Connect with us

Primo piano

FRONTEX CONFERMA SPARI DEI CONTRABBANDIERI IN OPERAZIONE DI SALVATAGGIO

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Questa è la seconda volta quest'anno che i contrabbandieri armati hanno preso di nuovo una nave utilizzata per il trasporto di migranti a seguito di una operazione di soccorso nel Mediterraneo centrale. Notizie che ora diventano più agghiaccianti se si pensa che il commissario Avramopoulos ha annunciato che dobbiamo essere pronti ad una stagione migratoria, 7000 arrivi solo negli giorni. A maggio nuova agenda dell'Europa per fronteggiare la transumanza

di Cinzia Marchegiani

Nonostante ci siano state alcune smentite, il Frontex conferma oggi tramite un comunicato ufficiale che dei contrabbandieri lunedì 13 aprile 2015 hanno sparato diversi colpi d’arma da fuoco per recuperare una barca di legno dopo che i migranti che trasportava sono stati salvati circa 60 NM dalla Libia. L'operazione di ricerca e soccorso è stata effettuata da un rimorchiatore italiano e Guardia costiera islandese con la nave Týr messo in atto da Frontex.
Questa è la seconda volta quest'anno, quando i contrabbandieri armati hanno preso di nuovo una nave utilizzata per il trasporto di migranti a seguito di una operazione di soccorso nel Mediterraneo centrale.
La nave Týr che già stava portando 342 migranti da una operazione di salvataggio in precedenza, è stato chiamato per assistere il rimorchiatore in un altro soccorso. Dopo che la maggior parte delle 250 persone a bordo della seconda nave migrante sono stati trasferiti al rimorchiatore, un motoscafo si è avvicinato e il suo equipaggio ha sparato diversi colpi in aria e poi assalitori hanno accelerato per fuggire via con la barca ormai vuota dei migranti.

Il direttore esecutivo di Frontex ha spiegato che questo episodio è un segno che i trafficanti in Libia sono a corto di barche e sono più disposti a usare le armi per recuperare quelli utilizzati per il trasporto dei migranti.
La Týr e tutte le altre navi e aerei che partecipano al Frontex coordinato dalla Joint Operation Triton hanno continuamente assistito le autorità italiane nel salvataggio di circa 7 500 migranti da Venerdì scorso. Undici corpi di migranti sono stati recuperati, tra cui nove da una barca capovolta. Quasi tutte le operazioni hanno avuto luogo tra il 12 e il 60 NM dalla costa libica. I migranti salvati in questi giorni provengono principalmente dai paesi del Corno d'Africa, sub Sahara e l'Africa occidentale.

L'UE AVVERTE, CI SARA' UNA STAGIONE MIGRATORIA, GESTIONE AL COLLASSO

Notizie che ora fanno tremare per i nuovi scenari che ci aspettano poiché oggi al parlamento europeo il commissario Avramopoulos rivolgendosi al parlamento Europeo, agli onorevoli deputati parla chiaro sulla situazione ormai non gestibile dell’immigrazione ormai al collasso:” l'arrivo di oltre 7.000 migranti – secondo le stime di Frontex – negli ultimi giorni ci ricorda che dobbiamo essere ben consapevoli delle realtà immediate alle nostre frontiere. L'Europa si trova in mezzo a un arco di ampliamento di instabilità che va da Oriente fino al Nord Africa.Sul nostro fianco orientale, il conflitto in Ucraina, combustibili instabilità e l'ansia in tutta la regione.”
Ma non solo avverte: “Con un tale insieme di circostanze di guerre in atto, dobbiamo preparare per una stagione migratoria, e la Commissione è pronta a fare la sua parte per sostenere e assistere gli Stati membri che sono colpiti i bisogni più urgenti e avere.Dobbiamo capire che il contesto attuale – in altre parole, l'afflusso senza precedenti di migranti ai nostri confini e, in particolare, i rifugiati – è purtroppo la nuova norma e avremo bisogno di adeguare le nostre risposte di conseguenza.”

