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Latina

GAETA: UFFICIALIZZATO IL CAMBIO IN GIUNTA

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Il vice Sindaco nonché Assessore alle Opere Pubbliche lascia l'incarico amministrativo per andare a ricoprire un ruolo politico di livello superiore

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di Giuseppa Guglielmino

Gaeta (LT) –  Nessuna crisi di maggioranza, ma solo turn over programmato e nuovo importante incarico politico regionale per Cristian Leccese. Così il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano per chiarire le motivazioni del nuovo assetto del governo cittadino che vede Cristian Leccese passare il testimone a Raffaele Matarazzo. Il vice Sindaco nonché Assessore alle Opere Pubbliche lascia l'incarico amministrativo per andare a ricoprire un ruolo politico di livello superiore che, come egli stesso afferma,  lo ricompensa "dei sacrifici fatti e del lavoro svolto con impegno e passione  in questi ultimi anni di attivismo politico".

L'ufficialità del cambio in Giunta durante la mattina di Mercoledì 26 Agosto nell'Aula Consiliare del Palazzo Comunale, dove l'intero team al governo di Gaeta si è ritrovato in un incontro con la stampa. Il Sindaco Mitrano, tutti gli assessori in carica, il dimissionario Leccese, la new entry Matarazzo, il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Coscione, ma anche consiglieri comunali, collaboratori ed attivisti, presenti in Aula, hanno accompagnato questo nuovo turn over con un grande spirito di squadra.

"E' questa la novità che noi rappresentiamo rispetto al passato e che ci ha portato al raggiungimento di brillanti obbiettivi  – ha dichiarato il Primo Cittadino – noi siamo una vera squadra, già equilibrata, in cui i cambiamenti sono stati programmati  dall'inizio, e non c'è bisogno di rimpasti per nuovi equilibri.  I risultati della nostra Amministrazione sono da attribuirsi al clima di collaborazione che ci contraddistingue! In questi primi tre anni di mandato siamo stati protagonisti di cambiamenti epocali:  in primis la rivoluzione del porta a porta, da migliorare, perfezionare sicuramente con la collaborazione di tutti, ma avviata alla grande!!! Penso poi alle politiche di Welfare intraprese, alla grande attenzione per l'edilizia scolastica , per lo Sport, alle opere pubbliche programmate per 22 milioni di euro e finalizzate alla riqualificazione urbana e turistica della nostra Città, alla migliore qualità della vita dei nostri studenti, alla maggiore fruibilità degli spazi pubblici da parte dei nostri cittadini. Dietro a questi grandi risultati ci sono l'impegno, la passione, la costanza di una squadra unita. Desidero ringraziare tutti coloro che vi fanno e vi hanno fatto parte! Oggi in particolare ringraziamo Leccese di cui apprezzo coerenza e professionalità. Meritatissimo il nuovo incarico politico che però non gli impedirà, lo ha promesso, di continuare a dare il suo supporto esterno alla nostra Amministrazione per portare a compimento le numerose progettualità in itinere. Gli succede Raffaele Matarazzo, scelto per le sue competenze e capacità, anche in termini di doti umane, e che, pur venendo da posizioni politiche diverse, ha da subito sposato il nostro programma elettorale e di governo, divenendo un grande attivista della nostra Amministrazione".

Commosso dalle manifestazioni di stima, gratitudine  ed affetto da parte dei suoi colleghi assessori, ma anche di tanti cittadini in questi ultimi giorni, l'ex Vice Sindaco Leccese esprime un vivo ringraziamento a tutti e aggiunge "Prendo questo treno che mi sta passando davanti  senza però dimenticare Gaeta. Ho già dato la massima disponibilità al neo Assessore Matarazzo per portare avanti quanto già avviato, ma anche per contribuire a realizzare a Gaeta quella rivoluzione culturale e comportamentale necessaria a produrre il vero cambiamento e rilancio del territorio. Una rivoluzione che si fa con l'incontro e il confronto, con uno spirito di collaborazione per il raggiungimento di un fine comune che è il bene della nostra collettività, al di là delle differenti correnti di pensiero e posizioni politiche. Ciò che farà crescere Gaeta sarà l'unione delle migliori energie cittadine, un'unione al servizio  della Città e dei suoi abitanti".
"Nonostante le differenze politiche  – afferma il neo Assessore Raffaele Matarazzo   – io sono sempre stato vicino a questa Amministrazione, e la fiducia riposta non è stata tradita: come amministratore di una pagina FB ho il polso della situazione, sento e colgo gli umori, le critiche ma  anche i crescenti gradimenti. Il Sindaco Mitrano in soli tre anni ha fatto grandi cose per  Gaeta, realizzando una città più bella e vivibile.  Da oggi nel nuovo ruolo amministrativo, sono pronto  a garantire il massimo impegno per continuare il percorso intrapreso, in sinergia con il resto della squadra e con l'ex assessore al mio fianco!".
Raffaele Matarazzo subentra a Leccese in Giunta con le stesse deleghe: l'atto formale è stato firmato a conclusione della Conferenza Stampa.
Il turn over programmato, ha precisato il Sindaco Mitrano al termine dell'incontro, non si ferma qui: nei prossimi mesi altri avvicendamenti, infatti, determineranno la sostituzione completa della squadra nata nel giugno 2012. Come d'altronde era previsto.
 

