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FOIE GRAS, IL CIBO DI LUSSO: IN FRANCIA SCOPERTI ALLEVAMENTI DELL’ORRORE

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In Italia vietata la produzione ma solo nel 2014 sono stati importate 33 tonnellate di Foie Gras

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di Cinzia Marchegiani

Parigi – Anatre e oche costrette a ingurgitare cibo con una cannula che arriva fino allo stomaco, che spara sotto pressione il miscuglio pompato per due volte al giorno. Si parla di cifre da capogiro…44 milioni di animali all’anno uccisi e prima torturati per ingrassare e ottenere un fegato grasso per ottenere il Foie Gras, fegato di anatra (canard) o di oca (oie) ricavato dall’uccisione di animali sottoposti ad alimentazione forzata.

Nuova indagine in Francia scopre gli allevamenti dell’orrore. Una nuova indagine realizzata in Francia da parte dell’associazione L214 mostra ancora una volta le crudeltà che vi sono dietro la produzione di Foie Gras. In Francia viene prodotto oltre il 70% del Foie Gras distribuito poi in tutto il mondo, anche in Italia.

Focus Foie Gras. Per ottenere il Foi Gras, il fegato deve raggiungere un peso minimo di 300 gr. per le anatre e 400 gr. per le oche. Per ottenere questo prodotto, nelle ultime due settimane di vita gli animali sono nutriti per due volte al giorno con una razione di circa 500 gr. di pastone a base di mais cotto e acqua, somministrata direttamente nello stomaco mediante un tubo metallico di 30 cm. Durante l’intero processo ogni anatra può arrivare ad ingerire sino a 10 kg di mangime e il suo peso può aumentare anche di 3kg. Lo scopo è quello di provocare in pochi giorni, con un’alimentazione eccessiva e ricca di grassi, un’infiammazione del fegato e una conseguente lipidosi epatica. Ma la necessità di alimentare in un tempo relativamente breve il maggior numero di animali non fa che aumentare il rischio di lesioni alla gola e all’esofago. Molti animali non sopravvivono in queste condizioni e muoiono prima di essere trasportati al macello, per emorragie interne o infarto. Un Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell’UE indica che il tasso di mortalità risulta da 10 a 20 volte più elevato rispetto a quello di animali allevati senza ingozzamento

Video Shock dell’indagine dell’associazione francese L214, quello che avviene negli incubatoi. Le immagini diffuse grazie al video dell’associazione francese L214 mostrano ciò che avviene negli incubatoi e negli allevamenti degli animali riproduttori. Il video degli orrori diffuso mostra appunto come gli animali siano uccisi con metodi illegali e lasciati agonizzare, ma anche le procedure standard con cui viene mutilato il becco dei pulcini per evitare che in seguito negli allevamenti si feriscano fra loro, o la soppressione di migliaia di anatre appena nate, schiacciate da un rullo essendo il loro fegato di piccole dimensioni.

Il video mostra cosa si cela dietro la produzione di Foie Gras:
• l’uccisione di milioni di animali, non solo quelli macellati dopo essere stati sottoposti alla terribile pratica dell’alimentazione forzata, ma anche animali soppressi con metodi illegali, perché feriti e non più utili all’industria, a cui viene ‘rotto l’osso del collo’ da operatori che effettuano questa procedura lasciando gli animali agonizzare per molto tempo
• l’uccisione di tutti i pulcini femmina, nati con l’inseminazione artificiale, schiacciati a migliaia in un rullo, soppressi appena nati perché il loro fegato è di piccole dimensioni. Il video mostra come questa macchina non uccida istantaneamente molti di questi pulcini, la cui morte sarà lenta e dolorosa
• la mutilazione del becco dei pulcini maschi, effettuata a pochi giorni di vita per limitare i danni dovuti a future aggressioni fra gli animali, quando in seguito saranno spostati negli allevamenti
• un trattamento brutale verso tutti gli animali: nessuno di questi pulcini passa un po’ di tempo con la loro mamma, sono trattati come se fossero oggetti, caricati in casse, inseriti in vere e proprie ‘catene di montaggio’ il cui fine è ucciderli o mutilarli