LA NUOVA AGENDA EUOPEA PER AFFRONTARE LA TRANSUMANZA

Il Commissario Avramopoulos spiega i nuovi scenari all'orizzonte e indica la nuova agenda euopea che dovrà gestire questi eventi ricorrenti, per passare a reagire alle emergenze per l'attuazione di un approccio globale che affronti le sfide migratorie alle loro radici. L'agenda europea sulle migrazioni che sarà adottata a maggio è l'inizio di un processo di presentare una serie di azioni efficaci e sostenibili per affrontare le sfide migratorie.
Questa sarà la base su cui la Commissione ritiene che l'Unione europea dovrebbe andare avanti.
L'agenda europea sulle migrazioni si basa su quattro pilastri che sono strettamente correlati tra loro e di pari importanza:
• Un forte sistema europeo comune di asilo che garantisca l'assistenza alle persone bisognose di protezione, ma limitare gli abusi;
• Una nuova politica in materia di immigrazione legale per definire il quadro in cui le persone con diverse competenze che abbiamo bisogno può venire in Europa;
• Una lotta forte contro l'immigrazione irregolare che include un piano chiaro per combattere il contrabbando e il traffico di migranti e di una politica di rimpatrio efficace;
• Borders che proteggono un'Europa che rimane aperta.

NUOVE SFIDE, NUOVI PROTOCOLLI UE

Per far fronte a queste sfide, la Commissione europea o l'Unione europea afferma che non può risolvere da sola tutti i problemi e che occorre sviluppare un approccio globale e la necessità di agire insieme con gli Stati membri. ll commissario Avramopoulos anticipa le nuove strategie: “Per questo motivo mi sono impegnato in un dialogo con ciascuno di loro. Ho incontrato quasi tutti i ministri degli Interni e sto visitando molti Stati membri. In queste occasioni, ho sempre chiamare gli Stati membri a mostrare solidarietà con azioni concrete. I recenti incidenti nel Mediterraneo, con migliaia di migranti traversata – principalmente dalla Libia, ma anche dalla Turchia – per l'Italia e la Grecia, è un duro monito che abbiamo anche bisogno di impegnarsi in modo sostanziale con i paesi terzi. Ecco perché voglio anche visitare i principali paesi terzi (Morrocco, Egitto, Tunisia).”
La necessità di rafforzare la cooperazione con i paesi terzi e applicare strumenti di politica estera, politiche di vicinato, gli aiuti allo sviluppo e il commercio, al fine di raggiungere l'obiettivo di flussi migratori meglio gestiti, è la formula per ora indicata dallo stesso commissario che dichiara: “Questo non può essere un rapporto unidirezionale. I paesi terzi devono vedere i vantaggi di lavorare con noi in materia di migrazione. Continueremo anche a fornire sostegno ai paesi terzi vicini nei loro sforzi lodevoli per ospitare sfollati o per combattere trafficanti di esseri umani e contrabbandieri. Allo stesso tempo, una politica di migrazione di successo dipende anche sulle politiche dell'occupazione, dell'istruzione e della ricerca connesse ed efficaci.”

Insomma ormai il vaso di pandora è stato aperto, si salvi chi può! Ormai non si può più mentire sullo stato di transumanza che si sta evolvendo in questa parte del pianeta. Soprattutto perché non sono chiare le linee che l’UE vuole mettere in atto, intanto in Italia il Viminale ha dato chiare direttive, servono 6.500 posti, per questo nella circolare non si esclude la possibilità che i prefetti ricorrano a misure drastiche pur di reperire strutture disponibili. Perché, come viene specificato nel provvedimento trasmesso: ”E' indispensabile trovare soluzioni per una civile accoglienza ai gruppi di migranti e richiedenti asilo”. 

Print Friendly, PDF & Email

Ambiente

Fiume Arrone, niente da fare per il primo tratto: le paratie sul lago di Bracciano restano chiuse

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Niente da fare per il primo tratto del fiume Arrone, che va dalle sponde del lago di Bracciano in località “La Marmotta” ad Anguillara Sabazia fino alla località “La Mola” sempre ad Anguillara Sabazia, dove resteranno chiuse le paratie che impediscono all’acqua del lago di immettersi nel fiume.

