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Roma

FRASCATI, LA STS AL CENTRO DEL DIBATTITO DI APERTURA DELLA FESTA DI SEL

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Il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato come Frascati debba essere orgogliosa della STS Multiservizi e del percorso che ha fatto dal 2004 fino ad oggi, ringraziando per questo sia i precedenti Amministratori Roberto Mastrosanti e Piero Iacono, oggi entrambi nella sua Giunta, sia gli attuali: Damiano Morelli e Paride Pizzi, da oltre tre anni Amministratore Delegato, che ha portato il saluto a tutti i presenti in apertura del dibattito

 

Redazione

La STS Multiservizi è stata uno dei temi centrali del dibattito di apertura della Festa di Sinistra Ecologia e Libertà, che si è aperta sabato 1 settembre in Piazza della Porticella a Frascati. Per la prima edizione della festa di SEL l’argomento individuato è stato quanto mai attuale: “Garantire i servizi fondamentali ai cittadini in un periodo di Spending Review”, la recente legge sul contenimento dei costi approvata dal Parlamento e la sua ricaduta sui bilanci locali. I tagli lineari, così definiti dal Capogruppo di SEL al Consiglio regionale Luigi Nieri, già Assessore a Bilancio nella Giunta Marrazzo, invitato al partecipare al dibattito insieme al Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso, al Presidente della STS Multiservizi Damiano Morelli e a Massimo Marciano, coordinatore della serata e esponente di SEL a Frascati, continuano ad abbattersi sui servizi che le istituzioni erogano ai cittadini. Non solo quindi Regioni, Province e Comuni devono ridurre tali servizi, ma le stesse società partecipate, la cosiddette società “in house”, come la STS, anche se ben gestite vedranno una contrazione delle loro attività con ripercussioni negative sui servizi e sul personale impiegato.

Come ha messo bene in evidenza il Presidente della STS Damiano Morelli, già assessore al Bilancio del Comune di Frascati, la forza delle società “in house” è quella di non dover conseguire il massimo profitto ma la qualità dei servizi. In questo modo può far pagare meno alla collettività i costi dei servizi erogati. Certo tale obiettivo è realizzabile a fronte di bilanci in attivo. E la STS di Frascati, dopo un periodo di start-up ed un’inevitabile riorganizzazione della struttura interna conseguente all’acquisizione di nuovi e più ampi servizi (la società è nata solo nel 2004 e progressivamente ha svolto nuove attività fino ad erogare oggi oltre 20 servizi diversi) da due anni presenta nuovamente un attivo di bilancio e le previsioni per l’esercizio 2012 sembrerebbero confermare il segno positivo. Il pericolo però è che il decreto legge 95/12 sulla Spending Review, già convertito in legge 135/12, ed i successivi interventi legislativi in corso, potrebbero mettere in pericolo l’equilibrio appena raggiunto. Allo stato attuale, se non interverranno modifiche rilevanti, la STS Multiservizi potrebbe essere privatizzata o peggio smembrata con una forte riduzione dei servizi e della pianta organica.

I comuni infatti dovrebbero riprendere molti servizi affidati alle società partecipate e assumere personale qualificato, se non in grado di eseguirli con quello disponibile all’interno dell’ente. Un’ipotesi quanto mai poco percorribile in una congiuntura come l’attuale, dove le pubbliche amministrazioni hanno forti vincoli di spesa e limitate risorse disponibili, che potrebbe portare alla rinuncia di servizi essenziali e al taglio del personale. Come il Presidente Morelli ha sottolineato nel corso del dibattito al momento la STS impiega 87 dipendenti ed ha un fatturato per l’anno 2011 pari a € 4.353.201. Il Decreto spending review interviene sulle assunzioni ed in particolare su quelle a tempo determinato e sulle collaborazioni a progetto imponendo un ridimensionamento del 50% della relativa spesa rispetto a quella sostenuta per il 2009. Ciò costringe tutte le società partecipate dal 2013 a tornare all’assetto organizzativo del 2009, un salto indietro di ben 4 anni, anno in cui la STS contava un valore della produzione pari a € 2.649.371, 53 dipendenti e svolgeva numerosi servizi in meno (per esempio la riscossione dei tributi, la gestione del cimitero comunale e la manutenzione del verde pubblico sono stati affidati alla STS a partire dal 2010).

Rinunciando a quattro anni di crescita dei servizi e di conseguenza del personale che ha maturato esperienza specifica. Un rischio che il Presidente Damiano Morelli e il coordinatore del dibattito Massimo Marciano si augurano debba essere scongiurato, perché porterebbe ad un ulteriore aumento della disoccupazione nei nostri comuni, ad un ulteriore impoverimento delle politiche di sostegno sociale ed alla perdita delle professionalità di cui si è dotato il comune con la propria partecipata. Non va dimenticato altresì l’impegno della STS, così come altre società partecipate, nell’ambito del reinserimento sociale al lavoro. Ed al riguardo un esempio importante è costituito dal servizio di manutenzione del verde prima gestito da GAIA poi affidato alla STS che ha mantenuto i rapporti di lavoro con i dipendenti in Cassa Integrazione e consentito così a 16 famiglie di tornare a contare sullo stipendio mensile.

