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Roma

GENZANO: EMERGENZA IMMONDIZIA PER STRADA E RANDAGISMO AI COLLI DI CICERONE

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Tempo di lettura 2 minuti Il "porta a porta", come si evince dalle immagini, non decolla nella zona Colli di Cicerone

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E intanto,  dopo aver onorato regolarmente TARI, TASI e quote consortili… i residenti si trovano con l' "indifferenziata" fuori casa

 

di Angelo Parca

Genzano di Roma (RM) – Quando tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ecco che interviene la vera bussola sul territorio che è sostanzialmente il cittadino che concretamente utilizza i servizi offerti. In questo caso un attento cittadino ci ha segnalato una problematica, immortalata dalle inequivocabili immagini, relativa il servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta “ sul territorio di Genzano e più precisamente ai Colli di Cicerone.  L’iniziativa della segnalazione è partita nel momento in cui, in questo giorni, sono comparsi dei manifesti in cui sia il Comune che gli altri enti coinvolti elencano i lusinghieri risultati ottenuti dallo scorso mese di  Maggio.

Nei fatti la situazione appare differente e allora il residente dei Colli di Cicerone ha preso carta e penna e scritto sia al sindaco che alla Soc. Ambiente che gestisce il servizio e sia alla ASL.

Nella missiva si è fatto esplicito riferimento alle modalità di organizzazione del "porta a porta" che, anche se può sembrare in prima istanza  un privilegio, nella realtà non si addice ad un contesto pseudo rurale quale è quello del Consorzio Colli di Cicerone.

Ma veniamo ai fatti: il Comune si è premurato di fornire ad ogni residente gli appositi contenitori rigidi per la differenziazione rispettivamente della carta, dell'organico e del vetro mentre per l'indifferenziata e per la plastica/alluminio una scorta di buste di plastica (peraltro trasparenti violando il benché minimo  diritto alla privacy). Cosa significa tutto questo? Vuol dire che, indirettamente, viene imposto ai residenti di lasciare tali buste depositate in terra nel'attesa del ritiro l'indomani.

Tralasciando quella che agli occhi dei cittadini appare una “indecorosa” quanto più “incivile visione” del  problema ben più grave è che, probabilmente, nessuno ha tenuto conto del fenomeno randagismo notturno ovvero buste lacerate con relativo spargimento del contenuto.

A chi l'onere della pulizia? Il consorzio, come entità privata, provvede autonomamente alla pulizia delle strade interne ma non si può far carico sistematicamente di un evento imprevisto e, tutto sommato, non di sua pertinenza essendo il fenomeno del randagismo in gestione al Comune.

Ad evitare o limitare quanto sopra ognuno si ingegna o adotta i provvedimenti che ritiene più idonei, i più appendono sacchi e sacchetti e talvolta i contenitori stessi sulla sommità  dei propri cancelli. Il risultato è davvero osceno e incivile a vedersi. Qualcuno, allora, ha provveduto ad acquistare ovviamente a sue spese due contenitori di media fattura che, purtroppo, non hanno resistito alla furia invasiva dei randagi e sono andati immancabilmente distrutti lasciando nuovamente i rifiuti sparsi nell'area circostante, tra l'altro, alla vista delle persone in transito, aspetto di per sé intollerabile.

Nella disperazione più totale e non sapendo quale altra iniziativa intraprendere il residente che ci ha scritto ha provato a sensibilizzare il Comune ad una rapida quanto definitiva soluzione. Ha prospettato la fornitura da parte dell’Ente di un adeguato contenitore rigido  o, in alternativa, dei  contenitori condominiali (essendo tra l'altro il Consorzio stesso un condominio) ad uso e consumo di quei  residenti che hanno esigenze fuori dall'ordinario (n.b. il Centro di Raccolta Comunale dista 8 km ca. e sarebbe improponibile uno smaltimento diretto). Purtroppo ad oggi non c’è stato alcun riscontro. E intanto,  dopo aver onorato regolarmente TARI, TASI e quote consortili… i residenti si trovano con l' "indifferenziata" fuori casa 

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Castelli Romani

Nemi, il comitato pro Cortuso su revoca di Marinelli: quando la paura fa 90

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Nei giorni scorsi è stata notificata la revoca da presidente del seggio numero 2 di Nemi ad Azzurra Marinelli, moglie di Carlo Cortuso, candidato sindaco alle amministrative di Nemi il prossimo 12 giugno. Il comitato per Cortuso Sindaco è intervenuto con una nota:

“Un ruolo che Marinelli era stata chiamata a ricoprire diverse volte negli anni passati e che non aveva mai rappresentato alcun problema, nemmeno alle scorse amministrative quando suo marito era candidato sindaco ( stessa situazione dunque).
La decisione, che richiama come “inopportuna” la presenza della signora Marinelli a controllo del seggio elettorale è stata presa dalla Corte di Appello di Roma su segnalazione del Sindaco uscente Alberto Bertucci.
Posto che l’opportunità di per sé è qualcosa di strettamente soggettivo, e qui parliamo di una decisione che andrebbe presa a livello legale e quindi oggettivo, sono due i dettagli che ci lasciano senza parole e che danno il giusto riscontro su quella che è oggi la politica a Nemi: il primo è che la segnalazione è stata fatta dal signor Bertucci in qualità di Sindaco, e quindi in virtù nel suo ruolo istituzionale, e non come candidato alle prossime elezioni. Il secondo è che nel documento consegnato a firma del presidente della Corte di Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, una frase recita testuale: “Letta la nota con cui il Sindaco del Comune di Nemi segnala che la signora Azzurra Marinelli è moglie del candidato di opposizione nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale”.
Constatiamo dunque che a Nemi esiste un candidato di maggioranza e uno di opposizione quando, almeno dal 1946, in Italia si votano candidati che si trovano tutti nella medesima posizione; non ci risulta infatti che in una competizione elettorale qualcuno parta in vantaggio rispetto ad un altro.
Questa è Nemi oggi: un Paese dove una persona, il Sindaco Bertucci, fa il bello e il cattivo tempo segnalando situazioni che fino alla scorsa tornata elettorale non avevano destato alcun problema, ma che forse questa volta danno fastidio perché si ha il timore di portare a casa un risultato deludente, forse perché questa volta i cittadini di Nemi hanno iniziato a mangiare la foglia e sono stanchi di percepire il Sindaco più come un padrone che come una guida.
Azzurra ha naturalmente presentato ricorso contro la decisione della Corte di Appello, se non altro per le motivazioni che appaiono totalmente fuori ogni significato legale; nel frattempo noi candidati nella Lista Civica Nemi continuiamo a raccontare il nostro programma per la città, quello che vorremmo fare, quello che vorremmo migliorare ma soprattutto il modo in cui vorremmo far partecipare i cittadini alla vita del Comune, senza paura e senza timore. Liberamente, a Nemi”.

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Castelli Romani

Nemi, il sindaco uscente segnala Azzurra Marinelli alla Corte D’Appello

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Revocata dalla carica di Presidente di seggio

La Corte d’Appello di Roma ha revocato la nomina di Azzurra Marinelli da presidente del seggio elettorale della sezione 2 del Comune di Nemi.

La revoca arriva dopo una segnalazione scritta dall’attuale sindaco uscente Alberto Bertucci, datata 17 maggio 2022. Bertucci segnala che Marinelli è la moglie del candidato sindaco “della lista di opposizione” all’attuale primo cittadino uscente.

Da circa 25 anni, Azzurra Marinelli ricopre il ruolo di presidente di seggio in occasioni delle elezioni amministrative di Nemi. Anche nel 2017 con il marito candidato sindaco, Marinelli ha svolto l’attività di presidente di seggio senza che l’allora sindaco Alberto Bertucci segnalasse l'”inopportunità”.

Il Consiglio di Stato a più riprese ha ribadito che la parentela tra componenti dell’ufficio elettorale di seggio e candidati sindaco o amministratori non costituisce presupposto di incompatibilità.

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Cronaca

Guidonia Montecelio, inaugurato il polo affido familiare del distretto

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Il sindaco Barbet: “La nostra Amministrazione Comunale crede molto in questo strumento che abbiamo finanziato e su cui puntiamo grazie alla collaborazione con la Asl Roma 5″

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Nella giornata di martedì 24 maggio il Sindaco Michel Barbet, il Presidente della Commissione Sociale Consiliare Matteo Castorino con la Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Lazio Eleonora Mattia e la dottoressa Stefania Salvati della Asl Roma 5 hanno inaugurato il polo affido familiare del distretto che si trova a Setteville in Via Pascoli 52.

“Il polo affido familiare si pone come scopo quello di mettere in contatto le famiglie affidatarie ed i bambini e ragazzi in difficoltà- spiega il Presidente Castorino- con l’obiettivo di consentire un graduale rientro del minore nella famiglia di origine a fronte di un progetto personalizzato di aiuto e supporto”.

“La nostra Amministrazione Comunale crede molto in questo strumento che abbiamo finanziato e su cui puntiamo grazie alla collaborazione con la Asl Roma 5. Tutelare i minori in difficoltà è un compito che spetta alle amministrazioni pubbliche e che dobbiamo perseguire con tutti gli strumenti a nostra disposizione”- conclude il Sindaco Michel Barbet.

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