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Forza Horizon 4, corse folli e adrenalina su Xbox One e Pc

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Dopo aver percorso a tutta velocità le strade del Colorado, dopo aver bruciato treni e treni di copertoni per i meravigliosi paesaggi dell’Europa Mediterranea e dopo aver sfidato piloti di tutto il mondo in Australia, Turn 10 e Playground Games hanno deciso di ambientare l’ultimo capitolo della serie racing in esclusiva per Pc e Xbox One, Forza Horizon 4, in Gran Bretagna. Appena avviato il gioco ci si trova dinanzi alla prima delle molte novità introdotte in questo quarto capitolo della serie: le Stagioni. Durante la prima gara introduttiva si avrà la possibilità di saggiare velocemente ognuna delle 4 Stagioni, caratterizzate da enormi differenze paesaggistiche che coinvolgono anche il modello di guida. Una volta conclusa questa prima gara-spettacolo comincia quella che è una vera e propria fase introduttiva a Forza Horizon 4. A inizio carriera la prima cosa da fare sarà quella di scegliere il proprio alter ego virtuale tra un ampio numero di personaggi disponibili, sia di sesso maschile che femminile, tutti personalizzabili sia nel vestiario che con particolari accessori e le ormai celebri emote per celebrare le vittorie. Una volta selezionato il proprio avatar, che fortunatamente per gli indecisi sarà possibile cambiare in qualsiasi momento, ha inizio l’avventura nel nuovo Horizon Festival. In Forza Horizon 4 si torneranno a vestire i panni del novellino che vuole farsi un nome nel mondo delle corse automobilistiche, e quale migliore occasione del Festival più grande di tutti per affermarci come campioni? Quindi, dopo le consuete presentazioni con alcuni dei personaggi che supporteranno il protagonista in questa avventura, si verrà catapultati in una sorta di proprio prologo al gioco. Durante questa fase l’obiettivo di chi gioca sarà quello di guadagnare il braccialetto giallo che dà accesso alle gare diventando così a tutti gli effetti un pilota Horizon, e per farlo c’è solo un modo: accumulare punti influenza, farsi conoscere ed aumentare a dismisura i fan. In questa prima fase del gioco il ciclo delle stagioni è nelle mani del giocatore, infatti, per cambiare stagione è necessario raggiungere un determinato valore di influenza fra i fan in modo tale da sbloccare una gara esibizione che, una volta completata con successo, consentirà di procedere alla stagione successiva. Si comincia con la calda quanto semplice Estate, dove l’obiettivo principale è correre, vincere ed esplorare liberamente la mappa di gioco.

Non appena si sblocca l’autunno, si verrà in contatto con la seconda novità di rilievo introdotta in Forza Horizon 4: il Mondo Condiviso. Per la prima volta nella serie, infatti, non si gareggia più in solitaria per poi passare alla componente multigiocatore, ma entrambe le modalità sono ora fuse in un’unica, grandissima e favolosa esperienza di gioco. E’ bene sottolineare, soprattutto per chi preferisce giocare in solitaria senza alcuna interferenza, che la presenza del Mondo Condiviso non influisce in nessun modo sulla modalità single player visto che, durante le fasi di guida libera, le collisioni con gli altri giocatori sono disabilitate, annullando totalmente tutti quei comportamenti da pirati della strada da parte di giocatori che si divertono solo ad infastidire gli altri. In Forza Horizon 4 si ha la possibilità di incontrare altre persone, di sfidarle o di arruolarle nella propria carovana o di partecipare a gare con giocatori umani invece dei soliti Drivatar guidati dall’IA, o anche semplicemente di godersi il gioco in solitaria senza alcuna interferenza esterna. Tutto dipende dal giocatore e nessun obbligo andrà a modificare le abitudini di gioco di chi sta dinanzi lo schermo. All’inizio di ogni singola gara, tranne che per le esibizioni e altre gare speciali, si ha la possibilità di decidere come affrontarla: giocatore singolo, contro altre persone, in modalità rivali e addirittura in cooperativa. Insomma, come si può capire da queste prime righe, i ragazzi di Turn 10e Playground Games hanno svolto un lavoro veramente eccezionale e che siamo certi accontenterà qualsiasi tipo di giocatore: dal “lupo solitario” al più competitivo di tutti. Una volta che si è portato a termine l’intero ciclo stagionale del prologo si verrà catapultati in quello che è il vero e proprio gioco. Da questo momento in avanti le stagioni di Forza Horizon 4 assumono la loro vera forma e durata: una settimana reale durante la quale tutti i giocatori collegati ai server di gioco saranno sincronizzati tra loro correndo quindi in quello che diventa a tutti gli effetti un mondo virtuale vivente, popolato da decine e decine di piloti scatenati. Ogni stagione è caratterizzata, oltre che dal naturale cambiamento di panorama e di condizioni atmosferiche che coinvolgono la morfologia dei terreni, anche da una moltitudine di eventi a tempo come nuove sfide e nuovi campionati stagionali che, ovviamente, si concluderanno al cambio di stagione. Non possono certamente mancare poi i classici eventi Forzathon, e ovviamente anche questi hanno subito un forte rinnovamento: oltre alle classiche sfide tipiche di entrambe le serie Forza, in Forza Horizon 4 appaiono per la prima volta i particolari eventi Forzathon Live. Durante il gioco si verrà avvisati da un messaggio su schermo della presenza di un evento Forzathon Live e, se lo si desidera, sarà possibile raggiungere il luogo di inizio entro il tempo stabilito e cominciare questa nuova avventura in cooperativa con un massimo di altri 11 piloti. Questi eventi sono suddivisi in tre livelli sequenziali, e per compierli tutti si ha un tempo limite di 15 minuti. Qui non sarà necessario sfidare altri giocatori ma cooperare per completare le sfide proposte, ottenendo così i nuovi crediti Forzathon; sfide che spaziano dal raggiungimento di una determinata velocità totale davanti ad un autovelox a raggiungere un determinato punteggio in zone di derapata e così via. Questi particolari crediti saranno utilizzabili esclusivamente nel nuovo Forzathon Shop, un negozio ad hoc che permette di comprare auto e accessori altrettanto speciali, dando quindi delle ottime motivazioni ai videogiocatori per partecipare molto spesso a tali eventi.