Non a caso il Consigliere regionale Nieri nel suo intervento ha parlato di “continuità tra il Governo Berlusconi e il Governo Monti, a causa di politiche che continuano ad aumentare la conflittualità sociale, invece che attenuarla, con i soliti tagli lineari che non vanno nel merito delle singole questioni, come sta facendo la Legge sulla Spending Review”.

Il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato come Frascati debba essere orgogliosa della STS Multiservizi e del percorso che ha fatto dal 2004 fino ad oggi, ringraziando per questo sia i precedenti Amministratori Roberto Mastrosanti e Piero Iacono, oggi entrambi nella sua Giunta, sia gli attuali: Damiano Morelli e Paride Pizzi, da oltre tre anni Amministratore Delegato, che ha portato il saluto a tutti i presenti in apertura del dibattito. Il valore aggiunto che una società come la STS porta quotidianamente al Comune di Frascati è sotto gli occhi di tutti. I numerosi servizi di cui si occupa, dal verde pubblico alla manutenzione, alla gestione dei parcheggi, alla gestione delle Scuderie Aldobrandini, per citarne solo alcuni, confermano la sua importanza. Non vanno inoltre dimenticati altri interventi, letteralmente regalati alla città di Frascati, come il recupero e il ripristino della funzionalità di alcune fontane storiche. Un lavoro che, come ha sottolineato il Primo Cittadino, ha visto partecipare la società a livello economico, e anche i lavoratori dipendenti, che fuori dall’orario di lavoro hanno offerto il loro tempo libero per il ripristino di strutture storiche, dimostrando un grande amore per Frascati.
 

Castelli Romani

Banca Popolare del Lazio, conflitti di interesse: ora si aspettano le dimissioni di chi ha giocato doppi ruoli – [L’inchiesta 14 parte]

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Una storia che si ripete senza fine sulla quale il nostro giornale ha dedicato 13 puntate

Tredici puntate di inchiesta giornalistica sulla Banca Popolare del Lazio che hanno coinvolto a vario titolo tutti i vertici dell’Istituto di credito, dall’amministratore delegato Rag. Lucidi per la questione Protercave ed Ismea, al Presidente Capecelatro per le vicende Ladaga, Di Giacomantonio, Giancarlo Natalizia per la vicenda dei conflitti di interesse per i finanziamenti fatti arrivare ai propri clienti morosi, scaricando il debito sulla Banca dallo stesso amministrata, il tutto sotto il naso e la silente approvazione del Dott. Carlo Romagnoli all’epoca dei fatti Presidente del Collegio Sindacale sia della stessa Natalizia Petroli che della Banca Popolare del Lazio, di cui risulta ancora oggi ricoprire la carica, come accertato presso la camera di commercio di Roma.

Qualche collega ben informato, evidentemente vicino ai vertici della Banca, inizia a parlare di dimissioni già avvenute in modo tanto improvviso quanto repentino da parte del Romagnoli che oggi dovrebbe partecipare nella sua veste di Presidente del collegio sindacale nella assemblea straordinaria dei soci, staremo a vedere se tale notizia sia vera oppure frutto del polverone che viene alzato per smorzare la notizia.

Certo che il sequestro di 1.800.000,00 euro eseguito dalla Guardia di Finanza a carico dei due soggetti rei, a parere della Procura e del Gip che ne ha convalidato la richiesta, di aver compiuto operazioni in conflitto di interessi è destinato a fare rumore, nonostante i tentativi già in atto di mettere tutto a tacere.

In realtà questo primo sequestro non è altro che un provvedimento che ha disposto le misure cautelari ritenute idonee, vedremo in seguito nei confronti di quali eventuali ulteriori soggetti e per quali reati si terrà il processo penale.

Di sicuro se è vero che iniziano a cadere i vertici della Banca fin dall’inizio coinvolti nelle nostre inchieste, ci aspettiamo che dopo il Dott. Romagnoli, che aveva declinato il nostro invito telefonico a giustificare il proprio doppio ruolo, venga  a cadere quanto meno il nobile ed evidentemente competente figlio Natalizia Alessandro, messo in Consiglio di amministrazione evidentemente in sostituzione del padre, probabilmente per garantire gli equilibri consolidati nel tempo e che ancora oggi riveste la qualità di socio ed amministratore della Natalizia Petroli Spa, quella società cioè che avrebbe usufruito dei vantaggi economici prodotti dal supposto conflitto di interessi di cui si sarebbe macchiato, secondo la Procura, il Capo “Giancarlo Natalizia”.