Il Consigliere regionale M5s Valerio Novelli, presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente ha ricordato che ad oggi non si è ancora chiuso il procedimento aperto dalla Procura per il disastro ambientale che ha colpito il lago di Bracciano nel 2017 e che la Regione Lazio, recentemente, ha negato all’Acea di captare temporaneamente acqua per pulire le condutture ferme ormai da quasi 4 anni. Quindi andare ad aprire oggi le paratie per lasciare affluire acqua nell’Arrone è impensabile.

Il Consigliere regionale del Lazio M5s Valerio Novelli presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente e il direttore dell’ANBI Lazio Andrea Renna ospiti della trasmissione Officina Stampa per un approfondimento sulla situazione del fiume Arrone

L’Arrone è un fiume di straordinaria bellezza, lungo 35 chilometri, nasce nella parte sud-orientale del lago di Bracciano ad Anguillara Sabazia e sfocia a Fiumicino nel mar Tirreno tra Maccarese e Fregene.

Questo fiume sta morendo nel tratto iniziale che va dal lago di Bracciano – La Marmotta ad Anguillara Sabazia – fino alla Mola sempre ad Anguillara Sabazia. Il letto del fiume, in questo tratto, è quasi asciutto. Le paratie poste sul lago sono chiuse e il fiume è secco perché, probabilmente, l’attenzione è più concentrata a non far abbassare il livello del lago di Bracciano piuttosto che alimentare un fiume così ricco di storia che ora rischia l’estinzione.

Il video servizio sulla situazione relativa il primo tratto del fiume Arrone

Perché le paratie sono chiuse? In realtà non c’è una risposta certa ma solo supposizioni. Nel 2015 è stato stabilito con un protocollo tra i comuni rivieraschi, parco e regione che lo zero idrometrico del lago di Bracciano è pari a 163,04 metri sul livello del mare. L’Acea, grazie alla convenzione stipulata nel 1984 può prelevare acqua del lago fino a un limite massimo di 161,90 metri. Chiaramente con le paratie del fiume Arrone aperte l’acqua a disposizione dei prelievi sarebbe di minore portata. Chissà che non sia proprio questo il problema? Di fatto per non far morire quella parte di fiume e tutti i pesci che vi dimorano si dovrebbe tornare ad alimentare, magari regolandone l’apertura e la chiusura delle paratie in determinati periodi dell’anno. 

Il fiume Arrone è immerso nel Parco di Bracciano Martignano. Nel fiume Arrone sono state riscontrate alcune specie di pesci di interesse comunitario come il Vairone, il Barbo, il Cobite, che riesce a sopravvivere anche in acque particolarmente povere di ossigeno in quanto possiede un’elevata superficie branchiale e riesce a svolgere una respirazione intestinale, e il ghiozzo di Ruscello anch’esso rinvenuto nel primo tratto del fiume Arrone e buon indicatore della qualità delle acque. Quale futuro per questo storico corso d’acqua?

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Ambiente

Osservatorio Anbi sulle risorse idriche: in Sicilia è siccità annunciata

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Nel resto d’Italia situazione confortante soprattutto al sud

Pur essendo cresciute di una quarantina di milioni di metri cubi da dicembre, le disponibilità d’acqua in Sicilia rimangono abbondantemente sotto i livelli di inizio 2020 (-210,36 milioni di metri cubi), prologo ad un’annata particolarmente siccitosa. A metterlo in evidenza è il report settimanale dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche, attivato dall’ANBI, il cui Presidente, Francesco Vincenzi, guarda con preoccupazione all’arrivo dei mesi caldi: “Permanendo l’attuale tendenza idrica, si preannunciano gravi problemi per l’approvvigionamento d’acqua all’agricoltura dell’Isola, penalizzata anche da schemi irrigui incompiuti.”

Se restano confortanti i livelli degli invasi nella vicina Calabria, continua anche il recupero idrico della Puglia, dove non solo si registra una disponibilità maggiore di quasi 120 milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa, ma gli invasi di Osento e di Capaccio hanno raggiunto la quota massima, superando la media del recente decennio.

Sono finiti, invece, i benefici delle piogge sulla Basilicata, le cui disponibilità idriche subiscono una contrazione di quasi 13 milioni di metri cubi, pur rimanendo abbondantemente al di sopra dei livelli 2020 (+ 163 milioni ca.).

