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Fondi, invaghita del prete dà in escandescenze in chiesa e arrivano le forze dell’ordine

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Si è invaghita di un giovane prelato ed è arrivata a interrompere una funzione religiosa perché non era riuscita a vederlo. A chiedere l’intervento delle forze dell’ordine è stato il parroco e alcuni fedeli della chiesa S. Pietro Apostolo di piazza Duomo a Fondi, che hanno segnalato la presenza della donna, che per l’ennesima volta, alla ricerca del prete, aveva iniziato a minacciare e infastidire le persone presenti.

La donna, dopo aver interrotto la funzione religiosa in corso, salendo sull’altare e iniziando a leggere le letture senza essere stata autorizzata, aveva iniziato anche ad urlare contro i fedeli. Identificata dagli agenti del commissariato di Fondi, M.R. di 48 anni e residente in Formia, nei giorni scorsi, si era già resa responsabile di reati analoghi ed era stata raggiunta da un provvedimento di allontanamento dal territorio di Fondi. Alla luce dei nuovi fatti è stata denunciata per inottemperanza al foglio di via obbligatorio e interruzione di un servizio religioso e quindi nuovamente allontanata.

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Castelli Romani

Genzano, Lommi scende in campo e si candida a sindaco: “Pronto a fare la mia parte per amore del Paese”

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Nel pomeriggio di mercoledì 22 gennaio, a Genzano, si toglieranno i veli sulla candidatura a Sindaco di Luca Lommi, che verrà presentata presso il Ristorante Da Tittò, a partire dalle ore 17.30. Nell’occasione l’ex consigliere comunale presenterà le due liste in suo sostegno, “Noi Domani” e “Genzano Non si Lega”, intorno alle quali proverà poi ad aggregare coloro che non si riconosceranno nel frastagliato centrosinistra che in questi mesi sta faticosamente cercando una quadra.

Lui ci sarà e ci sarà per amore di una Genzano che, parole sue, “merita di tornare ad essere amministrata come merita”. Nei mesi scorsi è stato il primo a rompere gli indugi, senza lanciare un appello a chi fosse “pronto a far la sua parte per il bene di Genzano, che è ormai ferma da 4 anni e merita di essere amministrata da chi sappia amarla e sia pronto a lottare per il suo bene, ogni giorno”.

“E’ ora che Genzano torni ad essere il faro dei Castelli, una città modello, per decoro, funzionalità, prestigio, attrattiva e qualità della vita. Una città dove i servizi sociali funzionino e fungano da modello, che possa essere accogliente ed inclusiva, sicura ed attrattiva. Ed è proprio in questa direzione che è proteso tutto il mio impegno e quello di tutti coloro che sostengono la mia candidatura”.

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Editoriali

C’era una volta Carosello, spettacolo pubblicitario amato da grandi e piccini

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La pubblicità odierna, amorfa, grigia ed afona, per la sua invasività rende la visione dei programmi sgradevoli. Ottiene effetto negativo sul prodotto reclamizzato e fa sì che il cittadino, il più delle volte, si tiene lontano dall’apparecchio tv. Tutt’altra cosa la pubblicità semplice ed  intelligente dei tempi di Carosello.

Chi non si ricorda Calimero che non era piccolo e non era nero; Ernesto Calindri, all’incrocio stradale che brindava “Contro il logorio della vita moderna?”. Ancora ci ritorna in mente il ritornello “Fino dai tempi dei Garibaldini” e l’espressione: “Non dura, dura minga, non può durare.”

Personaggi simpatici che rendevano appetibile il prodotto. Minuti di pubblicità, rilassante, rispettosa verso gli ascoltatori. Una pubblicità che convinceva, trasmetteva affidabilità del prodotto reclamizzato, si accoglieva con fiducia.

Triste il dover assistere oggi a tutta un’altra pubblicità. E’aggressiva, invasiva e non convincente. Un messaggio colorato ma privo di sostanza. All’insipienza dei messaggi, che sembrano fatti appositamente per annoiare il telespettatore, ci si mette con impegno, la trasmissione, interrompendo continuamente il programma per trasmettere il messaggio. Il risultato chiunque lo può capire, rende la visione della trasmissione sgradevole con quello che ne consegue come spiegheremo di seguito.

