Connect with us

Cultura e Spettacoli

“Five”, il nuovo libro di Carmelo Lavorino: cinque casi di omicidio camuffati da suicidio [Recensione]

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Lo scorso Giovedì alle ore 17,30, presso la libreria Medichini di Roma, il noto criminologo Carmelo Lavorino ha presentato la sua ultima fatica letteraria. Il libro, di circa 360 pagine, si intitola “FIVE”, e riguarda cinque casi di omicidio camuffati da suicidio.

“FIVE” sarà ripresentato giovedì 23 maggio, alle ore 17,00 a Ronciglione (VT), presso la chiesa della “Provvidenza”, al borgo antico, nell’ambito del CUBOFESTIVAL, la manifestazione culturale che tutti gli anni si svolge a Ronciglione.

Il primo caso trattato, intitolato ”Carabiniere suicida per forza, azione esecutiva”, riguarda la morte del brigadiere dei carabinieri Salvatore Incorvaia, risalente al 16 giugno del 1994

Il brigadiere Incorvaia venne ucciso nella zona di Monza, e ritrovato all’interno della sua vettura Audi 80, al posto di guida, nel comune di Vimercate, in campagna. Aveva il cranio trapassato da un proiettile, e fra le mani, appoggiata in grembo, la sua pistola d’ordinanza Beretta 92 SB calibro 9 parabellum. Il brigadiere era in appostamento notturno in borghese in una zona che era notoriamente zona di spaccio di stupefacenti. Nonostante inizialmente si fosse attribuita ad un suicidio, la morte del brigadiere non convinse il padre Giuseppe, ex appuntato dei CC in pensione, né la sorella del brigadiere, Sabrina. Tramite il loro legale, il caso fu affidato al professor Lavorino e al suo team.

Il secondo caso, che Lavorino ha intitolato “Il suicidio del Crocifisso”, riguarda la morte del giovane rappresentante di commercio Mario Natali, del 14 luglio del 1998.

Natali fu ucciso all’interno della sua villa di Valentano, in provincia di Viterbo, da qualcuno che vi si era introdotto rompendo il vetro di una finestra. Natali, notata la finestra rotta, aveva subito chiamato i carabinieri di Tuscania, competenti per territorio, denunziando il fatto e chiedendo un intervento immediato, precisando, al cellulare, che sarebbe entrato nella villa. Purtroppo la pattuglia inviata sul posto non riuscì a trovare la villa, e rientrò in caserma. Natali entrò in casa, ed evidentemente si armò di un fucile da caccia sovrapposto, preso dalla vetrinetta in cui ne erano custoditi altri due, caricandolo con una palla da cinghiale. Nel pomeriggio il padre di Mario Natali, preoccupato per il suo silenzio, andò alla villa. Trovò il figlio cadavere, steso nel corridoio in un lago di sangue, il capo scoperchiato da una palla di fucile cal. 12 da cinghiale, e frammenti di osso e materia cerebrale sparsi tutto intorno. Il cadavere giaceva di fronte ad una porta interna sulla quale era appeso un crocifisso. Per questo motivo, uno degli investigatori di Polizia Giudiziaria elaborò la teoria secondo la quale il suicidio era evidente, dato che il Natali si era sparato in fronte, guardando il crocifisso, quasi per chiedere perdono a Dio per il suo gesto.

Il terzo caso, “Il suicidio per ubiquità”, riguarda la morte del fisico ascolano Rodolfo Manno, scomparso il 14 febbraio 2002 a S. Benedetto del Tronto, e ritrovato cadavere nel mare Adriatico una settimana dopo al largo di Ortona (Chieti).

In una spiaggia di Civitanova Marche vennero ritrovati i suoi effetti personali e una drammatica lettera che annunciava il suicidio. Le cause della morte sono ancora ignote. Questo caso è stato oggetto di depistaggi molteplici e sofisticati, da giallo di Agatha Christie. Da qui il titolo “Il suicidio per ubiquità”. Qualcuno ha voluto far apparire il Manno dove non era, ma nel suo zelo ha addirittura strafatto, rendendo poco plausibili le prove da lui fabbricate e fatte ritrovare.

