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Cronaca

FS, quando la comunicazione disorienta i viaggiatori. Il video

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Un tragico incidente e la comunicazione esterna di FS che va in tilt, o così almeno sembra, con buona pace dei viaggiatori in attesa di imbarcarsi sul treno per raggiungere l’aeroporto di Fiumicino. È quanto accaduto – e segnalato – sabato scorso, 17 novembre, durante la sospensione/limitazione degli esercizi del Leonardo Express e della linea FL1, a causa dell’investimento avvenuto nella stazione Fiera di Roma.

L’episodio, mortale, si è verificato intorno alle 18.30 faceva sapere RFI nel proprio sito, “in corso la riprogrammazione del servizio ferroviario con cancellazioni e limitazioni di percorso”. Inoltre, nei successivi aggiornamenti l’azienda precisava che “lo stop è stato necessario per consentire i rilievi dell’Autorità Giudiziaria” e che “per garantire la mobilità delle persone è stato attivato un servizio spola con autobus fra le stazioni di Ponte Galeria e Fiumicino Aeroporto”, come tra l’altro previsto dal Contratto di Servizio con la Regione Lazio. E fin qui nulla da ridire.

La vicenda si complica quando, invece, si scopre che agli ignari utenti giunti a Roma Termini, capolinea del servizio primario Leonardo Express, collegamento diretto con l’aeroporto, veniva data una notizia incompleta, se non addirittura forviante, attraverso i monitor informativi piazzavi ovunque, in testa ai binari come lungo i marciapiedi. “Attenzione!”, scorreva in continuazione, “La circolazione dei treni della relazione Roma Termini Fiumicino Aeroporto, è temporaneamente sospesa, per accertamenti dell’Autorità Giudiziaria, a seguito dell’investimento di una persona, nella fermata di Fiera di Roma. I viaggiatori sono invitati ad utilizzare mezzi alternativi. Ci scusiamo per il disagio”.

Mezzi alternativi? E il servizio automobilistico sostitutivo? Nessun riferimento, neanche per sbaglio, un disagio nel disagio. Da qui l’emblematico interrogativo: considerata la discrepanza, è stato veramente istituito il servizio bus a spola? Nell’attesa di conoscere maggiori dettagli, si invita l’intero Gruppo FS a coordinare la comunicazione esterna, prima che questa arriva al pubblico, onde evitare il ripetersi di episodi spiacevoli e antipatici.

David Nicodemi

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Cronaca

Trenta, il marito rinuncia all’alloggio: un atto d’amore per tacitare la schifezza mediatica

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“Mio marito, che è il titolare dell’alloggio, pur essendo tutto regolare e non essendoci nulla che ci debba far sentire in imbarazzo, per salvaguardare la serenità della famiglia, sta presentando istanza di rinuncia per l’alloggio, l’ha già fatto. Spero che questo atto di amore serva a tacitare la schifezza mediatica che è caduta su di me”. Lo ha detto intervistata da Radio 24 l’ex ministra della Difesa, Elisabetta Trenta.

“Lasceremo l’appartamento nel tempo che ci sarà dato per poter fare un trasloco e poter rimettere a posto la mia vita da un’altra parte”, ha aggiunto Trenta a Radio24, che ha detto di pretendere “rispetto” per sè. “Sono una donna di Stato e ho fatto dell’etica la base della mia vita”, ha affermato tra l’altro.

“Non sono stata trattata bene ma nei valori del M5S ci credo, non ho nessuna intenzione di lasciare il Movimento. Mi è dispiaciuto che prima di parlare e giudicare nessuno mi ha chiamata per chiedermi come stanno le cose. La mia faccia è pulita, non smetterò di fare politica e di essere del Movimento. Ma forse una pausa di riflessione me la prendo, non ho deciso nulla”. Lo ha detto l’ex ministra della Difesa sulle critiche che le sono state rivolte da Luigi Di Maio e da altri esponenti del M5S per la vicenda della casa. “Credo che Di Maio, con cui ho parlato, abbia capito le mie ragioni- ha affermato tra l’altro- Io sono un militare e so che prima di comandare le persone ci si parla, so che un comandante difende i propri uomini”.

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Cronaca

Palermo: duro colpo alla mafia di Brancaccio

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Dalle prime luci dell´alba, la Polizia di Stato di Palermo sta eseguendo un vasta operazione antimafia ai danni del mandamento mafioso di Brancaccio.

I soggetti coinvolti dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, auto riciclaggio, danneggiamento fraudolento di beni assicurati ed altro. Il provvedimento di “Fermo di indiziato di delitto”, disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo che ha coordinato le indagini, è eseguito dai poliziotti della squadra mobile.
L´odierna operazione è l´epilogo di una complessa attività d´indagine, effettuata dalla Squadra Mobile di Palermo sul mandamento mafioso di Brancaccio e sulle famiglie mafiose di Corso dei Mille e Roccella, che ha reso una inedita radiografia di Cosa Nostra e dei suoi interessi criminali.
Accanto agli storici interessi per le rapine e lo spaccio di droga, capillarmente controllato anche attraverso l´ausilio di quadri intermedi, è emerso come anche il lucroso mercato delle truffe assicurative richiamasse le attenzioni mafiose.
In quest´ottica, è stato riscontrato come “Cosa Nostra” avesse esteso la sua “longa manus” anche sul fenomeno criminale delle truffe assicurative, realizzate attraverso la violenta condotta criminale dei cosiddetti “spaccaossa” e del “sacrificio” di vittime scelte in contesti sociali degradati, disposte ad avere cagionate fratture gravissime. Si tratta di un desolante spaccato criminale già scoperto dalla Polizia di Stato nei mesi di agosto 2018 e aprile 2019, che portò all´arresto di decine di malviventi privi di scrupoli.
E´ emerso adesso come a beneficiare delle laute liquidazioni del danno, conseguenti ai finti incidenti, fossero le casse di Cosa Nostra che introitavano grosse somme dedotte le “spese” di poche migliaia di euro da destinare agli “spaccaossa” e agli altri partecipi della messa in scena Nel corso dell´odierna operazione, sono in corso, altresì, effettuati ingenti sequestri di beni mobili ed immobili.

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Cronaca

Giro di corruzione a Roma e provincia: 3 arresti

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione ad un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tre persone ritenute responsabili di un giro di corruzione.

L’attività d’indagine è partita dopo la denuncia di un imprenditore al quale era stata prospettata la possibilità di attenuare la sua posizione nell’ambito di un’indagine che lo vedeva coinvolto purché si affidasse ad un professionista indicato per la gestione di un settore amministrativo della sua società.

I reati contestati ai tre arrestati, a vario titolo, sono tentata induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione; rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio nonché tentata violenza privata.

Perquisizioni nei domicili e luoghi di lavoro degli indagati sono tuttora in corso.

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