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GALLICANO NEL LAZIO BIOGAS: DOCUMENTO CHOC DEL COMITATO. IL M5S INTERROGA NICOLA ZINGARETTI E MICHELE CIVITA

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”E’ ormai scientificamente provata l’associazione dell’inquinamento da polveri sottili con un aumento della mortalità generale e per cause cardio-vascolari e respiratorie, con l’insorgenza di patologie acute quali l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale, le infezioni delle vie respiratorie (polmoniti e bronchiti), con l’esacerbazione di patologie croniche quali la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) e l’asma bronchiale".

 

di Cinzia Marchegiani

Gallicano nel Lazio (RM) – Le associazioni e i comitati non si arrendono anche di fronte al totale silenzio dell’amministrazione del comune di Gallicano nel Lazio, che a fronte di un consiglio straordinario rimandato dal 30 gennaio scorso ancora non  comunica la data della prossima assemblea pubblica.

La  Centrale  a Biogas sembra preoccupare, molto evidentemente, i responsabili che hanno proposto e difeso questo progetto industriale. Nella giornata dello scorso 31 marzo è stato inviato un rapporto inquietante su questo impianto a diversi indirizzi, tra i quali il Consiglio Regionale del Lazio, Commissione VI – Ambiente, Lavori Pubblici, Mobilità, Politiche per la Casa, Urbanistica, e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  Ministero della Salute, dell’Ambiente,  dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dell’Interno e della Giustizia, oltre alla Procura della Repubblica di Tivoli, di Roma, di Napoli, alla  Corte dei Conti Lazio/Campania e altri.

Il documento in oggetto è  uno studio realizzato dal professor Giancarlo Ceci e firmato dal Presidente del Comitato per Gallicano, Andrea Ciamei, dai consiglieri di opposizione del comune di Gallicano del Lazio, Mario Galli e Fabrizio Betti di Progetto Comune e Lucia D’Offizi Capogruppo PDL. Il  resoconto è stato prodotto a valle dell’audizione tenuta in Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Lazio lo scorso 11 febbraio 2014. Dalla sua lettura si estrapola il rapporto tecnico/ambientale/territoriale dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che il Comune di Gallicano, come proponente, vorrebbe realizzare, e che si collocherebbe in un appezzamento di terreno della tenuta Passerano (passata di proprietà alla Regione Campania che la gestisce attraverso la SAUIE s.r.l. di Napoli) all’interno della quale si trova un castello medioevale.

L’Ente Regionale Campania ha l’obbligo di utilizzare i profitti ricavati da tali beni, con attività a favore dell’Istituto pro ciechi Colosimo di Napoli. Nel progetto si fa riferimento alla realtà urbana di Gallicano nel Lazio e alle sue zone rurali con bassa intensità abitativa, ma non viene messo nella giusta evidenza il nucleo abitativo di prossimità. L’impianto, nella posizione definita, dista meno di 400 mt. dalle prime abitazioni di “Valle Martella”, frazione del Comune di Zagarolo, urbanisticamente complessa e con circa 5.000 residenti.

