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Cultura e Spettacoli

Formello, il 24 luglio grande serata per la titolazione di una piazza a Sergio Bardotti

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Il 24 luglio a Formello c’è un evento da non perdere. Finalmente è arrivato il giorno della titolazione della piazza del mercato al centro di Formello a Sergio Bardotti, grande compositore e discografico italiano che ha scritto testi per Mina, Lucio Dalla e Patty Pravo (indimenticabile “Se perdo te”), Ron, Ricchi e Poveri e Mal and The Primitives. Insieme ad Antonello Venditti, Bardotti ha composto l’inno della Roma.

A febbraio è stata accolta dalla Prefettura di Roma la proposta del Comune di Formello di intitolare la piazza. Un evento denominato “Ed io tra di voi” promosso e organizzato dal Comune di Formello che vedrà la partecipazione della famiglia di Bardotti, della moglie Carmen Di Domenico, compositrice che vive tutt’ora a Formello.

Alle 19 si terrà la cerimonia di inaugurazione della piazza dedicata a Sergio Bardotti. A seguire in piazza San Lorenzo, alle 21, si terrà uno spettacolo musicale che intende ripercorrere la carriera artistica di Sergio Bardotti e delle sue canzoni con il Maestro Fabio Macera Musical Trio.

Presentano la serata Stefano Raucci e Stefano Molinari di Radio Radio.

A 23 anni fu chiamato dalla casa discografica Rca e divenne assistente di Quasimodo, Ungaretti, Moravia e Pasolini. È alla sua passione per la musica latino americana che si deve la scoperta, in Italia, di talenti come Vinicius de Moares, Toquinho e Chico Barque.

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Bracciano, un tuffo negli anni ’70 con “I Cugini di Campagna”

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Il concerto questo venerdì alle 21 in piazza IV Novembre

BRACCIANO (RM) – Questo venerdì alle 21 in piazza IV Novembre a Bracciano c’è l’appuntamento con il concerto de “I cugini di Campagna”, un tuffo negli anni ’70 con il memorabile gruppo musicale pop italiano che ha regalato successi come “Anima mia”, “Un’altra donna”.

Silvano Michetti alla batteria, Ivano Michetti chitarra e voce. Voce di Nick Luciani che dopo 7 anni di assenza è tornato a far parte dello storico gruppo.

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Crispiano, teatro: grande successo per l’edizione 2021 di “Terra e Sangue”

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Al termine della rappresentazione, ispirata al capo brigante Cosimo Mazzeo, detto Pizzichicchio, applausi a scene aperte

CRISPIANO (TA) – Oltre 60 attori, musicisti e comparse, hanno rievocato il brigantaggio meridionale post unitario, mettendo in primo piano alcuni personaggi emblematici che, tra il 1860 e il 1864, concentrarono le scorribande nel territorio di Grottaglie, Montemesola, Martina Franca e Crispiano dove, nella battaglia della Masseria Belmonte venne annientato il grosso della banda mentre il capo Cosimo Mazzeo detto “Pizzichicchio”, riuscito a fuggire, fu in seguito catturato alla Masseria Raggeruddo.

L’edizione 2021 dello spettacolo è andata in scena nella Masseria Mita, di Vincenzo Imperatrice

Al termine della rappresentazione applausi a scene aperte per i tre organizzatori, Luciano Paciulli, Leonardo Bello e Concetta Vitale i quali, con tenacia e nonostante le molteplici difficoltà derivanti anche dal Covid 19, hanno fatto in modo che anche quest’anno lo spettacolo potesse andare in scena con una rinnovata sceneggiatura e una recitazione passionale e ricca di enfasi.

Alla prima serata hanno assistito tra gli altri, il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti insieme alla consigliera Sabrina Pontrelli, l’Assessore Aurora Bagnalasta delegata ai Servizi Sociali, alla Cultura e allo Spettacolo e alle Pari Opportunità del Comune di Crispiano, la Consigliera con delega al Turismo Monica Taurino e il Prefetto Francesco Tagliente con la sua signora.

L’Osservatore d’Italia ringrazia il fotografo Silvano Martinelli poter la gentile concessione delle foto pubblicate in galleria.