Un’altra grande novità che caratterizza Forza Horizon 4 è la “Vita Horizon”. Questa altro non è altro che un enorme riepilogo di tutti i progressi svoltio in game, divisi per categorie che vanno da quelle dedicate alle varie tipologie di gara passando per le categorie relative alla personalizzazione estetica dei veicoli, a quella per gli assetti, arrivando alle categorie riservate all’esplorazione o alla componente multigiocatore e addirittura alla categoria dedicata a Mixer, la piattaforma di streaming di Microsoft, per un totale di ben 25 diverse carriere. Ogni singolo progresso ha la sua categoria, ed ogni categoria è composta da più livelli. Vincendo ad esempio molte gare su strada si potranno sbloccare i livelli successivi, per arrivare poi al decimo che sbloccherà quella che è a tutti gli effetti una finale che permetterà ai giocatori di diventare i campioni di quella determinata categoria. Al salire di ogni livello naturalmente si avrà accesso a ricompense di vario tipo, da bonus in crediti, ruote della fortuna, a gare di livello superiore, passando per accessori per la personalizzazione degli avatar fino a nuovi clacson o anche nuove frasi per la chat rapida. Sempre in tema di novità, in Forza Horizon 4 fanno la loro comparsa le Case. Posizionate per l’enorme mappa di gioco ci sono diverse abitazioni, dal piccolo cottage in riva al lago, ad enormi e lussuose, ma anche ville storiche. Una volta acquistata la casa che si vuole, a patto di avere il numero di crediti necessario, si avrà accesso ai bonus ad essa collegati e alle sue funzioni, tra cui la possibilità di cambiare avatar o di modificarne l’aspetto, l’accesso al proprio garage con la possibilità di personalizzare le auto, Autovista, l’Auto Salone in cui acquistare nuovi veicoli e la Casa d’Aste utile per vendere le vetture che si sono vinte in precedenza ma che non vengono usate. Una volta che si avranno più abitazioni a disposizione si potrà anche usare il classico viaggio rapido per spostarsi da una all’altra, oltre che alla sede del Festival. La nuova impostazione Mondo Condiviso ovviamente non ha intaccato tutte quelle modalità online che avevano caratterizzato gli scorsi capitoli di Forza Horizon come la modalità Avventura, ora chiamata Avventura a Squadre. Ci si potrà unire a un’Avventura in qualsiasi momento, ma si potrà anche decidere di creare la propria. Scegliendo di crearla si potrà decidere la stagione in cui ambientarla, limitare la trazione delle auto e abilitare o meno le gare Scatto Guida Libera, ossia quelle competizioni senza alcun checkpoint che si fanno dal traguardo di una gara appena conclusa alla linea di inizio della successiva. Una volta compiute queste prime scelte si potrà decidere la tipologia di auto e limitare la competizione ad una sola classe, per poi decidere quante e quali gare utilizzare nella propria avventura andando anche ad impostare l’ora del giorno e le condizioni meteo di ognuna di esse. Una volta impostato il tutto sarà possibile iniziare la propria Avventura, invitando gli amici online e dando il via alla competizione. Sarà possibile aggiungere ogni tipo di gara già affrontata nella modalità storia, dalle gare normali passando per le gare Arena o per le intense finali, ed anche in questo caso si avrà la totale libertà di decidere praticamente ogni singolo aspetto creando l’Avventura “perfetta” senza alcuna limitazione. In Forza Horizon 4 torna anche la possibilità di aderire a un Club o di crearne crearne uno da zero e, ovviamente non può certo mancare la profondissima personalizzazione, sia estetica che prestazionale, di tutti i veicoli presenti. Il solito editor di livree ritorna alla grande consentendo di creare delle vere e proprie piccole opere d’arte da condividere con la community, o di scaricare i design degli artisti migliori che da sempre rendono le possibilità di personalizzazione di entrambe le serie Forza veramente uniche.