Dal documento si apprende: "Ci sono anomalie per quanto riguarda il piano Regolatore vigente del Comune di Gallicano, poiché l’area interessata dal progetto ricade nella Zona Agricola E3, dove il 10 giugno 2011, con delibera n. 259, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato la variante generale al P.R.G. di Gallicano del Lazio, riclassificando l’area interessata dall’intervento in E2 Agricola, ma non si evidenzia che il terreno sul quale si vorrebbe realizzare l’impianto di “Trattamento Rifiuti e produzione di Energia Elettrica”, risulta essere, a tutt’oggi, di proprietà della Regione Campana. In questa direzione l’Amministrazione Comunale di Gallicano non ha mai prodotto documentazione inerente la procedura di esproprio della parte del territorio, interessata dal progetto, della tenuta Agricola di Passerano, che risulta essere ancora della Regione Campania, che la gestisce attraverso la SAUIE s.r.l. di Napoli. Non solo, ma sull’intero comprensorio della tenuta di Passerano pende tuttora dinanzi al Commissario per la liquidazione degli usi civici per il Lazio, l’Umbria e la Toscana procedimento, contraddistinto con il numero di R.G. 9/1992, con il quale l’Università Agraria di Gallicano nel Lazio rivendica l’esistenza di usi civici gravanti sulla tenuta in questione; che la qualitas soli in via di accertamento nel suddetto procedimento è tutt’altro che indifferente ai fini dell’acquisizione e dell’acquisibilità delle terre in questione, anche tramite il procedimento espropriativo, potendo essa condizionare l’esperibilità e comunque la validità del procedimento stesso; a tal fine si evidenzia che a pag. 307 del piano regionale dei rifiuti, tabella 16-2.1, quarta riga, in "criteri di localizzazione degli impianti" è indicata come tutela integrale le aree assegnate alle università agrarie L.R. 24/98 art. 11 e s.m.i. e N.T.A. P.T.P.R. art.39. In particolare la L.R. 24/98 introduce il criterio di tutela integrale di tutte le aree dichiarate di notevole interesse, interessate da preesistenze archeologiche, o da vincoli idrologici, inoltre richiama esplicitamente l'adozione della L. 431/85 su: fasce costiere marine, fasce costiere lacunari, corsi di acque pubbliche, montagne sopra i 1200 mt, parchi e riserve naturali, aree buscate, aree delle università agrarie e di uso civico, zone umide, aree di interesse archeologico.

Oltre le osservazioni squisitamente legislative e territoriali dell’ubicazione della centrale emergono altri importanti aspetti regolatori, poiché la localizzazione, relativa ad un impianto industriale che dovrebbe trattare rifiuti solidi urbani per 40.000 t/anno, è in contrasto anche con il disposto dell’art. 12, comma 7, del D.Lgs 387/2003, in quanto si pone in direzione totalmente contraria al sostegno del settore agricolo auspicato dal legislatore. Non secondario il fatto che per il sito la procedura autorizzativa, alla quale è stato sottoposto il progetto, ha visto il MIBAC (Ministero dei Beni Ambientali e delle Attività Culturali) emettere parere negativo, con conseguente sospensione della Conferenza dei servizi e in attesa, inoltre, della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) regionale.
Il 5 aprile 2013 con la Determina N° 05/04/2013, la VIA otteneva, dagli uffici regionali preposti, “Parere favorevole con prescrizione”. Non definendo e superando di fatto, nella pronuncia di Compatibilità Ambientale, i dubbi emersi in prima istanza.

Il documento segue con le osservazioni tecnico-ambientali e idrogeologiche, inoltre vi è un’analisi  dettagliata della tecnologia che produce un compostaggio anaerobico che spesso viene confuso con quello naturale di tipo anaerobico. Dati che tutti dovrebbero leggere, perché nella completa informazione ci si rende consapevoli nelle scelte sostenute. Il fatto che sia rassicurato che un impianto di tale portata produca, al momento della sua dismissione, un impatto ambientale quanto una dismissione di un impianto di carburanti, evidenzia che lo studio in questa direzione sia stata alquanto lacunosa. In effetti, si legge che manca una Stima dei Costi e, mancando un’ipotesi societaria, manca anche un piano di dismissione e ripristino dei luoghi e di conseguenza l’ipotesi di una fidejussione a copertura del costo di dismissione. Sarebbe opportuno, nel caso in cui l’impianto venisse autorizzato e realizzato con prevalente capitale privato, che tale fidejussione fosse, nei tempi e nei modi, conforme a quanto si prescrive nell’ Art 12 D.L. 387/2003 comma 4 nel quale viene previsto che il rilascio dell’autorizzazione unica costituisca titolo a costruire ed esercire l’impianto in conformità al progetto approvato e precisa che la stessa deve contenere l’obbligo, a seguito della dismissione dell’impianto, alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a carico del soggetto/i titolare/i dell’autorizzazione.

