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Eccellenze sotto scatto

Gambero Rosso premia Bocum Mixology Palermo tra i migliori cocktail bar d’italia, l’unico premio in Sicilia.

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PALERMOBocum Mixology di Palermo ha ricevuto oggi, dal Gambero Rosso, il prestigioso premio come Miglior Cocktail Bar della Sicilia, nella sezione dei 10 Migliori Cocktail Bar d’Italia.

Ispirato allo stile della nouvelle décadence: è situato, non a caso, a metà strada tra il rinnovato porticciolo della Cala e l’antico mercato della Vucciria – esattamente in via dei Cassari 6 – a Palermo, nel cuore di uno dei quartieri più vivaci e cool del centro storico.

Vince il sapore di una sorpresa, l’accoglienza gioiosa del Restaurant Manager Vincenzo Calvaruso, che conduce verso spazi inaspettati, salette impreziosite da enormi e brillanti lampadari di cristalli, soffici e decorati divani vintage in cui un pianoforte e un originale impianto stereo a giradischi per vinili, celebrano l’armonia.

Trionfa l’esperienza straordinaria, l’equilibrio tra storia e avanguardia: una miscela delicata di ingredienti che alle volte hanno i profumi speziati della cannella e altre volte le note dolci della vaniglia.

I cocktail del Bartender Gianluca Di Giorgio sono l’espressione più pura della filosofia della Mixology e del locale stesso, cioè l’arte di tornare al passato con gusto ricercatezza ed invenzione.

Si aggiudicano il premio persino le etichette di vino presenti: sapientemente selezionate dal Sommelier Antonio Corsano: i vini protagonisti sono solo quelli a conduzione ‘emozionale’, spiazzanti per la loro acidità, leggerezza, sana brezza e genuinità. In effetti il Bocum è anche la prima cantina di vini naturali nel sud Sicilia.

Come la bellezza e la lucentezza di colori accesi in un dipinto a olio, il completamento dell’opera è a cura dello Chef Giuseppe Calvaruso accuratamente riprodotto dall’Executive Chef Massimo Infantino.

Una contaminazione di sapori di assoluto pregio a metà tra la tendenza della cucina mediorientale e le espressioni tradizionali e popolane siciliane. Stefania Milano e Franco Virga, proprietari del locale, ritireranno il premio giorno 3 ottobre a Roma durante un evento dedicato e realizzato in collaborazione con Sanbittèr . Commentano con entusiasmo la notizia: ‘‘Bocum Mixology per noi è quel luogo immaginario in cui custodiamo ricordi di viaggi e di fortunati incontri, nato solamente 3 anni fa, questo risultato ci rende fieri del lavoro svolto da noi e dai nostri collaboratori e ci suggerisce come la direzione intrapresa è quella giusta. Per il futuro abbiamo già progetti importanti, vorremmo trasmettere sempre di più la cultura del bere bene e soprattutto di qualità!’’ Siamo di fronte ad un successo indiscusso per tutti: proprietari, staff, clienti, estimatori del buon bere e per la città intera.

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Il Questore di Terni Roberto Massucci, insignito dal Presidente della Repubblica del titolo onorifico di Grande Ufficiale, diventa Socio nazionale dell’ANCRI

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La tessera sociale gli è stata consegnata dal presidente dell’Ancri Tommaso Bove e dal prefetto Francesco Tagliente a margine della celebrazione della “Giornata dell’Amore per il Tricolore”, organizzata dalla Questura di Terni, in collaborazione con L’ANCRI e il Comune, in occasione dei festeggiamenti di San Valentino, il Santo patrono della città umbra e degli innamorati.

Il Prefetto Tagliente, motivando l’ingresso in ANCRI del Questore Roberto Massucci, ha richiamato il comune percorso professionale e modo di sentire i valori e i principi richiamati nella nostra Costituzione e l’applauditissimo intervento fatto poco prima alla platea dal Questore con richiami alle vicende più toccanti del suo percorso professionale che ha suscitato emozioni e profonde riflessioni sui valori e sulla importanza del Tricolore e degli altri simboli della Repubblica.

Tra i presenti nella sala blu di palazzo Gazzoli, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, i prefetti di Perugia e di Terni, i sindaci dei 33 comuni della provincia di Terni, il Questore di Perugia, i vertici della magistratura e delle Forze e corpi di Polizia dell’Umbria, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, Dirigenti, Funzionari, Agenti e amici provenienti da varie città, i rappresentanti delle comunità straniere residenti e, in primo piano, al centro delle attenzioni, oltre 100 studenti delle scuole “Casagrande – Cesi”, “Renato Donatelli” e “Sandro Pertini”.

Dopo il saluto del questore, Roberto Massucci, del prefetto Emilio Dario Sensi e del sindaco Leonardo Latini, del presidente dell’Associazione nazionale degli insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Tommaso Bove e del prefetto Francesco Tagliente, la cerimonia – presentata dal giornalista Rai Marco Mazzocchi – è proseguita con l’esibizione della Fanfara della polizia di Stato, che ha eseguito l’Inno di Mameli, e con un’interpretazione del vice ispettore Stefano De Majo sul tema ‘La polizia e il Tricolore’. A concludere la giornata l’intervento del Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli

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Castelli Romani

Porchetta di Ariccia: la famiglia Cioli, 4 generazioni di eccellenza

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Era il 1917 quando Ovidio Cioli, all’età di 17 anni, ebbe l’intuizione geniale di acquistare un maiale, disossarlo, condirlo con aromi naturali, quali sale, pepe, aglio e rosmarino, e in seguito ricucirlo e cuocerlo ad alte temperature.

