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Frosinone

FROSINONE: AL VIA LA NUOVA RACCOLTA DIFFERENZIATA. SERVIZIO ESTESO AL 100% DELLA CITTÀ

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De Santis: "L’amministrazione Ottaviani in pochi mesi ha concepito un progetto che porterà Frosinone a livelli mai prima toccati in termini di cultura e civiltà ambientalista"

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Redazione

Frosinone – Una vera e propria rivoluzione copernicana, una svolta culturale che vuole portare la città di Frosinone al livello delle più moderne e avanzate realtà italiane. E’ questo l’obiettivo che si è posto l’amministrazione Ottaviani, dopo l’approvazione dell’atto di indirizzo per il nuovo appalto di servizi per la gestione dei rifiuti, che estenderà la raccolta differenziata al 100% del territorio comunale.

Attualmente, infatti, la percentuale di raccolta differenziata, complessivamente raggiunta, si attesta intorno al 18%, uno standard modesto ed inadeguato, sia in considerazione degli obblighi legislativi, sia in considerazione dei risultati conseguiti in altri contesti.

Ed allora il Settore Ambiente, su impulso del vice sindaco Fulvio De Santis, ha predisposto le linee di indirizzo e programmatiche, che confluiranno nel nuovo appalto per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, fissando importanti e qualificanti obiettivi.

“E’ giunta l’ora di fare il salto di qualità – ha commentato il vice sindaco e assessore all’ambiente Fulvio De Santis – in materia di politica ambientale. Per anni abbiamo sentito annunci, belle parole e nulla più. L’amministrazione Ottaviani, invece, in pochi mesi ha concepito un progetto che porterà Frosinone a livelli mai prima toccati in termini di cultura e civiltà ambientalista. L’estensione della raccolta differenziata al 100% della superficie comunale, un fatto senza precedenti, comporterà principalmente migliori standard di vivibilità del territorio e minori costi per i cittadini. Il miglioramento della qualità della vita passa attraverso il perseguimento di obiettivi ambiziosi, ma, comunque, che riteniamo alla portata. Il tempo delle mezze misure è finito. Frosinone merita di assurgere al rango di capoluogo di provincia moderno e l’amministrazione Ottaviani, fin dal proprio insediamento sta lavorando per questo”.

L’intenzione dell’Amministrazione comunale è quella di eliminare la raccolta stradale (quella con i cassonetti) per passare completamente a quella porta a porta, puntando al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

a) ridurre le quantità di rifiuti urbani da avviare agli impianti di smaltimento, anche attraverso azioni mirate alla prevenzione o riduzione della produzione rifiuti;

b) migliorare la qualità dei rifiuti conferiti agli impianti di trattamento e recupero;

c) migliorare la qualità dell’ambiente, la pulizia ed il decoro delle aree pubbliche e/o ad uso pubblico;

d) ridurre all’essenziale il posizionamento su suolo pubblico di contenitori per la raccolta dei rifiuti;

e) ridurre le discariche abusive e l’abbandono di rifiuti;

f) incrementare in maniera significativa la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti e tendere al raggiungimento dei parametri definiti dalla normativa vigente.

Per tali ragioni è stato elaborato un progetto che possa garantire risultati migliori in termini di raccolta differenziata, organizzando le raccolte finalizzate alla massimizzazione dei risultati, sia in termini qualitativi che quantitativi, evitando possibili frammentazioni territoriali dei servizi, a favore di un miglior adattamento alle nuove regole e modalità. Verrà, perciò, mantenuta un certa omogeneità sull’intero territorio comunale con limitate distinzioni per il solo centro storico (circa 2000 famiglie) in considerazione sia delle peculiarità che delle problematiche già riscontrate.

Le linee di sviluppo per ottenere questi risultati saranno le seguenti:

–    ampliare la zona di raccolta domiciliare all’intero territorio comunale, anche in considerazione della conformazione urbana del territorio abbastanza compatta e poco frammentata;

–    mantenere una raccolta di prossimità condominiale nell’area residenziale e nel centro della città a maggior sviluppo abitativo;

–    potenziare i servizi dedicati alle utenze non domestiche;

–    realizzare un centro di raccolta materiali, così da potenziare i servizi di raccolta di quei materiali che non rientrano tra le frazioni di rifiuto raccolte domiciliarmente (ingombranti, verde, ecc.), ad oggi raccolti solo su richiesta, e per contrastare il fenomeno delle discariche abusive;

–    definire un servizio di raccolta specifico per il centro storico.

