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Frosinone

FROSINONE: PARTE L'EDIFICAZIONE DEL NUOVO CENTRO URBANO

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Ottaviani: “vengono liberate nuove energie urbanistiche nella zona alta"

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Redazione

Frosinone – Il consiglio comunale di Frosinone, nell’ultima seduta, ha approvato lo studio di congruità tecnica per la zona B del Piano Regolatore Generale della parte alta della città, un provvedimento che permetterà l’edificazione diretta in un’ampia fascia all’interno del perimetro urbano. Lo studio di congruità tecnica si è reso necessario per garantire la sicurezza idrogeologica dell’area interessata, anche alla luce dei dissesti verificatisi negli ultimi periodi. Un provvedimento che ha una duplice finalità: garantire l’edificabilità in questa zona della città, venendo incontro alle esigenze di quanti hanno mostrato interesse a costruire, e nello stesso tempo garantire le opportune condizioni di sicurezza idrogeologica. Gli interventi di edificazione diretta in zona B del Piano Regolatore Generale, ove ricadenti nelle aree perimetrale come C1 nel vigente Psai (Piano di assetto idrogeologico), dovranno essere corredati da uno studio di compatibilità idrogeologica, commisurato all’importanza, alla dimensione dell’intervento, nel quale si dovrà dimostrare che le nuove opere non appesantiranno le condizioni di stabilità globale del versante.

Il consiglio comunale ha previsto, inoltre, l’obbligo da parte dei proponenti di garantire l’autosufficienza in relazione agli standard necessari e la contestuale cessione gratuita di una superficie pari al 22,50% del lotto fondiario, per destinarlo al soddisfacimento delle quote di standard necessarie per insediare i nuovi abitati. L’attuazione diretta del Piano regolatore Generale nelle zone B, con la disposizione della contestuale cessione compensativa, costituisce, al di là della pur necessaria spinta alla ripresa del settore edilizio, settore da sempre trainante dell’economia cittadina, un’occasione per una stagione urbanistica rinnovata basata sul superamento dell’esproprio come mezzo esclusivo per reperire aree per i servizi pubblici.

Gli interventi, una volta ultimata la procedura di verifica urbanistica, andranno a ricadere, in particolare, in viale dell’America Latina (circa 22.000 mc), via Cosenza (3.800 mc), via del Rifugio (4.000 mc), via del Cipresso (5.500 mc), viale Napoli (2.800 mc), con la creazione di nuove volumetrie destinate ad abitazioni e servizi. Sono già state individuate anche alcune soluzioni tecniche, per l’utilizzo delle aree cedute all’amministrazione comunale. In viale dell’America Latina, ad esempio, le due proposte prevedono la costruzione di due distinti parcheggi, uno interrato di fruibilità pubblica di 1.200 mq, e l’altro a raso di circa 900 mq, mentre si sta lavorando per arrivare all’assunzione, sempre da parte dei privati, dell’onere di realizzazione anche dei relativi sistemi di collegamento, consistenti in ascensori verticali o scale mobili.

“Con la delibera adottata in consiglio comunale” ha dichiarato con grande soddisfazione il Sindaco Nicola Ottaviani “vengono liberate nuove energie urbanistiche nella zona alta, dove, dopo le procedure similari adottate similari per via Aldo Moro e via Marittima lo scorso anno, i privati potranno riqualificare il territorio. Abbiamo previsto, infatti, che, a fronte degli interventi dei privati, questi debbano destinare un quarto circa del lotto alla realizzazione di verde, strade, piazze, parcheggi ed altri standard di fruibilità collettiva, migliorando sensibilmente la qualità della vita di tutti i cittadini e nei quartieri interessati dagli interventi”.

Cronaca

Formia – Cassino: al via lavori sulla super strada. Buche come crateri e sicurezza assente da anni

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Il tratto formiano della cosiddetta Super strada Formia – Cassino (variante S.S. 7 Appia Formia Garigliano) di proprietà dell’ANAS, la cui pavimentazione è divenuta accidentata e disconnessa da anni, finalmente avrà a breve una nuova pavimentazione.
L’Amministrazione Villa esprime con soddisfazione la risoluzione di un problema che si trascina da molto tempo. Infatti fin dal momento del suo insediamento quest’Amministrazione ha costantemente sollecitato l’ANAS nel porre rimedio a tale critica situazione, al limite della sicurezza.
La conferma dell’inizio delle attività è la consegna del cantiere avvenuta nei giorni scorsi, da parte dell’ANAS.
Vista l’ampiezza dell’intervento, durante l’esecuzione dei lavori la circolazione stradale sarà regolamentata con senso unico alternato.
Nei prossimi giorni, sarà diffuso il programma degli interventi e i tratti interessati.