Video Shock di Essere Animali, l’indagine di Essere Animali, spiegato da Daniela Poggi. Un documentario raccontato da Daniela Poggi spiega ciò che avviene invece negli allevamenti. Esseri Animali è l'associazione che promuove un cambiamento culturale, sociale e politico volto a superare tutte le forme di sfruttamento nei confronti degli animali, e grazie ai suoi attivisti sono riusciti a documentare, assieme all’associazione spagnola “Promoviendo el Veganismo” un video e fotografie di sei allevamenti situati nei Pirenei francesi, nella nazione dove viene prodotto oltre il 70% del Foie Gras distribuito poi in tutto il mondo, Italia compresa. Le immagini documentano l’intero processo di produzione, dall’arrivo in allevamento dei pulcini sino alla macellazione. Con la diffusione di questa indagine l’associazione chiede alle catene di supermercati che ancora vendono questo prodotto di cessare le vendite. Su "stopfoiegras.org" è possibile firmare una petizione indirizzata a queste società.

Esseri Animali spiega: “Quello che avviene in seguito è stato documentato dalla nostra associazione che è riuscita ad infiltrarsi negli allevamenti francesi. Gli animali, molti dei quali rinchiusi in gabbie minuscole, illegali per la legislazione UE, sono nutriti forzatamente più volte al giorno con un lungo tubo metallico inserito direttamente nello stomaco, allo scopo di far ingrassare in breve tempo il loro fegato”.

In Italia importiamo 33 tonnellate di Foie Gras all’anno. Anche se in Italia la pratica per la produzione di Foie Gras è vietata, irrazionalmente alcuni supermercati italiani vendono questo prodotto alimentare, un ossimoro che la stessa associazione denuncia: "La produzione di Foie Gras è estremamente crudele e causa agli animali gravi sofferenze. Queste nuove immagini inoltre confermano ripetute violazioni in diversi allevamenti, una situazione completamente degenerata. Il Foie Gras è oggi distribuito nei negozi Eataly e nei punti vendita della grande distribuzione Esselunga, Conad, Carrefour, Bennet, Auchan e Pam, per questo chiediamo di cessare la vendita di questo cibo crudele. Il gruppo Pam Panorama ha aderito alla campagna#viadagli scaffali”.

La situazione legislativa. Numerosi paesi nel mondo hanno vietato la produzione di Foie Gras, in India e in alcuni stati del Brasile è vietata anche la distribuzione. Ai sensi dell’art. 14 della Direttiva 98/58/CE riguardante la protezione degli animali negli allevamenti, l’alimentazione forzata nell’UE è illegale. Ma, nonostante nel dicembre 1998 un Rapporto del Comitato Scientifico Veterinario dell’Unione Europea condanni ulteriormente questa pratica definendola ‘nociva per il benessere degli animali’, il Consiglio di Comitato Permanente d’Europa nel 1999 ha adottato una Raccomandazione che vieta la produzione di Foie Gras negli Stati membri a partire dal 2004 ma ad eccezione di dove è già “pratica corrente”, sollecitando la ricerca di tecniche di produzione alternative all’alimentazione forzata. In Italia il ‘gavage’ è vietato dal 2007. Al momento all’interno dell’UE il Foie Gras viene prodotto in Francia, Bulgaria, Spagna, Ungheria e Belgio.
Cibo di lusso….il Foie Gras, ma le indagini e i video raccontano tanta disumanità.

