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Roma

FIUMICINO, A RISCHIO IL FUTURO DEI LAVORATORI DI AEROPORTI DI ROMA

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Astorre e D'annibale (Pd) presentano mozione urgente all'assessore Zezza

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Redazione

"Il futuro dei lavoratori di Aeroporti di Roma è a rischio, a causa di una clausola contenuta nell’accordo siglato, lo scorso 29 marzo, tra la società ADR e le sigle sindacali Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti. Nel sottoscrivere la costituzione di tre nuove società (ADR Retail, ADR Security e ADR Mobility), infatti, viene specificato che, in caso di vendita di ADR Retail e ADR Mobility, sarebbe possibile per la società acquirente non rispettare i dettami del contratto riguardante la retribuzione dei lavoratori assunti a tempo determinato e indeterminato, già inferiori di livello rispetto al contratto nazionale di categoria. Non solo. In caso di cessione di più del 50% della partecipazione azionaria di ADR, verrebbe preclusa a una parte dei lavoratori l’assunzione a tempo indeterminato. – Dichiarano in una nota congiunta Bruno Astorre, Vicepresidente Consiglio regionale del Lazio e il consigliere regionale Tonino D’annibale – È per questo che abbiamo presentato un’interrogazione urgente all’assessore al Lavoro e formazione, Mariella Zezza, per sapere quali interventi intenda mettere in atto per scongiurare il rischio licenziamenti che si prefigurerebbe.
 

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Castelli Romani

Ciampino: nominata la nuova giunta

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Nominata la nuova Giunta del Comune di Ciampino, il Sindaco Ballico: “Ciampino potrà contare su stimati professionisti, persone di comprovata esperienza e di grande spessore umano”

Giovedì 27 Giugno 2019, alle ore 16.30, è convocato il Consiglio comunale con dieci punti all’ordine del giorno, tra i quali la proclamazione ufficiale con il giuramento del neo sindaco di Ciampino,Daniela Ballico e la nomina dei Consiglieri comunali. 

Nelle ultime ore ha preso ufficialmente forma la nuova Giunta del Comune di Ciampino, il Sindaco Daniela Ballico ha voluto commentare così le proprie scelte: “Nella composizione della Giunta ho deciso di dare importanza al volere dei cittadini, espresso chiaramente attraverso i risultati delle elezioni, orientandomi sulla nomina di figure di comprovata esperienza e di grande spessore umano. Tutti i membri della mia Giunta sono degli stimati professionisti nei rispettivi campi e sono sicura che metteranno la loro esperienza a disposizione del bene comune. Questa città ha bisogno di un profondo rinnovamento e questo rinnovamento passa anche attraverso la squadra di governo che ho costruito. A tutti quanti loro mi sento di fare i miei migliori auguri per il tanto lavoro che li attende”

La nuova giunta sarà così composta:

Ivan Boccali, Avvocato, già consigliere comunale di Ciampino per tre mandati, è stato nominato Vice Sindaco e Assessore al Patrimonio, alla Cultura, agli Affari Sociali e alle Associazioni del Terzo Settore.

Marcello Muzi, due volte presidente del Consiglio comunale di Ciampino nonché persona di comprovata esperienza politica e lavorativa, è stato nominato Assessore all’Assetto del Territorio, al Recupero Igdo e alla Viabilità.

Anna Rita Contestabile, Avvocato, ha già ricoperto il ruolo di consigliere comunale a Ciampino e sarà il nuovo Assessore alla Pubblica Istruzione, agli Affari Generali, agli Organi Istituzionali e ai Servizi Demografici.

Massimo Grasso, Avvocato, consigliere nel vicino comune di Rocca di Papa, è stato nominato Assessore alle Infrastrutture, alla Casa, al Decoro Urbano, ai Trasporti e alla Mobilità.

Francesco Tafuro, Avvocato, è stato nominato Assessore allo Sviluppo Economico, alle Attività Produttive, ai Fondi Europei e alla Formazione Professionale.

Folco Cappello, Avvocato, è stato nominato Assessore all’Ambiente e Cimitero alla Sanità e alla Trasparenza.

Flaminia Bottacchiari, iscritta all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma, revisore dei conti nonché Revisore Unico dell’Ente regionale “Roma Natura”, è stata nominata Assessore alle Risorse Economiche.

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Roma

Roma, bus di Tel Aviv noleggiati da Atac: un vespaio di polemiche

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Si è conclusa a Palazzo Senatorio in Campidoglio la seduta della commissione trasporti, convocata, tempestivamente, dal presidente Pietro Calabrese nella mattinata di oggi, incentrata sulla risoluzione da parte di Atac del contratto di noleggio dei 70 bus di Tel Aviv.

Un caso che ha suscitato un vespaio di polemiche, sicuramente destinate ad aumentare, alla luce dei dettagli emersi nel corso dell’assise. A bloccare l’intera operazione, infatti, sarebbe stata “una diversa interpretazione delle normative europee”, e cioè il fatto che in Germania è stato possibile procedere all’immatricolazione di uno di quei bus, mentre in Italia no. “C’è stato il diniego del Ministero dei Trasporti” ha rimarcato l’assessora Linda Meleo.