E dalla sua geniale intuizione ebbe origine l’attuale “porchetta” di Ariccia.  Una vera e propria eccellenza del “Made in Italy”.

CLICCARE SULLA FOTO PER GUARDARE IL VIDEO SERVIZIO

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 16/01/2020

Oggi i fratelli Cioli, Fabio e Gianluca, esportano in tutto il mondo la porchetta di Ariccia, proseguendo così la grande tradizione di famiglia fatta di ben quattro generazioni, dove sono stati tramandati, di padre in figlio, tutti i segreti della produzione di questo prodotto gastronomico unico, di cui l’azienda Fa.Lu.Cioli mantiene intatte la tradizione e la qualità nel grande stabilimento di Ariccia.

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Bracciano, presepe vivente più grande d’Italia: record di ingressi al debutto di Santo Stefano

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BRACCIANO (RM) – Grande successo di presenze e di gradimento per il presepe vivente di Bracciano, il più grande d’Italia.

Un’ idea voluta e realizzata dall’amministrazione di Armando Tondinelli in collaborazione con i rioni di Bracciano, l’Associazione Commercianti e soprattutto con il prezioso ausilio della Pro Loco.

Il sindaco di Bracciano Armando Tondinelli

Il presepe con 25 associazioni storiche partecipanti e 200 figuranti è stato allestito per la prima volta nella splendida cornice di palazzo Odescalchi: “L’atmosfera che si respira a Bracciano sotto Natale – ha detto il sindaco Armando Tondinelli – è indescrivibile. Grazie a una forte azione sinergica con le associazioni e agli ottimi rapporti che giorno dopo giorno abbiamo costruito siamo riusciti a realizzare qualcosa di unico. Venite a trovarci anche il 29 e il 6 gennaio, vi aspetto”.

Un successo senza precedenti

I numeri registrati hanno decretato quello che può definirsi un successo senza precedenti: in un solo giorno 4 mila e 500 ingressi registrati. Le visite al presepe sono iniziate alle ore 15:00 per terminare poco dopo le 19:00.

I servizi di collegamento con la navetta vicino ai parcheggi di Bracciano sono stati efficienti, senza disagi per i visitatori.

Migliaia di visitatori per il presepe vivente

Il presepe vivente ha riscosso gradimento da parte della cittadinanza e soprattutto dalle migliaia di visitatori arrivati per visitarlo.

Tanti gli artigiani in mostra che hanno rappresentato ai visitatori le loro arti e mestieri: armigeri, arcieri e falconieri, maghi, alchimisti e amanuensi, giullari, contadine e lavandaie, falegnami, fabbri, orafi e cartai, cestai, fornai, calzolai, candelari, scultori, vasai.

Molti i cavalieri e le dame, i musici a sfilare lungo i percorsi illuminati del Castello. Suggestiva l’immagine di Papa Sisto IV Francesco Della Rovere che in fuga da Roma colpita dalla peste del 1476 trovò rifugio nella torre di San Giacomo della fortezza braccianese, dove tornò nel 1481 per trascorrere un periodo di soggiorno ospite degli Orsini, suoi alleati contro i Colonna.

Gli assessori Claudia Marini (Cultura) e Luca Testini (Bilancio e Turismo) sono stati sempre presenti insieme al Sindaco Tondinelli a monitorare la prima giornata di apertura alle visite del presepe.

Il presepe di Rossana Ricciardi la “Ricamatrice di Papi”

Sorprendente anche il presepe allestito dalla vulcanica quasi ottantenne Rossana Ricciardi, la “Ricamatrice dei Papi” che ama farsi chiamare “artigiana” e non artista. La sua mostra allestita presso l’Archivio Storico è un’opera unica nel suo genere perché i personaggi sono rivestiti di stoffe preziose, sete, broccati. La lana utilizzata per rivestire le pecore è quella originale

Venticinque pezzi unici

rivestiti di stoffe preziose, sete e broccati, un’opera di sei metri per tre, sormontata da stelle e angeli in volo.

Il celebre Presepio artistico e artigianale di Rossana Ricciardi, conosciuta come “la ricamatrice dei Papi”, inaugurato l’8 dicembre nel suo nuovo allestimento presso la Sala dell’Archivio Storico di Bracciano, è di nuovo aperto alle visite del pubblico nella prima settimana del 2020 (da venerdì 3 a lunedì 6 gennaio).

Originaria delle Marche, nata 79 anni fa a Sarnano, la “Signora dei presepi” espone a Bracciano un’opera realizzata venti anni fa e che ha girato tutta l’Italia, la cui principale peculiarità è il rivestimento dei personaggi realizzato con scampoli delle stoffe utilizzate per i paramenti sacri delle massime cariche vaticane, cardinali e papi, che la Ricciardi ha voluto così proteggere perché non andassero perduti.

Rossana Ricciardi con l’assessore alla Cultura Claudia Marini

Rossana Ricciardi ha imparato a ricamare all’età di 12 anni nel Collegio delle Suore di San Giuseppe di Macerata. Trasferitasi giovanissima a Roma, negli anni ’60 ha lavorato per importanti sartorie specializzate in paramenti sacri, tra cui il celebre Laboratorio di Arte Sacra di Marcello De Ritis, realizzando abiti e accessori di valore inestimabile e dove si è specializzata nell’arte del ricamo con filo d’oro. Nel 1963 fu premiata per aver realizzato la straordinaria pianeta cinquecentesca indossata nel film Il Magnifico Avventuriero sulla vita di Benvenuto Cellini.

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