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Genzano, Luca Manfredi: un friccico ner core e la semplicità di Nino al “Parco dei libri”

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GENZANO (RM) – Secondo e ultimo appuntamento per “Il parco dei libri” al Parco Sforza Cesarini di Genzano di Roma. La rassegna, ideata e realizzata da Mondadori Bookstore Genzano-Velletri-Lariano-Frascati e Fondazione De Cultura in collaborazione con Comune di Genzano di Roma e Sistema Castelli Romani, si è conclusa con Luca Manfredi e Paolo Di Paolo.

A dare il consueto benvenuto Guido Ciarla, libraio e presidente della Fondazione De Cultura, il quale ha sottolineato l’importanza di aggregarsi intorno al libro in luoghi splendidi come quello del parco genzanese. A fare eco alle sue parole Marta Elisa Bevilacqua, in rappresentanza del Comune di Genzano, e Giacomo Tortorici, direttore dell’SCR.

Luca Manfredi, figlio del grande Nino, ha pubblicato con Rai Libri “Un friccico ner core”

Una raccolta di aneddoti, riflessioni ed esperienze sulla figura di suo padre, sia nell’ottica del figlio che in quella del regista poi avvicinatosi allo stesso mondo e allo stesso campo d’azione. Tantissimi gli spunti, visti anche gli oltre cento film che Nino Manfredi ha realizzato, ognuno dei quali portatore di una storia. Ne è emerso un ritratto del grande attore forse non canonico: dall’estremo rigore sul luogo di lavoro (arrivava sempre mezz’ora prima di tutti) alla grande ironia, mai nascosta, neanche al cospetto di Giovanni Paolo II in uno storico incontro. Dall’alterco con Ugo Tognazzi alle ultimissime esperienze sul set, con la fiction “Un posto tranquillo” diretta proprio da Luca e che lo vide nel ruolo, scritto ad hoc, di un sacerdote cieco che si affiancava ai protagonisti Pietro Sermonti e Lino Banfi.

Nino Manfredi, da interprete ineguagliabile, ha ridestato nel pubblico ricordi e curiosità. Quel papà che ogni tanto per Luca torna in televisione e si può riascoltare in alcune battute storiche e rivedere nei film più noti, è in fondo un parente per tutti noi. Di seguito l’intervista all’autore del libro.

Luca, qual è stato il suo rapporto con la popolarità di Nino personaggio dello spettacolo? È cambiato nel tempo e con la sua crescita?

Quando ero ragazzino, essendo molto timido, non amavo andare con mio padre alle manifestazioni cinematografiche o alle premiazioni. Non volevo essere il figlio di Nino e basta. Col tempo, però, ho capito che era una cosa inevitabile e facente parte della mia famiglia. Dovevo entrare nell’ambiente e nella grande riconoscenza manifestata da molti nei suoi confronti, e quindi mi sono abituato.

A lei, invece, quando è scattata l’idea di poter fare una strada professionale nel mondo del cinema?

Come racconto nel libro, papà a casa non c’era mai ed era sempre impegnato sul set. Io per stare più con lui chiedevo a mio madre di accompagnarmi sul set per assistere alle riprese. Lì ho scoperto questo mondo magico e affascinante, dove nascono le storie che noi vediamo al cinema.

Cosa ha rubato da suo padre, a livello professionale?

La serietà nell’approccio al lavoro. Mio padre era un vero artigiano del suo mestiere, uno stakanovista e un perfezionista. Mi ha insegnato a non improvvisare nulla e a preparare tutto con cura prima di arrivare sul set, perché tutto deve essere frutto di un grande studio.

Di frequente si sente dire che quel cinema con i grandi interpreti quali Nino Manfredi, Sordi, Mastroianni, Gasmann non si riavrà mai più. Lei che lo ha vissuto in prima persona, quel mondo, e che oggi invece lavora nel cinema contemporaneo, che opinione si è fatto?

Quella è stata una stagione di cinema straordinaria, mi riferisco alla commedia all’italiana. I grandi autori, i grandi registi, con grandi sceneggiatori e grandi interpreti. È una stagione che non tornerà. Oggi però abbiamo altri talenti come, per citarne due, Elio Germano e Pierfrancesco Favino. Senza voler fare confronti, ma ci sono attori altrettanto bravi.

Quali sono i suoi prossimi progetti cinematografici?

Sono un appassionato di biografie. Dopo quelle sue mio padre, con Elio Germano, e Sordi, con Edoardo Pesce, adesso mi sto accingendo a sviluppare un progetto per raccontare gli inizi della carriera di Paolo Villaggio.

Articolo e intervista a cura di Rocco Della Corte

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