Il quarto caso, “Il giallo della Lungara”, racconta della morte di Claudia Agostini, professoressa d’inglese, scoperto la mattina del 13 ottobre 2003 a Roma, in via della Lungara, nei pressi della Casa Circondariale Regina Coeli.

Il cadavere era disposto fra due auto parcheggiate, con le mani incrociate sul petto. La donna indossava una tuta e calzava scarpe da ginnastica. Inizialmente gli inquirenti ipotizzarono un incidente stradale, poi un malore, infine il suicidio messo in atto con precipitazione dal terrazzo della casa in cui abitava con il suo convivente. Successivamente le indagini condotte dal professor Lavorino accertarono che la tesi del suicidio con precipitazione dal terrazzo era incongruente, e che certamente la donna era caduta in strada da un finestrino prospiciente via Orti d’Alibert, una via adiacente, non per sua volontà. Anche questo caso ha subito tentativi maldestri di depistaggio, descritti nel libro.

Il quinto caso, “Il delitto della camera chiusa”, richiama un tema caro ai più raffinati scrittori di racconti gialli. Umberto Cocco, giovane problematico e consumatore di droga, la mattina del 6 settembre 2009 veniva svegliato dalla madre, che abitava a Roma, in via Pieve di Cadore, nello stabile dirimpetto.

Ambedue dovevano andare all’aeroporto. Dopo circa dieci minuti, la madre udì un forte rumore all’esterno. Corse a casa del figlio, ma trovò la porta chiusa, e bussò invano. Tornò quindi a casa, prese la sua chiave ed entrò. Umberto Cocco era a terra, seminudo, in una pozza di sangue, il capo devastato da un colpo di revolver calibro 357 magnum. Per terra, l’arma, una Smith & Wesson a canna corta, risultata rubata. La polizia repertò un video, girato da Umberto qualche ora prima, in cui spiegava i motivi del suicidio, e nel quale lo si vedeva impugnare l’arma che lo avrebbe ucciso. Anche in questo caso la madre, nonostante le apparenti evidenze, non volle accettare la tesi del suicidio. L’intervento di Carmelo Lavorino mostrò le evidenti incongruenze con le conclusioni degli investigatori. A tutt’oggi, nessuno è stato indagato per questo omicidio, nonostante siano state identificate due persone, due giovani che erano stati presenti in casa del Cocco fino a poco tempo prima, e che si trovarono fotografate nel suo cellulare.

Il libro di Lavorino prende per mano il lettore, e gli impartisce una lezione di criminologia e di investigazione, coinvolgendolo nei fatti e negli eventi investigativi/tecnici, con una meticolosità quasi pedante. Certamente un appassionato del genere giallo/noir ne sarà conquistato. Con la differenza che in questo caso nulla è inventato, e il colpevole il più delle volte la fa franca, e non per colpa di chi ha investigato con tutti i crismi. Si capisce anche perché in alcuni casi anche eclatanti si commettano errori giudiziari. Tutti questi casi, secondo Lavorino, – che non risparmia critiche a chi secondo lui si è comportato con leggerezza – vanno riaperti, con buone probabilità di trovare i colpevoli, nonostante il tempo trascorso.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cultura e Spettacoli

Giornate Europee del Patrimonio 2020: al via l’iniziativa del MiBACT

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Il Parco archeologico di Liternum a Giugliano per la prima volta, dopo diversi anni riaprirà ai “viaggiatori”

