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FORZA ITALIA DICE NO ALL'ITALICUM. BERLUSCONI:"BOCCIO LA RIFORMA ELETTORALE"

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Tempo di lettura 3 minuti Per l'ex Cav il premier è malato di bulimia di potere

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Redazione

Silvio Berlusconi non si piega di fronte la possibilità di votare l'Italicum: "Boccio senza appello la riforma che giudico una legge autoritaria". L'ex premier parla ai deputati di Forza Italia riuniti alla Camera, qualche ora dopo che la commissione Affari Costituzionali di Montecitorio ha votato all'unanimità il mandato ai relatori Francesco Paolo Sisto (FI) e Gennaro Migliore (Pd), perché presentino in Aula l'Italicum. In commissione era presente solo la maggioranza. L'ok è arrivato quindi con i soli voti di Pd – Ap – Sc, considerando che le opposizioni (M5s – Sel – Lega- Fi – Fdi) hanno scelto l'Aventino. Per l'ex Cav il premier è malato di bulimia di potere. E aggiunge: "Questo governo ha fallito su tutto: economia, politica estera, disoccupazione e immigrazione. Avevamo ragione noi su tutto". Quanto all'Italicum: "E' una legge autoritaria che potrebbe consentire a Renzi di prendere il potere totale ottenendo solo il 30% dei voti e polverizzando le opposizioni (con buona pace della vocazione maggioritaria, ndr). Non la voteremo". "Spero che opposizioni partecipino ai lavori" Un po' per scommessa, un po' per dovere il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, si augura che le opposizioni pareciperanno ai lavori in Aula". Parla al termine dei lavori della Commissione: "Visto anche che uno dei relatori è di Forza Italia, credo che gli azzurri possano partecipare ai lavori avendo già votato il testo in Senato. Il ministro risponde così ai giornalisti che chiedevano della possibilità di arrivare, in Aula, a una soluzione: niente fiducia – niente voto segreto. "Vediamo che cosa succede", ha premesso il ministro augurandosi inoltre che tutti i partiti decideranno di andare al confronto rinunciando al voto segreto. "Penso che le battaglie si debbano condurre a viso aperto". Boschi ha poi espresso la propria soddisfazione per il voto di oggi in commissione: "La maggioranza compatta ha votato il mandato ai due relatori. Da lunedì andiamo in Aula".

Dopo "l'Appello per la democrazia" indirizzato ai parlamentari e la lettera aperta al premier Renzi e al ministro Boschi, Corrado Passera ha inviato in queste ore una missiva personale a tutti i segretari dei partiti (Berlusconi, Cesa, Meloni, Zanetti, Alfano, Nencini, Messina, Salvini, Vendola e al leader M5S, Beppe Grillo), per ribadire la pericolosità della riforma e la necessità che si blocchi il suo iter parlamentare. In particolare nella lettera a Silvio Berlusconi, Passera insiste affinché Forza Italia usi "il significativo peso" del suo gruppo parlamentare "per porre un argine alla deriva autoritaria che si innescherebbe con la nuova legge". "So che oggi hai piena consapevolezza di tali rischi – precisa Passera- e il fatto che questi siano scaturiti in qualche modo dal Patto del Nazareno non può essere di impedimento ad una tua più marcata azione di contrasto". Nella lettera inviata ad Angelino Alfano, il fondatore di Italia Unica non nasconde "le differenze politiche per il giudizio sul governo Renzi", ma queste – osserva – "non possono e non debbono essere di ostacolo al confronto sulla materia elettorale". "Mi rendo conto della delicatezza della tua posizione e di quanto sia difficile per non dire contraddittorio essere alleati di governo con il Pd, che esercita un ruolo egemone ed in Europa milita nel Pse e dichiarare al tempo stesso di voler prepararne in Italia l'alternativa con le forze che si richiamano al Ppe. Ma il punto sta proprio qui. L'Italicum infatti non solo non aiuterà il bipolarismo ma favorirà la nascita di un indistinto "blob" al centro dello schieramento politico (lo vogliamo chiamare partito della Nazione?, ndr) – che ci allontanerà di nuovo dal novero dei Paesi con una sana dialettica dell'alternanza". Infine, nella lettera a Beppe Grillo ("pur non avendo mai avuto modo di conoscerla personalmente e nella consapevolezza delle nostre profonde differenze politiche"), Passera si appella alla forza parlamentare del M5S che, avverte, "può essere determinante". L'Italicum, insomma, che in commissione non ha subito modifiche rispetto al testo arrivato dal Senato, dal 27 aprile sarà al vaglio della Camera. E, in assemblea, le opposizioni più alcuni esponenti della minoranza Pd (sostituiti in commissione), ripresenteranno i loro emendamenti.

