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Cronaca

GARLASCO, OMICIDIO CHIARA POGGI: IL MISTERO DELLA BICICLETTA NERA

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Proprio sui pedali della bicicletta sequestrata all’imputato si tornerà a parlare al processo alla prima Corte d’Assise d’Appello molto presto, il prossimo 15 ottobre 2014.

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Nella puntata dello scorso 10 ottobre 2014 di Quarto Grado l' intervista esclusiva ad una nuova testimone, una vicina della villetta della famiglia Poggi, potrebbe confermare le dichiarazioni di Franca Bermani in merito alla bicicletta nera vista davanti la stessa casa

di Cinzia Marchegiani

Garlasco (PV) – Scoperta una nuova testimone che ha raccontato in via esclusiva alla giornalista Ilaria Cavo di Quarto Grado i dettagli della bicicletta davanti alla villetta dei Poggi, nella puntata del 10 ottobre 2014:”era davanti a casa dei Poggi, nera e c’era spesso, anche era davanti al mio muretto. Era fatta come un biciclettone unisex, di quelle biciclette anonime, più simile a quella descritta da Franca Bermani, che a quella sequestrata a Stasi. La sella aveva due molle dietro, come quella della Bermani. Io non ho mai visto chi c’era sopra. L’ho vista in primavera, marzo/aprile. Quando Chiara è andata a lavorare non c’era più».
Così il processo d’appello bis del delitto Chiara Poggi iniziato appena lo scorso 8 ottobre 2014 al Palazzo di Giustizia di Milano ha riaperto questo giallo che nasconde ancora ombre troppo pesanti. Le nuove perizie al vaglio hanno riportato i riflettori puntati sull’unico imputato Alberto Stasi, non poteva non calpestare le macchie di sangue della sua fidanzata quando l’ha trovata morta nella sua villetta di via Pascoli, cui ora si vanno ad aggiungere altre testimonianze preziose. Un processo che già dalle prime battute sembra destinato ad un dibattimento lungo e controverso. Oltre alla relazione depositata da Roberto Testi, responsabile dell'unità di medicina legale dell'Asl 2 di Torino, Gabriele Bitelli e Luca Vittuari, entrambi docenti del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Bologna, in cui ricostruiscono la camminata di Alberto Stasi con cui viene scartato l’”evitamento implicito" su cui si è ampiamente dibattuto nel processo di primo grado, riemerge la pista della terza bicicletta. Una testimone che sembra essere una vicina di casa della famiglia Poggi è stata rintracciata e intervistata in esclusiva dalla trasmissione di approfondimento “Quarto Grado”. E’ disposta a rilasciare dichiarazioni agli inquirenti ma per ora vuole rimanere nell’anonimato, ma la sua versione sembra poter scatenare uno tsunami su una storia fin troppe volte ricostruita nei minimi dettagli. Proprio sulla bicicletta di Alberto Stasi sequestrata e al vaglio di indagini del DNA, la testimone sostiene di aver visto più volte davanti a casa Poggi, una bicicletta sempre nera simile a quella descritta nell’immediatezza del delitto da Franca Bermani (nera, da donna, con molle cromate dietro la sella), ma diversa nei dettagli di Alberto Stasi. Una testimonianza non marginale poiché potrebbe confermare le stesse dichiarazioni della Bermani e quindi confermare che quella mattina davanti alla villetta di Chiara Poggi la bicicletta era una simile, ma diversa da quella che Alberto Stasi dice di aver usato.

Il mistero della terza bicicletta fuori la villetta dei Poggi  si rinnova e forse potrebbe aprire nuove indagini…. ma è stata cercata dagli inquirenti? Di chi era? Era di Chiara? Ma soprattutto che fine ha fatto?
Proprio sui pedali della bicicletta sequestrata all’imputato si tornerà a parlare al processo alla prima Corte d’Assise d’Appello molto presto, il prossimo 15 ottobre 2014. 

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Cronaca

Roma, bus Atac prende fuoco sul Raccordo Anulare: paura tra gli automobilisti

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Paura tra gli automobilisti in transito per un autobus che ha preso fuoco durante il servizio. Mentre viaggiava lungo il Raccordo, giunta all’altezza dello svincolo di Tor Bella Monaca, su una vettura fuori servizio si è sviluppato un incendio. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Nessun problema per le persone. La vettura era in servizio da quasi 20 anni.

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Cronaca

Treviso, sequestrate e stuprate a 13 anni: arrestato operaio

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TREVISO – Violenza sessuale su due ragazzine 13enni e sequestro di persona: sono le pesanti accuse che hanno portato all’arresto nel trevigiano di un operaio di 45 anni. Le due minorenni conoscevano l’uomo.

Il fatto è avvenuto nel novembre scorso, ma solo pochi gironi fa – riferisce la ‘Tribuna di Treviso’ – con l’esito delle analisi di laboratorio su indumenti e pc sequestrati in casa dell’indagato è scattata la custodia cautelare, disposta dal gip di Treviso Angelo Mascolo.
Le due adolescenti sarebbero rimaste sequestrate un’intera notte, nel garage dell’uomo, e lì sottoposte alle violenze.

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Cronaca

Milano, in manette due fratelli pregiudicati: aggrediscono un 37enne per motivi sentimentali

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MILANO – Arrestati, per lesioni personali aggravate in concorso, due fratelli italiani, rispettivamente di 32 e 29 anni, entrambi nullafacenti, tossicodipendenti e pregiudicati per reati vari anche contro la persona (il più anziano dei due era stato già arrestato lo scorso 19 febbraio per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale dai Carabinieri della Stazione di Cerro Maggiore, intervenuti su richiesta della madre che lui aveva colpito con uno schiaffo.

Nel pomeriggio di ieri i due fratelli armati di una chiave per lo smontaggio di pneumatici, hanno aggredito un 37enne italiano residente a Nerviano, pregiudicato, colpendolo al volto.

I motivi del gesto sono stati ricondotti a motivi sentimentali in quanto l’ex fidanzata del più anziano dei fratelli risulta attualmente frequentarsi con la vittima, che veniva trasportata dal personale sanitario presso il pronto soccorso dell’ospedale “Mater Domini” di Castellanza in provincia di Varese dove veniva medicato e dimesso con prognosi di giorni 10 s.c. per “policontusioni al volto”.

A mettere le manette ai polsi ai due uomini i Carabinieri della Stazione di Cerro Maggiore che hanno trattenuto gli arrestati nelle camere sicurezza in attesa del giudizio di convalida.

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