In Forza Horizon 4 è presente anche la possibilità di creare le proprie gare prendendo come base i percorsi dei tracciati già presenti, andando però a modificare i veicoli coinvolti e la loro classe. Sarà invece disponibile post-lancio la possibilità di creare le proprie gare da zero, decidendo tutto, dai veicoli coinvolti all’intero percorso da seguire: un’aggiunta più che interessante che dovrà essere rodata per bene prima dell’effettiva disponibilità. In questo quarto capitolo della saga fa il suo ritorno anche la modalità Drone introdotta nello scorso titolo, perfetta per scattare fotografie ai meravigliosi paesaggi che il gioco offre o ai tantissimi bolidi presenti, ma anche ideale per la ricerca dei Gioielli Dimenticati sempre ben nascosti nell’enorme mondo di gioco. L’ultima novità introdotta da Forza Horizon 4, relativa però ai soli possessori di Xbox One X, è la possibilità di scegliere tra due impostazioni grafiche distinte: la Modalità Prestazioni che permette di giocare in 1080p HDR a 60 frames per secondo, e la Modalità Definizione che blocca il frame-rate a 30 immagini per secondo ma che può contare su una definizione nativa di 4k sempre in HDR. In ognuno dei casi vi assicuriamo che dal punto di vista prettamente estetico Forza Horizon 4 è un titolo veramente impressionante, che si piazza senza ombra di dubbio nell’olimpo dei racing games. Annoiarsi mentre si gioca l’ultimo capolavoro di Turn 10 e Playground Games è veramente impossibile, quindi, se si sta cercando un gioco di corse dalla natura non simulativa ma che offra un mondo di gioco vastissimo, tante cose da fare, una grafica di altissimo livello e che dia la possibilità di giocare sia da soli, sia cooperando che competendo con altre persone in tutto il mondo, Forza Horizon 4 non vi deluderà mai.

 

GIUDIZIO GLOBALE:
Grafica: 10
Sonoro: m9,5
Gameplay: 9,5
Longevità: 9,5
VOTO FINALE. 9,5

 

Francesco Pellegrino Lise

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Just Cause 4: azione e adrenalina su pc e console

