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Roma

GENZANO, TEATRO COMUNALE: OPERA INCOMPIUTA DOPO 27 ANNI E DOPO 4,5 MILIONI DI EURO DI SOLDI PUBBLICI

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Il Capogruppo Pdl Fabio Papalia ha presentato un esposto alla Corte dei Conti

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Il Teatro fu inaugurato a maggio 2011, nel pieno della campagna elettorale, dall'allora sindaco Enzo Ercolani. Oggi, dopo aver speso oltre 4,5 milioni di euro di soldi pubblici in 27 anni l'opera è ancora incompiuta.

 

Redazione

Genzano (RM) – In una nota il capogruppo consiliare del Popolo della Libertà, Fabio Papalia chiede chiarimenti ed approfondimenti all’amministrazione comunale in merito ai lavori del centro culturale Carlo Levi (Teatro comunale) : “In un momento in cui le istituzioni dovrebbero dare risposte concrete e la politica non può permettersi inutili sprechi, è giunto il momento di analizzare un’opera che da sempre risulta incompleta a Genzano; il cosiddetto Teatro comunale denominato Centro Culturale Carlo Levi. Con un’interrogazione comunale ho richiesto la relazione di riepilogo dei lavori  eseguiti per la realizzazione della suddetta struttura. Leggendo il documento sono rimasto veramente sconcertato poiché si tratta di una questione che vede le origini nel lontano 1985 con un’apposita delibera di Consiglio Comunale. Precisamente in data 29 luglio 1985, con la delibera di consiglio numero 262, il comune di Genzano approvava e stanziava la cifra di 3 miliardi e 440 milioni di lire.

La costruzione dell’opera era stata suddivisa in lotti e ad oggi siamo giunti alla realizzazione del 12° lotto su i 13 previsti. Ovviamente finora si nota solamente il pesante ritardo, ma quello che fa veramente preoccupare e rabbrividire è la cifra impegnata sin qui. Allo stato attuale, per la realizzazione dei 12 lotti finora appaltati è stata impegnata la somma complessiva di € 4.572.281,00 corrispondente a quasi 9 miliardi di vecchie lire!! Praticamente, è stato speso il triplo di stanziato nel lontano 1985! Oggi, osservando il tutto risulta evidente, quindi, in che stato di abbandono si trovi la struttura; ed è ancora più preoccupante venire a conoscenza che si tratti di un’opera del tutto incompleta e inutilizzabile.


Le domande sorgono spontanee: Come sono stati impiegati tutti questi fondi Comunali, Provinciali e Regionali? Che fine hanno fatto tutti questi soldi? Considerando che il direttore dei lavori è sempre lo stesso dal 1985 ad oggi cosa dichiara in merito? Purtroppo si tratta di una questione che è andata avanti per 27 anni e che mai nessuno ha affrontato come avrebbe dovuto; non è possibile spendere tutti questi soldi pubblici senza vedere un minimo di risultato e senza approfondire come siano stati impiegati.
Attendiamo risposte; in attesa di notizie dalla Corte dei Conti che è stata informata di tutto con un apposito esposto.”
 

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Roma

Roma, auto rubate in uno sfascio illegale in via Palmiro Togliatti: arrestate 5 persone

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ROMA – Al termine di un’attività di ricerca inerente il furto di un’autovettura, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato cinque persone, due romani di 56 e 58 anni e tre cittadini romeni di 45, 49 e 42 anni, poiché sorpresi a smontare parti di un’autovettura risultata rubata.

I Carabinieri, arrivati in via Palmiro Togliatti, hanno accertato che i cinque, avevano allestito un vero e proprio autodemolitore all’interno di un’area demaniale, risultata già sottoposta a sequestro.

Successivamente i militari hanno appurato numerose irregolarità in materia ambientale: gestione rifiuti, mancanza di alcun titolo autorizzativo, mancanza di una superficie impermeabile, assenza sistemi decantazione e sgrassaggio, oltre alle carenze infrastrutturali e documentali.

All’interno della stessa area, pari a 3.500 mq, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno rinvenuto: 6 autovetture o parti di esse, risultate oggetto di furto e 19 targhe di autovetture, denunciate rubate.

L’intero sito è stato nuovamente sequestrato dai militari, mentre i 5 arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, in attesa del rito di convalida, dovranno rispondere dei reati di; riciclaggio in concorso, ricettazione, violazione di sigilli e gestione illecita di rifiuti speciali e pericolosi

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Litorale

Pomezia, emergenza Coronavirus: chiuso l’Istituto Largo Brodolini”

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Su richiesta della Asl Roma 6 il Sindaco ha disposto la chiusura dell’Istituto a seguito dei numerosi casi d’infezione da Covid-19 registrati negli ultimi giorni in diverse classi della scuola

POMEZIA (RM) – Il Sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà ha appena firmato un’ordinanza che dispone la sospensione di ogni attività all’interno dell’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “LARGO BRODOLINI” da oggi 27 febbraio e fino al 13 marzo 2021 compreso.