Dal documento si apprende anche: ”E’ ormai scientificamente provata l’associazione dell’inquinamento da polveri sottili con un aumento della mortalità generale e per cause cardio-vascolari e respiratorie, con l’insorgenza di patologie acute quali l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale, le infezioni delle vie respiratorie (polmoniti e bronchiti), con l’esacerbazione di patologie croniche quali la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) e l’asma bronchiale. Numerosi studi epidemiologici supportano tali conclusioni: gli aumenti della mortalità generale e specifica e l’aumento delle ospedalizzazioni per patologie respiratorie e cardiovascolari provocate dall’inquinamento sono stati riportati in diversi studi effettuati. L’insieme dei dati disponibili conferma che l’esposizione ad inquinanti di lunga durata è associata ad una riduzione della speranza di vita. Tra i vari inquinanti ambientali, il materiale particolato di dimensione inferiore ai 10 micron (PM10) e il particolato fine (dimensione inferiore 2,5 micron, PM2,5) sono ritenuti responsabili dei danni osservati nei diversi studi. L’attenzione è anche rivolta alla frazione di particolato con diametro inferiore a 0.1 micron, le polveri ultrafini. Altri importanti inquinanti sono quelli di natura gassosa, quali il biossido di azoto (NO2), l’anidride solforosa (SO2), l’ossido di carbonio (CO) e l’ozono (O3).L’intensità degli effetti sulla salute umana è direttamente proporzionale alla concentrazione degli inquinanti, e la relazione è di tipo lineare senza soglia. E’ semplicemente vergognoso come nel progetto sono stati, o per meglio dire come non sono stati trattati nella maniera corretta elementi importantissimi quali : l’Analisi della struttura antropica – e i dati sulle cause di Morte nel territorio in esame. I pochi dati ISTAT riportati sono del 2002 e non contemplano nessun riferimento storico sull’argomento o ipotesi di indagine epidemiologica delle realtà di Gallicano e soprattutto di Zagarolo, distante qualche centinaio di metri. In questi ultimi anni i cittadini di Gallicano hanno evidenziato, in più occasioni pubbliche, ai vari rappresentanti della Amministrazione Comunale, la necessità di effettuare nel Comune una seria indagine epidemiologica con studio Osservazionale di Corte, visti i numerosi decessi di bambini in età prescolare e scolare. Malattie spesso associate a danni provocati dall’ inquinamento ambientale.”

Ora si è in attesa che i preposti regionali e ministeriali si attivino nel conferire risposte in merito al suddetto documento dove in conclusione viene chiesto di riconsiderare l’autorizzazione concessa alla V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) presentata, che qualsiasi valutazione venga solo a valle di un’indagine epidemiologica con studio osservazionale sullo stato di salute della popolazione di Gallicano nel Lazio, Zagarolo e dei comuni limitrofi e infine che le indagini epidemiologiche e valutazioni del rischio, finalizzate al miglioramento dell’ambiente costruito e la promozione della salute, vengano accompagnate da una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) a norma dell’Art. 1 Direttiva 2011/92/UE.

A supporto di questo documento non si è fatta attendere l’interrogazione dei consiglieri regionali del M5S, nelle persone di Devid Porrello e Silvia Blasi, membri della commissione Ambiente, indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale, Daniele Leodori (che ha anche un legame imprescindibile con queste terre, poiché è stato per dieci anni sindaco di Zagarolo, nonché attuale Consigliere Comunale) cui si chiede al Presidente della Giunta Regionale, Nicola Zingaretti e all’Assessore delle Politiche del Territorio, Mobilità e Rifiuti, On. Michele Civita se intendono riconsiderare l’Autorizzazione Integrata Ambientale concessa alla V.I.A. presentata in considerazione del fatto che il progetto è stato redatto dalla “Martino Associati Srl”, e ancora se  intendono procedere ad un’indagine epidemiologica, studio osservazionale sullo stato di salute delle persone di Gallicano nel Lazio, Zagarolo e limitrofi. Questa interrogazione contribuisce  de facto alla “lotta” che, sin dalla sua costituzione, il Comitato per Gallicano ha inteso portare avanti con le armi del dialogo, dello studio e dell’amore per la propria terra e le proprie origini… la Tenuta di Passerano forse rimane uno degli ultimi polmoni verdi alle porte di Roma e campagna di inestimabile valore dell’Agro Romano Antico.
 