In tal modo l’obiettivo del nuovo servizio a regime sarà quello di superare il 50% di raccolta differenziata sull’anno e di raggiungere gradualmente il 65% di raccolta differenziata nel triennio successivo all’avvio dei nuovo servizi.

Il modello di raccolta che s’intende proporre a base di gara è così riassumibile:

a)    Raccolta domiciliare per le frazioni differenziate precedentemente indicate: umido, vetro, plastica e metalli, carta e cartone, materiale non riciclabile.

b)    Le attrezzature utilizzate per le raccolte suddette e consegnate alle singole famiglie (ovvero per utenze fino a 5 famiglie) sono:

 

contenitore di colore grigio da 35-40 litri per il materiale non riciclabile,

contenitore di colore bianco da 35-40 litri per la raccolta di carta/cartone/cartoncino,

contenitore di colore blu da 30-35 litri per la raccolta del vetro,

sacchi gialli semitrasparenti da 100 litri per la raccolta degli imballaggi in plastica e metalli,

contenitore da 25 litri di colore marrone, con apposito sottolavello areato da 10 litri e sacchi bio-compostabili, per la raccolta dell’umido/organico.

Nel centro storico, a differenza di quanto sopra riportato, si prevede il sacco di colore grigio da 70 litri per la raccolta del materiale non riciclabile; ciò al fine di ridurre ulteriormente l’ingombro in casa per le famiglie (il sacco risulta essere più pratico e meglio gestibile all’interno dell’abitazione mentre l’ingombro dei contenitori rigidi risulta tale anche se vuoto) ed evitare che permangano su strada, seppure momentaneamente, i contenitori vuotati ma non ancora rimessi all’interno dell’abitazione da parte dell’utenza.

Inoltre, sempre in considerazione dell’esiguità degli spazi di molte abitazioni del centro storico, si opterà per la fornitura di contenitori di dimensioni più contenute di quelle sopra indicate (25-30 litri, anziché 35-40 litri).

c)    Le frequenze di raccolta per le utenze domestiche saranno riviste al fine di raggiungere una indispensabile razionalità operativa di mezzi e personale impiegato:

tre volte a settimana per la frazione umida

una volta a settimana per carta e cartone

una volta a settimana per gli imballaggi in plastica e metalli

una volta a settimana per il materiale non riciclabile (almeno tre volte a settimana per chi ha l’esigenza di smaltire pannolini/pannoloni)

una volta ogni due settimane per il vetro.

Per il centro storico si prevede, comunque, un raddoppio delle frequenze di raccolta sia per il vetro (una volta a settimana) sia per la raccolta degli imballaggi in plastica e metalli (due volte a settimana), in considerazione della maggiore voluminosità di questa tipologia di rifiuto rispetto alle altre frazioni.

Inoltre, per il solo centro storico, si prevedono servizi di raccolta notturni (ad eccezione del vetro) al fine minimizzare il tempo di permanenza su strada dei contenitori o sacchi: questi ultimi, infatti, essendo a perdere, verranno raccolti già nelle prime ore notturne, mentre i contenitori potranno essere rimessi in casa già nelle prime ore del mattino perché già vuotati.

d)    Per i condomini, di regola, si prevedono dotazioni di contenitori più grandi (bidoni e/o cassonetti, a seconda del numero di famiglie compreso) per ciascuna frazione differenziata presso i quali potranno conferire soltanto le famiglie presenti nel condominio stesso. Eventuali casi particolari, che presentino problematiche specifiche (ad esempio carenza di spazi pertinenziali per il posizionamento dei contenitori), verranno valutati sul posto, caso per caso, prima della fase di avvio dell’effettivo servizio di raccolta, al fine di individuare, anche di concerto con i referenti condominiali, soluzioni alternative che possano soddisfare sia le esigenze dei condomini che le esigenze operative del futuro gestore dei servizi.

e)    Per le attività non domestiche si prevedono servizi dedicati stabiliti secondo le reali esigenze e necessità; in particolare, verranno assegnate dotazioni contenitori commisurate all’effettiva produzione rifiuti per ciascuna raccolta differenziata (dal mastello, in caso di produzione paragonabile ad una famiglia, ad bidone o cassonetto per grandi produttori di vetro, umido, ecc.) e verranno garantite elevate frequenze di raccolta per le attività (vedi ristorazione, mense ecc.) che lo richiederanno, pur entro i limiti stabiliti (non più di una raccolta al giorno). Per il cartone, rispetto alle utenze domestiche, si prevede una raccolta “a vetrina”, ovvero un servizio dedicato quasi giornaliero in orari da concordare successivamente.