Ad aprire la commissione Atac, che ricostruisce la vicenda: “Il Piano Industriale prevedeva e prevede per il 2019 che la superficie produca 94 milioni di km. Per arrivare a questa cifra si sarebbero dovuti inserire nuovi bus. Nel 2018, ad aprile e maggio, il Comune affida ad Atac l’appalto per l’acquisto di nuovi bus ma la gara era andata deserta. Successivamente il Comune, in agosto, si è appoggiato a Consip. Gli ordini vengono sottoscritti materialmente nel novembre 2018: si genera così all’epoca un punto di incertezza per Atac per quanto riguarda l’inserimento di nuovi bus. A ottobre, Atac sottopone ai commissari un piano B, la possibilità di noleggiare bus a breve termine. Si percorre così una strada nuova, progettando una gara per quello che è un mercato nuovo. Abbiamo pubblicato un avviso a manifestare interesse per il noleggio di 100 mezzi. È arrivato un numero di proposte inatteso, precisamente sette, da operatori nazionali: Di Maio officine Srl, Cialone Tour, BusItalia, Troiani Bus, Schiaffini Travel, Transervizi e Basco. A quel punto l’azienda entra nella logica di fare uno screening, creando una commissione di valutazione. Nel bando avevamo messo come requisito minimo che i mezzi fossero Euro 3, e quindi ci giungono anche bus molto anziani nelle varie proposte. La proposta di Basco prevedeva questi bus presenti a Tel Aviv, e disponibili per il noleggio. La nostra idea era di sostituire mezzi nostri ormai in difficoltà, e con basse prestazioni a livello di km fatti, con questi bus. Sono stati fatti dei sopralluoghi e sono state compiute delle schede tecniche. A seguito dei sopralluoghi abbiamo formulato l’offerta. Oltre a Basco, fra le proposte abbiamo accettato la quella di Cialone, mettendo a disposizione 38 mezzi di piccola grandezza che circolano da marzo”.

E ancora: “Il percorso con Basco è stato seguito quotidianamente, l’azienda ci ha informato di ogni novità, anche per lo sbarco dei primi 15 bus, approdati a Salerno. La Motorizzazione di Bari li aveva ritenuti adeguati al collaudo tecnico. E qui si è creato l’intoppo. Secondo la loro interpretazione della norma europea, possono essere immatricolati mezzi previsti dalla legge attuale, e quindi non i mezzi in questione. La norma comunitaria pone il tema dell’immatricolazione dei mezzi che provengono da stati non EU, per evitare il fenomeno del dumping. Così Basco ci comunica nuove date per la consegna. In prima battuta abbiamo deciso di accettare il nuovo calendario. Avevamo l’idea di ottenere da Basco documentalmente le prove dell’immatricolazione di un mezzo in Germania. E in più l’azienda aveva già portato 44 mezzi in Italia. Atac non avrà danni economici da questa vicenda”.  “Atac e la cittadinanza – domanda il Presidente Calabrese- hanno avuto un danno. State facendo attività per tutelarvi?” “Le attività sono in corso, e in fase di chiusura, un’interlocuzione post-contratto con Basco per verificare le condizioni in alternativa di un giudizio, a seguito del riconoscimento da parte di Basco di un danno, proprio per evitare un possibile giudizio”.

” Il Comune è stato messo al corrente all’epoca di tutto ciò?”, chiede Calabrese stesso. “Verbalmente sì. Per me sono sempre state informazioni riservate”, risponde la Meleo. “Faccio questa domanda – rimbecca il primo – perché ormai spesso capita che ci siano fughe di notizie importanti, che portano un danno”. “Atac è una vittima delle fughe di notizie – dicono dall’ex-municipalizzata -, anche a Basco non ha fatto bene”. A questo punto interviene – perentoria – la consigliera Ilaria Piccolo (PD): “il 17 maggio lascio un’interrogazione alla sindaca riguardante questa vicenda. Non mi è mai giunta la risposta. L’opposizione chiede e domanda, ma non giungono risposte. Non si tratta di una fuga di notizie. Due mesi senza risposta.”