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Metropoli

Bracciano, campo sportivo. Il sindaco: “No a vecchie dinamiche. A settembre struttura completamente a norma”

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Il sindaco: “I ragazzi e le famiglie non devono preoccuparsi perché avranno il loro campo a settembre completamente messo a norma e gestito da alti professionisti

BRACCIANO (RM) – “Una iniziativa che va contro il cambiamento e il risparmio delle tasche dei cittadini è quella di organizzare per giovedì una manifestazione di fronte al Comune strumentalizzando i cittadini rispetto alla vicenda del campo sportivo che finalmente si sta risolvendo per il meglio. Inutile chiedere la modifica di un bando che ha pubblicato Città Metropolitana, energie sprecate e che andrebbero a favorire vecchie dinamiche che questa amministrazione si sta lasciando alle spalle per attuare un vero cambiamento della Città che già sta producendo benefici tangibili. 

Quello che conta è che i ragazzi avranno il loro campo a settembre nella loro Città senza doversi spostare come successo invece a gennaio 2018 a causa di un esposto di un consigliere di minoranza che ci ha costretti a revocare all’improvviso l’agibilità della struttura ma che ci ha permesso al contempo di affrontare una questione che andava risolta.

Ripeto, i ragazzi e le famiglie non devono preoccuparsi perché avranno il loro campo a settembre completamente messo a norma e gestito da alti professionisti.

Piuttosto, le società che promuovono la protesta facessero chiarezza e portassero a conoscenza dei cittadini i bilanci, loro che per anni hanno beneficiato di ricchi contributi, che in alcuni periodi, sono arrivati anche alla cifra record di 60mila euro annui. Come hanno impiegato questi soldi date le discutibili condizioni del campo? Non devono rispondere a me ma ai cittadini che vorrebbero portare in piazza a manifestare: perché quando a marzo 2018 è stato fatto un avviso pubblico per la gestione del campo non hanno partecipato? Se è vero che ci tenevano tanto avrebbero potuto partecipare e invece la gara è andata deserta.

Il mio appello va in questo momento ai cittadini di Bracciano: non prestatevi a partecipare a una manifestazione che non porterà da nessuna parte perché il bando è gestito da Città Metropolitana e porterà a Bracciano una gestione di alto profilo professionale. Piuttosto è importante sapere come sono stati gestiti i soldi dei cittadini. Io posso dire che adesso la musica è cambiata, non arretriamo neppure di un passo e i nostri sforzi si vedranno quando tutto inizierà a girare per il verso giusto. Stiamo rimettendo a posto i conti e giorno dopo giorno portiamo risultati concreti per Bracciano perché questa città merita il cambiamento che abbiamo promesso”.  Così in una nota il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli

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Castelli Romani

Albano Laziale, contrasto alla violenza: nasce il progetto “Pharos”

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ALBANO LAZIALE (RM) – Conto alla rovescia per la presentazione ufficiale del progetto “Pharos” mirato al contrasto della violenza, a cura delle associazioni “Gens Albana” e “In Medias Res”.

Il prossimo 21 giugno alle 20 a Roma presso il Golf Club Fioranello di via della Falcognana, un gruppo di professionisti presenteranno il progetto pilota in occasione dell’evento organizzato dall’associazione “Gens Albana” per il terzo anniversario di attività.