Analogo è l’andamento in Campania dove, in assenza di precipitazioni da una settimana, i principali fiumi (Volturno, Sele, Garigliano) registrano livelli idrometrici in discesa, seppur superiori alla media del quadriennio 2017-2020; in lieve calo anche i volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento.

Nel Lazio, le altezze idrometriche dei fiumi Tevere, Sacco e Liri-Garigliano sono al top del recente quadriennio, così come positivi permangono i livelli dei laghi di Bracciano e di Nemi.
Sono altresì le precipitazioni a creare condizioni idriche differenziate in Abruzzo: deficit idrico in alcune zone costiere meridionali ed invece abbondanza d’acqua negli invasi marsicani ed aquilani con la diga di Penne, che trattiene 3,46 milioni di metri cubi d’acqua, un livello mai raggiunto dal 2016.
Sempre più vicino alla capienza massima è anche il bacino del Maroggia, in Abruzzo, oggi a 4,93 milioni di metri cubi a fronte di un limite fissato a mmc. 5,80.

I fiumi delle Marche (Potenza, Esino, Tronto, Nera, Sentino) hanno tutti portate superiori agli anni più recenti, ma inferiori al 2018.

E’ ottima la condizione dei bacini della Sardegna, ora al 93,76% della capacità autorizzata; nello stesso periodo dell’anno scorso trattenevano l’88,13%.
Sotto media, invece, sono i fiumi della Toscana (Arno, Sieve, Serchio, Ombrone) così come, in maniera addirittura più marcata, i principali corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna (Reno, Secchia, Trebbia, Taro, Savio).

Per quanto riguarda il fiume Po, la settimana è stata caratterizzata dal lento esaurimento delle portate dopo le abbondanti precipitazioni nelle settimane precedenti, ma a Pontelagoscuro si registra ancora +6% rispetto alle medie di periodo. Febbraio risulta esser un mese molto positivo per la quantità di portata presente nel Grande Fiume, che segna un +32% rispetto alle medie. Per fine mese è previsto che la portata si allinei alle medie di periodo fino alla venuta delle prime precipitazioni primaverili. Stazionario è il quantitativo di innevamento su tutto l’arco alpino, mentre è in lenta diminuzione sull’Appennino; i valori restano comunque abbondantemente sopra le medie di periodo.
Si confermano buone le condizioni idriche dei fiumi veneti (Adige, Brenta, Piave, Livenza, Bacchiglione) così come dell’Adda in Lombardia e dei grandi laghi settentrionali, tutti sopra la media stagionale con un surplus di circa il 16% sul 2020.

Altalenante è, infine, il quadro, che si coglie in Piemonte con Maira, Dora Baltea e Stura di Lanzo in calo rispetto ad un anno fa, mentre Sesia, Pesio e Tanaro sono in significativa crescita; in Val d’Aosta prosegue l’eccezionale performance della Dora Baltea, che segna una portata di 27,6 metri cubi al secondo contro una media mensile pari 3!

“La situazione registrata – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – evidenzia la necessità di realizzare nuove infrastrutture a servizio del territorio: dai bacini medio-piccoli all’ampliamento del servizio irriguo. Dal Governo attendiamo un segnale di confronto sul nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, capace di creare oltre 21.000 posti di lavoro con un investimento pari a circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.”

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Salute

Covid-19, Rt verso il superamento della soglia 1: nuovo Dpcm fino al 6 aprile

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La variante inglese, a maggior diffusione, sarà presto prevalente. L’Rt si appresta a superare la soglia 1.

Le terapie intensive in 5 regioni sono sopra la soglia critica del 30%. Con questi dati, “non ci sono le condizioni per allentare le misure di contrasto alla pandemia”.

E il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 6 marzo, coprirà anche le vacanze di Pasqua, fino a martedì 6 aprile. E’ netto il ministro della Salute Roberto Speranza nel ribadire al Parlamento la linea della prudenza, in continuità col Conte 2.

Mentre il leader della Lega Matteo Salvini continua a reclamare “un cambio di passo” e nella maggioranza si allargano le richieste di riaperture serali di ristoranti ed altre attività.

