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Molte cose oggi ci fanno vergognare d’essere italiani (per coloro che hanno questo sentimento), certo non tutti la pensiamo allo stesso modo. Ma come si fa a rimanere inerti davanti ad un ‘nero’, proveniente dai barconi che in pieno centro di Firenze sfascia la vetrina di un negozio per rubare una moto, operazione che dura non meno di mezz’ora, con strumenti vari, senza che nessuno si permetta di impedire questa operazione di inciviltà, mentre poi l’autore dello sfascio si allontana tranquillamente senza aver potuto portare a termine l’impresa? Oppure vedere i nostri poliziotti e carabinieri sbeffeggiati e sputati da delinquenti d’oltremare, che si scoprirà poi essere recidivi, con reati a carico in patria (e anche in Italia)? E aver già ricevuto almeno un decreto di espulsione, che useranno per una bisogna ignobile alla prima occasione? E, udite udite, senza alcun permesso di soggiorno. Oppure sentire al tiggì delle venti e trenta che una signora o signorina salutista, che legittimamente praticava la sua corsetta serale in tuta e scarpette, è stata trascinata in un angolo buio e stuprata selvaggiamente? Oppure che un episodio analogo si è svolto ai danni di una ragazza in pieno centro storico di una città delle nostre più belle?
Ormai è una moda, per questi intrusi che pare abbiano avuto precise istruzioni, e viene da pensarlo, tanto simili sono i comportamenti. Macchine sfregiate, vetri rotti, ammaccature profonde e costose. Può capitare. Ma quello che NON DEVE capitare è che tutto ciò sia eseguito nella più totale indifferenza e impunità, in città in cui fino a questa invasione selvaggia (sembra di sentire in sottofondo i tamburi rituali di una qualche religione africana – dell’Africa più nera che ci sia) si poteva camminare sicuri e godere delle bellezze della nostra storia, che nessuno può vantare come l’Italia.
Oggi l’Italia è la nazione in cui i delinquenti, per un eccesso di garantismo (o di buonismo) sono tutelati più dei legittimi abitanti che lavorano e pagano le tasse. Ormai il mito del migrante che ci aiuterà ad avere le pensioni è svanito. Ci sono anche quelli buoni, ma la maggioranza dei reati di strada contro la persona è di pochi (percentualmente) che delinquono, e, vedi caso, la palma d’oro l’hanno conquistata i passeggeri dei barconi.
Purtroppo da noi il disordine regna sovrano, ubbidendo a ordini di scuderia (sappiamo da parte di chi ma non lo diciamo), come ad esempio i cortei cosiddetti pro-palestina, che iniziano con sbandierate intenzioni pacifiste e di rivendicazione di diritti, e finiscono con bottiglie Molotov, bombe carta, auto e quant’altro incendiate, e sanpietrini tirati addosso a poliziotti e carabinieri. E il bilancio dei feriti pende sempre, alla fine, dalla parte delle Forze dell’Ordine.
Al contrario, i nostri difensori, o almeno quelli che fra mille rischi e difficoltà dovrebbero difenderci e mantenere l’ordine e la legalità, (e non citiamo gli stipendi, per amor di patria), quando fanno il loro dovere, e magari inseguono una moto rubata che non si è fermata all’alt, condotta da una persona senza patente, che a quell’ora dovrebbe essere, se fosse onesto e lavoratore, fra le coltri del letto, dopo una giornata di lavoro, e non a scorrazzare per la città; se in questo frangente, dico, la moto condotta spericolatamente per sfuggire ai carabinieri del posto di blocco (il controllo, a questo punto, è vitale per la nostra sicurezza) ripeto, guidando in maniera spericolata, va fuori strada, e scarogna vuole che uno dei due occupanti ci rimetta la pelle, la colpa NON E’ dei due piccoli fuorilegge, ma dei carabinieri che per dovere e giuramento operavano un controllo in ordine alle condizioni notturne, che prevedono appunto che NOI CITTADINI possiamo camminare liberamente anche di notte, visto che ancora non è stato proclamato il coprifuoco. Ma no. Siamo in Italia, frase che tanto abbiamo sentito pronunciare in occasioni simili negli anni passati (e purtroppo sentiremo anche in quelli a venire). Risultato della operazione: i carabinieri del posto di blocco indagati per la morte (comunque colposa) di uno dei passeggeri, tale Ramy, poverino, aveva solo 19 anni! Ma se fosse rimasto nel suo letto sarebbe ancora in vita, e se avesse avuto dei genitori che lo avessero educato all’onestà e al rispetto delle leggi, invece che alla malavita, avrebbe