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Litorale

Fiumicino, crollo ponte della Scafa: il sindaco Montino lancia un appello

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Il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, in merito ai disagi alla viabilità causati dal crollo della ringhiera al ponte della Scafa ha lanciato un nuovo appello rivolto ai pendolari: “Ho scritto una nuova lettera aperta ai datori di lavoro, dirigenti scolastici, capi del personale e operatori economici del territorio rivolgendo loro un appello.

Come già fatto a fine agosto, data l’emergenza viabilità legata al ponte della Scafa, ho chiesto un po’ di flessibilità negli orari di ingresso e uscita dal lavoro, facendo appello al senso di comunità e di solidarietà.

Ecco il testo:

Ai dirigenti scolastici degli istituti di Fiumicino e X Municipio
Agli amministratori, i dirigenti, i capi del personale
Ai datori di lavoro e agli operatori economici del territorio

Gentilissime e gentilissimi,

torno a rivolgervi un appello a seguito dei nuovi problemi di viabilità tra Fiumicino e Ostia legati al crollo della ringhiera sul Ponte della Scafa a causa del forte vento di sabato scorso.

Siamo consapevoli dei disagi che i lavoratori e le lavoratrici che si spostano da Fiumicino al X Municipio e viceversa stanno vivendo. Gli stessi disagi li vivono gli studenti che si spostano per raggiungere i propri istituti scolastici.

Per quanto nelle nostre possibilità, stiamo mettendo in campo tutte le misure per ridurre al minimo questi disagi. Tuttavia il traffico, in questi giorni, continuerà ad essere intenso a danno di tutti, sperando che tutto si concluda martedì notte e, comunque, non oltre mercoledì mattina, come garantito da Anas.

Mi rivolgo dunque a voi, come già fatto a fine agosto, per chiedere di adottare criteri di flessibilità rispetto agli orari di ingresso e di uscita al lavoro nei prossimi giorni, con l’auspicio che la situazione torni alla normalità nel più breve tempo possibile. Nel frattempo chiedo la vostra collaborazione per fronteggiare la situazione di emergenza e superare questo momento di difficoltà con lo spirito di una comunità compatta e solidale.

Vi ringrazio per la disponibilità e vi saluto cordialmente.

Il Sindaco di Fiumicino
Esterino Montino

Litorale

Ostia, picchia l’anziana madre e gli rompe il setto nasale con un pugno

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OSTIA (RM) – La notte scorsa, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Ostia, su segnalazione giunta al “N.U.E. 112” nel corso dei quotidiani controlli sul territorio di competenza, sono intervenuti in un appartamento di via delle Azzorre, da dove provenivano delle grida che avevano messo in allarme alcuni residenti della zona, bloccando un uomo di 46 anni – originario di Salerno, ma da tempo residente a Roma, con precedenti – mentre stava picchiando l’anziana madre convivente.

L’uomo, al culmine di una lite scoppiata tra i due per futili motivi, ha colpito al volto la donna con un violento pugno che le ha procurato, secondo quanto accertato dai sanitari del “118” intervenuti sul posto, la presunta rottura delle ossa nasali, ma nonostante tutto, la vittima non ha sporto formale denuncia nei suoi confronti.


Il 46enne è stato, quindi, denunciato a piede libero al Tribunale di Roma per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

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Castelli Romani

Covid-19, distretto socio-sanitario Rm 6.1: attivo sos psicologico

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Il Distretto socio-sanitario RM 6.1 nell’ottica della gestione associata dei servizi sociali e nel quadro del Piano Operativo di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari ha attivato dal 20 Marzo scorso il Servizio di Emergenza Psicologico Telefonico “SOS PSICOLOGICO che risponde al numero 06 83793190” per tutti i cittadini dei Comuni afferenti al Distretto RM 6.1 (Colonna, Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa e Rocca Priora, riconvertendo risorse del Comune Capofila Grottaferrrata e del Piano di Zona del Distretto,al fine di sostenere i cittadini in un momento di grande difficoltà, come quello che stiamo vivendo al tempo del COVID 19.

“Ciò che stiamo vivendo, – dichiarano da Distretto – al tempo del Coronavirus, è uno stato d’animo collettivo che da parecchi giorni ormai ci segue come un compagno inseparabile. Questo stato d’animo, si chiama paura, insieme a un senso di impotenza e di minaccia. Ciò che sentiamo è la persistente e totalizzante incertezza sull’evoluzione della situazione, la paura di sentire minacciata la propria integrità fisica e quella dei propri cari, la difficoltà di non poter vivere la propria quotidianità, di perdere i propri riferimenti, le proprie abitudini e certezze, la sofferenza per non poter essere vicini ai propri familiari, la preoccupazione per i figli piccoli a cui dover spiegare tutto ciò, il disagio di dover gestire familiari con disabilità a cui è particolarmente difficile trasmettere tranquillità ….

Questo sentire ci accomuna tutti, ognuno con il proprio carico.