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Arrivata al suo quarto capitolo dopo più di dieci anni di attività, la serie Just Cause si è fatta un nome quasi esclusivamente grazie all’incredibile qualità dell’azione che Avalanche è riuscita ogni volta a imprimere nei titoli del franchise, tra esplosioni, sparatorie, pericolose acrobazie e scene degne dei migliori action movie di Hollywood. Anche stavolta, con questo nuovo capitolo per Xbox One, Ps4 e Pc, la software house non si è smentita e ha dato alla sua ultima creazione lo stesso tocco iperbolico di sempre con l’aggiunta di una marcia in più. Ma veniamo alla trama, Just Cause 4 è piuttosto semplice per quanto riguarda l’aspetto narrativo: dopo aver messo a ferro e fuoco diverse regioni del mondo, rovesciato dittature e molto altro, Rico Rodríguez decide di cercare informazioni sul proprio padre scomparso, coinvolto suo malgrado in un progetto segreto capace di controllare gli eventi atmosferici in tutto il mondo. Tale progetto viene guidato dal leader di una forza militare chiamata Mano Nera, che controlla al tempo stesso l’intero territorio della regione fittizia chiamata Solis sotto un regime militare inflessibile, in cui pochi o nessuno sembra essere intenzionato ad alzare la testa per ribellarsi. Un primo intervento da parte di Rico innesca un meccanismo di non ritorno pronto ad accendere una vera e propria rivoluzione, sotto la bandiera del fronte di liberazione chiamato Armata del Caos. Fantasie sui nomi a parte, da qui ha inizio una sequela di situazioni strampalate degne di un kolossal di azione, dove gli elementi del gameplay ormai noto agli appassionati del franchise si fonde abilmente a una struttura di gioco piena zeppa di cose da fare. Andando a descrivere le attività più semplici, il gameplay di Just Cause sfrutta gli elementi del genere action in terza persona, personalizzando per l’occasione gran parte delle azioni in gioco mediante l’utilizzo del rampino, che può diventare all’occorrenza un mezzo di trasporto, un modo per avvicinarsi ai nemici e colpirli con un attacco in mischia, attirare un elicottero e farlo schiantare su un oggetto (o salirvi sopra) e così via, aggiungendo di nuovo per questo quarto capitolo alcune feature extra. Una di queste è per esempio il sollevatore, ovvero un pallone aerostatico che viene attaccato al target del rampino per farlo sollevare appunto da terra, liberando alcune strade bloccate oppure per far volare via i nemici che possono essere più fastidiosi. L’altra funzione del rampino è il riavvolgitore, che può essere sfruttato per aprire pannelli o porte grazie appunto alla potenzia del rewind del cavo.

L’aspetto divertente però è che tutte le abilità sopra elencate possono essere combinate tra loro, creando delle vere e proprie sequenze che sfociano in situazioni incredibili e paradossali anche solo da pensare e che sono molto lontane dal realismo. Alcuni dei gadget necessari per compiere le azioni più complesse verranno richiesti durante lo svolgimento di alcune missioni, ma al di fuori di esse non se ne sente il bisogno vero e proprio di servirsene, in quanto risulta decisamente più facile seguire una routine standard e più immediata, che spesso si traduce nell’utilizzo del rampino basilare, piuttosto che stare a elaborare approcci di tipo assurdo. Come avrete capito, quindi, la star di questo capitolo è indiscutibilmente il rampino, che subisce un imponente rework diventando un vero e proprio strumento creativo in mano al giocatore. Non è più un semplice gancio con cui muovere Rico, ma lancia ora tre diversi congegni che interagiscono con il mondo di gioco producendo effetti spettacolari su di esso. Ciascuno dei tre dispositivi del rampino può essere programmato attraverso una manciata di opzioni, che ad esempio permettono di aggiustare la potenza del riavvolgitore o l’altezza del pallone del sollevatore, o ancora la direzione della spinta dei booster. Si possono applicare fino a 10 ganci simultaneamente, configurando ognuno di essi perché produca il suo effetto automaticamente, alla pressione di un tasto o quando questo rimane premuto. Inutile dire che le combinazioni sono davvero tantissime e che questo sistema metterà alla prova la creatività dei giocatori più incalliti tenendoli impegnati ore e ore a sperimentare micidiali combinazioni con il rampino. In Just Cause 4, oltre al conseguimento delle missioni principali, sarà possibile svolgere anche delle attività alternative secondarie, che vanno di pari passo al gameplay di stampo gestionale inserito per portare a termine la rivoluzione dell’armata del caos. Ma come funziona questo aspetto del gioco? La fase strategica/gestionale è rappresentata dalla presenza di una mappa generale di Solis che serve a capire quali territori sono conquistati dal nemico e quali invece sono sotto assedio per essere liberati. Ogni volta che si porterà a compimento una missione, o si farà danno alla mano nera, l’esercito accumula dei preziosi punti che servono a sbloccare un punteggio armata. Questo punteggio serve per conquistare le regioni limitrofe a quelle già liberate, a patto che però Rico distrugga il quartier generale della Mano Nera costruito in quella determinata area. Una volta liberata la base, la zona si sblocca per l’acquisto, regalando anche al protagonista dei potenziamenti extra da utilizzare nel corso dell’avventura. Oltre a queste dinamiche più ovvie, il gioco regala anche qualche piccolo sfogo extra alla ricerca di prove bonus un po’ meno in evidenza, come la distruzione di alcuni dirigibili.