“Imparare per la vita” lo slogan scelto per l’edizione de Parco Archeologico dei Campi Flegrei che aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee del Patrimonio 2020. L’iniziativa  è promossa dal MiBACT e sono dedicate al tema dell’educazione. Il Parco  flegreo il 26 e 27 settembre celebrerà l’attività di ricerca e ospiterà, laboratori, attività didattiche, spettacoli e aperture straordinarie dei siti e passeggiate archeologiche. Al Castello di Baia,  il 26 settembre è inoltre prevista la possibilità di partecipare ad un’apertura serale con il biglietto d’ingresso al costo di 1 euro. Il Parco archeologico di Cuma, sabato 26 e domenica 27 a partire dalle ore 10.00 si potrà visitare la città bassa del sito flegreo.  Sarà l’occasione per approfondire gli studi e le ricerche archeologiche in corso, a cura dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, del Centro Jean Bérard e dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Gli archeologi dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, diretti dal professor Carlo Rescigno, illustreranno i risultati delle ricerche, ancora in corso, sul Tempio A di Cuma, raro esempio di architettura sannitica della seconda metà del IV sec. A.C. L’Università degli Studi di Napoli Federico II, sotto la direzione della professoressa Carmela Capaldi, si soffermerà in particolare sulle fasi più antiche rinvenute nei saggi di approfondimento del settore nord-occidentale della foro. L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, con la direzione scientifica del professor Matteo D’Acunto, affronterà l’argomento dell’edilizia domestica nella zona dell’abitato a nord del foro, disegnandone l’evoluzione dal villaggio pre-ellenico alla città greco-romana. Il Centre Jean Bérard di Napoli, guidato da Priscilla Munzi, si soffermerà in particolare sulle tombe di età tardo-repubblicana approfondendo aspetti antropologico-sociali legati alla convivenza di individui di origini greche, sannitiche e latine in un racconto che si definisce “All’insegna dell’Altro”.

Il Parco archeologico di Liternum  a Giugliano per  la prima volta, dopo diversi anni riaprirà ai “viaggiatori ”.

L’Università della Tuscia, coordinata dal professor Salvatore De Vincenzo, sarà presente all’evento nelle mattinate di sabato e domenica per illustrare le ricerche compiute e le nuove acquisizioni che hanno arricchito il panorama di conoscenze sulla città antica, un focus sull’area del foro e sui monumenti circostanti.

Ed inoltre ci saranno altre due aperture straordinarie nella giornata di sabato 26: quella della Necropoli di Cappella al Monte di Procida e quella del Tempio di Apollo sul Lago d’Averno.

“Convergenze Flegree” sono protagoniste dell’iniziativa delle due passeggiate archeologiche, organizzata dal Parco in collaborazione con i comuni di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli e con il supporto logistico di Federalberghi Campi Flegrei. I  due percorsi convergeranno al Castello di Baia, luogo simbolo della unicità e complementarietà del territorio flegreo.

Le passeggiate si svolgeranno in contemporanea lungo i nuovi e gli antichi percorsi pedonali ancora riconoscibili: una, denominata “L’antico percorso dei marinai Montesi”, attraverserà i Comuni di Monte di Procida e Bacoli facendo tappa alla Necropoli di Cappella, l’altra, dal titolo “Intorno alle cupole”, quelli di Pozzuoli e Bacoli con sosta al Tempio di Apollo sul Lago d’Averno.

Sabato 26 settembre sarà la volta dell’apertura serale straordinaria al costo speciale di 1 euro.

 “Dark Bubbles. Una serata “proiettati” nei resti sommersi di Baia” è una video immersione in notturna trasmessa in diretta nel Castello di Baia che illustrerà i nuovi mosaici, i lavori di restauro, lo sviluppo delle ricerche condotte nelle Terme del Lacus nel Parco sommerso di Baia. La serata sarà presentata dal direttore del Parco Fabio Pagano insieme a Enrico Gallocchio e Barbara Davidde dell’Istituto Centrare per il Restauro che ha coordinato la campagna di questa estate.

Ci sarà spazio anche per le attività dedicate ai bambini . Tutto il week end al Piscina Mirabilis a cura dell’ATS Stramirabili si terrà “StraMirabilis in famiglia – laboratorio di argilla per bambini” mentre al Tempio di Serapide l’ATI Macellum organizzerà un ricco programma di eventi e laboratori per tutta la famiglia.