Gli audaci del “clic” ed i temerari del “like”

La nostra è una società piena d’interessi generici, ma nessuno in particolare. Una strana società che sente ma non ascolta, guarda ma non vede. Grazie allo smartphone, sempre aggiornato secondo le ultime innovazioni, è onnipresente ma disinteressata di quello che le capita intorno. Si occupa degli indigeni dell’altro mondo ma snobba i barboni che dormono nei cartoni sotto casa. 

Sa brontolare, trova gusto a lamentarsi e protesta solamente in piazza, non si identifica ma si confonde tra altre mille facce. In privato piace ritirarsi davanti alla tastiera del PC, fa parte degli audaci del “clic”, dei partecipanti attivi dei “like” e spesso e volentieri, davanti allo schermo tv 36”, anche questo ultimo modello sul mercato, indottrinandosi del non detto, del vuoto a perdere, del banale e dello scontato, non accorgendosi che la stanno bidonando, ipnotizzando e condizionando.

Metamorfosi della sponsorizzazione

La nostra società, tanto presa a correre dietro al “non conosciuto”, al “non avuto”, sempre più ansiosa di riempire il vuoto incolmabile, ignora l’eccessiva ingerenza degli sponsor sul contenuto delle trasmissioni. La pubblicità è stata ed è tutt’ora oggetto di contestazioni tra carta stampata, radio, cinema e le stesse reti tv, pubbliche e private. Il mercato pubblicitario fa gola a tanti e coinvolge una pluralità di merci e servizi il cui costo, direttamente o indirettamente ricade sul prodotto e cioè sul consumatore. E’ un giro di milioni di euro e per questo la pubblicità in tv è stata dall’inizio regolamentata e si è cercato di disciplinarla. Tante sono le forme di pubblicità alla quale lo spettatore viene assiduamente assoggettato, quale spot, televendite, trailer, videoclip e anche, perché no, pubblicità occulta. La pubblicità nasce alla Rai nel 1957, circoscritta alle trasmissioni serali della durata di 10 minuti. Per rispetto del telespettatore fu, intelligentemente collocata tra il telegiornale e il programma di prima serata.

La comunicazione pubblicitaria televisiva fu regolamentata in maniera tale da non danneggiare la stampa, che anche questa da essa trae le sue risorse.

La legge di riforma della Rai del 1975, all’art.21 stabiliva che gli spazi pubblicitari non potevano superare il tetto del 5% del tempo di trasmissione totale. Il mercato pubblicitario si è organizzato sotto le testate Sipra e Upa. Quest’ultima gestiva circa 400 aziende, vale a dire l’80% della pubblicità circolante in Italia.

Questo dato e non solo, spiega l’invasività, l’aggressività e la prepotenza che si scatena dai monitor durante i programmi di maggiore ascolto, siano essi di intrattenimento, di approfondimento o altro.

Invasività pubblicitaria rende la visione dei programmi sgradevole

Oggi la televisione non ti allunga la vita, oggi ti logora, ti annoia e palesemente dimostra mancanza di rispetto verso il telespettatore. Come?

Alcuni casi esemplificativi:

  • Mentre si sta seguendo un dibattito, nel momento più critico della discussione, ecco la conduttrice che interrompe dicendo, un attimo di pubblicità. Lo schermo cambia colore e si riempie di pannolini, mutande e donne incontinenti.

Cambi canale, ti dicono, se non vuoi vedere. Bene. Si cambio canale, con quale risultato?

  • Altra interruzione dello spettacolo per la pubblicità. Questa volta protesi, creme per la cellulite, intime di push up varie, antidiarroici, crema anti emorroidaria e tante altre belle cose. 

Ciak si cambia nuovamente. Un caso particolare. Un interessante dibattito sui fatti del giorno.

  • E’ il giorno che Trump sganciando i suoi missili ha ucciso Soleimani. Il mondo è ad un passo dalla guerra. La Libia brucia sotto i nostri piedi. Il Medio Oriente è una polveriera. In Puglia 20 mila operai dell’ex Ilva rischiano di perdere il lavoro. Dipendenti dell’Alitalia a rischio licenziamento. La Banca di Bari con 4 miliardi di euro e oltre mancanti. I risparmiatori defraudati in piazza. Il governo sull’orlo di una crisi di sopravvivenza.
  • Orbene, di cosa si discute in studio? Non ci si crede. E’ proprio così. Si discute di Tola Tola, sì, di Tola Tola! Ma cosa avrà fatto mai di male questo paese per essere così ridotto? 