In Just Cause 4, gli amanti delle armi saranno molto felici in quanto Rico può contare su un vasto arsenale composto da circa una quindicina di bocche da fuoco diverse tra fucili d’assalto, fucili a pompa, lanciarazzi e fucili di precisione e se alcune di queste sono piuttosto ordinarie, molte sono assolutamente stravaganti e dal potenziale distruttivo enorme. Insomma, come si evince da quanto scritto, la carne al fuoco, dal mero punto di vista della quantità, è indubbiamente parecchia. Soprattutto perché buona parte dell’esperienza è stata confezionata per essere vissuta facendo semplicemente caos, baccano, seminando morte e distruzione nelle province dell’isola. Questo aspetto è alimentato dalla possibilità di richiedere attraverso i rifornimenti qualsiasi tipo di veicolo, civile o militare, presente nel gioco. Dalle piccole utilitarie ai giganteschi dirigibili da guerra, dalle fiammanti auto sportive ai caccia ultrasonici, passando per carri armati, motovedette, risciò cittadini e addirittura aerei di linea, ciascuno dei veicoli e dei velivoli presenti in Just Cause 4 è pilotabile è può essere richiesto a piacimento in qualsiasi punto della mappa. Il catalogo dei rifornimenti è vasto e comprende anche l’arsenale di Rico e altri oggetti come le postazioni di artiglieria. Per poter utilizzare ogni giocattolino basterà soltanto completare i requisiti di ciascun pezzo per poterselo vedere recapitato dopo pochi secondi. Le consegne si sbloccano liberando specifici territori e man mano che si avanza si ottengono un maggior numero di piloti e tempi di cooldown sempre minori, il che significa che verso la fine del gioco si potranno abbinare alle capacità del rampino anche la potenza di fuoco di mezzi sempre più devastanti. Dal punto di vista tecnico, il nuovo motore grafico di Avalanche ha un impatto considerevole sul comparto grafico di Just Cause 4, il migliore dell’intera serie al netto di qualche scivolone sul livello di dettaglio (troppe texture in bassa risoluzione). Sorvolando Solís il colpo d’occhio è notevole grazie principalmente all’ottima qualità dell’acqua e ai convincenti effetti di luce, ed è solo quando si tocca il terreno che si notano alcuni problemi relativi alle texture, soprattutto quelle del fogliame. A fare la parte del leone è invece la fisica degli oggetti, esplicitamente al centro degli sforzi del team di sviluppo e mai così realistica in un Just Cause. Tirando le somme, con questo quarto capitolo della serie, Avalanche ha preferito scommettere ancora una volta sul puro gameplay rispetto al realismo e a una trama dettagliata. Bisogna però ammettere che nonostante ciò l’esperienza nel complesso porta con se notevoli miglioramenti in direzione di una maggiore libertà del giocatore in quello che è a tutti gli effetti un mondo sandbox ricco di spunti. Ciò che secondo noi è un elemento su cui si poteva lavorare meglio è invece la scarsa varietà delle missioni e un comparto grafico che non riesce a stupire, almeno nella qualità delle texture. In ogni caso, Just Cause 4 è un titolo davvero molto divertente, quindi se si è alla ricerca di un software che riesca a far staccare la spina per qualche tempo senza doversi preoccupare di trame complesse da seguire o cose da fare entro tempi limite, Just Cause 4 è il prodotto più indicato in questo periodo.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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Nuovi Surface disponibili in prevendita in Italia

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I nuovi Surface Pro 6 e Surface Laptop 2, annunciati a ottobre, sono ora in prevendita sul Microsoft Store e presso i rivenditori selezionati. Inoltre, il nuovo Surface Studio 2, il device della famiglia Surface più potente di sempre, è per la prima volta disponibile sul mercato italiano. L’iconico Surface Pro, che ha decretato il successo della categoria 2 in 1, spinge sull’acceleratore e lavora il 67% più velocemente grazie ai processori Intel Quad Core di ottava generazione. Disponibile nell’elegante versione nera, oltre che nel classico color platino, Surface Pro 6 offre il meglio in termini di portabilità per la vita digitale di oggi, una connettività sempre affidabile e mobilità senza eguali, coronati da potenza e prestazioni eccezionali. Il gusto del design e della realizzazione di Surface Laptop 2, disponibile nella colorazione platino, è sottolineato dal sapiente accostamento tra il dettaglio raffinato dei materiali e le linee pulite ed eleganti. Il dispositivo garantisce inoltre il massimo della produttività, grazie al processore Intel Quad Core di ottava generazione, alla batteria con autonomia fino a 14,5 ore e alla tastiera più rapida e silenziosa.

Surface Pro 6 e Surface Laptop 2 sono disponibili anche nelle configurazioni business, che offrono feature aggiuntive e ulteriori vantaggi, come: Windows 10 Pro, per una sicurezza avanzata, semplicità di gestione a livello aziendale e migliori funzionalità per la produttività. Processore Intel Quad Core di ottava generazione (8350U) nei modelli i5, che garantisce la migliore performance possibile. Microsoft Advanced Exchange: un nuovo servizio di garanzia, che prevede la rapida sostituzione del dispositivo senza costi aggiuntivi. 