La decisione arriva su richiesta della Asl di competenza, a seguito dei numerosi casi d’infezione da Covid-19 registrati negli ultimi giorni in diverse classi della scuola.

“Una misura precauzionale – spiega il Primo Cittadino – visto il numero di classi poste in quarantena per i casi di positività registrati, a tutela della salute e della sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico. Per le prossime due settimane tutte le attività scolastiche saranno svolte a distanza”.

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Metropoli

Guidonia Montecelio, amministrazione M5s. Ammaturo (FdI): “Vietato pagare i creditori”

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Riceviamo e pubblichiamo la nota di Giovanna Ammaturo capogruppo di FdI in Consiglio comunale a Guidonia Montecelio dove denuncia che: “Oltre a non pagare milioni di euro a società e professionisti, ad opporsi con liti giudiziarie, il sindaco Barbet e il M5 voglia forfettizzare i debiti a danno di chi non ha contante a causa della pandemia e del diminuito fatturato”.

Ecco la nota di Giovanna Ammaturo (FdI):

“30 milioni di euro è la cifra non ufficiale dei debiti commerciali del comune di Guidonia Montecelio. La pagina della trasparenza dell’Ente è ferma, purtroppo, al 31 dicembre 2019 ma a bilancio sono iscritti 47 mln di debiti. Per l’amministrazione pentastellata di Barbet le leggi valgono solo per gli altri. Al M5S poco importa, vista l’evidenza, che centinaia di società, ditte e professionisti dietro cui ci sono maestranze e famiglie oltre che bocche da sfamare e rispetto, abbiano reso un bene o un servizio all’Ente: debbono attendere. Il manto della burocrazia facilita la P.A. che prima di onorare il contratto ha l’obbligo di accertare che il creditore sia più cristallino di un diamante: Durc, Inps, Inail, Agenzia delle Entrate sono alcune di una decina di controlli che diventano liturgia a non pagare o meglio: aspettare. La burocrazia è andata anche oltre: la forfettizzazione. Un neologismo amaro che a seguito di un negoziato riduce l’importo. In pratica ti devo 100, ti do 70, e mi firmi una liberatoria che, tu mi hai chiesto il forfait. Le esigenze pressanti di una azienda che ha visto drasticamente diminuire il fatturato e manca il circolante in periodi di pandemia costringe i creditori a ridursi l’utile se non sottocosto pur di incassare. Uno squallido episodio di ignominia civile, sociale ed umana. Ho letto che la DIA è preoccupata che mafia acquisterebbe a buon prezzo aziende attanagliate dalla mancanza di contante e dalla pandemia- conferma Ammaturo- Ecco perché occorre pagare i creditori, non aiutarli per la discesa. Sarà anche legge ma è disumano che il lassismo, il trasferimento di fondi, permette a distanza di anni di stare seduti al caldo dietro una scrivania e stipendio assicurato e vessare chi ha lavorato o solo onorato il contratto. Per il M5S essere vicino a commercianti, aziende e professionisti è solo di facciata mentre il conto corrente della seconda città d’Italia non capoluogo di provincia non scende mai sotto i 20 mln di euro. Così mentre il sindaco Barbet scimmiotta Paperone sono centinaia le opposizioni a decreti ingiunti e altrettante le liti giudiziarie in corso che oltremodo inibiscono il creditore ad essere fornitore della P.A. Pubblicare una lettera sul sito dell’Ente invitando alla pace sociale tra locatari e locatori per reciproco interesse stride con chi non paga o voglia forfetizzare i debiti a danno solo della parte contrattuale più debole. Dal 31 marzo 2015 v’è l’obbligo della fatturazione elettronica e dal primo luglio 2020 è scattato l’obbligo di inserire i mandati di pagamento le scadenze delle fatture. Il tasso di interesse per ritardato pagamento è sempre stato durante l’amministrazione Barbet l’8%. Molte volte abbiamo sollevato il problema in Consiglio comunale – conclude Ammaturo- e siamo stati minacciati di denuncia penale se avessimo continuato a dire che c’erano milioni di euro di debiti non pagati. Abbiamo presentato una mozione sull’argomento che sarà discussa in Aula di Consiglio, il luogo più giusto e trasparente affinchè i cittadini possano comprendere come la Città è amministrata da Barbet ed il M5S.”

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