In evidenza

Latina, Covid-19: Il vescovo Crociata in preghiera al cimitero per i defunti nel segno del “Venerdì della misericordia”

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LATINA – Questa mattina il vescovo Mariano Crociata si è recato al cimitero di Latina, accompagnato anche dal parroco della Cattedrale, don Francesco Pampinella. Ad attenderlo il sindaco di Latina Damiano Coletta. Si è trattata di un’apertura speciale per consentire, davanti la grande croce all’ingresso, una preghiera e una benedizione per i defunti in quello che la Chiesa italiana ha scelto come Venerdì della Misericordia. Successivamente, dopo uno scambio di notizie con il Sindaco sulla situazione locale e il ringraziamento per la sua presenza, il vescovo Crociata si è recato da solo nella cappella del cimitero per un altro momento di preghiera.

Al termine, il vescovo Crociata ha commentato: «Due pensieri hanno accompagnato la visita al cimitero di Latina per la preghiera per i defunti. Il primo pensiero è stato per quanti hanno perduto la vita, anziani e giovani, sanitari e pazienti. Avvertiamo tutti in questo momento la pena per una minaccia che incombe particolarmente in alcuni territori e in alcuni ambienti, gli ospedali prima, ma poi anche le case. Il secondo pensiero faceva eco al gesto di tutti i confratelli. C’è una unità che i vescovi esprimiamo e alimentiamo con il gesto di oggi: unità tra di noi e unità delle nostre Chiese; unità che si esprime nella preghiera insistente per i defunti, per i malati, per gli operatori sanitari, per i volontari; ma anche unità di fede e di amore, attivo su molti fronti della nostra penisola in queste settimane. La misericordia di Dio copre come un manto le sofferenze e le fatiche di tutti per alleviarle e preparare una risurrezione spirituale e materiale, personale e sociale». 

Il momento di preghiera al cimitero è stato un segno di suffragio e consolazione scelto dalla Conferenza episcopale italiana per affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia di Covid-19, nonché di esprimere anche in questo modo la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore reso ancor più grave dalle condizioni attuali. Infatti, per il rispetto delle misure sanitarie, tanti di questi defunti sono morti isolati, senza alcun conforto, né quello degli affetti più cari, né quello assicurato dai sacramenti.

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Castelli Romani

Covid-19, il caro spesa e la necessità di spostarsi nei comuni limitrofi

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L’ordinanza interministeriale dello scorso 22 marzo relativa alle ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale ha disposto che: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi
o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Molti cittadini, soprattutto quelli che risiedono nei comuni più piccoli, dove spesso non sono presenti grossi supermercati in grado di proporre un’offerta di generi alimentari esaustiva, sia sotto il profilo dei prodotti messi in vendita sia, soprattutto, sotto quello delle offerte commerciali, si sono trovati in questi giorni ad assistere al fenomeno di lievitazione dei prezzi esposti nei piccoli punti vendita. Prezzi aumentati e non di poco, quindi distanziati in maniera troppo eccessiva da quelli che si trovano invece nei supermercati dei comuni limitrofi più grandi. Una pratica, quest’ultima, che in questo periodo di grave crisi economica, per le tasche di tutti, non è risultata certamente gradita da parte dei tanti consumatori che invece avrebbero preferito aiutare il commercio locale dei piccoli centri urbani.

Si può uscire dal proprio comune per fare la spesa?

Sulle FAQ della Regione Lazio si legge che si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra Comuni limitrofi che all’interno dello stesso Comune. In ogni caso, si deve sempre rispettare rigorosamente la distanza tra le persone negli spostamenti, così come all’entrata, all’uscita e all’interno dei punti vendita. Per questa ragione la spesa è fatta di regola nel proprio Comune, dal momento che questo dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il Comune non ha punti vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel Comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel Comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.