Ultimo evento domenica mattina dal titolo “FLEG Workout. Il movimento con la storia intorno. Dal Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia alla Tomba di Agrippina”. Il percorso proposto partirà dal Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia e giungerà alla Tomba di Agrippina per far ritorno di nuovo al Castello con visita alla Terrazza superiore e alla sezione del Rione Terra. A cura di FLEG Workout.

Tutti gli eventi sono contingentati a prevedono il rispetto delle misure di prevenzione del contagio da covid-19 secondo la normativa vigente.

A questo link è possibile visionare il programma dettagliato con tutte le istruzioni per la prenotazione: http://www.pafleg.it/it/4405/news/237/giornate-europee-del-patrimonio-26-27-settembre

Continua a leggere

Costume e Società

Roma, al Serpentone torna il Corviale Urban Lab: due fine settimana all’insegna di spettacoli, mostre e concerti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Il 26 e 27 settembre e il 3 e 4 ottobre: reading, mostre, spettacoli, concerti e laboratori, tra cui spiccano il progetto delle Memorie che racconta la storia di Corviale e il reading “Le Parole di Rodari” con Anna Foglietta e Edoardo Camurri dedicato al centenario della nascita del grande scrittore

ROMAAlla Cavea e alla Galleria il Mitreo di Corviale si svolgerà la nona edizione del Corviale Urban Lab, il festival multidisciplinare che porta arte, cultura e spettacolo nella periferia romana. Per due weekend, 26 e 27 settembre e 3 e 4 ottobre, il celebre Serpentone sarà animato da eventi liberamente aperti al pubblico: mostre d’arte, spettacoli di teatro, danza e circo, laboratori per adulti e bambini, walkabout. Due gli eventi speciali a cura del Laboratorio di Città Corviale: Il Progetto delle Memorie, una mostra di restituzione pubblica delle storie del territorio; Le Parole di Rodari, un reading delle opere del celebre scrittore, a 100 anni dalla sua nascita, con la presenza di Edoardo Camurri e di Anna Foglietta.

Il Corviale Urban Lab, ideato da Alessio Conti e diretto da Giuseppe Casa, si inserisce in un processo di riqualificazione culturale del gigantesco complesso residenziale nato 45 anni fa, grazie alla sua struttura multidisciplinare che mette al centro un connubio di artisti emergenti e affermati. Si inizia sabato 26 settembre con la presentazione del progetto che più rispecchia la natura del festival: il Progetto delle Memorie è una mostra che vuole riappropriarsi simbolicamente degli spazi comuni del famoso Piano Libero del Serpentone, mettendo insieme una serie di materiali che raccontano la storia di Corviale.

Oltre a questa mostra dal forte impatto storico e identitario, all’interno della Galleria Il Mitreo sarà allestita una mostra collettiva che ospiterà giovani artisti visivi, fotografi, scultori, artigiani finalisti del concorso multiartistico MArteLive, dedicato all’arte emergente.

Domenica 27 settembre inizierà il programma artistico vero e proprio con il reading letterario di Ludovica Ottaviani, lo spettacolo teatrale “Kaster. Il viaggio. Cap.1” di Enzima T e il concerto del cantautore Leonardo Angelucci. A chiudere la serata ci sarà il Walkabout di Carlo Infante, una passeggiata alla scoperta dei segreti del quartiere.

Sabato 3 ottobre toccherà all’altro evento speciale dedicato al centenario della nascita di uno dei più importanti autori della letteratura per ragazzi Gianni Rodari: Le Parole di Rodari sarà un reading di testi con la presenza di Anna Foglietta, fresca del ruolo di Madrina alla Mostra del Cinema di Venezia, e lo scrittore e conduttore tv Edoardo Camurri.

