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Roma

GENZANO, DISCARICA ABUSIVA: AREA SEQUESTRATA

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Tempo di lettura 4 minuti Se oggi è stata ristabilita la dovuta legalità è prima di tutto merito dei cittadini, il vero motore de L’osservatore laziale.

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[ IL VIDEO DELL'INTERVENTO DELLA POLIZIA LOCALE DI GENZANO ]

 

Chiara Rai
Genzano (Rm) – Tanto rumore ma alla fine, dopo oltre trenta giorni, con l’aiuto di un gruppo di cittadini attivi, siamo riusciti a far mettere i sigilli a quella che inizialmente abbiamo denunciato come “baraccopoli”. Sì proprio la grossa discarica in via del Perino a Genzano sul costone verde che si affaccia sul  lago di Nemi è stata sequestrata questo tardo pomeriggio dal comando di polizia locale diretto da Giulio Bussinello insieme al tenente di giudiziaria Gianfranco Silvestri. Termina così un traffico di rifiuti che stava diventando ingestibile. Di giorno in giorno, il cumolo di immondizia, tra cui rifiuti pericolosi, è cresciuto a vista d’occhio. Tanto che sul ripidissimo costone che si affaccia sul lago di Nemi si possono ancora scorgere contenitori arrugginiti in latta che solitamente contengono solventi chimici o vernici, lastre di eternit, bombole di gas, elettrodomestici, sedie, blocchi in cemento, stracci, ferrame, mobilio, cavi elettrici, bidoni ossidati, utensili, un coltello, delle maioliche, calcinacci, plastica, massi, e pezzi di cancello, pneumatici, ombrelli e scaffalature in metallo. Tutto materiale, di cui parte, senza dubbio con il forte temporale di oggi 31 ottobre, sarà probabilmente caduta anche a valle, a due passi dallo “specchio di Diana”. Circa un mese fa L’osservatore laziale grazie al puntuale megabinocolo del nostro amico incognito “WikiLeaks” ha denunciato la presenza di rifiuti ingombranti, proprio in quel punto. Allora non erano tanti come risultano oggi, ma già i cittadini di Genzano, l’associazione La Fonte, il Movimento Cinque Stelle di Genzano e soprattutto “Brutte Foto” che ha fornito successivo materiale fotografico, oltre al presidente dei Verdi Lazio Nando Bonessio si mobilitarono da subito. Insieme chiedemmo al sindaco Flavio Gabbarini di intervenire. La redazione de L’osservatore laziale ha sollecitato al Comune numerose volte delle risposte. E, fatte salve le lungaggini burocratiche, il primo cittadino ha sollecitato la polizia locale nel procedere al sequestro cautelativo. Nel mettere in campo l’operazione c’è stato anche un preventivo dialogo con la Forestale di Velletri diretta da Giuseppe Di Filippo, già allertato sul caso. Il Comando di polizia locale si è autonominato custode giudiziario in attesa che subentri la Procura e ha provveduto a emettere una denuncia nei confronti di ignoti. Ciononostante la discarica sia ricadente in una proprietà privata. La polizia ha infatti, diversi giorni fa, inoltrato all’ufficio Tecnico comunale la richiesta di identificazione del proprietario dell’area e ha inoltre provveduto ad allertare la Asl. Ma l’operazione non è finita. Su un altro terreno vicinissimo a quello sequestrato c’è altro materiale simile oltre ad una ruspa da almeno 140 hp, un piccolo rullo e una spianatrice di asfalto con tanto di automobile Renault Espace senza targa. Li si faranno gli accertamenti del caso. Intanto il primo cittadino Gabbarini apre la caccia all’abusivismo: “Colpiremo i responsabili di questi danni ambientali ma anche di abusi edilizi di proprietà comunale e non. Intendiamo riappropriarci di ciò che è nostro e garantire la tutela del territorio ai cittadini”. All’articolo mancano sicuramente delle foto essenziali, quelle ddi tutte le persone che hanno concretamente contribuito ad ottenere questo risultato. Se oggi è stata ristabilita la dovuta legalità (ma monitoreremo affinché oltre ai sigilli vengano rimossi dal proprietario tutti quei rifiuti) è prima di tutto merito dei cittadini, il vero motore de L’osservatore laziale.

tabella PRECEDENTI:

   19/10/2012 GENZANO E NEMI: I CITTADINI SI ATTIVANO NELLA "VALLE DEL SILENZIO"


 

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Roma

Roma, Santori (Lega): “Valorizzare sampietrini. Cantieri infiniti!”