f)    I servizi su chiamata (ingombranti e verde) verranno mantenuti ma integrati con la previsione fondamentale del nuovo centro di raccolta materiali; nelle more di realizzazione di questo, si richiede un potenziamento dei servizi detti e dell’isola ecologica itinerante che si realizzerà nelle zone del territorio di volta in volta segnalate dell’Amministrazione.

Nel bando, poi, tra i servizi annessi alla raccolta rifiuti saranno altresì compresi:

raccolta stradale RUP (pile e farmaci scaduti, prodotti etichettai T/F);

lavaggio contenitori condominiali adibiti alla raccolta della frazione umida e non riciclabile (almeno 7 lavaggi annui nel periodo estivo, con eventuale possibilità di richiedere ulteriori lavaggi al gestore del servizio a prezzi agevolati);

realizzazione e gestione Centro di Raccolta Materiali, su area indicata dall’Amministrazione comunale;

gestione isole ecologiche itineranti, in concomitanza delle giornate ecologiche organizzate in diversi siti del territorio comunale – previa indicazione dell’Amministrazione – per la raccolta di rifiuti quali ingombranti, RAEE, verde, pneumatici, ecc…

Tra i servizi che verranno posti in appalto, saranno presenti le attività inerenti all’informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza: in particolare, si richiede la realizzazione di una massiccia campagna di comunicazione, soprattutto nella fase di avvio del servizio (lettere, manifesti, striscioni, totem, incontri pubblici, ecocalendari, promemoria, opuscoli, pieghevoli, dizionario dei rifiuti ecc.), e successive campagne di gratificazione e rafforzamento per ogni anno di appalto, sulla base di un dettagliato piano pluriennale di comunicazione; di supporto a tale attività, si prevede l’istituzione di un ecosportello nonché l’attivazione di un numero verde dedicato (anche per i servizi su prenotazione).

Si prevedono, altresì, campagne nelle scuole nonché attività di promozione e diffusione delle buone pratiche (compostaggio domestico), ecc.

Nella fase di start-up del servizio, ovvero della campagna di comunicazione e distribuzione dei kit porta a porta presso tutte le utenze, considerata l’importanza e la delicatezza della stessa per la buona riuscita del progetto, l’Amministrazione manterrà comunque un ruolo di ideazione e coordinamento anche tramite i soggetti incaricati.

Le forniture dei contenitori e dei materiali d’uso sono a carico della ditta aggiudicatrice.

Particolare attenzione verrà posta alle attività di controllo e monitoraggio dei nuovi servizi, tramite due figure a ciò deputate, denominate Sovrintendenti, che saranno di supporto alle attività di controllo e verifica degli uffici comunali competenti, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti (polizia municipale, ecc.).

Cronaca

Formia – Cassino: al via lavori sulla super strada. Buche come crateri e sicurezza assente da anni

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Il tratto formiano della cosiddetta Super strada Formia – Cassino (variante S.S. 7 Appia Formia Garigliano) di proprietà dell’ANAS, la cui pavimentazione è divenuta accidentata e disconnessa da anni, finalmente avrà a breve una nuova pavimentazione.
L’Amministrazione Villa esprime con soddisfazione la risoluzione di un problema che si trascina da molto tempo. Infatti fin dal momento del suo insediamento quest’Amministrazione ha costantemente sollecitato l’ANAS nel porre rimedio a tale critica situazione, al limite della sicurezza.
La conferma dell’inizio delle attività è la consegna del cantiere avvenuta nei giorni scorsi, da parte dell’ANAS.
Vista l’ampiezza dell’intervento, durante l’esecuzione dei lavori la circolazione stradale sarà regolamentata con senso unico alternato.
Nei prossimi giorni, sarà diffuso il programma degli interventi e i tratti interessati.