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Cronaca

Frosinone, infortuni sul lavoro da Covid. Tarquini(Uil): “In dieci mesi quasi duecento casi”

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FROSINONE – “In dieci mesi le denunce di infortunio sul lavoro da Covid nel nostro territorio hanno raggiunto le 185 unità. Rispetto alla nostra precedente elaborazione registriamo un ulteriore incremento di 75 persone che hanno contratto il pericolosissimo virus. Il tetto dei duecento casi è ormai dietro l’angolo ed è facile prevedere che potrebbe essere superato entro la fine dell’anno”. Lo dice Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone, presentando il report che il sindacato ha elaborato su questa specifica tipologia di incidenti sui luoghi di lavoro.

“Dall’elaborazione dei dati Inail relativi ai primi dieci mesi dell’anno – spiega Tarquini – constatiamo che dopo Roma con 2367 casi di infezioni contratte sul lavoro, il territorio ciociaro è quello che più sta pagando la seconda ondata della pandemia: rispetto allo scorso mese si registrano altre 50 nuove denunce tra le lavoratrici e 25 tra i lavoratori, che portano il totale da inizio anno a 185 infezioni contratte sul lavoro, cifra che pone la nostra provincia al secondo posto di questa triste classifica, prima di Rieti (134), Latina (126) e Viterbo (122). Il nostro territorio è al secondo posto anche leggendo i numeri in termini di differenza di genere: in dieci mesi infatti sono state 114 le donne che si sono ammalate di Covid sul lavoro, sono state 102 a Rieti, 74 a Viterbo e 67 a Latina. A Roma invece le denunce al femminile hanno raggiunto le 1420 unità”.

“In termini percentuali – aggiunge l’esponente sindacale – i nostri numeri incidono per il 6,3 per cento sul totale regionale. Al 31 ottobre sono infatti quasi tremila le denunce pervenute all’Inail da tutto il Lazio, a fine settembre erano state 1733. Quelle mortali salgono a 17: una rintracciabile nel nostro territorio, due in quello pontino, 14 a Roma e nel suo hinterland. Da gennaio a ottobre nel Paese ci sono stati 66781 contagi professionali, 332 le morti. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali i più colpiti”.

“La pandemia – conclude Tarquini – ha acuito difficoltà, ha fatto crescere le disparità tra le donne e gli uomini, ha inserito nella già precaria cornice della sicurezza sul lavoro un altro elemento di notevole rischio come il contagio. Il quadro è sempre più allarmante. Ed è chiaro che non si può indugiare oltre: bisogna intervenire con decisione per dare il via a una nuova e moderna cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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Ambiente

Frosinone e Latina, l’appello di Copagri su invasione di cinghiali: “Serve un patto tra agricoltori e cacciatori”

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“Occorre stipulare un patto tra agricoltori e cacciatori per affrontare con determinazione l’annoso problema delle scorribande notturne dei cinghiali ormai fuori controllo sull’intero nostro territorio”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia all’indomani dei danneggiamenti ai danni dei campi gestiti dall’azienda agricola Oasi di Canterno di Trivigliano,
completamente distrutti dal passaggio impetuoso degli animali. Episodi ormai giornalieri che si verificano ovunque, mandando in fumo in pochi minuti il lavoro degli agricoltori senza che le istituzioni, fino ad oggi, si siano davvero occupati del fenomeno con risolutezza. L’organizzazione agricola, dopo gli appelli scorsi, lancia una seria proposta per porre rimedio ad un problema ormai annoso: Diciamo stop alle tensioni tra agricoltori e cacciatori. A mio avviso – sottolinea il presidente
Copagri Fr-Lt Neglia – le due categorie devono cooperare per il bene comune. Gli agricoltori devono riconoscere quello che è il ruolo importante dei cacciatori i quali, da parte loro, hanno l’obbligo di fare altrettanto. Chiediamo l’intervento anche da parte degli ATC e delle associazioni dei cacciatori per una strategia comune di difesa del territorio. È doveroso da parte di tutti recuperare un rapporto che le polemiche hanno incrinato da qualche anno, è necessario un dialogo aperto tra le parti ed una
strategia che possa vedere nei cacciatori strumento ed il braccio operativo degli agricoltori. Una proposta che speriamo le associazioni venatorie possano accogliere positivamente”. La Copagri Fr-Lt, al contempo, si rivolge anche alla Regione Lazio: “Chiediamo l’intervento fattivo della giunta regionale che, fino ad oggi, ha messo in campo delle soluzioni soft e non risolutive. I cinghiali sul nostro territorio sono troppi ed il loro numero va diminuito in maniera più decisa se si intendono salvaguardare gli sforzi degli agricoltori”.

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