Poi spazio ancora ai giovani artisti con il reading dei testi del poeta palermitano Alessio Arena, la danza di Nunzio Perricone e della compagnia Uscite d’Emergenza, lo spettacolo di Emanuele Ingrosso, quello circense di Leonardo Varriale e, infine, il concerto di Gianluca Secco.

Ancora più ricco il programma della giornata di chiusura. Domenica 4 ottobre si inizierà alle 18:30 con una maratona di band emergenti, poi spazio alla danza della compagnia Gruppo R.A.V.E., alla performance teatrale “Negri – spettacolo per bianchi” di Luigi Morra, alle arti circensi di Niccolò Nardelli e ai concerti dei Camera e dei Kutso.

Le performance, i concerti e gli spettacoli si svolgeranno all’interno della Cavea di Corviale mentre tutte le mattine del festival in Piazzetta delle Arti si terranno i laboratori per adulti e bambini condotti Comunità X e Stamperie del Tevere per “risignificare” i percorsi pedonali disegnando a terra un playground frutto della combinazione di diversi elementi grafici.

Da non dimenticare l’attività del Movimento per l’Emancipazione della Poesia (MEP) che disseminerà di poesie il quartiere e il progetto di urban art partecipata Preghiere al Vento, che raccoglierà intenti e aspirazioni degli abitanti di Corviale per poi tradurli in pittura su delle strisce di stoffa che verranno appese sui rami degli alberi.

La direzione artistica è curata, fin dalla prima edizione, dalle Scuderie MArteLive, uno dei più grandi collettivi artistici d’Italia, che organizza e promuove festival multidisciplinari da quasi vent’anni. Artisti visivi, musicisti, performer, videomaker, circensi, autori: gli eventi realizzati sono un mix di talenti emergenti e professionisti affermati, con l’obiettivo di valorizzare l’arte in tutte le sue forme, portandola in ogni dove, soprattutto nelle periferie, nelle provincie e nei piccoli borghi.

Il Corviale Urban Lab è organizzato da ARTmosfera. Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico ESTATE ROMANA 2020-2021-2022 e fa parte di ROMARAMA 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale, ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

L’obiettivo è quello di raggiungere e superare con successo il decennale di questa manifestazione, da sempre fucina di progetti culturali virtuosi per gli abitanti di Corviale e ormai punto di riferimento per la riqualificazione della periferia romana. Fondamentale nella coordinazione delle associazioni e delle realtà del quartiere è stato Il Laboratorio di Città Corviale, che grazie alla sua presenza attiva e costante sul territorio ha svolto un importante ruolo nella definizione del programma.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.marteticket.it

Continua a leggere

Costume e Società

Cellino San Marco, Irene Tagliente tra i premiati del “Nicola Fasano”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

La quarta edizione del Premio Nicola Fasano si è concluso nelle Tenute di Albano Carrisi a Cellino San Marco con un grande successo grazie a due grandi Maestri, Al Bano nella veste di padrone di casa dell’evento e Giuseppe Fasano ideatore del Premio.

Durante la serata, che è stata organizzata dalla giornalista Titti Battista e condotta magistralmente con ritmo, ironia e grande professionalità dalla giornalista di TgNorba24 Maria Liuzzi, si sono alternati momenti di spettacolo e le premiazioni di personaggi che, con la loro attività, hanno dato lustro al Paese.

Molto coinvolgenti e applauditissime le esibizioni del Group Music “Duo Panama” di Nunzio e Michele Laudadio, del Fisarmonicista “Vince Abbracciante” e del gruppo di suonatori e menestrelli della Bassa Murgia “Terraross”.

Il professor Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha introdotto le premiazioni con una riflessione sul tema “Educarsi e educare al bello e al buono”, ritenuto fondamentale ai fini della ripartenza del nostro Paese.