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Super green pass, prime multe a Roma: “Mi sarei vaccinato a giorni”

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Un nuovo record di Green pass scaricati, esattamente 1.310.001 tra quelli ‘base’ e ‘rafforzati’, è stato registrato nelle ultime 24 ore.

Le misure sul certificato verde ‘rafforzato’ (ottenibile solo con vaccinazione o avvenuta guarigione) entrano in vigore da oggi fino al 15 gennaio.

A spingere i download sono soprattutto le vaccinazioni: in particolare, secondo quanto emerge dai dati del sito del governo, sono stati 968.069 i Green pass scaricati ieri per avvenuta vaccinazione, 336.563 quelli per l’effettuazione di un tampone e 5.369 per guarigione dal Covid.

Primo multato nella Capitale durante i controlli del Green pass per i passeggeri di bus e metro. A sanzionare l’uomo gli agenti della polizia locale alla fermata dei bus di piazzale Flaminio. L’uomo era appena sceso dall’autobus quando gli agenti gli hanno chiesto di esibire il certificato verde. “Non ce l’ho perché volevo vaccinarmi nei prossimi giorni” si è giustificato il 50enne romeno. Per lui è scattata una sanzione di 400 euro.

Nel giorno in cui entra in vigore l’obbligo di Green Pass per accedere sui mezzi pubblici, a Milano i controlli non sono solo su metropolitana, bus e tram, ma anche nelle stazioni dei treni. A Porta Garibaldi, questa mattina, una pattuglia di 8 agenti assistenza e sicurezza, sei di Fs e due di Trenord, controllavano che i passeggeri fossero in regola. Controlli anche sul passante ferroviario, sempre a Porta Garibaldi, con alcuni agenti a presidiare l’ingresso del sotterraneo. A Napoli verifiche nella linea 2 della Metropolitana di Napoli (gestita dalle Ferrovie dello Stato) e, nella stazione di Piazza Garibaldi, sulle linee della Circumvesuviana. Lunghe code si sono registrate ai tornelli della linea 1 della Metropolitana, gestita dalla Azienda napoletana mobilità dove al momento per l’accesso non è stato ancora richiesto agli utenti di mostrare oltre al biglietto anche il green pass. Treni affollati come sempre nelle ore di punta anche lungo la tratta della metropolitana che va dalla stazione di Piscinola a piazza Garibaldi.Anche nello Stretto di Messina da stamani non si viaggia senza Green pass, tutti i viaggiatori tra Messina e Villa San Giovanni per passare da una sponda all’altra, dovranno essere muniti della certificazione verde. Già dalla prima corsa alle 6.40 decine di persone sono in fila e, oltre ad acquistare il biglietto, devono mostrare il Green pass agli addetti della Caronte & Tourist al molo San Francesco. Molti viaggiatori hanno accolto bene la novità. Giovanni, che viaggia con moglie e due figli ed era venuto per una breve vacanza in Sicilia, commenta: “Il provvedimento lo trovo giusto, noi siamo tutti vaccinati in famiglia e visto l’aumento dei contagi c’era la necessità di più controlli”. Dello stesso avviso Claudio e Francesco, studenti pendolari: “Siamo felici di questa decisione almeno si viaggia più tranquilli, non era normale che solo qui non ci fossero controlli”. Tutti i passeggeri vengono controllati all’imbarcadero dei privati come a quello delle Ferrovie. Qualcuno non sapeva della novità e arrabbiato afferma: “Ora andrò a farmi il tampone. Ma da domani mi faccio il vaccino non è possibile farsi un tampone al giorno, ormai è come ci fosse l’obbligo vaccinale”.

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Covid, ecco come cambia il green pass

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Chi è vaccinato o è guarito dal Covid negli ultimi 6 mesi resterà libero di andare al ristorante, al cinema, allo stadio.

Non sarà necessario scaricare nuovamente il Green pass rafforzato: il Qr code resterà infatti lo stesso, anche se durerà non più 12 ma 9 mesi, e verrà aggiornata la App ‘Verifica C19’ per i controlli.