Surface Studio, considerato da molti sinonimo di innovazione e della nascita di una categoria di prodotti senza precedenti, è progettato al servizio dell’inventiva e trasforma la postazione di lavoro in una fucina creativa. Con prestazioni grafiche aumentate del 50%, Surface Studio 2 batte tutti i record di velocità di casa Surface, con potenza e prestazioni professionali. Il display regolabile Brilliant PixelSense da 28 pollici trasforma lo schermo in una tela extra large su cui trasferire le proprie idee. Inoltre, Surface Studio 2 integra sempre il sistema operativo Windows 10 Pro, che offre il massimo della protezione, efficaci tool di gestione e maggiore produttività grazie all’app Desktop remoto e a Cortana.

Surface Pro 6 è disponibile nella versione consumer a partire da 1.069€ e nella configurazione business a partire da 1.169€. Inoltre, acquistando in prevendita sul Microsoft Store il dispositivo nella configurazione consumer, si riceverà in regalo la Surface Pen, per un’esperienza di scrittura naturale e di massima precisione (del valore di 114,99€). Surface Laptop 2 è disponibile a partire da 1.169€ per la versione consumer e 1.369 € per la configurazione business. Le configurazioni consumer con processore Intel Core i7 sono in prevendita in esclusiva sul Microsoft Store. È possibile acquistare in prevendita Surface Studio 2 sul Microsoft Store e presso i rivenditori autorizzati a partire da un prezzo di 4.199€.

F.P.L.

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Darksiders 3, l’apocalisse continua con Furia

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Dopo il lungo e travagliato percorso della software house che ha ideato la saga, ecco arrivare sulle console di attuale generazione e su Pc Darksiders 3, l’attesissimo nuovo capitolo della serie apocalittica più amata dal grande pubblico. Se in Darksiders il grande protagonista era Guerra, in Darksiders 2 si potevano vestire i panni di suo fratello Morte, stavolta invece i giocatori interpreteranno Furia, definita dai suoi stessi creatori come il più imprevedibile ed enigmatico dei cavalieri dell’apocalisse. A differenza dei fratelli, Furia è una maga e utilizza principalmente armi veloci ed eleganti, elemento questo che rende il gameplay di Darksiders III alquanto diverso da quello visto nei videogiochi precedenti.

Ma veniamo alla trama

Il titolo inizia lì dove la storia si era interrotta nel 2012, con Guerra al cospetto dell’Arso Consiglio che lo accusa di tradimento. Furia, che per sua natura è ambiziosa e desidera ardentemente essere al comando dei cavalieri e riabilitarne il nome, decide di servire ancora una volta il Consiglio e si mette alla ricerca dei Sette Peccati Capitali, entità che mettono a repentaglio il preziosissimo equilibrio tra le forze del Caos e quelle dell’Ordine. La protagonista si dirige quindi sulla Terra, ormai distrutta dalla guerra tra Paradiso e Inferno, alla ricerca di Invidia, Ira, Avarizia, Accidia, Lussuria, Gola e Superbia, nascosti ciascuno agli angoli di un mondo di gioco vasto, denso di pericoli e perfettamente interconnesso. Dopo le avventure di Guerra e Morte era da anni che gli appassionati aspettavano d’interpretare un nuovo cavaliere dell’apocalisse, e Furia, durante le nostre prove, ha saputo conquistarci a partire dalla prima cutscene.

La protagonista infatti è carismatica, tagliente e ironica, un carattere quasi all’opposto di quelli dei suoi fratelli che spesso impersonano il ruolo dell’eroe maledetto.

In Darksiders 3 non solo la protagonista è molto ben caratterizzata, ma una volta in suo controllo viene subito fuori come il team di Gunfire Games abbia voluto confezionare un’esperienza di gioco davvero diversa dalle precedenti senza però stravolgere le dinamiche e i lati positivi che hanno reso famoso il brand. Darksiders 3 si distacca dal secondo episodio tanto quanto questo si allontanava dal primo, e se l’epopea di Guerra era una fusione tra Zelda e un action hack ‘n’ slash, e quella di Morte un misto tra l’epopea di Link, GDR loot based, e i Prince of Persia 3D, il nuovo capitolo della serie decide di mischiare ulteriormente le carte unendo sposando un cammino che strizza l’occhio ai Souls-like, quindi alla moda e in linea coi tempi. Si tratta di una scelta quantomai sensata, visto che la storia di Furia è un altro prequel di sorta, che si svolge nel bel mezzo del primo capitolo (subito dopo la cattura di Guerra per l’esattezza) e si limita a chiarire alcuni fattori della narrativa di fondo, senza andare a stravolgere gli avvenimenti degli altri giochi.