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Cronaca

Frosinone, infortuni sul lavoro da Covid. Tarquini(Uil): “In dieci mesi quasi duecento casi”

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FROSINONE – “In dieci mesi le denunce di infortunio sul lavoro da Covid nel nostro territorio hanno raggiunto le 185 unità. Rispetto alla nostra precedente elaborazione registriamo un ulteriore incremento di 75 persone che hanno contratto il pericolosissimo virus. Il tetto dei duecento casi è ormai dietro l’angolo ed è facile prevedere che potrebbe essere superato entro la fine dell’anno”. Lo dice Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone, presentando il report che il sindacato ha elaborato su questa specifica tipologia di incidenti sui luoghi di lavoro.

“Dall’elaborazione dei dati Inail relativi ai primi dieci mesi dell’anno – spiega Tarquini – constatiamo che dopo Roma con 2367 casi di infezioni contratte sul lavoro, il territorio ciociaro è quello che più sta pagando la seconda ondata della pandemia: rispetto allo scorso mese si registrano altre 50 nuove denunce tra le lavoratrici e 25 tra i lavoratori, che portano il totale da inizio anno a 185 infezioni contratte sul lavoro, cifra che pone la nostra provincia al secondo posto di questa triste classifica, prima di Rieti (134), Latina (126) e Viterbo (122). Il nostro territorio è al secondo posto anche leggendo i numeri in termini di differenza di genere: in dieci mesi infatti sono state 114 le donne che si sono ammalate di Covid sul lavoro, sono state 102 a Rieti, 74 a Viterbo e 67 a Latina. A Roma invece le denunce al femminile hanno raggiunto le 1420 unità”.

“In termini percentuali – aggiunge l’esponente sindacale – i nostri numeri incidono per il 6,3 per cento sul totale regionale. Al 31 ottobre sono infatti quasi tremila le denunce pervenute all’Inail da tutto il Lazio, a fine settembre erano state 1733. Quelle mortali salgono a 17: una rintracciabile nel nostro territorio, due in quello pontino, 14 a Roma e nel suo hinterland. Da gennaio a ottobre nel Paese ci sono stati 66781 contagi professionali, 332 le morti. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali i più colpiti”.

“La pandemia – conclude Tarquini – ha acuito difficoltà, ha fatto crescere le disparità tra le donne e gli uomini, ha inserito nella già precaria cornice della sicurezza sul lavoro un altro elemento di notevole rischio come il contagio. Il quadro è sempre più allarmante. Ed è chiaro che non si può indugiare oltre: bisogna intervenire con decisione per dare il via a una nuova e moderna cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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Ambiente

Frosinone e Latina, l’appello di Copagri su invasione di cinghiali: “Serve un patto tra agricoltori e cacciatori”

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“Occorre stipulare un patto tra agricoltori e cacciatori per affrontare con determinazione l’annoso problema delle scorribande notturne dei cinghiali ormai fuori controllo sull’intero nostro territorio”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia all’indomani dei danneggiamenti ai danni dei campi gestiti dall’azienda agricola Oasi di Canterno di Trivigliano,
completamente distrutti dal passaggio impetuoso degli animali. Episodi ormai giornalieri che si verificano ovunque, mandando in fumo in pochi minuti il lavoro degli agricoltori senza che le istituzioni, fino ad oggi, si siano davvero occupati del fenomeno con risolutezza. L’organizzazione agricola, dopo gli appelli scorsi, lancia una seria proposta per porre rimedio ad un problema ormai annoso: Diciamo stop alle tensioni tra agricoltori e cacciatori. A mio avviso – sottolinea il presidente
Copagri Fr-Lt Neglia – le due categorie devono cooperare per il bene comune. Gli agricoltori devono riconoscere quello che è il ruolo importante dei cacciatori i quali, da parte loro, hanno l’obbligo di fare altrettanto. Chiediamo l’intervento anche da parte degli ATC e delle associazioni dei cacciatori per una strategia comune di difesa del territorio. È doveroso da parte di tutti recuperare un rapporto che le polemiche hanno incrinato da qualche anno, è necessario un dialogo aperto tra le parti ed una
strategia che possa vedere nei cacciatori strumento ed il braccio operativo degli agricoltori. Una proposta che speriamo le associazioni venatorie possano accogliere positivamente”. La Copagri Fr-Lt, al contempo, si rivolge anche alla Regione Lazio: “Chiediamo l’intervento fattivo della giunta regionale che, fino ad oggi, ha messo in campo delle soluzioni soft e non risolutive. I cinghiali sul nostro territorio sono troppi ed il loro numero va diminuito in maniera più decisa se si intendono salvaguardare gli sforzi degli agricoltori”.

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