potuto anche, studiando, diventare un bravo professionista. Invece tutto si risolve nella maniera più assurda. Carabinieri (forse) costretti a mentire per non essere a loro volta accusati. Sfilate con magliette con il volto di Ramy e fiaccole accese. Come se si fosse violato un importante principio della nostra Costituzione. La sfilate, le fiaccolate, le magliette, servono quando c’è un’ingiustizia, non in questo caso. (L’abbiamo detto più volte e lo ripetiamo: chi delinque accetta il rischio della sua impresa, e non ha più nulla a pretendere, neanche un indennizzo, come purtroppo succede da noi: siamo in Italia). Ben altra sinfonia si suona in Francia, o in Germania. Senza parlare degli Stati Uniti. Gli inseguimenti sono portati all’estremo, e i caricatori delle pistole, a volte, scaricati contro chi accenna un minimo di resistenza. Non che siano paesi che coltivano l’assassinio, né noi ci auguriamo questo. Ma quando a New York arrivò il Sindaco Giuliani, con TOLLERANZA ZERO, si poteva camminare ad ogni ora in piena tranquillità, ed io ne sono testimone oculare. Dobbiamo difenderci. Il nostro non è un comportamento “fascista” o assassino: è solo difesa personale. La difesa è nei nostri cromosomi, come in tutti quelli degli animali. Poco importa che lo Stato abbia reso quasi impossibile anche la concessione di un porto d’armi per uso sportivo, spacciato da alcuni giornali come la scorciatoia per un effettivo porto d’armi. Le condizioni sono precise e inequivoche. Il PdA per uso sportivo in realtà è un permesso di trasporto casa-poligono nei giorni e negli orari previsti per il tiro, e l’arma dev’essere scarica e in custodia, senza contiguità con le munizioni. Così abbiamo oggi il festival dei coltelli, da cucina, perdi più. Oggetti che nessuno può impedire di possedere, salvo contestarne il porto senza giustificato motivo. Tornando ai due carabinieri dell’inseguimento di Ramy, se dovessero essere processati, e, Dio non voglia, essere condannati, saranno di fronte ad un risarcimento milionario, come sempre accade con certa Magistratura. Purtroppo. SIAMO IN ITALIA. Se ci fosse un Sindacato come quello di Landini (sia detto senza offesa), a questo punto TUTTI I CARABINIERI d’Italia incrocerebbero le braccia. Ma non è così. Con la condanna, perderemmo due uomini tra i più validi delle nostre Forze dell’Ordine. Operare un posto di blocco di notte, con questi che girano indisturbati, magari con temperature vicine allo zero, ci vogliono gli attributi. E magari la prossima volta qualcuno girerà la testa dall’altra parte. Anche perché ormai è una prassi, quella di denunciare comunque a piede libero l’arrestato del giorno prima, in attesa di giudizio (sempre molto clemente), e che la nostra sicurezza, diurna o notturna, vada pure a ramengo.
Un’ultimo accenno a chi deve giudicare: signori magistrati, giudici, pretori, procuratori eccetera, abbiamo figli e magari nipoti in questa nazione, e bene o male, ci dobbiamo vivere anche noi, con un minimo di sicurezza. Vi costa proprio tanto, ed è così lontano dal vostro dovere professionale togliere di mezzo questa feccia che inquina l’aria, almeno per un po’ di tempo, e poi rimandarla (materialmente) nel suo paese di origine? Non è una condanna a morte, quella nessuno la vuole, né l’ergastolo, quello che “loro” infliggono ai parenti delle vittime. Non farete nulla contro la legge, che VOI siete chiamati a far rispettare, se toglierete dalla strada i malviventi che più male fanno al cittadino “normale”. Non sottovalutate reati come lo stupro (ergastolo per le vittime, da quello non ci si riprende mai più), lo scippo (che a volte genera morte), la rapina, il borseggio organizzato, la violenza fine a sè stessa, il danneggiamento per noia, o per dimostrare una impunità che ci umilia come cittadini e come nazione. Vorrei che “SIAMO IN ITALIA” non venisse più pronunciato se non per significare che siamo nella nazione del mondo più ricca di cultura, di arte, di storia, di paesaggi incantevoli, di buona cucina, e non di extracomunitari che fanno di noi ciò che vogliono, senza rispetto per quella nazione e quel popolo che VOI avete GIURATO di difendere, unitamente e di concerto con Polizia e carabinieri. Risolleviamo il capo. Un popolo che si rassegna a tutto questo è un popolo già sconfitto. Un popolo senza più dignità, perché qualcuno glie l’ha rubata. Vedete di non essere voi quel qualcuno.