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“I sampietrini romani sono un patrimonio unico che la città non riesce a valorizzare e custodire come dovrebbe. I cantieri sono infiniti, le strade restano chiuse per mesi e quando riaprono sono già piene di toppe, il commercio è ridotto al lumicino. Disabili bloccati, passi carrabili ostruiti da ruspe e camion, negozi chiusi”. Lo dichiara in una nota il consigliere della Lega e segretario in aula Giulio Cesare Fabrizio Santori, a margine della riunione odierna della commissione capitolina Lavori Pubblici di cui è componente. “Vogliamo saperne di più sul destino dei sampietrini rimossi dalle strade romane, faremo un sopralluogo per controllare i depositi nei quali sono custoditi. Chi conta gli storici blocchetti romani, chi li custodisce e chi li cataloga, soprattutto quando restano ammucchiati agli angoli delle strade. Sono una ricchezza”, afferma Santori, che annuncia sull’argomento una mozione in Assemblea capitolina. “Incuria e abbandono la fanno da padroni, basta guardare via Nazionale, dove dopo gli interventi il fondo stradale è di nuovo pieno di rattoppi, e via Baccina, ridotta a una discarica a cielo aperto, mentre degli operai che avrebbero dovuto completare i lavori non c’è più traccia. Via dei Cerchi e viale Aventino sono ormai ostaggio dei cantieri, le ciclabili un miraggio, la viabilità un incubo, e in questa triste danza di incompetenza e faciloneria Roma sprofonda quotidianamente nel caos”, conclude Santori.

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Metropoli

Colleferro, 18enne sorpreso con 80 dosi di hashish

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I Carabinieri della Stazione di Colleferro, al termine di un mirato servizio di controllo del territorio, hanno arrestato un 18enne del luogo, indagato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato dai Carabinieri e sottoposto a perquisizione personale, ad esito della quale è stato trovato in possesso di 65 g di hashish, suddiviso in 80 involucri, già confezionati e pronti per la cessione.Il 18enne, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione in caserma, in attesa del processo.  

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Castelli Romani

Storia d’Italia, i Vigili del Fuoco e l’operazione “Shingle”: l’ANVM propone una medaglia alla bandiera del Corpo

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“I vigili del fuoco salvarono la popolazione di Sermoneta e Colleferro dalle violenze dei coloniali francesi.”

Ricorre oggi, 22 gennaio, l’anniversario dello sbarco degli Alleati nel tratto di costa tra Anzio e Nettuno, avvenuto nel 1944 e conosciuto come Operazione “Shingle”.

Molto si è scritto su questo sbarco e sulle conseguenti operazioni militari, ma nessuno ha messo in rilievo il comportamento dei Vigili del Fuoco italiani e che una “colonna mobile” sbarcò al seguito delle truppe Alleate mentre i Vigili del Fuoco sfollati da Littoria – Latina a Sermoneta salvarono la popolazione civile dalle violenze delle truppe coloniali francesi.

1944 -Vigili del Fuoco a Latina (ex Littoria)

La storia è da raccontare. In prossimità dello sbarco, le autorità del Governo Militare Alleato ebbero la falsa notizia che i servizi antincendio nei territori controllati dai tedeschi fossero inefficienti e inattivi. Fu per questo motivo che il personale del 54° Corpo Vigili del Fuoco “Napoli” costituì un reparto speciale da impiegare al seguito delle armate angloamericane. Aggregati a reparti secondari della Quinta Armata, i pompieri italiani, al comando dell’Ingegner Sinigaglia, furono imbarcati su una tipica nave da carico classe “Liberty” e, in vista dell’avanzata verso Roma, sbarcati nel Maggio del 1944 dietro le linee di combattimento.

Giunti nella Capitale scoprirono che, malgrado le difficoltà e gli automezzi requisiti dai tedeschi in ritirata, il Corpo dei Vigili del Fuoco di Roma era perfettamente in grado di soccorrere la popolazione. Fu forse per questo motivo che la colonna mobile non si fermò a Roma ma proseguì, insieme ai reparti antincendio del Genio del Corpo Italiano di Liberazione, al seguito dei reparti inglesi ed americani fino a Bologna, nel corso della “Campagna d’Italia”.

Nel frattempo, i Vigili del Fuoco della RSI, il 30 gennaio 1944 ricevettero l’ordine di evacuare Littoria, oggi Latina. Il comando provinciale si trasferì nel comune di Sermoneta.  Gli alloggi dei vigili del fuoco erano situati nei sotterranei del Castello dei Caetani. Per le condizioni poco igieniche il vigile del fuoco De Angelis Nicola contrasse una malattia e a luglio dello stesso anno morì. Un altro vigile del fuoco, Femiano Antonio mentre si recava a Sermoneta fu fatto prigioniero dai tedeschi, che stazionavano presso l’abbazia di Valvisciolo, e mandato a Cassino. Dopo 15 giorni rientrò al Reparto.

La presenza dei Vigili del Fuoco a Sermoneta e Colleferro, fece da deterrente alle violenze dei coloniali francesi. Infatti, queste truppe si abbandonarono a centinaia di stupri e saccheggi nei comuni dei Lepini come Prossedi, Maenza, Roccagorga, Sezze, Bassiano, Norma e Cori. Un solo caso accertato di stupro fu registrato a Sermoneta, grazie alla presenza del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco che stazionò a Sermoneta dal 30 gennaio 1944 alla fine di giugno 1944. Anche nel paese di Colleferro, la presenza dei Vigili del Fuoco salvò la popolazione.

L’Associazione Nazionale Vittime delle MarocchinateANVM, che da anni effettua ricerche storiche sulle violenze perpetrate dai magrebini inquadrati nell’Esercito Francese, lancia un appello affinché alla Bandiera del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sia concessa una onorificenza per l’attività svolta in guerra dal suo personale.

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