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Finlandia, riapertura bar e ristoranti: 120 milioni dal governo in compensi diretti ai gestori

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Il governo finlandese ha presentato le regole per la riapertura dei ristoranti, che come programmato dall’annuncio dello stato di emergenza, avverrà il primo giugno prossimo. In sintesi, sono queste:

  • Orari di apertura possibili dalle 6 alle 23, le bevande alcoliche possono essere servite dalle 9 alle 22
  • I ristoranti possono accogliere al loro interno un numero di clienti per la metà della loro capienza originale; questa limitazione non si applica agli spazi all’aperto o terrazze
  • In ogni caso gli avventori devono essere a distanza di sicurezza uno dall’altro (ma non è specificata la misura esatta)
  • Tutti i clienti devono essere seduti, non ci sono posti in piedi
  • Ogni avventore può ordinare e ritirare gli ordini al banco, ma i buffet non sono permessi
  • I proprietari dei ristoranti sono responsabili dell’igienizzazione delle superfici e degli oggetti
  • Le regole presentate sono valide per tutto il territorio nazionale, ma saranno possibili eccezioni a livello locale.

Il Parlamento sta approvando la proposta in queste ore e la relativa normativa resterebbe in vigore fino a novembre, ma alcune ordinanze potrebbero cambiare già a inizio estate ed il governo prevede di riesaminare la situazione nella settimana della  festa nazionale tipica di giugno, quella di san Giovanni, detta Juhannus.

I provvedimenti di sostegno

Il governo ha previsto per i ristoratori  un pacchetto di aiuti per un valore di 120 milioni di euro in compensi diretti per la riassunzione di dipendenti licenziati e per compensare la perdita di fatturato derivante dalla crisi del coronavirus.

Il Ministro del Lavoro Tuula Haatainen ha indicato una tipologia di finanziamento a due livelli per i ristoranti devastati dalle chiusure forzate per arginare la diffusione del virus.

Tuula Haatainen

Secondo Haatainen, la prima linea del programma di salvataggio è una misura di promozione dell’occupazione che offre alle aziende mille euro per dipendente per incoraggiarle a riassumere i lavoratori licenziati. Haatainen ha osservato in una nota che caffetterie, ristoranti e bar sono chiusi dal 4 aprile e che sarebbero rimasti chiusi fino al 31 maggio. Per poter beneficiare delle sovvenzioni, i ristoratori devono pagare ai dipendenti almeno 2.500 euro per un periodo di tre mesi dopo che le restrizioni siano state revocate alla fine di maggio. Inoltre, le aziende possono ricevere finanziamenti solo per un massimo di 800 dipendenti e qualsiasi aiuto speciale per il coronavirus ricevuto in precedenza, sia dai centri di sviluppo economico locale sia dai loro comuni, inciderebbe sull’importo che ricevono nell’ambito del nuovo regime. I ristoranti dovranno rivolgersi ai centri di sviluppo economico locale o agli uffici di collocamento locali per il finanziamento.

Il secondo livello del programma fornisce supporto alle attività di ristorazione che abbiano dovuto sostenere il pagamento di costi fissi dopo che il governo ha dichiarato lo stato di emergenza. Secondo Haatainen, le aziende avrebbero diritto a un massimo di 500.000 per le vendite perse. L’importo totale stanziato per questa misura sarebbe di circa 83 milioni di euro. Anche in questo caso, l’eventuale compensazione sarebbe influenzata da altri finanziamenti speciali per coronavirus precedentemente resi disponibili dai centri di sviluppo economico locale o dalla agenzia Business Finland. Questa forma di supporto non necessiterebbe la richiesta da parte dei ristoranti, ma verrebbe automaticamente erogata in base alle stime dei guadagni dalle dichiarazioni dei redditi per la restituzione IVA depositate presso l’amministrazione fiscale finlandese.