Atac fa inoltre sapere che i sopralluoghi tecnici a Tel Aviv dal 7 al 9 gennaio e che il 16 “si è chiusa l’attività di valutazione, stilando risultati delle verifiche. Se Basco aveva disponibilità dei mezzi, già prima del contratto fatto con noi, non lo sappiamo.” “A noi interessa capire – riprende l’assessore – dove non ha funzionato il meccanismo. I primi a pagarne saranno i cittadini. Ci serve capire cosa non ha funzionato come avrebbe dovuto. Mi sono rapportata con i vertici dell’Amministrazione ogni giorno”. “C’è da dire che da questa vicenda – gli fa eco il consigliere Roberto De Palma del M5S viene fuori un grave danno d’immagine per la città. Mi era giunta tempo fa una segnalazione da parte di un sindacato di Atac per quanto riguarda delle criticità dei nuovi bus, come la postazione dell’autista che non sarebbe così sicura, perchè mancherebbe la cabina con lo sportello che oggi vediamo su tutti i mezzi. Mi hanno segnalato anche problemi per quanto riguarda le aperture e le chiusure delle porte”. “Se avessimo fatto un bando – risponde Atac -, inserendo i requisiti dei mezzi romani, non avremmo ricevuto risposte. Se avessimo preteso le stesse caratteristiche dei mezzi attualmente circolanti, non saremmo andati lontani. Siamo noi la particolarità, no gli altri paesi”. Dalla maggioranza il consigliere Carlo Maria Chiossi sottolinea che “nel piano industriale approvato trovo la stima dei km di superficie stabiliti in 94 milioni. Questo numero non verrà raggiunto. Come intenderà affrontare il problema Atac?” Siamo impegnati a mettere in strada il prima possibile i 127 bus pronti per la consegna grazie alla gara fatta con Consip. Arriveranno a breve”.

“Questa commissione arriva tardi – incalza la Piccolo -, mi sembra che i due attori principali della questione abbiano fatto il massimo. Il fatto qui è il problema dell’interpretazione della norma europea. È nostro dovere il dare soluzioni. Siamo in grado come Roma Capitale di richiedere al Ministero un’interpretazione chiara? Vorrei chiedere ai nostri colleghi parlamentari un’interrogazione al Ministero per avere un foglio di carta con scritto il perché di questa incomprensione.” Mentre Enrico Stefàno (M5S) ammette: “Per colpa di questa diversa interpretazione della norma, siamo a questo punto. Non voglio difendere Atac o Basco. Secondo me è stata utile la relazione di Atac. In attesa di avere i bus presi con Consip, avremmo avuto intanto dei mezzi noleggiati e già pronti. Qui ci sono molte vittime. Un po’ tutti abbiamo commesso degli errori”.

“Atac con noi si è comportata sempre in maniera perfetta – attacca la Basco -, le vittime della vicenda sono proprio Atac e la stessa Basco. È una storia triste per l’azienda e dispiace per il non aver potuto mettere su strada questi mezzi. I bus non sono israeliani, ma di produzione svedese, quindi europei. Stiamo parlando di Euro 5 che avrebbero sostituito bus di Euro 3. Viene fuori una situazione un po’ surreale. Per fare un sunto, di questi iniziali bus giunti in Italia da Israele, ne è stato lasciato immatricolato uno solo, con targa italiana quindi. Agli altri era stata invece revocata. La domanda che sorge è perché agli altri 11 mezzi è stata revocata l’immatricolazione? E soprattutto, perché in Germania hanno interpretato in un modo la norma europea, mentre in Italia è stata interpretata in maniera opposta?

In chiusura di commissione Atac riferisce che “la situazione dei guasti dell’aria condizionata, tema affrontato nella commissione di qualche giorno fa. L’azienda rivela di aver diminuito i guasti dei mezzi di circa 60 unità al giorno”.

Si ringrazia #DirettamenteRoma per la puntuale rendicontazione

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Roma

Roma, omicidio dell’artista Umberto Ranieri: preso il presunto assassino

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Roma Casilina hanno individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto, J.M.A classe 2001, di origini tunisine – con cittadinanza italiana acquisita di recente – ritenuto responsabile dell’omicidio di Umberto Ranieri, in arte Nniet Brovdi, avvenuto a Roma, Largo Preneste lo scorso 17 marzo.

L’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, caratterizzata dai pochi elementi indiziari acquisiti dalle testimonianze di alcuni presenti, si è basata principalmente: sulla analisi dei filmati di 30 telecamere di circuiti di videosorveglianza installati nei pressi del luogo in cui si è verificato l’evento e sui mezzi pubblici in transito negli orari compatibili con quello in cui si è verificato l’evento; sullo studio di oltre 70.000 record di telefonate e servizi messaggistica vari, registrati da diversi ponti ripetitori installati in diversi punti della Capitale; su una approfondita analisi di social media intelligence. Il complesso metodo investigativo adottato ha consentito di concentrare l’attenzione dei Carabinieri della Compagnia Casilina nei confronti di un gruppo di persone, costituito dall’indagato, dalla fidanzata di origini kossovare e da un’amica di quest’ultima di origini romene.

Ulteriori attività svolte hanno inoltre permesso di individuare elementi probatori a carico del ragazzo fermato, ritenuto materialmente l’autore del pugno in pieno volto subito dal Ranieri.

In particolare, è emerso che il ragazzo aveva colpito l’uomo al termine della degenerazione di un alterco nato in seguito all’invito rivolto dal Ranieri al gruppo di giovani, affinché non sporcassero il luogo in cui stavano consumando una bustina di semi di girasole.

L’arrestato, in attesa dell’udienza di convalida, è stato tradotto presso la casa circondariale di Roma Regina Coeli.

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