano) per la predisposizione dei brani da ciascun partecipante e per le nazionalità che li contraddistinguono.

Se in Italia, infatti, il Cantagiro Tour ha selezionato durante tutto l’anno le migliori voci da portare sul palco per le finali, in terra straniera altrettanti casting della stessa organizzazione hanno decretato i partecipanti della finale internazionale di venerdì 7 ottobre.
Anche per loro, come per gli altri, requisito indispensabile sarà la presentazione dell’inedito, ma in questo caso il regolamento vuole che, a prescindere dalla lingua con la quale è scritto, contenga almeno quattro parole in italiano. “Un modo come un altro – ha detto Elvino Echeoni, direttore generale della manifestazione – per avvicinare concretamente le generazioni più giovani che non vivono nel nostro paese alla nostra lingua, magari riuscendo a fargli apprezzare la musicalità che la contraddistingue. Troppe volte, purtroppo, si dimenticano le origini: è quanto avviene per le seconde o le terze generazioni di italiani cresciuti all’estero. In questo modo tanti nipoti di emigrati troveranno uno stimolo per avvicinarsi o riavvicinarsi alla nostra cultura”.

Decisamente fitto e serrato il calendario della settimana fiuggina. Si comincia domenica 2 ottobre con le categorie di baby e junior, che torneranno poi sul palco domenica 9 ottobre. Lunedì 3, martedì 4 e mercoledì 5 sarà, invece, la volta degli interpreti; mentre giovedì 6 spazio a band e cantautori. La competizione entrerà più nel vivo nel week-end: venerdì 7 con la finale internazionale e sabato 8 con la finalissima.

“Oltre a restituire valore alla musica dandole l’opportunità di trasmettere emozioni e regalare continuità a una manifestazione che è una pietra miliare nel panorama della musica leggera italiana, – è tornato a spiegare a qualche giorno dalla kermesse Enzo De Carlo, Patron della manifestazione – l’idea de Il Cantagiro è quella di aiutare nuovi talenti a emergere attraverso una competizione garbata, riportando la musica dal vivo nelle piazze e coinvolgendo il pubblico. Davvero una bella scommessa, nell’epoca dei talent show televisivi”.

Tanto spettacolo, dunque, canzoni a non finire e grandi ospiti, ma anche diverse sorprese in programma. A cominciare proprio dalla carovana di auto d’epoca che, venerdì 7 e sabato 8, porterà in trionfo per le strade di Fiuggi i finalisti della gara e i tantissimi big chiamati a festeggiarla dando di nuovo vita a quel carosello di musica, colore e spettacolo a cui solo il Cantagiro sa dare vita.

Con la cittadina ciociara, del resto, questa storica manifestazione ha da sempre un legame fortissimo. Correva l’anno 1962, infatti, quando una lunga carovana di automobili con a bordo artisti, tecnici, parenti e addetti ai lavori, dopo aver percorso l'Italia e aver entusiasmato con gli spettacoli e le gare fra cantanti, arrivava nella cittadina ai piedi dei Monti Ernici. Ad accoglierla, allora, con un trionfale bagno di folla un pubblico che, nel tempo, sarebbe diventato sempre più numeroso, testimonianza dell’attenzione crescente che gli abitanti di Fiuggi, e non solo, avrebbero continuato a dimostrare nei confronti di questa manifestazione e dei suoi protagonisti.

E’ per questo che oggi la città continua a fare da palcoscenico a questa kermesse musicale, uno dei concorsi canori più longevi d’Italia, in grado di regalare uno spettacolo eccezionale e capace di riportare in vita l’atmosfera dei mitici anni ‘60 e ‘70.

Cronaca

Formia – Cassino: al via lavori sulla super strada. Buche come crateri e sicurezza assente da anni

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Il tratto formiano della cosiddetta Super strada Formia – Cassino (variante S.S. 7 Appia Formia Garigliano) di proprietà dell’ANAS, la cui pavimentazione è divenuta accidentata e disconnessa da anni, finalmente avrà a breve una nuova pavimentazione.
L’Amministrazione Villa esprime con soddisfazione la risoluzione di un problema che si trascina da molto tempo. Infatti fin dal momento del suo insediamento quest’Amministrazione ha costantemente sollecitato l’ANAS nel porre rimedio a tale critica situazione, al limite della sicurezza.
La conferma dell’inizio delle attività è la consegna del cantiere avvenuta nei giorni scorsi, da parte dell’ANAS.
Vista l’ampiezza dell’intervento, durante l’esecuzione dei lavori la circolazione stradale sarà regolamentata con senso unico alternato.
Nei prossimi giorni, sarà diffuso il programma degli interventi e i tratti interessati.