“Le professioni d’aiuto spesso sono rivolte alle vittime, a coloro che non sono in grado di gestire autonomamente un vissuto di dolore, a chi disperatamente si trova inserito in un vortice confusivo e disarmante, a chi non è in grado di trovare una via d’uscita. – Dichiarano gli organizzatori dell’evento – Chiunque – proseguono – può vivere un momento di empasse, chiunque può trovarsi coinvolto in vissuti disarmanti la cui direzione spesso disorienta e porta a vissuti inaspettati. Spesso si ragiona per categorie e ruoli: vittime, autori di reato, maltrattante, maltrattato dimenticando che ciascuno di “noi“ è frutto di una storia, la “propria“ storia il cui esito è sconosciuto e le cui origini sono spesso inconsapevoli. L’approccio che ci si pone è quello di portare avanti una visione poliedrica degli eventi violenti che gravitano intorno al nostro vivere quotidiano. Lavorare sul maltrattante significa ridurre i maltrattamenti, da ciò si deduce che i due aspetti sono strettamente connessi. Quanti di noi si sono domandati che cosa accade nell’animo di un “uomo“ che agisce violenza su un altro uomo? Il limite che abbiamo ravvisato, ciascuno nel nostro profondo, e che spesso sviluppiamo una maggiore sensibilità nei confronti delle persone che subiscono violenza, quasi mai o raramente, l’attenzione è rivolta a chi agisce violenza, al vissuto che gli si agita dentro, e alle storie personale che gli appartengono, spesso costellate da altrettanti vissuti di violenza. Tale riflessione non è assolutamente orientata a sminuire o giustificare i comportamenti violenti, la cui manifestazione è da condannare senza “se“ e senza “ma“. Si intende far riflettere su quanto sia importante non perdere di vista ciò che c’è oltre il comportamento violento per evitare che esso venga messo in atto. Chi agisce violenza è stato spesso vittima di violenza. Cosa sarebbe potuto accadere se si fosse intervenuti in maniera tempestiva su quella persona? È possibile evitare che i comportamenti violenti vengono messi in atto!? È possibile prevedere e/o prevenire la manifestazione di comportamenti violenti? La risposta a queste domande è da ricercarsi nel senso di responsabilità comunitaria per la quale, ciascuno ha il dovere di riconoscere eventuali fattori di rischio onde evitare la manifestazione dell’atto violento. Quindi riteniamo sia importante creare una comunità “competente” capace di intercettare il rischio, segnalarlo e consentire un possibile trattamento. Questo l’obiettivo di Pharos, un gruppo di professionisti che presenteranno un progetto pilota in occasione dell evento organizzato dall associazione “Gens Albana” per il terzo anniversario di attività”.

“E’ un progetto ambizioso – dichiara Cinthia Vercelloni presidente di Gens Albana – che insieme all’ Associazione “In Medias Res” stiamo cercando di portare avanti. Sino a quando gli interventi riguarderanno solo le vittime di violenza, non potremmo pensare che il problema sia risolto, ma sarà solo spostato. Credo fortemente che sia una battaglia da farsi. “Una tutela per le vittime”. Ringrazio tutto il gruppo di lavoro per la professionalità, l’impegno e la disponibilità profuse nelle persone della dottoressa Maria Cecilia Russo, specialista in scienze criminologiche, il mediatore penale Clementina Iuculano, il dottor Alfredo De Risio docente di psicopatologia forense preso la LUMSA, la dott.ssa Rosj Guido psicoterapeuta Ctu e perito e l’avvocato Francesca Andreani”.

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Redazione Lazio

Asili, Cangemi: “Rischio chiusura anticipata 500 strutture per incompetenza Raggi”

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“Il sindaco Raggi garantisce l’assistenza ai nidi e scuole d’infanzia fino al 18 giugno. Dal giorno 19, infatti, la competenza, ad oggi in capo a Roma Multiservizi, dovrà essere riassegnata e a farlo dovranno essere i Municipi chiamati ad indire ed assegnare una gara in soli 18 giorni. Tempi troppo stretti con il rischio, concreto, per 500 strutture romane di chiusura anticipata con conseguenti disagi per circa 30.000 famiglie. Un bel capolavoro che si aggiunge alla presa giro nei confronti di 2500 lavoratori di Roma Multiservizi attualmente impiegati in questa commessa, nuovamente bastonati dalla Giunta Raggi. Non solo non sono state mantenute le promesse di stabilizzazione occupazionale ma si procede ad ulteriori tagli ai servizi. Con una nota inviata ai municipi, il Dipartimento capitolino competente ha demandato loro il compito di acquisire direttamente sul mercato le ore necessarie al servizio di assistenza per 8 giorni di giugno e per le strutture che rimarranno aperte a luglio. Ancora un’azione irresponsabile dell’amministrazione Raggi che, a causa di manifesta incompetenza, colpisce i cittadini romani. Anche i più piccoli. Ai lavoratori che hanno scioperato il 31 maggio va tutta la mia vicinanza in questa battaglia ”.

È quanto dichiara il vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi.

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