Nel frattempo, l’Associazione finlandese per l’Ospitalità MARA, ha dichiarato che gli impegni di finanziamento del governo non sono soddisfacenti affermando  che un impegno per il regime di sostegno sarebbe dovuto essere almeno di 350 milioni di euro. L’organizzazione ha sottolineato che le imprese del settore si sono trovate in difficoltà finanziarie non per colpa loro, e a causa della decisione del governo di chiudere le attività di ristorazione per frenare la diffusione del virus. Inoltre, devono aspettare l’estate per riaprire le porte ai clienti. “Il risarcimento proposto dal governo non è sufficiente per salvare ristoranti e posti di lavoro. Migliaia di aziende sul campo si trovano ad affrontare un fallimento senza colpa “, ha detto MaRa in una nota. A sua volta, il sindacato del settore dei servizi PAM, ha osservato che due terzi delle 90.000 persone che lavorano nel settore della ristorazione sono stati temporaneamente licenziati. “Il governo ha cercato di lavorare con coscienza e siamo grati che il supporto sia finalmente disponibile perché è essenziale. Speriamo che i finanziamenti vengano erogati rapidamente e senza problemi“, ha affermato la presidente della PAM Annika Rönni-Sällinen.Tuttavia ha criticato la lentezza del governo nel venire in soccorso del settore e ha detto di sperare che il ritardo non causi il fallimento di imprese.”Il governo deve anche esser pronto alla possibilità che questo sostegno non sia necessariamente sufficiente se il numero dei richiedenti e i costi saranno superiori alle stime. In tal caso sarà necessario un supporto aggiuntivo” ha aggiunto.

Annika Rönni-Sällinen

Secondo le stime del governo, ci sono circa 9.600 aziende la cui attività principale è nel settore della ristorazione con un fatturato stimato in circa 5,2 miliardi di euro all’anno, se si includono gli attori a tempo parziale.

Equità negli aiuti, dice il Parlamento

Tutti i ristoranti devono poter beneficiare di sussidi causa coronavirus, afferma la Commissione per le questioni di diritto costituzionale del Parlamento finlandese stabilendo che il risarcimento debba essere versato a tutte le aziende del settore della ristorazione che abbiano subito perdite a causa del blocco, che devono quindi essere trattate in modo equo. La Commissione ha valutato i piani per sovvenzionare le società del settore per perdite subìte durante il blocco da coronavirus ordinato dal governo. Tutti i ristoranti del paese sono chiusi dal 4 aprile, ad eccezione di quelli a vendita da asporto. la Commissione afferma che la Commissione per il Commercio deve apportare modifiche al disegno di legge del governo prima di passare alla fase successiva ed ha ribadito che tutte le imprese che abbiano subìto perdite di fatturato vendite a causa del blocco devono poter beneficiare di un risarcimento statale. La Commissione per il Commercio sta completando la propria posizione sulla questione delle sovvenzioni ai ristoranti. Anche i ristoranti inattivi all’inizio del 2020 dovrebbero essere in grado di presentare la domanda.

La Commissione Costituzionale afferma che i modelli di compensazione proposti dal governo sono generalmente accettabili, ma che dovrebbero essere applicati in modo più ampio evidenziando che i ristoranti sono spesso piccole imprese e che la legge proposta così com’è esclude quelli che non avevano dati comparabili sulle vendite di base da gennaio e febbraio. Questi potrebbero includere ristoranti, caffetterie e ristoranti nuovi e stagionali. Il Comitato ha aggiunto che il supporto per il reimpiego non deve dipendere dal tipo di status professionale che i lavoratori avevano prima del licenziamento, affermando inoltre che la Commissione per il Commercio deve semplificare i regolamenti proposti, descritti come complicati e difficili da comprendere. Alla Commissione di Costituzionale in genere spetta l’ultima parola sull’accettabilità delle proposte dinanzi al Parlamento in materia costituzionale. È composta da 17 membri rappresentanti di tutte le parti politiche ed è presieduto dalla deputata Johanna Ojala-Niemelä, del Partito socialdemocratico del primo ministro, avvocato di professione.

Johanna Ojala-Niemelä

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Israele, partita la Fase 2: si aprono al pubblico tutti i parchi nazionali

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A seguito di un tangibile,  costante calo di casi di COVID-19 nel Paese, il governo israeliano ha avviato una nuova fase, per ritornare alla normalità al più presto, ma in tutta sicurezza. Questa fase, che investirà inizialmente i mesi di maggio e giugno vedrà ripartire, seppur gradualmente, attività fondamentali come scuole, musei, negozi e imprese pubbliche e private. Da metà giugno torneranno anche cinema, teatri, ristorante e lo sport agonistico.