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Cronaca

Frosinone, infortuni sul lavoro da Covid. Tarquini(Uil): “In dieci mesi quasi duecento casi”

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FROSINONE – “In dieci mesi le denunce di infortunio sul lavoro da Covid nel nostro territorio hanno raggiunto le 185 unità. Rispetto alla nostra precedente elaborazione registriamo un ulteriore incremento di 75 persone che hanno contratto il pericolosissimo virus. Il tetto dei duecento casi è ormai dietro l’angolo ed è facile prevedere che potrebbe essere superato entro la fine dell’anno”. Lo dice Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone, presentando il report che il sindacato ha elaborato su questa specifica tipologia di incidenti sui luoghi di lavoro.

“Dall’elaborazione dei dati Inail relativi ai primi dieci mesi dell’anno – spiega Tarquini – constatiamo che dopo Roma con 2367 casi di infezioni contratte sul lavoro, il territorio ciociaro è quello che più sta pagando la seconda ondata della pandemia: rispetto allo scorso mese si registrano altre 50 nuove denunce tra le lavoratrici e 25 tra i lavoratori, che portano il totale da inizio anno a 185 infezioni contratte sul lavoro, cifra che pone la nostra provincia al secondo posto di questa triste classifica, prima di Rieti (134), Latina (126) e Viterbo (122). Il nostro territorio è al secondo posto anche leggendo i numeri in termini di differenza di genere: in dieci mesi infatti sono state 114 le donne che si sono ammalate di Covid sul lavoro, sono state 102 a Rieti, 74 a Viterbo e 67 a Latina. A Roma invece le denunce al femminile hanno raggiunto le 1420 unità”.

“In termini percentuali – aggiunge l’esponente sindacale – i nostri numeri incidono per il 6,3 per cento sul totale regionale. Al 31 ottobre sono infatti quasi tremila le denunce pervenute all’Inail da tutto il Lazio, a fine settembre erano state 1733. Quelle mortali salgono a 17: una rintracciabile nel nostro territorio, due in quello pontino, 14 a Roma e nel suo hinterland. Da gennaio a ottobre nel Paese ci sono stati 66781 contagi professionali, 332 le morti. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali i più colpiti”.

“La pandemia – conclude Tarquini – ha acuito difficoltà, ha fatto crescere le disparità tra le donne e gli uomini, ha inserito nella già precaria cornice della sicurezza sul lavoro un altro elemento di notevole rischio come il contagio. Il quadro è sempre più allarmante. Ed è chiaro che non si può indugiare oltre: bisogna intervenire con decisione per dare il via a una nuova e moderna cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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Ambiente

Frosinone e Latina, l’appello di Copagri su invasione di cinghiali: “Serve un patto tra agricoltori e cacciatori”

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“Occorre stipulare un patto tra agricoltori e cacciatori per affrontare con determinazione l’annoso problema delle scorribande notturne dei cinghiali ormai fuori controllo sull’intero nostro territorio”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia all’indomani dei danneggiamenti ai danni dei campi gestiti dall’azienda agricola Oasi di Canterno di Trivigliano,
completamente distrutti dal passaggio impetuoso degli animali. Episodi ormai giornalieri che si verificano ovunque, mandando in fumo in pochi minuti il lavoro degli agricoltori senza che le istituzioni, fino ad oggi, si siano davvero occupati del fenomeno con risolutezza. L’organizzazione agricola, dopo gli appelli scorsi, lancia una seria proposta per porre rimedio ad un problema ormai annoso: Diciamo stop alle tensioni tra agricoltori e cacciatori. A mio avviso – sottolinea il presidente
Copagri Fr-Lt Neglia – le due categorie devono cooperare per il bene comune. Gli agricoltori devono riconoscere quello che è il ruolo importante dei cacciatori i quali, da parte loro, hanno l’obbligo di fare altrettanto. Chiediamo l’intervento anche da parte degli ATC e delle associazioni dei cacciatori per una strategia comune di difesa del territorio. È doveroso da parte di tutti recuperare un rapporto che le polemiche hanno incrinato da qualche anno, è necessario un dialogo aperto tra le parti ed una
strategia che possa vedere nei cacciatori strumento ed il braccio operativo degli agricoltori. Una proposta che speriamo le associazioni venatorie possano accogliere positivamente”. La Copagri Fr-Lt, al contempo, si rivolge anche alla Regione Lazio: “Chiediamo l’intervento fattivo della giunta regionale che, fino ad oggi, ha messo in campo delle soluzioni soft e non risolutive. I cinghiali sul nostro territorio sono troppi ed il loro numero va diminuito in maniera più decisa se si intendono salvaguardare gli sforzi degli agricoltori”.

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