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Genzano, circolazione paralizzata: in piazza Buttaroni vietata la sosta fino a dicembre. Abbatini resta molto grave

GENZANO (RM) – Restano molto gravi le condizioni di Alessandro Abbatini rimasto ustionato a causa dell’esplosione della palazzina al civico 17 che affaccia su piazza Buttaroni nel centro storico di Genzano. Abbatini è in prognosi riservata, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Sant’Eugenio con gravi ustioni di secondo grado su tutto il corpo e diversi traumi. La compagna è ricoverata all’ospedale di Albano Laziale ma non è in pericolo di vita sebbene abbia riportato diverse contusioni ed ustioni su tutto il corpo. A causare lo scoppio è stata una fuga di gas avvenuta nell’appartamento al primo piano dove viveva l’allenatore di calcio di 47 anni, figlio dell’ex calciatore degli anni sessanta Bruno, detto “Schiccherò”, morto lo scorso anno e al quale è stato intitolato lo stadio della città. Con lui c’era la compagna, di 41 anni di Roma che è stata vista volare fuori dalla finestra dell’edificio al momento dello scoppio.

Abbatini invece, si è visto crollare il solaio ed è precipitato nel negozio sottostante che fa angolo.

VIGILI DEL FUOCO E POLIZIA SCIENTIFICA ENTRANO NELLO STABILE

Le cause

Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che i due avessero il camino acceso e uno di loro avesse cambiato bombola del gas. Una piccola fuga avrebbe dunque provocato l’esplosione ma le cause dovranno essere accertate dagli inquirenti.  Le bombole sono state sequestrate.

Viabilità compromessa nel centro storico

La viabilità a Genzano è compromessa nel centro storico e già da questa mattina ci sono stati diversi rallentamenti nella circolazione fortemente congestionata sul corso principale del Paese.

I negozi intorno alla palazzina sono tutti posti sotto sequestro

Inoltre la zona è interdetta al traffico per dei lavori di rifacimento alla condotta idrica che dureranno fino al 7 dicembre prossimo. Si arriverà, dunque sotto Natale con una viabilità fortemente compromessa. Intanto gli sfollati, circa 100, hanno trovato sistemazione in delle strutture che si sono offerte di ospitarli come Villa Robinia, l’agriturismo le due Torri, il ristorante Le Carceri e anche i Salesiani.

Purtroppo chissà quanto tempo dovrà passare prima che possano fare rientro nelle loro abitazioni e per qualcuno quel “ritorno” non potrà neppure esserci perché le condizioni della palazzina sono precarie, basta una piccola oscillazione e rischia di crollare metà stabile.