Per una definizione del Dpcm si attendono i dati del monitoraggio settimanale del venerdì ed il premier Mario Draghi tesse la sua tela europea in vista del Consiglio straordinario di oggi e domani.

I numeri delle ultime 24 ore indicano un nuovo balzo dei positivi: sono 16.424 contro i 13.314 del giorno precedente. Calano le vittime: 318 contro 356, mentre il tasso di positività sale al 4,8% (+0,4%) e i malati intubati sono 11 in più. Il Bresciano – ieri in ‘arancione rafforzato’ – oggi fa segnare il picco di contagi, con 901 casi. Altri Comuni entrano in zona rossa e l’Alto Adige estende fino al 14 marzo il lockdown duro.

Speranza offre una prospettiva positiva: si vede “finalmente la luce in fondo al tunnel”. Il Covid, grazie alla progressione della campagna vaccinale, “può essere arginato”. Ma, avverte, “in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto”. Sottovalutare i rischi, dice il ministro, porterebbe ad “una nuova diffusione incontrollata del contagio, che metterebbe nuovamente in crisi i nostri ospedali e renderebbe più difficile la nostra campagna di vaccinazione”. Ecco perchè, osserva, “sarebbe un grave errore se all’improvviso, senza una chiara evidenza scientifica”, ci fosse un cedimento delle prescrizione adottate. La strada è invece quella di continuare a differenziare le misure sul pano regionale, agendo in modo proporzionale alla situazione di contagio di ciascun territorio: strategia che “ci ha permesso finora di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati”.

L’emergere delle varianti condizionerà la campagna vaccinale e dunque vanno tenute sotto controllo. Proprio negli ultimi giorni è stata segnalata, da parte di cinque Regioni la necessità di 25 zone rosse per contenere focolai. Si tratta, evidenzia Speranza, di “misure restrittive indispensabili”, pur nella consapevolezza che comporteranno sacrifici. In proposito il titolare della Salute ha assicurato che il Governo è impegnato a promuovere “congrui ristori” per le attività colpite. Ma la bussola nella scrittura del nuovo Dpcm sarà “il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute”, perché “non ci può essere vera crescita, senza sicurezza sanitaria”.

In Gazzetta Ufficiale, intanto, è stato pubblicato il decreto legge che proroga il divieto di spostamenti tra le regioni fino al 27 marzo, consentendo comunque “il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Le faq – non aggiornate – presenti sul sito del Governo precisano che anche le seconde case rientrano in questa definizione. Ma le ordinanze regionali o locali che hanno istituito le zone rosse o ‘arancione rafforzato’, come nel Bresciano, vietano questi spostamenti e dunque vanno rispettate perchè più restrittive delle norme nazionali.

Entra in vigore il nuovo decreto: spostamenti tra Regioni vietati fino al 27 marzo

Oggi Speranza e la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini, si confronteranno con Regioni, Province e Comuni sulle nuove misure da adottare. Una riunione che arriva a poche ore dalla sentenza con cui la Consulta – accogliendo il ricorso del governo contro la legge anti Dcpm della Valle d’Aosta – ha stabilito che spetta allo Stato, non alle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia.

Dai territori comunque sale forte la richiesta di inserire nei provvedimenti anche i ristori per le attività economiche che vengono temporaneamente colpite dalle chiusure. L’apertura dei ristoranti a cena viene invocata dalla leader di FdI, Giorgia Meloni. Insiste sulla linea ‘aperturista’ Matteo Salvini: “credo che un ritorno alla vita e all’attività di categorie chiuse da troppo tempo – osserva – sia un’idea condivisa con il presidente Draghi. Salute e lavoro non sono su piani separati: a rischio due milioni di posti di lavoro. Ci rendiamo conto del problema?”. Nessuna marcia indietro del governatore dem dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ieri aveva appoggiato la posizione del leader leghista. “Quando il ministro Franceschini, che mi sembra faccia ancora parte del Pd – ricorda – ha proposto, quando potrà essere consentito, di riaprire non solo i musei, ma anche cinema e teatri, fa una proposta di buon senso”. Anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, invita a riaprire i ristoranti la sera.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

I più letti