Evitare una struttura eccessivamente dispersiva in favore di una mappa interconnessa è una scelta perfettamente adeguata per un simile pezzo del puzzle; la natura del gioco non significa però che manchi una trama di fondo discretamente interessante: Furia è forse la più “umana” dei cavalieri, e l’intera avventura è una sorta di “arco del personaggio” che la vede superare a suo modo un’iniziale tendenza alla megalomania e alla rabbia ingiustificata. Non si tratta certo di una campagna straordinaria dal punto di vista narrativo, ci teniamo a precisarlo, eppure è piacevole osservare lo sviluppo di una protagonista imperfetta al punto da risultare antipatica durante le prime battute, e tentare di carpire ogni segreto riguardante il complesso background su cui il titolo poggia.

Non è solo la caratterizzazione della protagonista a risultare davvero ben fatta, ma anche l’evoluzione e il ruolo che i vari protagonisti dei capitoli hanno ricoperto nel corso degli anni: se Guerra era il condottiero tutto armatura e forza fisica, dunque, e Morte l’agile assassino, Furia veste gli abiti della maga, e quindi è il personaggio inizialmente più svantaggiato che avanzando ottiene però le abilità più potenti e variegate all’interno della squadra di avventurieri.

In Darksiders 3 si ha in pratica per le mani una combattente inizialmente molto limitata, armata solo di frusta e combinazioni molto semplici, che acquisisce gradualmente poteri estremamente interessanti, capaci di variare notevolmente il gameplay.

Queste capacità si chiamano Hollow, poteri elementali che una volta acquisiti le permettono di utilizzare armi secondarie dedicate, magie che sfruttano una speciale Barra della Collera, ovviamente ricaricabile a forza di nemici uccisi, e abilità di navigazione ben realizzate senza le quali non è possibile gironzolare liberamente per l’estesa mappa del mondo.

La capacità di Furia di cambiare elemento e di sferrare colpi in base alle armi fornite da esso non è il fulcro del combattimento, perché se si va ad analizzare nel dettaglio la sua lista di abilità, si scopre un sistema complessivamente più limitato rispetto a quello più action dei predecessori. Ciò che rende le battaglie di Darksiders III sensibilmente superiori a quelle viste in passato è una netta impennata della curva di difficoltà. La varietà di avversari trovata nel gioco, poi, è impressionante, così come notevoli sono la loro agilità e il numero di attacchi con cui possono colpire Furia di sorpresa. La tendenza Souls-like inserita nel titolo ha perciò influenzato nel profondo lo sviluppo, ad esempio i danni inflitti dagli avversari sono abbastanza importanti da rendere le morti improvvise un’eventualità tutt’altro che sottovalutabile.

Diversamente da quanto visto in passato, poi, non è possibile poter semplicemente travolgere orde di avversari grazie alla potenza degli attacchi: schivare, contrattaccare e memorizzare attentamente i pattern è un obbligo per non diventare carne da macello. Nel corso dell’avventura si potranno incontrare gli esponenti di un vasto bestiario che comprende angeli, demoni, non morti e altre creature, tutti in grado di azzerare la salute di Furia con una manciata di fendenti.

L’intensa letalità dei nemici svela quindi la natura profondamente tecnica del gameplay dove è nettamente preferibile cercare di dividere i gruppi di creature avversarie, affrontandoli uno a uno grazie al blocco della visuale che permette a Furia di concentrarsi sui singoli avversari e di schivare i loro attacchi più efficacemente. Il fluido alternarsi di schivate e combo caratterizza l’intero combat system di Darksiders III, che una volta padroneggiato dona moltissime soddisfazioni tanto ai videogiocatori più tecnici quanto ai neofiti.

Come vi abbiamo accennato qualche riga più in alto, Furia possiede il potere d’imbrigliare gli elementi per scagliarli contro tutti i nemici che le si pareranno dinanzi, ma essi non saranno disponibili da subito. Nel corso dell’avventura un misterioso e criptico alleato della protagonista le dona la capacità di assumere quattro forme (del Fuoco, della Tempesta, della Forza e della Stasi), ognuna delle quali capace di modificare l’aspetto di Furia e di farla accedere a pagine e pagine di inedite combo che rimpolpano un sistema di combattimento che altrimenti, alla lunga, sarebbe potuto diventare monotono.