Non sembrerebbe dunque prevista la condizione di spostarsi nel comune limitrofo nel caso in cui uno o più prodotti alimentari venduti nel proprio comune di residenza o domicilio presentino dei prezzi “esagerati” rispetto a ai prezzi applicati dalle rivendite situate nei comuni limitrofi. E in tal senso sembra muoversi l’associazione Codici che ha presentato al Prefetto di Roma una richiesta ufficiale per l’autorizzazione in deroga per i residenti del Comune di Gallicano nel Lazio ad uscire dal territorio cittadino per gli approvvigionamenti alimentari.

Ovviamente qualora il prefetto di Roma dovesse esprimere un parere favorevole la regola si applicherebbe a tutti i comuni di pertinenza.

“Parliamo di un Comune – spiega l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – di circa 6.500 abitanti, che ospita due supermercati e tre negozi di alimentari. Prima delle ultime disposizioni del Governo, molti cittadini si recavano nei paesi vicini per fare la spesa, perché trovavano esercizi commerciali più grandi e più forniti. A seguito delle norme introdotte dall’ultimo Dpcm, ciò non è più possibile. Riteniamo questo fatto molto grave – sottolinea l’avvocato Giacomelli – perché le attività del piccolo Comune di Gallicano nel Lazio non sono fornitissime e stanno anche subendo dei rincari e dei ritardi nell’approvvigionamento delle merci, il tutto per colpa dei fornitori. A nostro avviso in un momento così delicato bisogna tutelare i cittadini – afferma il Segretario Nazionale di Codici – pertanto abbiamo chiesto l’autorizzazione per chi ne faccia richiesta ad uscire dal territorio comunale per potersi rifornire di generi alimentari, anche soltanto una volta a settimana”.

Insomma, aiutare il commercio locale è cosa buona e giusta, ma il commercio locale non esageri nel rialzare i prezzi. E a buon intenditor poche parole.

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Latina

Simeone (FI): “Ospedali svuotati e personale senza mascherine”

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“In queste ore stiamo ricevendo numerose testimonianze sulla mancanza di mascherine nelle strutture sanitarie della provincia di Latina. Dal Poliambulatorio di Cisterna all’ospedale Fiorini di Terracina mi sono giunte grida di dolore dal personale medico ed infermieristico che lamenta l’assenza dei dispositivi di protezione individuale più elementari. A Cisterna in particolare 70 mascherine chirurgiche sarebbero state usate per 7 giorni da ben 14 sanitari. Una situazione insostenibile per non dire vergognosa.


Mi rivolgo in particolare ai dirigenti della sanità pontina, barricati nei piani alti dell’Asl di Latina, rinchiusi nel loro bunker a ragionare sui massimi sistemi. Evidentemente non si sono resi conto che siamo in ‘guerra’. Dovrebbero iniziare a girare i nosocomi della provincia e comprendere il disagio e le sofferenze di medici ed infermieri, utilizzati come dei militari spediti in trincea e votati al massacro.
Da giorni proviamo a lanciare messaggi e appelli a chi è chiamato a fare le scelte sul territorio e mi riferisco all’azienda sanitaria di Latina. Abbiamo provato a scuotere l’Asl dall’immobilismo che l’ha caratterizzata per buona parte di questa fase emergenziale.


Constatiamo che dal torpore improvvisamente si è passati all’azione. Peraltro molto discutibile direi.

Apprendiamo dalla stampa che si è deciso di svuotare l’ospedale Goretti, ed invece di potenziare altre strutture pubbliche gravemente carenti in termini di strumenti e personale, come il San Giovanni di Dio di Fondi, cosa fa l’Asl? Sceglie di privilegiare il privato?
Vogliamo per caso creare una ‘sanità di classe’ con utenti di serie A ed altri di serie B?
Abbiamo presidi pubblici che vengono abbandonati a sé stessi, a scapito di sanitari e pazienti.
E’ questo il modo di gestire l’emergenza Covid-19?

I dirigenti dell’Asl dovrebbero alzarsi dalle loro sedie e scendere sul territorio per rendersi conto di cosa accade. Basta specchiarsi e circondarsi di ‘signorsì’ pronti ad assecondare le loro scelte dicendo che va tutto bene, mentre tutto crolla.


Si rendano conto che la guerra è appena cominciata. E il prezzo da pagare sarà salato per tutti. Anche per loro”.

Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare

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