Oggi Alessandro Natalizia, nominato a ottobre 2020 con decorrenza gennaio 2021, ricopre il ruolo anche di componente del Comitato esecutivo di Bpl che ha tra l’altro il compito di riferire l’attuazione delle politiche di governo dei rischi dovendo riferire ogni tre mesi al consiglio di amministrazione della banca e al collegio sindacale, quello presieduto dal Romagnoli.

Ci aspettiamo, quindi, che diano le dimissioni i soggetti già oggetto delle nostre indagini giornalistiche, nonché i nuovi componenti, ci riferiamo a quel consigliere che si fece liquidare le azioni del padre defunto per circa 300.000,00 euro, ovvero di quell’altro che vede affidare al proprio affine importanti incarichi legali riccamente retribuiti.

Il tutto senza aver indagato, almeno secondo quanto risulta e sembrerebbe per quella che viene definita dai ben informati come “assunzione eccellente” sul reale proprietario dell’immobile nel quale è stata aperta la filiale della Banca in località Maccarese.

Una storia che si ripete senza fine sulla quale il nostro giornale ha dedicato 13 puntate e che solo oggi a distanza di molto tempo ha prodotto un primo segnale dell’esistenza di regole da rispettare. E viene ancora da chiederci, come abbiamo già fatto in una delle nostre puntate, ma la Banca d’Italia continua con le verifiche? E’ infatti suo preciso compito quello di prevenire e sanzionare tempestivamente tali comportamenti.

Le indagini, partite dopo la relazione di Bankitalia, in realtà contengono informazioni diffuse nella famosa lettera dei “soci coraggiosi”. Una lettera che L’Osservatore d’Italia e la trasmissione Officina Stampa hanno analizzato nel dettaglio. E oggi tutti i fatti ritornano.

Ci si aspettano ora le dimissioni di tutti gli attori coinvolti e inoltre si tornano a chiedere i dovuti accertamenti sulle presunte responsabilità dei vertici dell’istituto di credito.

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In evidenza

Roma, l’ospedale Israelitico premiato per l’attenzione alla salute delle donne

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Il nosocomio ebraico ha ricevuto dalla Fondazione Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, 2 Bollini Rosa per la promozione della medicina di genere e gli innovativi servizi ospedalieri dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie femminili

ROMA – L’Ospedale Israelitico di Roma ha ricevuto oggi dalla Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, 2 Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2022-2023. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Fondazione Onda, da tempo impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

L’Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali a seguito del calcolo del punteggio totale ottenuto nella candidatura, tenendo in considerazione anche gli elementi qualitativi di particolare rilevanza non valutati tramite il questionario.

Tre i criteri di valutazione tenuti in considerazione, la presenza di: specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale .

“Il conferimento per il biennio 2022-2023 dei Bollini Rosa all’Ospedale Israelitico di Roma, già premiato nel 2019, testimonia ancora una volta – ha dichiarato il Direttore Sanitario dell’Ospedale Israelitico, Dott.ssa Gabriella Ergasti – l’attenzione e la cura del nostro network ospedaliero per la promozione e la sensibilizzazione della salute della donna. E’ per noi oggi motivo di grande orgoglio confermarci un Ospedale al fianco delle donne e ricevere per il secondo biennio consecutivo un premio così prestigioso e rappresentativo. Un motivo in più per fornire risposte sempre più confacenti alle donne, dalla prevenzione, alla diagnosi fino alla terapia”.

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Roma

Roma, 17enne pestato al laghetto dell’EUR: tre minorenni messi in comunità

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Roma Cecchignola con la collaborazione dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R., su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione del collocamento in comunità nei confronti di tre ragazzi romani minorenni, ritenuti responsabili di una violenta aggressione, avvenuta il 4 ottobre scorso, al laghetto dell’E.U.R., ai danni di un 17enne.

All’epoca dei fatti, la vittima denunciò ai Carabinieri di essere stato proditoriamente aggredito da tre ragazzi, probabilmente suoi coetanei, mentre stava passeggiando insieme ad una sua amica, anche lei 17enne. Il giovane fu preso a calci e pugni, rimanendo gravemente ferito, al punto da perdere conoscenza. Una volta trasportato in ospedale, al giovane vennero diagnosticati un ematoma subdurale post traumatico e la frattura parziale del mascellare inferiore.

I Carabinieri fecero scattare subito un’intensa attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, grazie alla quale sono riusciti ad identificare i tre 17enni romani quali probabili esecutori materiali della spedizione, che, stando a quanto ricostruito, sembrerebbe essere maturata dal fatto che gli aggressori sospettassero che la vittima fosse il nuovo fidanzatino della ragazza con cui era a passeggio.

Dopo la notifica del provvedimento, i giovani sono stati portati in tre strutture diverse.

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