A disposizione del giocatore ci sono anche due attacchi speciali che man mano che si aumenterà di livello diventeranno sempre più potenti, stiamo parlando della Collera e della forma del Caos. Entrambi dipendono da indicatori posti nella parte superiore sinistra dell’interfaccia, caricati uccidendo i nemici o consumando specifici oggetti. Utilizzando la Collera, Furia sprigiona singoli attacchi influenzati dal tipo di forma che assume, mentre il Caos la trasforma in un demone che libera una mostruosa furia distruttrice in grado di sgombrare in qualche secondo il campo da qualsiasi creatura si trovi nei paraggi.

Le forme concedono inoltre nuove abilità con le quali accedere ad aree inizialmente non accessibili del mondo di gioco, espandendo ulteriormente le possibilità d’esplorazione di Furia. La Forma del Fuoco sblocca il doppio salto, mentre quella della Tempesta il potere di planare da una sporgenza. La forma della Forza permette di aderire a particolari superfici verticali, e infine la forma della Stasi fa camminare Furia sull’acqua. Le forme sono spesso coinvolte nella risoluzione dei numerosi rompicapo che spezzano al momento giusto la frenesia dei combattimenti. Trattasi perlopiù di puzzle ambientali mai troppo complicati, ma che comunque donano al titolo un’ottima varietà. Senza lo stratagemma delle forme e delle loro speciali abilità, i Sette Peccati Capitali sarebbero stati raggiungibili fin dall’inizio di Darksiders III rovinando il senso di progressione che invece si respira addentrandosi nelle numerose aree che compongono l’ambientazione.

Nella sua struttura il mondo assomiglia a quello di Dark Souls, con un’area centrale dalla quale si diramano i percorsi verso i boss. Come in passato, i checkpoint sono gestiti anche in questo capitolo da Vulgrim, il mercante di anime attraverso cui livellare gli attributi di Furia in cambio delle anime raccolte. L’albero delle abilità di Morte visto in Darksiders II lascia spazio qui a tre semplici caratteristiche, ossia Salute, Forza e Arcano. La prima, banalmente, influisce sul numero degli HP della protagonista, mentre Forza e Arcano regolano rispettivamente la quantità di danni che si infliggono con gli Uncini del Disprezzo (la frusta di Furia) e con le armi speciali delle forme elementali. Uccidendo i nemici si ottengono anime, che Vulgrim accetterà volentieri in cambio di punti attributo da spendere in una delle tre statistiche. Ma Vulgrim non è l’unica vecchia conoscenza per i veterani della saga. Si potrà infatti incontrare il Creatore Ulthane al centro del mondo di gioco, dove gestisce una piccola colonia di umani, il quale accetterà di migliorare l’equipaggiamento di Furia in cambio della promessa di soccorrere eventuali sopravvissuti incontrati nel suo cammino. Potenziare gli Uncini e le armi delle forme sarà cruciale per sopravvivere ad avversarsi sempre più pericolosi e agli scontri con i Peccati, quindi esplorare con cura l’ambientazione alla ricerca dei materiali per il crafting non è solo un’opzione, ma una vera necessità.

Graficamente parlando, Darksiders III non è certo il titolo più avanzato dell’anno, ma è la sua precisa identità a far passare in secondo piano certe limitazioni e qualche bug secondario che forse poteva essere risparmiato.

Nel complesso comunque le ambientazioni ricalcano, giustamente, quelle viste nei precedenti capitoli, sono ben curate e sono molto gradevoli nel complesso. A questo se si aggiunge che la fluidità d’azione è davvero squisita, possiamo dire che dal lato grafico/tecnico Darksiders 3 si difende bene. Buoni anche gli effetti sonori e le musiche che accompagneranno i giocatori lungo tutta l’avventura che, se giocata ai livelli di difficoltà più alti può aumentare la durata del titolo davvero di parecchie ore. Tirando le somme, questo terzo capitolo della saga rappresenta senza dubbio una vera gioia per i fan, ed essendo comunque un prequel dei precedenti capitoli può essere un buon punto d’inizio anche per chi non ha mai giocato alla saga. Crediamo che per gli amanti delle sfide e dei videogame in single player Darksiders 3, nonostante non sia il miglior titolo del mondo, può rappresentare un’ottima sfida per mettersi alla prova e per godere di ore ed ore di sano divertimento.

GIUDIZIO GLOBALE:
Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameplay: 8
Longevità: 8
VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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