Una amara constatazione:

Vicino a Sipra e UPA nascono nuove società pubblicitarie come Publitalia, la concessionaria Publiepi e altre. L’affare pubblicità ha sempre richiamato gli interessi di forti investitori. Per rendere chiaro il concetto basti dire che nel 2018 Publitalia ha raggiunto un fatturato di 3,401 miliardi di euro. Il fatturato della Sipra nel 2000  si è fermato a euro 1.446 milioni, esiguità  della cifra spiegata con altre forme di entrate..

Assistere oggi giorno ad uno spettacolo televisivo sia esso di intrattenimento, sia un dibattito culturale, politico  o documentario, oppure durante i vari Tg e altro,  è diventato sgradevole e pochi sopportano la continua interruzione per dare spazio alla pubblicità.

Per questo disservizio si deve ringraziare anche il ben noto Parlamento Europeo che nel 2006 espresse voto favorevole al testo della nuova direttiva, recepita dall’Italia nel 2010 con una modifica al Testo unico della radiotelevisione, e così permettendo un’interruzione pubblicitaria ogni 30 minuti e consentendo la pubblicità indiretta.

Conclusione:  Si è doppiamente “cornuti e mazziati”. Prima perché non è più gradevole guardare la televisione, poi perché il costo di tutta quella pubblicità si riversa sul costo dei prodotti e cioè sui consumatori.

Addio all’intrattenimento! Largo alla pubblicità! Così è se vi pare.

(Ha collaborato Miranda Parca)

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Pallanuoto di livello, gol ed entusiasmo: divertimento e agonismo a Lariano per il Torneo dell’Epifania organizzato dall’F&D Waterpolis

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Pallanuoto di livello, gol ed entusiasmo: divertimento e agonismo a Lariano per il Torneo dell’Epifania organizzato dall’F&D Waterpolis

Tante atlete, pubblico numeroso e un’ottima pallanuoto. Questi gli ingredienti del primo torneo dell’Epifania, organizzato dall’F&D Waterpolis con in prima linea Daniele Di Zazzo e Danilo Di Zazzo, che ha visto scontrarsi nella Piscina dell’Evolution Fit Village le padrone di casa dell’F&D, l’Acquachiara, il Volturno, la SIS Roma e il Latina Nuoto. Il Torneo se l’è aggiudicato la SIS guidata da Mario Capanna, come da pronostico visto il valore della rosa e la categoria superiore cui appartiene. Le capitoline hanno vinto quattro gare su quattro, agguantando tutti e dodici i punti in palio. Medaglia d’argento per l’F&D Waterpolis, che ha chiuso il suo cammino con uno score di 7 punti frutto di due vittorie, un pareggio e una sconfitta e una differenza reti migliore rispetto all’Acquachiara, anch’essa a 7 punti. Tre i punti conquistati dal Volturno, mentre è rimasta a 0 il Latina Nuoto. “Sono stati due giorni impegnativi, che grazie al supporto dello staff sono corsi via senza problemi. Vedere tanta gente non può che fare piacere, ho ricevuto alcune telefonate di amici che mi facevano i complimenti, non è stato merito solo mio o di Danilo ma di tutti, Antonio, Stefano, Arianna, Martina, Luca, Silvia, Mario, Danilo, Patrizia, Francesco e molti li avrò dimenticati ma sanno che un encomio va anche a loro, faccio i complimenti a tutti, con Danilo, Francesco e Mario ne siamo rimasti soddisfatti. Tecnicamente il Trofeo è stato impreziosito dalla SIS ROMA, che insieme a Volturno, Acquachiara, Latina e noi ha dato vita a delle belle gare…”. Una battuta il tecnico la riserva alle sue ragazze: “Abbiamo affrontato con il giusto spirito questo torneo, venivamo da alcune sedute di duro lavoro, le ragazze hanno risposto bene, in particolare nelle due prime gare contro SIS e Acquachiara, molto intense e dove abbiamo fatto vedere molte cose positive. Il campionato è alle porte e sarà una bella competizione, molto equilibrata e dove tutti cercheranno di fare bene, noi dobbiamo farci trovare pronti già dal Derby del 26/1 contro i Castelli, le ragazze lo sanno e stanno lavorando sodo, ci divertiremo”. Miglior portiere è stato designato Linda Minopoli, dell’F&D Waterpolis. Miglior marcatore Alessia Fatone del Volturno, con 27 reti, seguita da Veronica De Cuia dell’F&D con 14 e da Storai della SIS Roma con 11. Miglior giocatore Luna Di Claudio della SIS Roma.



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