Uno dei settori maggiormente coinvolti dalla riapertura è quello dei grandi parchi nazionali, con la Israel Nature and Parks Authorities che ha già lanciato un piano per la ripresa delle visite in 20 aree sotto la sua giurisdizione e tra queste siti di grande interesse turistico, come Cesarea, Apollonia, En Gedi, Masada, Banias e Hula.

La riapertura dei parchi, resa possibile grazie alla stretta collaborazione con i Ministeri della Salute e del Turismo, è partita lo scorso 6 maggio e avverrà in maniera graduale, così da garantire la sicurezza e il benessere di tutti i visitatori senza nulla togliere alla loro esperienza nel parco. Ognuna delle aree coinvolte avrà una quota massima di visitatori giornaliera e sarà accessibile solo su prenotazione, in modo da rendere più semplice il monitoraggio degli ingressi e il rispetto del distanziamento sociale. Anche il personale addetto al parco prenderà tutte le precauzioni necessarie per la tutela dei visitatori: le aree di ricevimento sono state dotate di separatori, il personale è tenuto ad indossare mascherine e sono state installate diverse postazioni per la distribuzione di disinfettante.

In attesa di una ripresa del turismo internazionale, gli israeliani hanno accolto con entusiasmo la riapertura dei parchi: il primo fine settimana è andato presto tutto esaurito, con oltre 50.000 prenotazioni in poche ore. La settimana prossima è prevista la riapertura di altri 20 tra parchi e riserve naturali, oltre a 6-8 campeggi. 

Avital Kotzer Adari

“La riapertura dei parchi e delle riserve naturali di Israele, vero  tesoro di questa nazione, rappresenta un segnale molto positivo verso il ritorno alla normalità – ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, “Ci auguriamo di poter tornare presto ad accogliere turisti da tutto il mondo e a far scoprire loro le nostre meraviglie, incantevoli sia dal punto di vista archeologico che da quello naturalistico”.

I 20 parchi e riserve attualmente aperti sono: Ma’ayan Harod, Caesarea, Yarkon-Tel Afek, Yarkon Sources, Apollonia, Bet Guvrin, Herodium Castel, En Gedi Antiquities, Masada, HaBesor Park, Banias, Snir Stream, Ayun Stream, Yehudiya, En Afek, Hula, Taninim Strram,  Enot Tsukim, En Gedi, Matsok HaTsinim.

Israele è un Paese dagli elevatissimi livelli sanitari e intende mantenere ogni misura ritenuta necessaria per tutelare la salute dei suoi cittadini e dei visitatori.

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Libia, attacco contro i civili vicino residenza ambasciatore d’Italia

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Un attacco delle forze di Haftar contro civili ha colpito nella tarda serata di ieri l’area intorno alla residenza a Tripoli dell’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi. Lo rende noto il Ministero degli Esteri italiano.  

 “Questi attacchi indiscriminati sono totalmente inaccettabili e denotano disprezzo per le norme del diritto internazionale e per la vita umana”, è la condanna della Farnesina. 

Almeno cinque persone sono morte e decine sono rimaste ferite nell’attacco lanciato nella tarda serata di ieri dalle forze del generale Khalifa Haftar a Tripoli, nell’area intorno alla residenza dell’ambasciatore italiano in Libia Giuseppe Buccino Grimaldi. Lo riportano i media internazionali, che citano una fonte governativa. Da parte sua, il consulente per i media del ministero della Sanità libico – Amin al-Hachimi – ha detto che nell’attacco sono morte almeno tre persone e altre quattro sono rimaste ferite. Lo riporta l’agenzia turca Anadolu. “Il raid della milizia di Haftar nella zona di Zawiyat al-Dahmani ha causato finora 3 morti e 4 feriti”, ha dichiarato Hachimi, sottolineando che tra le vittime vi sono due agenti della sicurezza appartenenti al ministero degli Interni, che un altro ufficiale di sicurezza è stato gravemente ferito così come un volontario della Mezzaluna rossa libica.

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