E su questo filo conduttore si sono susseguiti tutti gli interventi di grande spessore sociale dei premiati come la Principessa Fabrizia Dentice di Frasso; il Direttore del TgNorba Enzo Magistà; il Presidente di Apulia Film Commission, Simonetta Dellomonaco; la campionessa del mondo di Snowkite formula Special GPS categoria Snowboard, Irene Tagliente, ingegnere biomedico; l’imprenditrice Beatrice Lucarella; l’imprenditore Francesco Divella; Lucia Forte, Amministratore delegato di Oropan Sp; lo stilista Domenico Vacca ; gli imprenditori Antonio Albanese di Massafra e Gregory Perrucci titolare delle «Cantine Felline» e di «Spazio Primtivo»; i fondatori di Primadonna Valerio Tatarella e Domy De Fano gli chef stellati Antonella Ricci e Vinod Sookar; Anna Gennari.

Tra i premiati a quattro mani, l’Ingegnere biomedico Irene Tagliente, campionessa del mondo di Snowkite formula Special GPS categoria Snowboard

Irene Tagliente con Al Bano Carrisi e il papà il Prefetto Francesco Tagliente

A Irene il “Premio Nicola Fasano 2020” consegnato da Albano Carrisi, dall’oncologo Francesco Schittulli da Sabrina Cannas e dal promotore del Premio Giuseppe Fasano, un autentico “vulcano”, che con questa iniziativa ha voluto tenere viva la peculiarità l’attività artistico-culturale della lavorazione della Ceramica di Grottaglie, iniziata dal padre Nicola nel 1620 e portata avanti dai suoi discendenti dal 1620.

La Campionessa del mondo Irene Tagliente, dopo aver partecipato al campionato Mondiale di Kiteboarding disciplina Freestyle femminile nel 2016 classificandosi in ottava posizione, il 27 gennaio 2019 ha vinto i campionati del mondo di Snowkite formula Special GPS categoria femminile Snowboard.
Nello Snowkite l’atleta si fa trainare dal vento sulla neve, con sci o snowboard. Nato dall’unione tra un’ala da kitesurf e gli sci o lo snowboard per “navigare” sulla neve e seguire il vento, è uno sport in cui conoscenza del vento, intuito, spirito di libertà e sicurezza non possono mancare. Lo snowkite è come uno skilift ma porta il rider dove vuole, sul piano, in salita ed in discesa.

L’Ing. Tagliente, che vede le sue origini agonistiche prima nel Pentathlon, poi nel Calcetto in serie D per poi approdare nel Kiteboarding associando successivamente la passione per lo snowboard, non è solo un atleta. Dalla sua famiglia ha ereditato il senso pratico di due locuzioni latine “Nihil difficile volenti” e “Mens sana in corpore sano” e i valori fondanti del nostro ordinamento costituzionale che vede al centro la persona umana. Accanto allo sport ha accostato lo studio con particolare attenzione all’Healt Technology Assesment per innalzare i livelli di assistenza sanitaria delle persone più vulnerabili. Il suo nome è legato anche a studi scientifici e progetti di Telemedicina dedicati alla cura a distanza di pazienti cronici.

Dottore di Ricerca in Ingegneria, ha conseguito il titolo di PhD Doctor Europeans (l’ultimo livello di istruzione universitaria), incentrando i suoi studi sullo sviluppo di nuovi sistemi di Telemedicina. Iscritta da oltre 10 anni all’Ordine degli Ingegneri di Roma come Ingegnere Clinico e successivamente abilitata alla professione come Ingegneria Biomedica. E’ specializzata in Ingegneria clinica, progettazione sanitaria e in Compliance e Management aziendale finalizzato all’analisi economica e sviluppo di procedure aziendali per garantire alti standard di qualità.

Impegnata a Roma, anche su azioni sanitarie correlate all’emergenza Covid, periodicamente torna a fare il pieno di energie di valori praticando Kitesurf lungo la Costa Adriatica e Ionica per poi rilassarsi nella Masseria Belfiore del nonno Donato, reduce della deportazione come Carmelo Carrisi, padre di Al Bano, padrone di casa del Premio.

Continua a leggere

I più letti