Da lunedì si ridurranno, invece, gli spazi per gli oltre 6 milioni di italiani non vaccinati: scatta la nuova stretta e anche per prendere i mezzi pubblici sarà necessario avere almeno il Green pass “base”, che si ottiene con il solo tampone. Con il test negativo si potrà continuare ad andare a lavoro, in palestra, pernottare in albergo e poco altro. Non ci si potrà sedere al tavolo al bar, andare al ristorante al chiuso o a teatro. Il mancato rispetto delle regole comporta una multa da 400 a mille euro. Di seguito le principali novità.    

COME CAMBIA IL GREEN PASS – L’obbligo di Green pass fino al 15 gennaio 2022 viene esteso a ulteriori settori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale. E dal 6 dicembre arriva il Green pass rafforzato: vale solo per coloro che sono o vaccinati o guariti e serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla ma deve essere utilizzato a partire dalla zona bianca per spettacoli, eventi sportivi, ristorazione al chiuso, feste e discoteche, eventi pubblici. Per matrimoni, battesimi e comunioni basta il pass base mentre per feste di compleanno e di laurea servirà quello rafforzato. In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green pass rafforzato. Tranne che all’aperto: per pranzare fuori al ristorante anche in zona arancione non servirà alcun pass.    

CONTROLLI RAFFORZATI – E’ previsto anche il rafforzamento del sistema dei controlli, con dispositivo messo a punto a livello locale dai prefetti, sentiti i Comitato provinciale ordine e sicurezza. Una circolare del Viminale ha tracciato la cornice. I controlli sui mezzi pubblici devono essere attuati in modo tale da garantire la fluidità del servizio e da “scongiurare” possibili “assembramenti ed eventuali ricadute di ordine pubblico” e andranno potenziati anche nelle zone della movida.    In generale, la polizia municipale e la Guardia di Finanza svolgeranno le verifiche nei ristoranti e negli esercizi pubblici mentre quelle su autobus e metropolitane sono affidate in modo prioritario a polizia e carabinieri, supportati dai vigili urbani e dal personale delle aziende di trasporto, e saranno a campione e nelle maggior parte dei casi verranno effettuate alle stazioni e alle fermate.    MASCHERINE – In zona bianca la mascherina non è obbligatoria all’aperto, anche se diversi sindaci sono intervenuti con proprie ordinanze, prevedendole in tutto il centro storico o nelle zone dello shopping. La mascherina va indossata, sempre, in tutti i luoghi chiusi diversi dalla propria abitazione, compresi i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, autobus) e in tutte le situazioni in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o siano possibili assembramenti.    E’ invece obbligatoria all’aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa.    TAMPONI E CERTIFICATO – Ai fini del Green pass sono confermate sia le tipologie che la durata dei test. Il Certificato resta valido in caso di un tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti o rapido nelle 48 ore precedenti.    

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Costume e Società

Regali di Natale: “Spese frenate dalla paura della pandemia”

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Quest’anno per i regali di Natale si spenderanno in termini pro capite 158 euro rispetto ai 164 euro dello scorso anno, -8% rispetto al 2019 e oltre il 36% in meno rispetto al 2009, nel complesso 6,9 miliardi rispetto ai 7,4 miliardi dello scorso anno, con l’inflazione e i rincari delle bollette che rischiano di ridurre ulteriormente la quota di tredicesima destinata a queste spese.

E’ quanto emerge da un’analisi di Confcommercio.

In totale “per il mese di dicembre si stima un valore di circa 110 miliardi di euro di spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi), valore inferiore di circa 10 miliardi a quanto speso nel 2019”, spiega Confcommercio.

Nel mese la spesa media per famiglia si attesta a 1.645 euro, lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso, ma ancora molto al di sotto rispetto al 2019 (-7,5%), aggiunge Confcommercio, sottolineando che crescono le tredicesime complessive destinate ai consumi:32,6 miliardi nel 2021 contro i 29,7 miliardi nel 2020.    “La crescita dei consumi a Natale rischia di essere fenata dai timori per la pandemia, dall’inflazione e dai costi dei consumi obbligati. Per rilanciare la fiducia occorre accelerare il previsto taglio delle tasse, a cominciare da Irpef e oneri contributivi a carico delle imprese”. Così il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. 

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