In una situazione come questa, una misurata dose di ansia e di paura è normale, ci aiuta a proteggerci, è buona ed è fondamentale per la nostra difesa e per la sopravvivenza. Ma quando ci rendiamo conto che abbiamo un eccesso di ansia e di stress, che stiamo mettendo in atto comportamenti controproducenti, che abbiamo la necessità di essere ascoltati sostenuti e confortati , è necessario farsi aiutare e rivolgersi al SOS PSICOLOGICO servizio di emergenza telefonico, appositamente istitutito in questa fase di emergenza nazionale e mondiale, a cui tutti i cittadini del Distretto socio-sanitario RM 6.1 possono accedere e da cui possono ricevere un aiuto immediato nel contenimento dello stress e delle preoccupazioni”.

“Il contatto emotivo, in questo momento più che mai è necessario – dichiara il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti – e la vicinanza di uno specialista, appositamente formato, può rappresentare un grande sostegno, sia nella condizione immediata che anche nella gestione del post-emergenza. Per questo, d’accordo con tutti i colleghi sindaci del Distretto socio-sanitario Rm 6.1 da Grottaferrata, come comune capofila, abbiamo voluto mettere a disposizione questa opportunità che aiuterà tutte le amministrazioni, attraverso gli operatori delle equipe di psicologi che si presteranno, a sentirsi più vicini a ognuno dei propri cittadini. L’apetto psicologico del “dopo” non va infatti trascurato – conclude Andreotti – al contrario ha un importanza cruciale per i riflessi che potrà assumera a breve a medio e a lungo termine ed è giusto, opportuno e doveroso che le amministrazioni comunali se ne occupino così come stiamo facendo. Insieme. Nel modo che, più che mai ora, ci aiuterà ad uscire tutti più forti da questo momento di grave emergenza”.



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Castelli Romani

Covid-19, il caro spesa e la necessità di spostarsi nei comuni limitrofi

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L’ordinanza interministeriale dello scorso 22 marzo relativa alle ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale ha disposto che: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi
o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Molti cittadini, soprattutto quelli che risiedono nei comuni più piccoli, dove spesso non sono presenti grossi supermercati in grado di proporre un’offerta di generi alimentari esaustiva, sia sotto il profilo dei prodotti messi in vendita sia, soprattutto, sotto quello delle offerte commerciali, si sono trovati in questi giorni ad assistere al fenomeno di lievitazione dei prezzi esposti nei piccoli punti vendita. Prezzi aumentati e non di poco, quindi distanziati in maniera troppo eccessiva da quelli che si trovano invece nei supermercati dei comuni limitrofi più grandi. Una pratica, quest’ultima, che in questo periodo di grave crisi economica, per le tasche di tutti, non è risultata certamente gradita da parte dei tanti consumatori che invece avrebbero preferito aiutare il commercio locale dei piccoli centri urbani.

Si può uscire dal proprio comune per fare la spesa?

Sulle FAQ della Regione Lazio si legge che si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra Comuni limitrofi che all’interno dello stesso Comune. In ogni caso, si deve sempre rispettare rigorosamente la distanza tra le persone negli spostamenti, così come all’entrata, all’uscita e all’interno dei punti vendita. Per questa ragione la spesa è fatta di regola nel proprio Comune, dal momento che questo dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il Comune non ha punti vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel Comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel Comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.

Non sembrerebbe dunque prevista la condizione di spostarsi nel comune limitrofo nel caso in cui uno o più prodotti alimentari venduti nel proprio comune di residenza o domicilio presentino dei prezzi “esagerati” rispetto a ai prezzi applicati dalle rivendite situate nei comuni limitrofi. E in tal senso sembra muoversi l’associazione Codici che ha presentato al Prefetto di Roma una richiesta ufficiale per l’autorizzazione in deroga per i residenti del Comune di Gallicano nel Lazio ad uscire dal territorio cittadino per gli approvvigionamenti alimentari.

Ovviamente qualora il prefetto di Roma dovesse esprimere un parere favorevole la regola si applicherebbe a tutti i comuni di pertinenza.

“Parliamo di un Comune – spiega l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – di circa 6.500 abitanti, che ospita due supermercati e tre negozi di alimentari. Prima delle ultime disposizioni del Governo, molti cittadini si recavano nei paesi vicini per fare la spesa, perché trovavano esercizi commerciali più grandi e più forniti. A seguito delle norme introdotte dall’ultimo Dpcm, ciò non è più possibile. Riteniamo questo fatto molto grave – sottolinea l’avvocato Giacomelli – perché le attività del piccolo Comune di Gallicano nel Lazio non sono fornitissime e stanno anche subendo dei rincari e dei ritardi nell’approvvigionamento delle merci, il tutto per colpa dei fornitori. A nostro avviso in un momento così delicato bisogna tutelare i cittadini – afferma il Segretario Nazionale di Codici – pertanto abbiamo chiesto l’autorizzazione per chi ne faccia richiesta ad uscire dal territorio comunale per potersi rifornire di generi alimentari, anche soltanto una volta a settimana”.

Insomma, aiutare il commercio locale è cosa buona e giusta, ma il commercio locale non esageri nel rialzare i prezzi. E a buon intenditor poche parole.

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